Milano, il Teatro dell’Oppresso anima il Corvetto

Pressenza - Saturday, June 27, 2026

Dal 18 al 21 giugno, si è svolta la quarta edizione del Festival del Teatro dell’Oppresso, organizzato dall’associazione Casa Pace nel quartiere Corvetto di Milano, dove l’associazione ha la propria sede e svolge da anni attività sociali, culturali e di promozione della cittadinanza attiva.

Il Corvetto è uno dei quartieri più popolari e multiculturali della città, caratterizzato dalla presenza di comunità provenienti da diverse parti del mondo e da una vivace rete associativa. Negli ultimi anni il quartiere è diventato un laboratorio di iniziative sociali e culturali che promuovono inclusione, dialogo e partecipazione, valori che ben si sposano con la filosofia del Teatro dell’Oppresso.

Nato dall’esperienza del regista e teorico brasiliano Augusto Boal, il Teatro dell’Oppresso utilizza il linguaggio teatrale come strumento di riflessione collettiva e trasformazione sociale, coinvolgendo il pubblico non come semplice spettatore, ma come protagonista attivo dei processi di cambiamento.

Anche quest’anno il festival ha rappresentato un’importante occasione di incontro e confronto tra realtà provenienti da diverse città italiane. Sul palco si sono alternate compagnie e gruppi teatrali arrivati da Parma, Padova, Firenze e Milano, portando in scena spettacoli e laboratori dedicati a temi sociali, relazionali e civili. Le diverse esperienze hanno offerto al pubblico punti di vista differenti su questioni contemporanee, favorendo il dialogo e la partecipazione.

La manifestazione ha confermato la propria capacità di creare connessioni tra territori e comunità, valorizzando il teatro come spazio di ascolto, espressione e costruzione collettiva di nuove possibilità. Per Casa Pace, questa quarta edizione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di diffusione del Teatro dell’Oppresso e di promozione di una cultura della pace e della partecipazione nel quartiere Corvetto e nella città di Milano.

Il festival si conferma così un appuntamento sempre più significativo nel panorama delle pratiche teatrali e sociali italiane, capace di mettere al centro le persone, le loro storie e il desiderio condiviso di immaginare e costruire comunità più inclusive e solidali.

 

Andrea Mancuso