
Milano, a Orticola 2026 il giardinaggio diventa benessere quotidiano
Pressenza - Wednesday, May 13, 2026C’è un momento preciso, quasi silenzioso, in cui il giardinaggio smette di essere soltanto una pratica legata alle piante e diventa qualcosa di più profondo: un gesto di cura verso sé stessi. È questo il filo conduttore di Orticola 2026, la storica mostra-mercato milanese dedicata al verde, che quest’anno sceglie come tema “Il giardinaggio fa la felicità”.
L’idea è semplice e insieme profondamente contemporanea: prendersi cura delle piante significa prendersi cura di sé. Negli ultimi anni la scienza ha confermato ciò che chi coltiva un orto o un giardino ha sempre intuito. Toccare la terra, osservare una crescita lenta e naturale, dedicarsi a piccoli gesti ripetitivi come seminare, rinvasare o annaffiare riduce il livello di stress, abbassa l’ansia e favorisce una sensazione di equilibrio emotivo. Orticola ricorda anche come il contatto con il terreno stimoli la produzione di serotonina, contribuendo al benessere psicofisico.
Ma il punto forse più interessante del messaggio di quest’anno è che non serve possedere grandi giardini per sperimentare questa felicità verde. Bastano pochi metri quadrati, qualche pianta aromatica, un piccolo agrume in vaso, delle erbacee perenni o persino una semplice fioriera. Nei contesti urbani, dove il tempo corre veloce e il cemento spesso domina il paesaggio, anche un minuscolo spazio coltivato può trasformarsi in un rifugio mentale. Il balcone torna così a essere una soglia viva tra interno ed esterno, tra ritmo urbano e natura.
È proprio qui che la presenza della Spagna a Orticola 2026 assume un significato particolare. Il paesaggista Fernando Martos, protagonista del giardino temporaneo realizzato per l’evento, lavora da anni su una concezione del paesaggio mediterraneo intimo e abitabile, capace di generare benessere attraverso forme semplici, materiali naturali e vegetazione scelta non soltanto per il valore estetico, ma anche per la sua capacità di evocare familiarità, ombra, profumo e comfort.
Nel progetto presentato a Milano, Martos immagina un orto-giardino dalle linee morbide e organiche, lontano dalla rigidità geometrica tradizionale. Le strutture intrecciate in vimini, i contenitori in terracotta e la presenza di melograni creano un ambiente domestico e accogliente, quasi un piccolo paesaggio emotivo mediterraneo.
Nei suoi lavori il verde non è mai decorazione fine a sé stessa. Martos utilizza spesso piante mediterranee resilienti, capaci di vivere bene anche in spazi ridotti e in condizioni climatiche difficili: agrumi, melograni, lavande, rosmarini, salvie ornamentali, timo, graminacee leggere, gelsomini e specie aromatiche che attivano immediatamente una dimensione sensoriale fatta di profumi, luce e memoria. Sono piante che richiedono una manutenzione contenuta ma che restituiscono molto in termini di atmosfera e qualità dell’abitare.
La scelta delle aromatiche non è casuale. In un piccolo spazio urbano queste specie permettono di costruire un rapporto quotidiano con la natura: sfiorare il rosmarino entrando in terrazza, sentire il profumo del gelsomino la sera, raccogliere qualche foglia di salvia o menta significa ristabilire una relazione concreta con il tempo naturale. È una forma di benessere lenta, silenziosa, quasi meditativa.
Anche i colori hanno un ruolo importante nel linguaggio paesaggistico di Martos. Le sue composizioni privilegiano spesso tonalità morbide, argentate e verdi polverosi, tipici del Mediterraneo, capaci di trasmettere calma visiva e freschezza. Le fioriture vengono pensate più per accompagnare il ritmo delle stagioni che per creare effetti spettacolari immediati. Il giardino, nei suoi progetti, è un luogo dove sostare, non semplicemente qualcosa da osservare.
In questo senso il dialogo tra Orticola e Fernando Martos appare particolarmente riuscito. Da una parte la manifestazione milanese propone il giardinaggio come pratica diffusa di felicità urbana; dall’altra il paesaggista spagnolo mostra concretamente come anche spazi minimi possano trasformarsi in luoghi di benessere, bellezza e relazione con la natura.
In un’epoca dominata dalla velocità e dalla connessione continua, forse il successo crescente del giardinaggio nasce proprio da qui: dal bisogno di rallentare, coltivare qualcosa di vivo e ritrovare, anche in pochi vasi su un balcone cittadino, una piccola idea di armonia.