AMSI–UMEM: Sudan al collasso sanitario

Pressenza - Tuesday, April 7, 2026

Il Sudan entra nel terzo anno di guerra civile con un quadro sanitario sempre più drammatico e diffuso. I combattimenti tra esercito regolare e milizie nelle regioni del Darfur e del Kordofan continuano a produrre effetti devastanti sulla popolazione civile, mentre la capitale Khartoum e le aree circostanti registrano il collasso dei servizi essenziali, tra cui acqua, energia e assistenza sanitaria. Secondo stime aggiornate e rielaborate su base AMSI e UMEM, oltre 33 milioni di persone risultano coinvolte nella crisi, con più di 9 milioni di sfollati interni e oltre 4 milioni di rifugiati nei Paesi confinanti. Particolarmente allarmante il dato sanitario: circa l’80% delle strutture risulta inattivo o non pienamente operativo.


A questo scenario già critico si aggiunge un ulteriore elemento di instabilità globale: l’escalation del conflitto in Iran, che rischia di compromettere le rotte di approvvigionamento di farmaci, dispositivi sanitari e carburante, con aumenti già stimati fino al +30% sui costi delle forniture mediche e oltre il +70% sulla logistica, aggravando ulteriormente le condizioni sul campo e rallentando gli interventi umanitari.

Le associazioni AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), AISCNEWS (Agenzia Mondiale Senza Confini), La Comunità  del  Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale Uniti per Unire riflettono e analizzano con forte preoccupazione l’evoluzione della crisi, evidenziando come il legame tra conflitti regionali e impatti sanitari globali sia ormai strutturale e sempre più pericoloso.

CRISI SANITARIA E INFANZIA: I NUMERI DELL’EMERGENZA
Secondo l’analisi delle associazioni, oltre 5 milioni di bambini sono stati costretti a fuggire, mentre almeno il 60% dei minori presenta patologie gravi spesso prevenibili. Si stima inoltre che un bambino su tre non abbia accesso alle vaccinazioni di base. La diffusione di malattie infettive, tra cui colera e gastroenteriti, è in aumento, mentre il sistema sanitario locale non è in grado di reggere l’impatto.

MALNUTRIZIONE E COLLASSO DEL SISTEMA ALIMENTARE
La crisi alimentare ha raggiunto livelli estremi: circa 19 milioni di persone soffrono di malnutrizione, tra cui oltre 4 milioni di bambini. In alcune aree del Darfur, i tassi di malnutrizione grave superano il 60-70%, con popolazioni costrette a ricorrere a fonti alimentari di emergenza. Una situazione che, secondo AMSI e UMEM, rischia di trasformarsi in carestia diffusa senza interventi immediati.

IL FATTORE IRAN E IL RISCHIO BLOCCO DELLE FORNITURE
Le associazioni sottolineano come la crisi geopolitica legata all’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz possano incidere direttamente sulla disponibilità di farmaci e carburante. I costi logistici e assicurativi risultano già in aumento, con impatti concreti sulle missioni sanitarie e sulla continuità delle cure nei contesti di guerra. 
Le associazioni sottolineano inoltre la necessità di un approccio sanitario globale e coordinato, indicando nella salute un elemento centrale delle politiche internazionali, su cui interviene il Prof. Foad Aodi.

L’ANALISI DI AODI: “SERVE UNA RISPOSTA SANITARIA GLOBALE”
Il Prof. Foad Aodi, medico-fisiatra, giornalista, divulgatore scientifico internazionale ed esperto in salute globale, docente dell’Università di Tor Vergata e membro del Registro Esperti FNOMCEO, interviene a nome della rete associativa: “Ci troviamo davanti a una crisi multilivello in cui guerra, povertà sanitaria e instabilità geopolitica si alimentano a vicenda. Il Sudan è oggi uno dei punti più critici al mondo, ma il rischio è che venga oscurato da altri conflitti mediaticamente più esposti. L’escalation in Iran non è un elemento separato: incide direttamente sull’accesso alle cure, sui costi e sulla logistica degli aiuti.”

“Quando l’80% delle strutture sanitarie è fuori uso, non parliamo più di emergenza ma di collasso sistemico. In queste condizioni, anche malattie banali diventano mortali. I dati su bambini senza vaccinazioni e malnutrizione grave indicano un’intera generazione a rischio.”

PROPOSTE AMSI–UMEM: INTERVENTO IMMEDIATO E CORRIDOI SANITARI. AODI: “LA NOSTRA SOLIDARIETA’ E IL NOSTRO IMPEGNO NEL CONCRETO PER IL POPOLO SUDANESE”

“Serve un piano internazionale coordinato – prosegue Aodi – con corridoi sanitari garantiti, protezione delle strutture mediche e sostegno diretto al personale sanitario locale. È necessario inoltre investire nella prevenzione, nelle campagne vaccinali e nella telemedicina per raggiungere le aree isolate.”

“Non possiamo permettere che le crisi si sommino senza una strategia globale. La salute deve tornare al centro delle politiche internazionali, altrimenti continueremo a rincorrere emergenze sempre più gravi.”

Le associazioni e i movimenti ribadiscono infine la necessità di mantenere alta l’attenzione internazionale sul Sudan e di attivare strumenti concreti per garantire assistenza sanitaria, sicurezza alimentare e continuità degli aiuti in uno dei contesti più fragili del pianeta. Senza un intervento immediato e coordinato, il rischio è quello di una destabilizzazione sanitaria globale con effetti diretti anche sui sistemi europei.

“Esprimiamo con forza la nostra solidarietà e la nostra vicinanza al popolo sudanese, in particolare donne, bambini e civili, che stanno pagando sulla propria pelle l’orrore di una guerra dimenticata. Siamo vicini come non mai al popolo sudanese, e raccogliamo e condividiamo i recenti dati di Onu e Organizzazione Mondiale della Sanità sull’orrore in Sudan e siamo pronti a offrire il nostro aiuto, con le nostre associazioni e i nostri movimenti, e a fare da tramite per sollecitare le istituzioni a intervenire prima possibile con corridoi sanitari e aiuti concreti”,  conclude Aodi.

Redazione Italia