
La Comunità di Prosfygika occupata da Atene a Bruxelles
Pressenza - Tuesday, May 26, 2026Dal 2 al 5 giugno una delegazione della Comunità di Prosfygika occupata si recherà al Parlamento europeo per chiedere la cancellazione dei finanziamenti UE destinati al progetto realizzato mediante lo sgombero dei residenti da quartiere.
Oltre agli incontri con diversi deputati e funzionari sono in programma una manifestazione internazionale il 3 giugno e una conferenza stampa pubblica il 4 giugno. Ad oggi hanno confermato la propria partecipazione numerose organizzazioni provenienti da Berlino, Colonia, Augusta, Amsterdam, Lovanio e in particolare Liegi, città natale di Suzon Doppagne, residente alla Comunità di Prosfygika occupata che il 1° maggio ha cominciato uno sciopero della fame in solidarietà con Aristotelis Chantzis, in digiuno volontario ininterrotto da quasi 120 giorni.
Spiegando la propria decisione, Suzon Doppagne ha dichiarato: “Inizio questo sciopero della fame a oltranza basandomi sulla nostra decisione collettiva, come comunità, di portare avanti questa lotta fino alla fine. Nel rispetto della vita e in difesa della comunità, delle sue strutture, delle sue persone, delle sue relazioni, della giustizia e della nostra più ampia visione sociale”.
I 400 residenti che vivono nella comunità includono “rifugiati e persone appartenenti a gruppi vulnerabili, soggetti a discriminazione ed emarginazione, tra cui persone prima senzatetto e molte in cura di riabilitazione dalla tossicodipendenza”, aveva evidenziato Amnesty International Grecia il 27 aprile scorso chiedendo di fermare i piani di sgombero forzato di Prosfygika.
Nel quartiere infatti la “Comunità di Prosfygika occupata” amministra diverse strutture di assistenza sociale a beneficio sia dei suoi residenti che della popolazione di Atene e fornisce gratuitamente alloggi a persone in cura per il cancro presso il vicino ospedale. Nel giugno 2025 il governo regionale dell’Attica ha approvato un accordo programmatico per il “restauro”, con un progetto a cui dall’UE verrebbe assegnato un finanziamento di circa 15 milioni di euro, e deliberato lo sgombero di Prosfygika.
L’avvocato della comunità, Nikos Kolokotronis, ha rilevato che il progetto di evacuazione sia stato ripetutamente presentato dalle autorità come un’iniziativa di “edilizia sociale”, mentre a suo avviso la comunità di Prosfygika è l’unico progetto di edilizia sociale in Grecia che di fatto soddisfa tutti i criteri di tale definizione: «Rappresenta un sistema funzionale a combattere l’esclusione sociale e garantire il diritto all’abitazione, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dalle politiche di coesione europea. Per molti anni la comunità dei residenti ha gestito le strutture grazie al lavoro collettivo e all’autogestione e, mentre che lo Stato per quasi un secolo ne ha trascurato la manutenzione, senza tale impegno dei cittadini gli edifici storici e posti sotto tutela ambientale sarebbero crollati».
La campagna per la difesa della comunità di Prosfygika ha coinvolto nella solidarietà realtà molto eterogenee: in dichiarazioni e lettere aperte centinaia di accademici e artisti hanno chiesto l’annullamento dell’ordine di sgombero della comunità e manifestazioni e azioni di solidarietà si sono svolte in oltre 29 città di diversi paesi, tra cui Messico, Cile, Colombia, Rojava, Turchia, Stati Uniti, Australia, Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Serbia, Bulgaria, Austria, Danimarca, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Irlanda.
Inoltre, nel centesimo giorno di digiuno di Aristotelis Chantzis hanno praticato uno sciopero della fame di 3 giorni altre 40 persone a Liegi e per un intero giorno 393 persone in tutta Europa e, comunicando con messaggi contenenti la parola #saveprosfygika, persone in tutto il mondo continuano ad annunciare la propria adesione.