La Comunità di Prosfygika occupata da Atene a BruxellesDal 2 al 5 giugno una delegazione della Comunità di Prosfygika occupata si
recherà al Parlamento europeo per chiedere la cancellazione dei finanziamenti UE
destinati al progetto realizzato mediante lo sgombero dei residenti da
quartiere.
Oltre agli incontri con diversi deputati e funzionari sono in programma una
manifestazione internazionale il 3 giugno e una conferenza stampa pubblica il 4
giugno. Ad oggi hanno confermato la propria partecipazione numerose
organizzazioni provenienti da Berlino, Colonia, Augusta, Amsterdam, Lovanio e in
particolare Liegi, città natale di Suzon Doppagne, residente alla Comunità di
Prosfygika occupata che il 1° maggio ha cominciato uno sciopero della fame in
solidarietà con Aristotelis Chantzis, in digiuno volontario ininterrotto da
quasi 120 giorni.
Spiegando la propria decisione, Suzon Doppagne ha dichiarato: “Inizio questo
sciopero della fame a oltranza basandomi sulla nostra decisione collettiva, come
comunità, di portare avanti questa lotta fino alla fine. Nel rispetto della vita
e in difesa della comunità, delle sue strutture, delle sue persone, delle sue
relazioni, della giustizia e della nostra più ampia visione sociale”.
I 400 residenti che vivono nella comunità includono “rifugiati e persone
appartenenti a gruppi vulnerabili, soggetti a discriminazione ed emarginazione,
tra cui persone prima senzatetto e molte in cura di riabilitazione dalla
tossicodipendenza”, aveva evidenziato Amnesty International Grecia il 27 aprile
scorso chiedendo di fermare i piani di sgombero forzato di Prosfygika.
Nel quartiere infatti la “Comunità di Prosfygika occupata” amministra diverse
strutture di assistenza sociale a beneficio sia dei suoi residenti che della
popolazione di Atene e fornisce gratuitamente alloggi a persone in cura per il
cancro presso il vicino ospedale. Nel giugno 2025 il governo regionale
dell’Attica ha approvato un accordo programmatico per il “restauro”, con un
progetto a cui dall’UE verrebbe assegnato un finanziamento di circa 15 milioni
di euro, e deliberato lo sgombero di Prosfygika.
L’avvocato della comunità, Nikos Kolokotronis, ha rilevato che il progetto di
evacuazione sia stato ripetutamente presentato dalle autorità come un’iniziativa
di “edilizia sociale”, mentre a suo avviso la comunità di Prosfygika è l’unico
progetto di edilizia sociale in Grecia che di fatto soddisfa tutti i criteri di
tale definizione: «Rappresenta un sistema funzionale a combattere l’esclusione
sociale e garantire il diritto all’abitazione, come previsto dalla Carta dei
diritti fondamentali dell’UE e dalle politiche di coesione europea. Per molti
anni la comunità dei residenti ha gestito le strutture grazie al lavoro
collettivo e all’autogestione e, mentre che lo Stato per quasi un secolo ne ha
trascurato la manutenzione, senza tale impegno dei cittadini gli edifici storici
e posti sotto tutela ambientale sarebbero crollati».
La campagna per la difesa della comunità di Prosfygika ha coinvolto nella
solidarietà realtà molto eterogenee: in dichiarazioni e lettere aperte centinaia
di accademici e artisti hanno chiesto l’annullamento dell’ordine di sgombero
della comunità e manifestazioni e azioni di solidarietà si sono svolte in oltre
29 città di diversi paesi, tra cui Messico, Cile, Colombia, Rojava, Turchia,
Stati Uniti, Australia, Italia, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Serbia, Bulgaria,
Austria, Danimarca, Germania, Polonia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Irlanda.
Inoltre, nel centesimo giorno di digiuno di Aristotelis Chantzis hanno praticato
uno sciopero della fame di 3 giorni altre 40 persone a Liegi e per un intero
giorno 393 persone in tutta Europa e, comunicando con messaggi contenenti la
parola #saveprosfygika, persone in tutto il mondo continuano ad annunciare la
propria adesione.
Redazione Italia