Autonomia differenziata: NO alle preintese

Per il ritiro di ogni autonomia differenziata - Saturday, April 25, 2026

Mentre il 25 aprile festeggiamo l’Anniversario della Liberazione dal nazifascismo e ci accingiamo a
celebrare l’80° anniversario della Repubblica, il governo di destra di Meloni – su impulso del
ministro leghista Calderoli e con la chiara volontà, dopo il flop referendario, di portare a casa
almeno un risultato – sta tentando di spaccare l’unità della Repubblica nata dalla Resistenza.
A tappe forzate Meloni e Calderoli vogliono giungere a siglare le Intese sull’autonomia
differenziata con quattro regioni del Nord. Le preintese stipulate dal Governo con Liguria,
Piemonte, Veneto e Lombardia, sono già passate per la Conferenza Unificata, che si è espressa a
favore solo con i voti delle destre, mentre le regioni guidate dal PD e dal Movimento 5Stelle hanno
votato no, così come l’ANCI, in rappresentanza dei Comuni. Questi accordi investono ambiti
cruciali come sanità, professioni, protezione civile e previdenza integrativa, incidendo direttamente
sulla qualità dei servizi e sull’accesso ai diritti essenziali per i cittadini e le cittadine.
Le pre-intese sono ora state trasmesse alle Commissioni parlamentari, chiamate entro 90 giorni a
pronunciarsi con atti di indirizzo. Solo dopo questo passaggio, potranno essere rese definitive e
approvate dai rispettivi Consigli regionali e dal Parlamento; Parlamento ridotto a passacarte, tanto
che non potrà neppure emendare le Intese, frutto dell’accordo tra Governo e (sedicenti)
Governatori.
I Comitati e il Tavolo NOAD annunciano una forte mobilitazione politica e sociale al fine di
ottenere dalle Commissioni parlamentari un atto di indirizzo che rigetti le pre-intese, perché:

  • violano il principio di uguaglianza e l’unità della Repubblica sanciti dalla Costituzione; infatti,
    moltiplicano le disuguaglianze territoriali nell’accesso ai diritti fondamentali;
  • violano il principio di specificità delle funzioni per singola regione che la Corte Costituzionale
    aveva indicato (Sent. 192/24) come presupposto di legittimità per ogni differente autonomia. Le
    pre-intese sono infatti identiche per tutt’e quattro le Regioni, segno evidente di un impianto
    standardizzato e tutt’altro che specifico ad una singola regione;
  • violano il principio di sussidiarietà: se una funzione può essere meglio svolta a livello regionale
    anziché a livello statale, ciò deve avvenire a parità di poteri fra tutte le regioni e non con poteri
    differenziati di alcune rispetto ad altre. Anche questo principio è dunque palesemente violato;
  • frammentano lo Stato e il diritto: si creano sistemi normativi e amministrativi diversi per le
    stesse materie, con un’Italia a più velocità e diritti diseguali e poteri diversi da regione a regione;
  • stravolgono il modello costituzionale di regionalismo: si abbandona la cooperazione e la
    solidarietà tra territori, per inseguire una logica di competizione tra Regioni, in aperto contrasto con
    gli articoli 3 e 5 della Costituzione;
  • colpiscono i diritti sociali fondamentali: sanità e servizi sociali, per esempio, diventano diritti “a
    geometria variabile”, invece di essere garantiti in modo uniforme su tutto il territorio nazionale;
  • consolidano le disuguaglianze esistenti: l’uso della spesa storica cristallizza i divari tra Nord e
    Sud invece di ridurli, tradendo il principio di uguaglianza sostanziale.
    Da tempo denunciamo, infine, che con il ddl Calderoli sui LEP (livelli essenziali delle
    prestazioni) si perpetuano e legittimano le disuguaglianze sociale e territoriali.
    Di tutto ciò e di molto altro parleremo a Napoli, il 6 giugno: una tappa fondamentale per creare
    connessioni, stringere legami, condividere azioni rispetto a un’emergenza su cui pochi sono
    allertati.
    Ripetiamo il nostro accorato appello: non permettiamo che il Governo – con il disegno di autonomie
    differenziate e con la secessione dei ricchi – distrugga le basi che reggono la Repubblica:
    difendiamo le libertà e i diritti sanciti nella Costituzione, nata dalla Resistenza antifascista.
    Buon 25 aprile a tutte e tutti.
    Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della
    Repubblica e Tavolo No AD