NO CPR: CONTINUA L’ORRORE QUOTIDIANO. “NON POSSONO ESSERE MIGLIORATI, MA SOLO CHIUSI”

Radio Onda d`Urto - Tuesday, March 31, 2026

Episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e condizioni di forte sofferenza psicologica vengono segnalati con crescente frequenza all’interno dei Centri per Rimpatrio.

“È questo orrore quotidiano, che io definisco una drammatica normalità, che caratterizza questi luoghi” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della Rete Mai più Lager – No ai CPR e di SIMM, Società Italiana di Medicina delle Migrazioni “Ci tengo a far emergere il discorso della normalizzazione che è una delle dinamiche più pericolose che riguarda i luoghi di sofferenza e di violenza istituzionale che sono diventati i CPR. Cioè: per chi lavora all’interno del CPR, per chi si occupa della sicurezza, ma anche della salute; la sofferenza di queste persone, la mancanza di una prospettiva di vita di queste persone è diventata talmente normale che anche solo dai pochi secondi dei video che noi abbiamo messo sulla nostra pagina Facebook, potete notare come sia quasi una routine la persona che cerca di impiccarsi, la persona che viene trasportata di corsa sulla barella perché si è tagliato, la persona che viene trasportata di corsa su una sedia a rotelle perché si è fatto male. E questa è la normalizzazione di un ambiente violento che è quanto di più pericoloso possa esistere in un contesto sociale”.

La detenzione amministrativa prolungata (fino a 18 mesi) incide profondamente sulla salute mentale e fisica, studi internazionali infatti mostrano come all’aumentare del tempo di trattenimento crescano anche i disturbi psicologici.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Nicola Cocco, medico della rete Mai più Lager – No ai CPR e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni con una lunga esperienza come medico nelle carceri e nel CPR. Ascolta o scarica.