PACCHETTO (IN) SICUREZZA: L’ANALISI DETTAGLIATA DEL DL E DEL DDL CON L’AVVOCATO DI MOVIMENTO SERGIO PEZZUCCHI E CON IL COSTITUZIONALISTA GIOVANNI RUSSO SPENA

Radio Onda d`Urto - Friday, February 6, 2026

“Si torna ai rastrellamenti preventivi come ai tempi del Duce. Questo pacchetto sicurezza  è il completamento verso lo stato di polizia e della sorveglianza – afferma  Giovanni Russo Spena, dei Giuristi democratici e costituzionalista –  è un attacco diretto al diritto di manifestare e di riunione. Si basa su di un teorema contro la partecipazione; la possibilità di protesta e di conflitto viene completamente negata.  Viene stravolta la sostanza della democrazia costituzionale. “

“Un Paese che si abitua allo stato d’eccezione”. Così l’Osservatorio Repressione riassume la lunga disamina dedicata a quanto deciso, giovedì 5 febbraio, dal Consiglio dei Ministri; 62 articoli, tra un decreto legge e un disegno di legge, ancora una volta sulla cosiddetta sicurezza, ossia – nello specifico – sui modi per colpire le manifestazioni e le proteste organizzate nelle piazze.

Serve “un approccio più duro“, dice la Meloni puntando il dito – con lo sguardo rivolto come sempre al referendum del 22 e 23 marzo – contro quello che ha definito “un certo doppiopesismo della magistratura”. Il riferimento è ancora una volta alle strumentalizzazioni – con tanto di foto “fake” riprese pure dal Viminale – sul corteo nazionale per Askatasuna del 31 gennaio, con 50mila persone in piazza a Torino per gli spazi sociali e contro le politiche del governo Meloni. Al riguardo, la Procura piemontese valuta di fare ricorso contro la scarcerazione dei primi arrestati: un 31enne e un 35enne, piemontese, hanno l’obbligo di firma, mentre un 22enne toscano i domiciliari.

Tornando al pacchetto voluto in particolare da Piantedosi, si attende la firma di Mattarella sui provvedimenti specifici. Nel comunicato stampa di palazzo Chigi si parla, a vario titolo, di scudo penale – cioè impunità – per la polizia, con un registro separato rispetto a quello degli indagati per gli agenti, se vi è “evidenza di uso legittimo delle armi, legittima difesa, adempimento di un dovere, stato di necessità”; di arresto in differita di 48 ore per nuove fattispecie di reato – a partire dal danneggiamento aggravato in occasione di manifestazioni pubbliche -, di allargamento delle maglie per i cosiddetti Daspo Urbani (6 mesi, rinnovabili fino a 18).

E ancora: sanzioni penali per chi è travisato, sanzioni pecuniarie – migliaia di euro – per omesso preavviso delle manifestazioni, divieto di manifestare fino a 3 anni in caso di condanna per alcuni reati (si citano terrorismo, strage, omicidio, devastazione e saccheggio, violenza contro pubblico ufficiale. Infine, fermo preventivo di 12 ore, con comunicazione contestuale al pubblico ministero; una possibilità dai confini estremamente vaghi e laschi, che fa riferimento a casi in cui la polizia abbia – in base a quali criteri, non è noto saperlo –  “fondato motivo di ritenere che si pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”.

Su Radio Onda d’Urto l’analisi dettagliata delle norme con l’avvocato Sergio Pezzucchi, uno dei legali del movimento bresciano. Ascolta o scarica

Sul pacchetto (in)sicurezza Radio Onda d’Urto ha raggiunto telefonicamente anche Giovanni Russo Spena, già deputato per Democrazia Proletaria e poi senatore di Rifondazione Comunista, giurista e costituzionalista. Ascolta o scarica