
L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori migranti chiede la regolarizzazione di tutti coloro che vivono in Italia
Pressenza - Saturday, June 27, 2026Si sono riuniti online ieri sera rappresentanti di diverse sedi e città per proseguire la discussione su un percorso che metta al centro la battaglia concreta: la REGOLARIZZAZIONE dei lavoratori migranti presenti in Italia. Una battaglia che non è uno slogan, ma che viaggia sulla pelle, sul destino e sugli interessi reali di centinaia di migliaia di persone. Documenti per tutti: questa è la rivendicazione che ci unisce e attorno a cui vogliamo costruire un fronte comune di lotta e di mobilitazione sociale.
Sul resto va detto con chiarezza: la cosiddetta “remigrazione” è uno slogan strampalato, un’invenzione propagandistica dei rigurgiti fascisti e razzisti. Non vale la pena rincorrerla né schiacciarsi in una contrapposizione sterile che fa solo piacere a chi l’ha lanciata e che vive di quella polarizzazione. Il pericolo concreto, quello che ricade davvero sulla vita delle persone, è il nuovo patto europeo su migrazioni e asilo appena approvato. Su questo hanno insistito diversi interventi, tra cui quello di Stefano Galieni di Rifondazione Comunista, sottolineando le ricadute pesantissime per tutti i lavoratori in attesa di asilo politico o di risposte sulla propria condizione.
Da Yacuba è venuta la proposta di preparare una petizione che chieda con forza la regolarizzazione dei lavoratori presenti in Italia.
Da Ragusa e Vittoria la richiesta di intervenire sulla condizione della residenza e sulle difficoltà che si incontrano nei vari comuni, dove la diffidenza nell’affittare le case ai lavoratori stranieri si traduce in un ostacolo materiale ai diritti.
Dai delegati sindacali della logistica è stata rilanciata l’idea di costruire uno sciopero dei lavoratori migranti da realizzarsi entro dicembre, coinvolgendo non solo i lavoratori regolarmente inseriti nel mondo del lavoro, ma soprattutto tutte quelle categorie non contrattualizzate che svolgono attività che, se fermate, danneggerebbero realmente parte dell’economia del paese: braccianti, rider, badanti, lavoratori della ristorazione, della logistica, dell’edilizia.
Da Torretta Antonacci è arrivata la comunicazione di una prossima iniziativa da realizzare a Bari in concomitanza con il 4 luglio, festa nazionale statunitense, che il Papa ha deciso di celebrare a Lampedusa in netta contrapposizione con le politiche trumpiane. Da Torretta si intende denunciare non solo le condizioni di vita in quella baraccopoli ma anche l’inerzia del governo nazionale e regionale sulle condizioni di vita e di lavoro del bracciantanto migrante.
Si è ricordata infine l’importante iniziativa svolta a Napoli il 20 giugno, che ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori migranti.
Il punto nodale emerso dalla discussione si concentra attorno all’impegno per le prossime settimane di
lanciare una campagna per la REGOLARIZZAZIONE — documenti per tutti — come rivendicazione centrale, concreta e unificante di tutte le realtà coinvolte, attraverso
la predisposizione di una bozza di piattaforma da far circolare, vivere e costruire collettivamente in queste settimane, capace di tenere insieme la battaglia per i documenti, per la residenza, per la dignità del lavoro migrante e l’opposizione al nuovo regolamento europeo.
Per tutti noi l’obbligo di continuare in questo percorso e di riconvocarci nelle prossime settimane per dare forma e gambe a questa piattaforma rivendicativa anche attraverso la realizzazione di assemblee informative sul patto UE e incontri pubblici per entrare in contatto con le diverse comunità presenti nelle città e costruire con loro i momenti assembleari necessari per costruire questo percorso di lotta.