Comunicato 5 marzo 2026 Comitato Emilia Romagna
Dopo la Regione Puglia anche la Regione Emilia-Romagna impugna la legge
finanziaria che istituisce i LEP, voluti dal ministro Roberto Calderoli, con la
Delibera del 2 marzo che propone avanti alla Consulta questione di legittimità
costituzionale degli art.1 commi 706-711 e 3 Legge di bilancio 2025, riferendosi
alla spesa e in particolare alla “missione 14: diritti sociali, politiche
sociali, pari opportunità e disagio”.
La Giunta regionale ha colto l’artificio contenuto nell’ultima legge di
bilancio, compiendo l’unico atto consentito dall’ordinamento per opporsi:
ricorso diretto alla Corte costituzionale.
* L’art.1 viene ritenuto illegittimo in quanto istituisce il Livello essenziale
di prestazione (Lep) in materia di assistenza all’autonomia e alla
comunicazione personale per gli alunni e gli studenti con accertamento della
condizione della disabilità in età evolutiva “senza una propedeutica
istruttoria nonché senza intesa con le
Regioni o, quantomeno, il parere delle stesse”;
* l’ art.3 viene ritenuto illegittimo in quanto lo stanziamento per la
“Missione 14” sia dimostrabilmente insufficiente e inadeguato.
In sintesi, viene proposto ricorso al Giudice delle leggi a fronte di norme dal
contenuto discriminatorio perché non supportate da norme di spesa che
garantiscano uniformità dei diritti.
Questa importantissima decisione coglie in pieno quanto da anni evidenziato dal
Comitato E-R contro ogni autonomia differenziata e cioè il cortocircuito creato
dalla legge Calderoli 86/2024 e dal ddl delega 1623/25 attualmente in
discussione al Senato, riguardo ai Lep.
Questi, per dettato costituzionale, vanno determinati e garantiti attraverso
legge dello Stato; tuttavia con la legge di bilancio 2025, ne viene scaricato
l’onere sostanzialmente sui bilanci regionali e comunali.
Il Comitato ha più volte richiamato l’attenzione su questo snodo prodromico
all’attuazione dell’autonomia differenziata (AD): senza previa determinazione
dei LEP è incostituzionale qualunque trasferimento di funzioni dallo Stato alle
Regioni, tantomeno di intere materie.
Il Comitato E-R dà quindi atto che gli impegni formalmente presi dalla Regione
con apposito emendamento alla legge di spesa approvato il 23/12/2025 comincino a
trasformarsi in concreti passaggi istituzionali.
Questa decisione della Regione, fa emergere con forza la contraddizione nella
quale si muove il progetto governativo di addivenire al più presto alla
concretizzazione dell’AD ex art. 116 c.3 Cost.: il progetto si scontra in modo
irreparabile con la scarsità di risorse o, peggio, con la mancanza di volontà
politica di colmare i divari tra territori e tra condizioni soggettive.
La Regione respinge quindi la finzione che possa determinarsi trasferimento di
competenze sulla base di “autodefiniti” LEP privi di copertura generale;
respinge la scelta di riversare gli oneri su bilanci regionali e comunali,
poiché tutto ciò va in contrasto con i principi costituzionali.
Il Comitato auspica che anche altre Regioni mostrino altrettanta sensibilità
istituzionale, proponendo analoghi ricorsi a garanzia dell’uniformità e
dell’effettività dei diritti di tutti i cittadini e di tutte le cittadine.
Bologna 05/03/2026
Comitato regionale Emilia-Romagna contro ogni autonomia differenziata, per
l’Unità della Repubblica e l’Uguaglianza dei diritti.