
Un cerchio, alcune sedie e molte storie
Comune-info - Sunday, June 28, 2026Li trovate ovunque: nei teatri, nelle sedi di comitati e associazioni, spesso in posti occupati, ma anche in case private, botteghe, retrobotteghe, cortili, orti… Quelli del Collettivo Teatro NO! cercano soltanto luoghi nei quali sia possibile creare un cerchio e dialogare, incontrarsi e a volte scontrarsi con gli spettatori, che loro preferiscono chiamare testimoni. Insomma, vagano per l’Italia a raccontare storie,”usando” il teatro – tutto quello che fanno si basa sull’autoproduzione – per creare relazioni, condividere domande, imparare a ragionare insieme, scoprire la voglia di mettersi in gioco

Il collettivo Teatro NO! é formato da un’attrice, Cinzia Laganà, un regista, Simone Capula, un artista visivo, Claudio “Fade” Fadda, e ospiti vari. Vivono e agiscono nella periferia di Torino, l’unica città al modo che rimpiange il grigiore degli anni Ottanta, quando la Fiat la faceva da padrona. I tre si sono trasformati in storytellers, riscoprendo l’essenza del teatro riunendo attorno a loro, su qualche fila di sedie, un gruppetto di spettatori/testimoni. I componenti del Collettivo continuano a fare Teatro perché esso permette di incontrare donne e uomini che non si sentono a proprio agio nelle loro condizioni e continuano ad alzarsi in punta di piedi come se un giorno potessero volare.
Il lavoro teatrale, di narrazione, è un tentativo di fare in modo che gli spettatori, pur sapendo benissimo che quel che vien narrato é finzione, finché ci stanno dentro lo prendano per vero. Questo gruppo di persone, attraverso la finzione del racconto guardano e analizzano il mondo. Come dice John Berger:
“Volevo scrivere sull’importanza di guardare il mondo, e ho scritto questo libro per aiutare le persone a vedere cosa c’è intorno a loro: il meraviglioso e il terribile”.
Cinzia, Simone e “Fade” continuano a vagare per l’Italia a raccontare storie,”usando” il teatro per creare relazioni.
Il Collettivo Teatro NO!, ha al suo attivo tre spettacoli teatrali: Vermi inermi (Drammetto Grottesco Orecchiabile), Io sono come voi (Appunti teatrali da un libro) e Dalle belle città (La Resistenza vista con gli occhi di una donna libera, una madre in apprensione per il figlio Partigiano) e due performance legate alle opere dell’artista Claudio “Fade” Fadda Facce (Là dove domina lo spettatore concentrato domina anche la polizia). Ma anche tre racconti teatrali: Hanamichi (racconto per due maestri con un omaggio a un Amico) Nando/Renzo/Beppe; Sull’orlo del precipizio (Pellegrinaggio teatrale di un “Reduce”); Col cuore in mano (Storia vera piena di bugie di un bambino, che non amava andare a scuola).
Il Collettivo Teatro NO! Per un periodo, ha anche curato una trasmissione di Teatro alla Radio, intitolata “Gli Artigiani degli interstizi” (per ascoltare i podcast: radiobandito.it), trasmissione che poi è stata interrotta per divergenze etiche ed ideologiche con una parte della redazione di Radio Bandito.
Tutte le produzioni, la distribuzione, tutta l’attività del Collettivo è basato sull’autoproduzione. I componenti del Collettivo credono profondamente nell’etica del DiY (Do it yourself).
Gli spettacoli vengono presentati, ovunque teatri, comitati, associazioni, posti occupati, case private, botteghe, retrobotteghe, cortili, orti, orti urbani, in ogni luogo dove sia possibile creare un cerchio intorno e dialogare, incontrarsi e a volte scontrarsi con gli spettatori o sarebbe meglio chiamarli testimoni. Cerchiamo quello “scontro” che nasce dal dialogo, dal confronto e che quindi serve a costruire idee, opinioni, e a creare uno spirito critico, che può aiutare a crescere e a essere partecipi non allineati, a tratti antagonisti, sicuramente capaci di agire intellettualmente. Il nostro piccolo, ma onesto progetto si prefigge di far affiorare nei partecipanti, nei testimoni, la volontà di indagare, ascoltare, osservare, ragionare; in particolare scoprire o meglio riscoprire la voglia di mettersi in gioco e il desiderio di incontrare diverse “culture”, mentalità ed esigenze.
Forse il progetto non ha bisogno di così tante parole e spiegazioni, basterebbe solamente la citazione di Edoardo Galeano :
“Quando le bruciano le sue casette di carta, la memoria trova rifugio nelle bocche che cantano le glorie degli dei e degli uomini, canti che rimangono di gente in gente, e nei corpi che danzano al suono dei tronchi cavi, dei gusci di tartaruga e dei flauti di canna”
Il Collettivo Teatro NO! È a disposizione di tutte le realtà, le individualità che sono interessate al loro progetto, di quelle persone che cercano di alzarsi in punta di piedi come potessero volare.
È ora di smetterla di fare Teatro che parla di politica ed è ora di fare Teatro in modo politico.
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