COMUNICATO 24 marzo 2026 – Ha vinto la Costituzione

Per il ritiro di ogni autonomia differenziata - Tuesday, March 24, 2026

Una straordinaria partecipazione messa in campo, in uno slancio di orgoglio repubblicano,
ha azzoppato una delle tre gambe sulle quali il Governo ha fondato il suo progetto di devastazione
della Carta costituzionale. Questo ci rende felici e ci fa ben sperare. Fandonie e ricostruzioni
capziose, Fedez, Garlasco, la famiglia nel bosco, stupratori e pedofili in libertà, occupazione degli
spazi di comunicazione, non sono stati sufficienti per accreditare la prima “riforma epocale” del
Governo: la riforma della Magistratura.
Nei 7 anni della nostra esistenza e della perseveranza della nostra lotta i Comitati per il Ritiro di
ogni Autonomia Differenziata, l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti hanno
sottolineato come autonomia differenziata, premierato e contro-riforma della Magistratura siano
stati i cardini di un patto scellerato tra le forze per cancellare gli istituti fondamentali della
Costituzione.
E invece cittadine e cittadini hanno deciso diversamente: stop al tentativo di sovvertire il principio
dell’equilibrio dei poteri e dell’autonomia della Magistratura. I cittadini e le cittadine hanno
rifiutato l’imposizione al Parlamento di un testo raffazzonato e pieno di sbavature, che avrebbe
avviato l’operazione di scardinamento, avrebbe segnato un primo passo pericoloso e grave verso la
sottomissione della Magistratura al potere Esecutivo, ridimensionando il ruolo del Presidente della
Repubblica, depotenziando il CSM. Dopo i fallimenti delle bicamerali, quando i cittadini e le
cittadine sono stati chiamati/e ad esprimere il voto sulle riforme costituzionali, nel 2006 e nel 2016,
hanno detto NO e anche oggi nel 2026 i cittadini e le cittadine hanno detto la Costituzione non si
tocca. Si è rafforzato, così, il legame profondo che lega il popolo italiano alla sua Carta
fondamentale.
Ripartiamo da questa consapevolezza; godiamoci qualche ora per rallegrarci della vittoria,
ringraziando tutti e tutte coloro che – donne e uomini dei Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia
Differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti, impegnati nel Comitato per il NO
della società civile e nel No sociale – hanno fatto la propria parte per difendere la Costituzione
repubblicana dall’ennesimo attacco concepito dal Palazzo; e poi impegniamoci ancora di più per
affermare le nostre ragioni, bloccando il percorso dell’Autonomia Differenziata, che il Governo
vuol far procedere nonostante la sentenza 192/24 della Corte Costituzionale. Approfittiamo di
questo importante momento – e delle inevitabili discussioni che scatenerà nella fragile coalizione
che ha sostenuto il sì – per far ripartire le battaglie sui diritti universali, così come la Carta li esprime
e li garantisce, e per pretendere l’effettivo ripudio della guerra, come previsto dall’art. 11.
La vittoria del NO esprime una disponibilità e una volontà di mobilitazione dei lavoratori e
delle lavoratrici, delle giovani e dei giovani, contro la guerra, contro la rimozione dei diritti e delle
conquiste, contro l’Autonomia differenziata. Una volontà che si era già espressa in autunno contro il
genocidio a Gaza. I dirigenti delle grandi organizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici di questo
Paese hanno la responsabilità di raccogliere subito questa forza, di mobilitarla per portare nelle
piazze il NO che si è espresso nel voto, per lo Stop immediato all’AD, per il rifiuto di qualunque
coinvolgimento dell’Italia nella guerra, per il ritiro del progetto di contro- riforma della sanità e
della scuola.
Noi ci siamo: crediamo nell’unità e nella possibilità di individuare spazi di lotta comune. La
vittoria del NO ha rivendicato la nostra storia, la nostra identità repubblicana: un mandato che ci è
stato assegnato da quanti/e ci hanno liberato, a prezzo della propria vita, dal nazifascismo,
consegnandoci – attraverso la Costituzione del ’48 – l’impegno a garantire “diritti inviolabili e
doveri inderogabili” di tutte le persone. Una responsabilità che – insieme a chi non arretra davanti ai
principi della Carta; che, al contrario, vede nella loro realizzazione l’obiettivo imprescindibile –
occorre esercitare senza tentennamenti e con intransigenza.

Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei
diritti e Tavolo NO AD