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Nessuno comanda nessuno, ma Deliveroo sì
A marzo 2026 la Procura di Milano ha disposto il commissariamento del ramo italiano di Deliveroo per caporalato. Ventimila rider in tutto il paese, tremila solo a Milano. L’algoritmo assegna gli ordini, gestisce i rating, attiva e disattiva gli account. Nessun caporale in carne e ossa: solo un sistema che funziona esattamente come progettato. La risposta dei lavoratori è arrivata pochi giorni prima: il 14 marzo 2026, migliaia di rider sono scesi in piazza in oltre 30 città italiane, con lo slogan «Si lavora per vivere, non per sopravvivere». La mobilitazione, organizzata da Nidil Cgil, chiedeva l’applicazione del CCNL Merci e Logistica: ferie, malattia, infortuni, tredicesima. A Bologna, la Cgil aveva già aperto a marzo 2025 “Casa Rider”, uno spazio di supporto e organizzazione in collaborazione con Arci e Caritas. Il movimento esiste, si organizza, ottiene risultati parziali. Ma la domanda che questo articolo pone è più radicale: anche se tutte quelle battaglie contrattuali vincessero, il problema di fondo sarebbe risolto? La risposta è no. E per capire perché bisogna capire cos’è davvero il comando. IL COMANDO NON HA BISOGNO DI UN PADRONE Siamo abituati a pensare il comando come qualcosa che qualcuno esercita su qualcun altro. Il capo che ordina. Il poliziotto che minaccia. Il proprietario che sfratta. Il dominio, in questa versione, richiede un agente: qualcuno che vuole, decide, impone. > Deliveroo non funziona così. L’algoritmo non vuole nulla. Non ti odia. Non ti > sfrutta per piacere. Applica criteri pubblici, trasparenti, identici per > tutti: tasso di accettazione degli ordini, puntualità, valutazioni dei > clienti. Se scendi sotto la soglia, vieni deattivato. Nessuna discrezionalità. > Nessun arbitrio. Nessun padrone. Eppure il commissariamento è arrivato. Perché la struttura del rapporto — indipendentemente dalla buona o cattiva volontà di chiunque — produce sfruttamento. Come? Il comando strutturale esiste quando un’istituzione pone una persona nella posizione di determinare se un’altra conserva accesso alle condizioni di sopravvivenza. Non serve che qualcuno emetta ordini. Serve solo che rifiutare i termini significhi perdere ciò di cui hai bisogno per continuare a esistere. TRE CONDIZIONI, UNA STRUTTURA Per diagnosticare il comando strutturale bastano tre domande. Prima: il rider dipende dalla piattaforma per accedere a un reddito senza il quale non può sopravvivere? Sì. Come documenta il Dossier Rider 2025 di Nidil Cgil, basato su circa 500 questionari in quattro lingue, la maggior parte dei rider lavora sei o sette giorni a settimana, otto-dieci ore al giorno. Non è un lavoretto. È l’unica fonte di reddito — e per il 91,7% dei casi si tratta di uomini giovani, in larga parte migranti, senza alternative nel mercato del lavoro regolare. Seconda: la piattaforma si appropria di valore da questa dipendenza — valore che estrae precisamente perché il rider non può rifiutare credibilmente? Sì. Deliveroo trattiene dal 20% al 30% su ogni ordine. Il rider sopporta tutti i rischi — meteo, traffico, infortuni, assenza di tutele — mentre la piattaforma incassa la commissione. La commissione è estraibile perché chi la paga non ha alternative. Terza: il rischio di perdere tutto — reddito, accesso alla piattaforma, la possibilità stessa di lavorare — è asimmetricamente concentrato sul rider e funziona come meccanismo strutturale di compliance? Sì. Secondo i dati della Procura di Milano, il 73% dei rider monitorati guadagnava meno della soglia di povertà — con uno scarto medio di oltre 7.000 euro annui dal minimo necessario. La deattivazione dell’account è il licenziamento senza preavviso, senza appello, senza indennità. Il rider non può imporre costi equivalenti alla piattaforma. TRE CONDIZIONI, TUTTE SODDISFATTE. COMANDO STRUTTURALE Perché le riforme contrattuali non bastano La risposta istituzionale si è concentrata sul contratto: riconoscere la subordinazione, applicare il CCNL Logistica, garantire ferie e malattia. Il Tribunale di Milano lo ha stabilito nel 2023. La direttiva europea 2024/283 va nella stessa direzione. Nidil Cgil lo chiede da anni, con dati e vertenze. Queste battaglie sono giuste e necessarie. Ma non toccano la radice del problema. Un rider con contratto subordinato, ferie pagate e malattia garantita è ancora in una relazione di comando strutturale se non può rifiutare i termini del rapporto senza perdere il reddito da cui dipende la sua sopravvivenza. Hai migliorato le condizioni della resa. Non hai eliminato la struttura che la rende necessaria. Glovo lo ha dimostrato a modo suo: dal maggio 2025 ha introdotto il free-login, eliminando la prenotazione dei turni. Più rider connessi contemporaneamente, meno consegne per ciascuno, meno guadagno. Più «libertà», più comando. L’innovazione contrattuale viene costantemente aggirata quando la struttura di potere sottostante resta intatta. IL RIFIUTO SOPRAVVIVIBILE La domanda che il movimento dovrebbe porre non è solo «quanto pagate i rider?» ma «il rider può rifiutare senza essere distrutto?» Il rifiuto sopravvivibile non significa rifiuto comodo. Uscire da un rapporto di lavoro ha sempre costi. Non si tratta di eliminarli. Si tratta di garantire che non superino la soglia oltre la quale la persona non è più in grado di ricostruirsi: di cercare alternative, di deliberare, di agire come qualcuno che sceglie invece che come qualcuno che sopravvive. Quando quasi tre quarti dei rider monitorati guadagnano meno della soglia di povertà, il rifiuto non è sopravvivibile. Non perché Deliveroo sia particolarmente crudele, ma perché il mercato del lavoro italiano nel 2026 non offre alternative reali a chi è già ai margini. Questo è il punto che le battaglie contrattuali, da sole, non possono raggiungere. Il contratto regola i termini del rapporto. Il rifiuto sopravvivibile richiede le condizioni materiali esterne al rapporto: un reddito di base incondizionato, una rete di sicurezza che non si smonta appena smetti di «collaborare». Non per rendere i lavoratori capricciosi. Per rendere la loro partecipazione al mercato genuinamente volontaria. L’ALGORITMO COME FORMA DI DOMINIO SENZA DOMINATORI C’è qualcosa di politicamente rilevante nel fatto che Deliveroo sia stata commissariata per caporalato senza che ci sia un caporale identificabile. I manager non odiano i rider. I clienti non stanno consapevolmente partecipando a uno schema di sfruttamento. L’algoritmo non ha intenzioni. > Questo è esattamente ciò che rende il comando strutturale più difficile da > combattere del comando personale. Quando c’è un padrone, puoi organizzarti > contro il padrone. Quando c’è una struttura, devi organizzarti contro la > struttura — e la struttura non si vede, non si incontra in assemblea, non > firma contratti. Il commissariamento di Deliveroo è una vittoria legale. Ma la struttura sopravviverà al commissariamento, come ha sopravvissuto alle sentenze, alle direttive europee, ai codici etici. Perché la struttura non è nei contratti. È nella posizione relativa di chi può permettersi di aspettare e di chi non può. COSA SIGNIFICA LOTTARE CONTRO IL COMANDO STRUTTURALE Per i rider questo significa tre cose concrete che si possono portare avanti insieme: continuare le battaglie contrattuali per il riconoscimento della subordinazione — Nidil Cgil e i collettivi rider stanno facendo un lavoro essenziale; costruire potere collettivo capace di rendere la deattivazione individuale non-sopravvivibile per le piattaforme (reti mutualistiche, casse di resistenza, coordinamenti tra lavoratori come quelli che si stanno sviluppando a Bologna e in altre città); e spingere per le condizioni materiali esterne al rapporto di lavoro — reddito incondizionato, welfare universale — che rendono il rifiuto un’opzione reale. Le prime due sono battaglie di movimento. La terza è una battaglia di sistema. Tutte e tre sono necessarie, perché il comando strutturale si riproduce finché non vengono eliminate le condizioni che lo rendono possibile — non solo i suoi effetti più visibili. Deliveroo può essere commissariata. La struttura che l’ha resa possibile è ancora lì, e produce già il prossimo Deliveroo. Tommaso Biagi è ricercatore indipendente in filosofia morale e politica analitica. Lavora sul framework dell’Anarchismo del Limite, che sviluppa i concetti di Non-Comando, Comando Strutturale ed Equifelicità. Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo Nessuno comanda nessuno, ma Deliveroo sì proviene da DINAMOpress.
June 9, 2026
DINAMOpress
Fuga da Big Tech
YouTube, Facebook, Instagram, TikTok: sono le piattaforme social più utilizzate dagli italiani. Social media, e non social network, visto che – come sottolinea Kenobit nel suo nuovo saggio “Assalto alle piattaforme” (Agenzia X) – l’obiettivo è tenerci agganciati a consumare passivamente contenuti multimediali, invece che mobilitarci per creare rete. App come queste […] L'articolo Fuga da Big Tech su Contropiano.
June 7, 2026
Contropiano
In Italia cresce il tempo dedicato alla musica
Il rapporto tra la musica e il pubblico italiano è più solido che mai: lo svelta il Music Engagement Study 2026, la nuova ricerca della Federazione Industria Musicale Italiana – FIMI che offre una fotografia aggiornata delle abitudini di ascolto e del ruolo che la musica riveste nella vita quotidiana degli italiani. La ricerca, realizzata da Sparks of Fire Consulting per FIMI, evidenzia come la musica continui a occupare una posizione centrale nell’esperienza culturale degli italiani: nell’ultimo anno, infatti, il tempo medio dedicato all’ascolto ha raggiunto 21,9 ore settimanali, in crescita del 15% rispetto a cinque anni fa. Una quota significativa di questa fruizione avviene attraverso piattaforme digitali: circa la metà dell’ascolto si concentra infatti su servizi di audio e video streaming, che si confermano i principali canali di accesso alla musica. Accanto all’ascolto, la ricerca mette inoltre in luce come la scoperta di nuova musica sia sempre più influenzata dagli ambienti digitali e sociali. Se per le generazioni più adulte, infatti, radio e passaparola restano canali di riferimento, tra i giovani sono i social media ad assumere un ruolo determinante ed è in particolare TikTok a emergere come uno dei principali driver, confermando il crescente intreccio tra consumo musicale e piattaforme di intrattenimento digitale. Per oltre la metà dei consumatori la musica rappresenta un elemento centrale nell’utilizzo di TikTok. In particolare, il 25% considera la presenza dei brani molto importante o essenziale per l’esperienza sul social. I fan di musica scoprono nuovi artisti o nuovi brani su Spotify principalmente grazie alle classifiche, ai suggerimenti della piattaforma e alla sezione related artist. Il report evidenzia anche la rilevanza economica della musica per i consumatori italiani, con una spesa media mensile destinata a prodotti ed esperienze legate alla musica che si attesta a 57 euro (per l’acquisto di prodotti musicali, come vinili, cd e abbonamenti streaming; esperienze, come concerti e festival; o articoli legati agli artisti, come libri, vestiti e poster. In generale, il numero medio di attività musicali in cui si spendono soldi sono 2.5), un dato che cresce sensibilmente tra i consumatori più giovani e raggiunge livelli ancora più elevati tra i superfan, segmento che in Italia corrisponde al 12% dei consumatori e che conferma il forte valore economico e culturale dell’engagement musicale. I superfan sono gli appassionati di musica che interagiscono con i loro artisti preferiti attraverso più modalità: dall’acquisto di musica fisica e merchandising alla partecipazione ai concerti, passando per l’utilizzo di piattaforme streaming e social. Dal report emerge inoltre con chiarezza anche il valore della musica come elemento di benessere personale e sociale: la maggioranza degli italiani, trasversalmente a tutte le fasce d’età, riconosce infatti alla musica un impatto positivo sulla salute mentale e sull’equilibrio quotidiano, sottolineandone la capacità di favorire il rilassamento e contribuire alla gestione di ansia e stress. Non poteva non essere analizzato, infine, il rapporto tra musica e intelligenza artificiale: sebbene gli italiani siano attenti alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, si dichiarano fortemente orientati a preservare il valore della creatività umana. La musica generata dall’intelligenza artificiale non suscita l’interesse dei consumatori italiani, che però faticano a distinguere tra i brani creati dal talento umano e quelli integralmente sintetici. La maggioranza ritiene essenziale il contributo umano nel processo creativo musicale e sostiene l’introduzione di regole chiare in materia di trasparenza, etichettatura dei contenuti generati artificialmente e utilizzo di opere protette per l’addestramento dei sistemi di AI. La radio è il media principale per l’ascolto di musica in Italia, con un tasso di coinvolgimento crescente con l’aumentare dell’età. Nel complesso, l’84% dei consumatori afferma di ascoltare la radio, con un picco del 90% nella fascia 45-54 anni. > “Il Music Engagement Study 2026, ha sottolineato Enzo Mazza, CEO FIMI, > conferma come la musica sia un elemento strutturale della vita culturale e > sociale del Paese, capace di accompagnare le persone in ogni fase della > giornata, di costituire una componente significativa del loro benessere > individuale e di evolversi insieme alle tecnologie e alle modalità di > fruizione. I risultati mostrano un settore dinamico, in cui innovazione e > creatività continuano a rappresentare i pilastri dello sviluppo dell’industria > musicale”, Qui il Rapporto: https://www.fimi.it/wp-content/uploads/2026/05/MES-2026.pdf. Giovanni Caprio
May 25, 2026
Pressenza
Capitalism unchained - Enshittification: se internet diventa una merda
Avete presente quella sensazione frustante che provate quando su Google appaiono solo pubblicità e su TikTok solo video fatti dall’IA? Ora ha un nome: enshittification. Secondo Cory Doctorow, è anche una geniale (e pericolosa) strategia aziendale. Il post sul quale era citata la parola venne poi ripubblicato nell'edizione del gennaio 2023 su Wired: «Ecco come muoiono le piattaforme: prima sono buone con i loro utenti, poi abusano di loro per migliorare il loro rapporto con i clienti aziendali e infine, abusano di questi ultimi per riprendersi da loro tutto il valore. E infine muoiono. Io chiamo questo fenomeno enshittification, ed è una conseguenza apparentemente inevitabile che deriva dalla combinazione della facilità di cambiare il modo in cui una piattaforma alloca il valore, unita alla natura di un "mercato a due facce", in cui una piattaforma si trova tra acquirenti e venditori, tenendo ciascuno in ostaggio dell'altro, rastrellando una quota sempre maggiore del valore che passa tra di loro.» Ascolta il podcast sul sito di valori.it
Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza
Abbiamo partecipato giovedì 19 febbraio al Tavolo nazionale sul caporalato, portando per la prima volta la necessità di estendere il ragionamento sul caporalato ad altri settori, a partire da quello dei rider e del lavoro tramite piattaforme digitali. Dopo aver denunciato la grave dissipazione di risorse pubbliche legate ai fondi del […] L'articolo Dal caporalato nei campi al caporalato metropolitano: il lavoro sfruttato cambia forma, non sostanza su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano
Puntata del 10/02/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’ altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro intervistato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del 27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026. I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi, cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro l’orologio dei diritti di parecchi anni. Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia: lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino. Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo conseguentemente il commissariamento di Glovo. La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle piattaforme. Buon ascolto
February 11, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’ altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro intervistato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del 27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026. I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi, cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro l’orologio dei diritti di parecchi anni. Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia: lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino. Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo conseguentemente il commissariamento di Glovo. La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle piattaforme. Buon ascolto
February 11, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 10/02/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori dei grandi alberghi milanesi, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Mattia Scolari del sindacato Cub Milano. Infatti per il 6 febbraio, nel giorno di inaugurazione dei giochi olimpici invernali, era stato lanciato un presidio davanti alla sede di Federalberghi per denunciare il costante peggioramento delle condizioni di chi opera in questo settore, presidio che nonostante il divieto posto dalla questura per non turbare le celebrazioni per il passaggio della fiamma olimpica, ha avuto luogo comunque, seppure in un’ altra sede. La mobilitazione è parte di un percorso di lotta portato avanti dall’ unione di lavoratori ma anche di sigle sindacali, che rivelano l’enorme disparità tra i guadagni di chi lavora negli alberghi e di chi li gestisce, ma svelando anche un meccanismo di vero e proprio lavoro a cottimo! si parla infatti di pagamenti erogati in base alle camere d’albergo pulite. Di questo e delle tante contraddizioni portate dalla costante turistificazione delle città e di conseguenza anche dei lavori a disposizione, abbiamo parlato con il nostro intervistato. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di un capotreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB (personale di macchina/personale di bordo) sul prossimo sciopero dei macchinisti e capotreno dalle 21.00 del 27/02/2026 alle 20.59 del 28/02/2026. I temi caldi sono salute, sicurezza e giusta retribuzione: gli incidenti sul lavoro non danno tregua, le aggressioni al personale durante le ore di lavoro e non da ultimo gli aumenti salariali inesistenti. Durante l’intervista è stato sottolineato come la turnazione, la reperibilità e gli stessi orari lavorativi, cambiati da gli ultimi rinnovi contrattuali, hanno fatto tornare indietro l’orologio dei diritti di parecchi anni. Nel ricordare che l’assemblea PDM PDB “Siamo il gruppo auto-organizzato di Macchinisti e Capitreno delle FSI che rivendica un giusto rinnovo del CCNL e difendiamo la retrocessione dei nostri diritti” si rilancia alla partecipazione del prossimo sciopero che ha avuto il primo stop dalla commissione di garanzia: lo sciopero era stato organizzato e proclamato per il 20 gennaio 2026. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della serata è stato quello delle ultime vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il colosso Glovo, Lo abbiamo trattato in compagnia di un ex rider attivo nel collettivo Colpo di Torino. Non è la prima volta che queste piattaforme del food delivery finiscono alla sbarra in Italia, questa volta il PM Storari di Milano ha accusato l’azienda di caporalato e di sfruttamento del lavoro, e di avere creato un sistema di intimidazione e ricatto agita dall’algoritmo utilizzato dai riders, disponendo conseguentemente il commissariamento di Glovo. La vicenda ha sollevato un dibattito pubblico in cui c’è chi di base invoca la regolarizzazione di questi lavoratori, con contratti subordinati e che soprattutto dispongano di tutele per la salvaguardia e prevenzione della loro salute. Contenuti questi, anticipati da vincoli di adattamento a standard europei in materia di contratti di lavoro, proprio per i lavoratori delle piattaforme. Buon ascolto
February 11, 2026
Radio Blackout - Info
Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME
MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2026 Forte infoshop, AvANa e Sala da the interferenze Presentano insieme all’autore Kenobit: ASSALTO ALLE PIATTAFORME. RIPRENDIAMOCI INTERNET Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo? Un libro che analizza i meccanismi oppressivi del capitalismo sul web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene. Evento su Gancio de Roma
January 29, 2026
Pillole di info digitale