CS 14 maggio 2026 – Dalla commissione Affari Costituzionali iniziano le procedure sull’autonomia differenziata presso le Camere

Per il ritiro di ogni autonomia differenziata - Friday, May 15, 2026

I Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti
avevano già lanciato un grido d’allarme quando il ministro Calderoli aveva trasmesso alle Camere lo schema
delle preintese con le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria per devolvere loro la potestà legislativa
in quattro materie: protezione civile, professioni, previdenza complementare e sanità.
Il ministro leghista Calderoli – come suo costume – spinge sull’acceleratore per siglare le Intese, che
porteranno a prime forme di una secessione che parte da qui e si articolerà materia per materia, ambito per
ambito, fino alla disgregazione dell’unità della Repubblica. Sta avvenendo un baratto vergognoso nella
maggioranza del governo Meloni: la Lega appoggia lo scempio della legge elettorale maggioritaria e FdI dà
il via libera ai processi di regionalismo competitivo e conflittuale. I tempi sono dettati dal Governo al
Parlamento. Entro luglio, infatti, dovranno essere licenziati gli atti di indirizzo delle Camere – a cui, peraltro,
il Governo non è tenuto ad attenersi; poi Governo e Regioni predisporranno le intese, una per ciascuna
regione; infine, il disegno di legge, con allegate le Intese, sarà inviato alle Camere.
Il Parlamento avrà una grande responsabilità e possibilità di intervento alla luce della sentenza
192/24 della Corte Costituzionale: potrà emendare il ddl e sarà la regione, eventualmente insoddisfatta, a
dover riprendere il negoziato col Governo. Si creerà uno spazio politico di lotta che non sarà lasciato vuoto e
soprattutto un tempo utile a portare la discussione pubblica sui territori.
Di che materie trattano le preintese? A sentire il ministro Calderoli, di materie che non toccano i
livelli essenziali di prestazione (LEP) relativi ai diritti sociali e civili; altro discorso per la sanità, materia
inequivocabilmente fondamentale, coinvolgendo il diritto alla salute: essa viene devoluta perché regolata dai
livelli essenziali di assistenza (LEA). Come spesso accade le iniziative legislative del ministro Calderoli
generano una grande confusione normativa; infatti, mentre al Senato è in discussione il ddl sui LEP (AS
1623), contemporaneamente, con queste preintese, si devolvono alle Regioni importanti competenze nella
sanità, materia che – invece – richiederebbe una ridefinizione politica democratica dei suoi livelli di
prestazione, regolati oggi da misure amministrative. Un altro passo avanti verso il suo definitivo
smembramento e la differenziazione del diritto alla salute sulla base del certificato di residenza.
Lo schema delle quattro preintese è illegittimo: mentre lo stesso articolo 116, terzo comma, pone
come condizione necessaria della devoluzione l’individuazione di ragioni specifiche della differenziazione,
le preintese prevedono per le quattro Regioni la devoluzione delle stesse identiche quattro materie. Sono il
Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Veneto Regioni identiche per popolazione, livelli produttivi,
caratteristiche socio-economiche? La Corte Costituzionale, nella sentenza 192/2024, ha ribadito che
occorrono, per procedere con la devoluzione, motivazioni e analisi specifiche funzione per funzione e
territorio per territorio e ha esplicitamente ribadito che non si possono e non si devono trasferire materie, ma
singole funzioni. Invece, con le preintese, si vogliono predisporre trasferimenti di competenze relative ad
ambiti legislativi complessivi come la gestione della previdenza complementare, che attiene al diritto alla
pensione e alla gestione del risparmio (materie di rango costituzionale!); la determinazione differenziata per
territorio delle tariffe sanitarie, che tocca l’art. 32 della Costituzione; il riconoscimento delle qualifiche estere
e la formazione professionale, che sono ambiti disciplinati a livello nazionale e di Unione europea; infine, la
protezione civile, materia che può riguardare addirittura l’esercizio della libertà di movimento.
I Comitati contro ogni autonomia differenziata hanno indetto, per il 6 giugno, un’assemblea
nazionale a Napoli nella sede della Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria – v. Vittorio
Emanuele III, 310 – Castel Nuovo (Maschio Angioino) per mobilitare le forze associative, sindacali e
politiche. E’ necessario denunciare la “secessione dei ricchi”, perseguita attraverso l’AS 1623 e le Intese, e
organizzare mobilitazioni e iniziative per contrastare e battere questo disegno di ulteriore divisione
territoriale e sociale del Paese; per impedire la rottura dell’unità della Repubblica, a difesa dei diritti sociali e
civili, e dell’uguaglianza tra tutti/e i/le cittadini/e.
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l ’unità della Repubblica e Tavolo No AD