Nessuno comanda nessuno, ma Deliveroo sì
A marzo 2026 la Procura di Milano ha disposto il commissariamento del ramo
italiano di Deliveroo per caporalato. Ventimila rider in tutto il paese, tremila
solo a Milano. L’algoritmo assegna gli ordini, gestisce i rating, attiva e
disattiva gli account. Nessun caporale in carne e ossa: solo un sistema che
funziona esattamente come progettato.
La risposta dei lavoratori è arrivata pochi giorni prima: il 14 marzo 2026,
migliaia di rider sono scesi in piazza in oltre 30 città italiane, con lo slogan
«Si lavora per vivere, non per sopravvivere». La mobilitazione, organizzata da
Nidil Cgil, chiedeva l’applicazione del CCNL Merci e Logistica: ferie, malattia,
infortuni, tredicesima. A Bologna, la Cgil aveva già aperto a marzo 2025 “Casa
Rider”, uno spazio di supporto e organizzazione in collaborazione con Arci e
Caritas. Il movimento esiste, si organizza, ottiene risultati parziali.
Ma la domanda che questo articolo pone è più radicale: anche se tutte quelle
battaglie contrattuali vincessero, il problema di fondo sarebbe risolto?
La risposta è no. E per capire perché bisogna capire cos’è davvero il comando.
IL COMANDO NON HA BISOGNO DI UN PADRONE
Siamo abituati a pensare il comando come qualcosa che qualcuno esercita su
qualcun altro. Il capo che ordina. Il poliziotto che minaccia. Il proprietario
che sfratta. Il dominio, in questa versione, richiede un agente: qualcuno che
vuole, decide, impone.
> Deliveroo non funziona così. L’algoritmo non vuole nulla. Non ti odia. Non ti
> sfrutta per piacere. Applica criteri pubblici, trasparenti, identici per
> tutti: tasso di accettazione degli ordini, puntualità, valutazioni dei
> clienti. Se scendi sotto la soglia, vieni deattivato. Nessuna discrezionalità.
> Nessun arbitrio. Nessun padrone.
Eppure il commissariamento è arrivato. Perché la struttura del rapporto —
indipendentemente dalla buona o cattiva volontà di chiunque — produce
sfruttamento. Come?
Il comando strutturale esiste quando un’istituzione pone una persona nella
posizione di determinare se un’altra conserva accesso alle condizioni di
sopravvivenza. Non serve che qualcuno emetta ordini. Serve solo che rifiutare i
termini significhi perdere ciò di cui hai bisogno per continuare a esistere.
TRE CONDIZIONI, UNA STRUTTURA
Per diagnosticare il comando strutturale bastano tre domande.
Prima: il rider dipende dalla piattaforma per accedere a un reddito senza il
quale non può sopravvivere? Sì. Come documenta il Dossier Rider 2025 di Nidil
Cgil, basato su circa 500 questionari in quattro lingue, la maggior parte dei
rider lavora sei o sette giorni a settimana, otto-dieci ore al giorno. Non è un
lavoretto. È l’unica fonte di reddito — e per il 91,7% dei casi si tratta di
uomini giovani, in larga parte migranti, senza alternative nel mercato del
lavoro regolare.
Seconda: la piattaforma si appropria di valore da questa dipendenza — valore che
estrae precisamente perché il rider non può rifiutare credibilmente? Sì.
Deliveroo trattiene dal 20% al 30% su ogni ordine. Il rider sopporta tutti i
rischi — meteo, traffico, infortuni, assenza di tutele — mentre la piattaforma
incassa la commissione. La commissione è estraibile perché chi la paga non ha
alternative.
Terza: il rischio di perdere tutto — reddito, accesso alla piattaforma, la
possibilità stessa di lavorare — è asimmetricamente concentrato sul rider e
funziona come meccanismo strutturale di compliance? Sì. Secondo i dati della
Procura di Milano, il 73% dei rider monitorati guadagnava meno della soglia di
povertà — con uno scarto medio di oltre 7.000 euro annui dal minimo necessario.
La deattivazione dell’account è il licenziamento senza preavviso, senza appello,
senza indennità. Il rider non può imporre costi equivalenti alla piattaforma.
TRE CONDIZIONI, TUTTE SODDISFATTE. COMANDO STRUTTURALE
Perché le riforme contrattuali non bastano
La risposta istituzionale si è concentrata sul contratto: riconoscere la
subordinazione, applicare il CCNL Logistica, garantire ferie e malattia. Il
Tribunale di Milano lo ha stabilito nel 2023. La direttiva europea 2024/283 va
nella stessa direzione. Nidil Cgil lo chiede da anni, con dati e vertenze.
Queste battaglie sono giuste e necessarie.
Ma non toccano la radice del problema.
Un rider con contratto subordinato, ferie pagate e malattia garantita è ancora
in una relazione di comando strutturale se non può rifiutare i termini del
rapporto senza perdere il reddito da cui dipende la sua sopravvivenza. Hai
migliorato le condizioni della resa. Non hai eliminato la struttura che la rende
necessaria.
Glovo lo ha dimostrato a modo suo: dal maggio 2025 ha introdotto il free-login,
eliminando la prenotazione dei turni. Più rider connessi contemporaneamente,
meno consegne per ciascuno, meno guadagno. Più «libertà», più comando.
L’innovazione contrattuale viene costantemente aggirata quando la struttura di
potere sottostante resta intatta.
IL RIFIUTO SOPRAVVIVIBILE
La domanda che il movimento dovrebbe porre non è solo «quanto pagate i rider?»
ma «il rider può rifiutare senza essere distrutto?»
Il rifiuto sopravvivibile non significa rifiuto comodo. Uscire da un rapporto di
lavoro ha sempre costi. Non si tratta di eliminarli. Si tratta di garantire che
non superino la soglia oltre la quale la persona non è più in grado di
ricostruirsi: di cercare alternative, di deliberare, di agire come qualcuno che
sceglie invece che come qualcuno che sopravvive.
Quando quasi tre quarti dei rider monitorati guadagnano meno della soglia di
povertà, il rifiuto non è sopravvivibile. Non perché Deliveroo sia
particolarmente crudele, ma perché il mercato del lavoro italiano nel 2026 non
offre alternative reali a chi è già ai margini.
Questo è il punto che le battaglie contrattuali, da sole, non possono
raggiungere. Il contratto regola i termini del rapporto. Il rifiuto
sopravvivibile richiede le condizioni materiali esterne al rapporto: un reddito
di base incondizionato, una rete di sicurezza che non si smonta appena smetti di
«collaborare». Non per rendere i lavoratori capricciosi. Per rendere la loro
partecipazione al mercato genuinamente volontaria.
L’ALGORITMO COME FORMA DI DOMINIO SENZA DOMINATORI
C’è qualcosa di politicamente rilevante nel fatto che Deliveroo sia stata
commissariata per caporalato senza che ci sia un caporale identificabile. I
manager non odiano i rider. I clienti non stanno consapevolmente partecipando a
uno schema di sfruttamento. L’algoritmo non ha intenzioni.
> Questo è esattamente ciò che rende il comando strutturale più difficile da
> combattere del comando personale. Quando c’è un padrone, puoi organizzarti
> contro il padrone. Quando c’è una struttura, devi organizzarti contro la
> struttura — e la struttura non si vede, non si incontra in assemblea, non
> firma contratti.
Il commissariamento di Deliveroo è una vittoria legale. Ma la struttura
sopravviverà al commissariamento, come ha sopravvissuto alle sentenze, alle
direttive europee, ai codici etici. Perché la struttura non è nei contratti. È
nella posizione relativa di chi può permettersi di aspettare e di chi non può.
COSA SIGNIFICA LOTTARE CONTRO IL COMANDO STRUTTURALE
Per i rider questo significa tre cose concrete che si possono portare avanti
insieme: continuare le battaglie contrattuali per il riconoscimento della
subordinazione — Nidil Cgil e i collettivi rider stanno facendo un lavoro
essenziale; costruire potere collettivo capace di rendere la deattivazione
individuale non-sopravvivibile per le piattaforme (reti mutualistiche, casse di
resistenza, coordinamenti tra lavoratori come quelli che si stanno sviluppando a
Bologna e in altre città); e spingere per le condizioni materiali esterne al
rapporto di lavoro — reddito incondizionato, welfare universale — che rendono il
rifiuto un’opzione reale.
Le prime due sono battaglie di movimento. La terza è una battaglia di sistema.
Tutte e tre sono necessarie, perché il comando strutturale si riproduce finché
non vengono eliminate le condizioni che lo rendono possibile — non solo i suoi
effetti più visibili.
Deliveroo può essere commissariata. La struttura che l’ha resa possibile è
ancora lì, e produce già il prossimo Deliveroo.
Tommaso Biagi è ricercatore indipendente in filosofia morale e politica
analitica. Lavora sul framework dell’Anarchismo del Limite, che sviluppa i
concetti di Non-Comando, Comando Strutturale ed Equifelicità.
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