Coordinamento Nazionale No NATO: Alla retorica bellicista del 2 Giugno rispondiamo con la mobilitazione per attuare l’articolo 11 della costituzione

Pressenza - Monday, June 1, 2026

Il 2 giugno di 80 anni fa i cittadini italiani, donne, per la prima volta, e uomini, votarono per l’ordinamento della Repubblica ed elessero i membri della Assemblea Costituente.
Così, mentre i governi si industriavano a collocare l’Italia sul fronte occidentale della futura guerra fredda, l’Assemblea, avendo vissuto spesso in prima persona le politiche guerrafondaie fasciste e la lotta al nazifascismo, di fronte allo scenario internazionale che andava delineandosi, scriveva l’articolo 11 della Costituzione, articolo che dichiara esplicitamente: “l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Vogliamo specificare il senso profondo di quest’articolo, che certo non contempla la fornitura continuata di armi all’Ucraina ed il sabotaggio delle trattative di pace dei diretti interessati, ucraini e russi, come accaduto a Istanbul nel2022, né contempla l’uso delle basi militari italiane come strumento per spiare e tracciare gli obiettivi da colpire o per trasbordare armamento statunitense e né permette alle aziende italiane di vendere e produrre armi o pezzi di armi che poi vengono direttamente utilizzate sui campi i battaglia o negli attacchi ai civili. Nella guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran, nel genocidio in Palestina, nel conflitto ucraino è all’opera una stessa matrice: gli imperialisti USA e sionisti vogliono alimentare la Terza guerra mondiale, al loro carro c’è il governo Meloni e il sistema di padroni della guerra del nostro paese che l’articolo 11 della nostra Costituzione ci impone non solo di non seguire, ma bensì di contrastare.

L’applicazione sostanziale dell’articolo 11, attraverso il ripudio alla guerra, implica l’uscita dell’Italia dalla Nato e oggi è possibile attuare misure concrete che vanno in questa direzione. Nel contesto attuale è più importante che mai sostenerle pubblicamente e perseguirle:

– ritiro de contingenti italiani all’estero: nessun soldato, arma e denaro per le guerre promosse e sostenute da USA, sionisti e UE;
– taglio dei finanziamenti per l’industria bellica e sua progressiva riconversione al civile, recupero delle aziende in crisi per produrre ciò che è realmente necessario;
– applicazione della legislazione italiana ai militari stranieri in servizio in Italia: basta con l’impunità;
– chiusura dei poligoni militari sul suolo dello Stato italiano e bonifica dei territori inquinati, interdizione all’uso delle installazioni militari su suolo italiano agli eserciti stranieri;
– desecretazione degli accordi segreti, a partire da quelli firmati nel 1954 tra USA e Italia sull’uso delle basi militari;
– riconoscimento come vittime di guerra di tutti i civili e i militari italiani morti a causa delle attività della Nato;
– smilitarizzazione delle scuole e delle università, rifiuto di qualsiasi forma di leva militare obbligatoria
– abolizione dei decreti sicurezza contro le libertà democratiche, vere e proprie misure di guerra contro chi oggi lotta per la pace e contro lo sviluppo della Terza guerra mondiale

Valorizziamo le iniziative dal basso in queste direzioni, promuoviamo attività di ricerca e informazione, attiviamoci nelle proteste in corso in tutta Italia.
Altro che Festa della Repubblica della guerra: lotta per attuare fino in fondo l’articolo 11 della Costituzione!

Mail: coordinamentonazionalenonato@proton.me
Fb: Coordinamento Nazionale No Nato

Redazione Romagna