Una strada diversa: la regolarizzazione dei migranti in Spagna

Progetto Melting Pot Europa - Friday, February 20, 2026

NANDO SIGONA 1

All’inizio del 2026, la Spagna ha preso una decisione che va controcorrente rispetto alle attuali politiche migratorie europee. Attraverso uno straordinario programma di regolarizzazione 2, il governo spagnolo ha deciso di concedere il diritto di soggiorno e di lavoro ai migranti privi di documenti e ai richiedenti asilo che già vivono nel paese.

In un’epoca caratterizzata da una xenofobia dilagante e dalla strumentalizzazione sistematica dei migranti come capri espiatori politici, l’importanza di questa mossa risiede non solo nella sua portata (il governo prevede circa 500.000 domande), ma anche nella sua tempistica e nella sua impostazione.

La regolarizzazione non è una novità. Molti paesi europei l’hanno già attuata in passato, spesso in modo discreto e senza darle un nome specifico. I termini e le condizioni sono variati e i programmi sono stati spesso frammentati, specifici per settore o fortemente condizionati.

Ciò che rende distintivo l’approccio della Spagna è che riconosce apertamente la regolarizzazione come uno strumento politico legittimo in un momento in cui gran parte dell’Europa sta tornando a politiche di deterrenza, repressione e retorica anti-migrazione.

Il programma spagnolo si basa su una semplice premessa: le persone che sono già integrate nella società e nel mercato del lavoro non dovrebbero essere mantenute in uno stato di limbo giuridico permanente. L’ammissibilità si basa sulla presenza precedente, sulla durata della residenza e sull’assenza di condanne penali gravi.

I richiedenti che superano la selezione ricevono un permesso di soggiorno e di lavoro, con la possibilità di passare allo status di residente ordinario dopo 12 mesi se le condizioni sono soddisfatte.

Questo è un punto cruciale. A differenza della protezione temporanea o della tolleranza discrezionale, il programma apre esplicitamente una via verso l’insediamento.

Il contrasto con altre traiettorie politiche è netto. Quattordici anni fa, Barack Obama ha giustificato il rinvio degli ordini di espulsione per i giovani privi di documenti negli Stati Uniti usando un linguaggio molto simile, sostenendo che non era né giusto né sensato punire le persone per uno status che non avevano scelto.

Tuttavia, nonostante la sua importanza, il DACA 3 non è riuscito a offrire un percorso verso lo status permanente. La Spagna va oltre, riconoscendo che un sollievo temporaneo senza sicurezza a lungo termine non fa altro che riprodurre la precarietà.

Questo è importante perché, come ha dimostrato la ricerca 4, l’irregolarità in Europa non è principalmente il risultato di attraversamenti irregolari delle frontiere. È prodotta in modo schiacciante a livello amministrativo: attraverso permessi scaduti, regole restrittive di rinnovo, visti legati al datore di lavoro e costi elevati dei visti.

La risposta dominante dell’UE è stata quella che I-CLAIM definisce una “politica di non politica” 5 in materia di regolarizzazione, che dà la priorità al rimpatrio di pochi, lasciando la maggior parte dei migranti privi di documenti in un limbo giuridico.

I programmi di regolarizzazione sfidano questa logica, ma solo se sono progettati per farlo. La regolarizzazione italiana del 2020 6, introdotta durante la pandemia di COVID-19, offre un esempio da cui trarre insegnamento. Nonostante la retorica altisonante sul riconoscimento dei “lavoratori essenziali”, il programma era limitato, orientato ai datori di lavoro e burocraticamente complesso.

La maggior parte delle domande è stata presentata dai datori di lavoro; molti lavoratori dell’agricoltura e dell’assistenza sono stati esclusi; i ritardi sono stati notevoli e pochi hanno ottenuto una sicurezza duratura. Anziché smantellare i rapporti di lavoro basati sullo sfruttamento, il programma li ha lasciati in gran parte intatti.

L’iniziativa della Spagna sembra aver imparato da alcuni di questi fallimenti. Ha una portata più ampia, non è legata a settori specifici e, cosa fondamentale, è orientata verso uno status a più lungo termine.

Ma la vera prova sarà la sua attuazione: la capacità amministrativa, l’accessibilità per i più emarginati e l’esistenza di una vera transizione verso una residenza stabile piuttosto che un altro ciclo di permessi temporanei.

Visto dal Regno Unito, il contrasto è scomodo. Come ho sostenuto di recente, la direzione presa dal governo laburista è esattamente l’opposto 7. I percorsi verso l’insediamento per i migranti regolari stanno diventando più lunghi, più difficili e più condizionati, mentre le vie di protezione si restringono e la deterrenza si intensifica.

Il risultato è prevedibile: le politiche che pretendono di combattere la migrazione irregolare la producono attivamente. L’irregolarità non è un effetto collaterale involontario, ma è generata strutturalmente.

La regolarizzazione della Spagna va quindi intesa non come un atto di generosità o di opportunismo politico, ma come una forma di leadership fondata su dati concreti. Essa riconosce che i regimi migratori esclusivi minano gli standard lavorativi, la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni.

La regolarizzazione non è una soluzione miracolosa. Ma se combinata con percorsi chiari verso la permanenza, può interrompere il ciclo di irregolarità che tante politiche europee stanno ora consolidando.

In un momento in cui le persone migranti sono sistematicamente descritte come problemi da gestire o minacce da scoraggiare, la Spagna ha scelto un linguaggio diverso: quello della presenza, del contributo e dell’appartenenza. Il successo di questa scommessa dipenderà da ciò che seguirà.

Ma la decisione di accettarla, apertamente e senza scuse, segna già un significativo allontanamento dalla politica della paura dell’Europa.

  1. Nando Sigona (@nandosigona) è professore ordinario di sociologia delle migrazioni e direttore dell’Institute for Research into Superdiversity dell’Università di Birmingham ↩︎
  2. Spain’s mass regularisation for 500,000 undocumented migrants is not extreme, unprecedented or opportunistic – The Conversation (3 febbraio 2026) ↩︎
  3. The Long-Term Impact of DACA: Forging Futures Despite DACA’s Uncertainty – Immigration Initiative at Harvard, Special Report 1, 2019 ↩︎
  4. I-CLAIM How Europe’s Migration Rules Keep Creating the “Irregular Migrants” They Claim to Catch, Nando Sigona (novembre 2025) ↩︎
  5. The Legal and Policy Infrastructure of Migrant Irregularity. Comparative Report ↩︎
  6. Covid19 regularisation in Italy: a measure that did not lived up to its promises – Dignity firm (giugno 2024) ↩︎
  7. Labour’s plan for migrants to ‘earn’ permanent residency turns belonging into an endless exam – The Conversation (novembre 2025) ↩︎