
Nessuno comanda nessuno, ma Deliveroo sì
DINAMOpress - Tuesday, June 9, 2026A marzo 2026 la Procura di Milano ha disposto il commissariamento del ramo italiano di Deliveroo per caporalato. Ventimila rider in tutto il paese, tremila solo a Milano. L’algoritmo assegna gli ordini, gestisce i rating, attiva e disattiva gli account. Nessun caporale in carne e ossa: solo un sistema che funziona esattamente come progettato.
La risposta dei lavoratori è arrivata pochi giorni prima: il 14 marzo 2026, migliaia di rider sono scesi in piazza in oltre 30 città italiane, con lo slogan «Si lavora per vivere, non per sopravvivere». La mobilitazione, organizzata da Nidil Cgil, chiedeva l’applicazione del CCNL Merci e Logistica: ferie, malattia, infortuni, tredicesima. A Bologna, la Cgil aveva già aperto a marzo 2025 “Casa Rider”, uno spazio di supporto e organizzazione in collaborazione con Arci e Caritas. Il movimento esiste, si organizza, ottiene risultati parziali.
Ma la domanda che questo articolo pone è più radicale: anche se tutte quelle battaglie contrattuali vincessero, il problema di fondo sarebbe risolto?
La risposta è no. E per capire perché bisogna capire cos’è davvero il comando.
Il comando non ha bisogno di un padrone
Siamo abituati a pensare il comando come qualcosa che qualcuno esercita su qualcun altro. Il capo che ordina. Il poliziotto che minaccia. Il proprietario che sfratta. Il dominio, in questa versione, richiede un agente: qualcuno che vuole, decide, impone.
Deliveroo non funziona così. L’algoritmo non vuole nulla. Non ti odia. Non ti sfrutta per piacere. Applica criteri pubblici, trasparenti, identici per tutti: tasso di accettazione degli ordini, puntualità, valutazioni dei clienti. Se scendi sotto la soglia, vieni deattivato. Nessuna discrezionalità. Nessun arbitrio. Nessun padrone.
Eppure il commissariamento è arrivato. Perché la struttura del rapporto — indipendentemente dalla buona o cattiva volontà di chiunque — produce sfruttamento. Come?
Il comando strutturale esiste quando un’istituzione pone una persona nella posizione di determinare se un’altra conserva accesso alle condizioni di sopravvivenza. Non serve che qualcuno emetta ordini. Serve solo che rifiutare i termini significhi perdere ciò di cui hai bisogno per continuare a esistere.
Tre condizioni, una struttura
Per diagnosticare il comando strutturale bastano tre domande.
Prima: il rider dipende dalla piattaforma per accedere a un reddito senza il quale non può sopravvivere? Sì. Come documenta il Dossier Rider 2025 di Nidil Cgil, basato su circa 500 questionari in quattro lingue, la maggior parte dei rider lavora sei o sette giorni a settimana, otto-dieci ore al giorno. Non è un lavoretto. È l’unica fonte di reddito — e per il 91,7% dei casi si tratta di uomini giovani, in larga parte migranti, senza alternative nel mercato del lavoro regolare.
Seconda: la piattaforma si appropria di valore da questa dipendenza — valore che estrae precisamente perché il rider non può rifiutare credibilmente? Sì. Deliveroo trattiene dal 20% al 30% su ogni ordine. Il rider sopporta tutti i rischi — meteo, traffico, infortuni, assenza di tutele — mentre la piattaforma incassa la commissione. La commissione è estraibile perché chi la paga non ha alternative.
Terza: il rischio di perdere tutto — reddito, accesso alla piattaforma, la possibilità stessa di lavorare — è asimmetricamente concentrato sul rider e funziona come meccanismo strutturale di compliance? Sì. Secondo i dati della Procura di Milano, il 73% dei rider monitorati guadagnava meno della soglia di povertà — con uno scarto medio di oltre 7.000 euro annui dal minimo necessario. La deattivazione dell’account è il licenziamento senza preavviso, senza appello, senza indennità. Il rider non può imporre costi equivalenti alla piattaforma.
Tre condizioni, tutte soddisfatte. Comando strutturale
Perché le riforme contrattuali non bastano
La risposta istituzionale si è concentrata sul contratto: riconoscere la subordinazione, applicare il CCNL Logistica, garantire ferie e malattia. Il Tribunale di Milano lo ha stabilito nel 2023. La direttiva europea 2024/283 va nella stessa direzione. Nidil Cgil lo chiede da anni, con dati e vertenze. Queste battaglie sono giuste e necessarie.
Ma non toccano la radice del problema.
Un rider con contratto subordinato, ferie pagate e malattia garantita è ancora in una relazione di comando strutturale se non può rifiutare i termini del rapporto senza perdere il reddito da cui dipende la sua sopravvivenza. Hai migliorato le condizioni della resa. Non hai eliminato la struttura che la rende necessaria.
Glovo lo ha dimostrato a modo suo: dal maggio 2025 ha introdotto il free-login, eliminando la prenotazione dei turni. Più rider connessi contemporaneamente, meno consegne per ciascuno, meno guadagno. Più «libertà», più comando. L’innovazione contrattuale viene costantemente aggirata quando la struttura di potere sottostante resta intatta.
Il rifiuto sopravvivibile
La domanda che il movimento dovrebbe porre non è solo «quanto pagate i rider?» ma «il rider può rifiutare senza essere distrutto?»
Il rifiuto sopravvivibile non significa rifiuto comodo. Uscire da un rapporto di lavoro ha sempre costi. Non si tratta di eliminarli. Si tratta di garantire che non superino la soglia oltre la quale la persona non è più in grado di ricostruirsi: di cercare alternative, di deliberare, di agire come qualcuno che sceglie invece che come qualcuno che sopravvive.
Quando quasi tre quarti dei rider monitorati guadagnano meno della soglia di povertà, il rifiuto non è sopravvivibile. Non perché Deliveroo sia particolarmente crudele, ma perché il mercato del lavoro italiano nel 2026 non offre alternative reali a chi è già ai margini.
Questo è il punto che le battaglie contrattuali, da sole, non possono raggiungere. Il contratto regola i termini del rapporto. Il rifiuto sopravvivibile richiede le condizioni materiali esterne al rapporto: un reddito di base incondizionato, una rete di sicurezza che non si smonta appena smetti di «collaborare». Non per rendere i lavoratori capricciosi. Per rendere la loro partecipazione al mercato genuinamente volontaria.
L’algoritmo come forma di dominio senza dominatori
C’è qualcosa di politicamente rilevante nel fatto che Deliveroo sia stata commissariata per caporalato senza che ci sia un caporale identificabile. I manager non odiano i rider. I clienti non stanno consapevolmente partecipando a uno schema di sfruttamento. L’algoritmo non ha intenzioni.
Questo è esattamente ciò che rende il comando strutturale più difficile da combattere del comando personale. Quando c’è un padrone, puoi organizzarti contro il padrone. Quando c’è una struttura, devi organizzarti contro la struttura — e la struttura non si vede, non si incontra in assemblea, non firma contratti.
Il commissariamento di Deliveroo è una vittoria legale. Ma la struttura sopravviverà al commissariamento, come ha sopravvissuto alle sentenze, alle direttive europee, ai codici etici. Perché la struttura non è nei contratti. È nella posizione relativa di chi può permettersi di aspettare e di chi non può.
Cosa significa lottare contro il comando strutturale
Per i rider questo significa tre cose concrete che si possono portare avanti insieme: continuare le battaglie contrattuali per il riconoscimento della subordinazione — Nidil Cgil e i collettivi rider stanno facendo un lavoro essenziale; costruire potere collettivo capace di rendere la deattivazione individuale non-sopravvivibile per le piattaforme (reti mutualistiche, casse di resistenza, coordinamenti tra lavoratori come quelli che si stanno sviluppando a Bologna e in altre città); e spingere per le condizioni materiali esterne al rapporto di lavoro — reddito incondizionato, welfare universale — che rendono il rifiuto un’opzione reale.
Le prime due sono battaglie di movimento. La terza è una battaglia di sistema. Tutte e tre sono necessarie, perché il comando strutturale si riproduce finché non vengono eliminate le condizioni che lo rendono possibile — non solo i suoi effetti più visibili.
Deliveroo può essere commissariata. La struttura che l’ha resa possibile è ancora lì, e produce già il prossimo Deliveroo.
Tommaso Biagi è ricercatore indipendente in filosofia morale e politica analitica. Lavora sul framework dell’Anarchismo del Limite, che sviluppa i concetti di Non-Comando, Comando Strutturale ed Equifelicità.
Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione.
Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580

L'articolo Nessuno comanda nessuno, ma Deliveroo sì proviene da DINAMOpress.