Casamaggiore (CR), Carabinieri a scuola: minaccia alla sicurezza alle elementariSul giornale locale “primaCREMONA” del 14 febbraio scorso appare la notizia, e
il commento entusiasta della redazione, sulla visita effettuata da alcune classi
quinte elementari di Casalmaggiore alla locale Caserma dei Carabinieri (clicca
qui per la notizia).
Nel merito della notizia, nulla di nuovo: i militi della Benemerita sono ormai i
nuovi esperti, in tutto il suolo patrio, del bullismo, versione semplice e
versione cyber. Ovviamente, anche di altri temi scottanti legati alla sicurezza
personale e sociale di infanti e adulti.
Durante la visita vengono orgogliosamente mostrati armamenti e mezzi in
dotazione alla Caserma, pagati dai contribuenti italiani, al momento non solo
cremonesi (almeno fino a che la Lombardia non farà finanza a parte grazie alla
legge sulla Autonomia Differenziata). Intanto, speriamo che di mezzi e di
attrezzatura didattica sia stata dotata anche la scuola del Paese, e che i suoi
muri non si sfaldino quando piove.
Gli adulti che accompagnano le classi sono presumibilmente Maestre, dunque
immagino assai interessate anche all’altro tema trattato ovunque dalle forze
armate di ogni arma, la violenza di genere. Del resto, l’educazione
affettivo-relazionale, la gestione dei conflitti di “ogni genere”,
l’insegnamento della prontezza di fronte al pericolo, lo spirito di caserma
spacciato per reazione allo stress e obbedienza alle consegne, il Ministero del
Merito li esternalizza alle divise e alle sperimentazioni soft skills di
INVALSI.
Gli insegnanti assumono per buono e giusto dal punto di vista pedagogico e
didattico che tali competenze sono staccate da quelle cognitive, dalle
conoscenze e dai saperi di cui, anzi, sono requisito e cornice. I genitori e gli
insegnanti del piccolo centro lombardo confidano che quel che serve ai bambini
per un futuro laborioso e sicuro (pacifico?) lo potranno apprendere dai
militari. Da parte loro le creature piccole durante la gita di istruzione fanno
addirittura una promessa, non ancora giurata: da grandi vestiranno la divisa.
Commenti a latere. Il giornale locale della provincia di Cremona, che con
campanilismo già differenziato si chiama “primaCremona” (prima di chi, di
cosa?), annotando il nome a cui è intitolato l’Istituto Scolastico, la gloria
patria Guglielmo Marconi, mi offre il destro per ricordare il magnetismo
fascista dello scopritore delle onde radio, e dunque del padrino dell’EIAR, la
futura, odierna RAI.
Sono convinta che agli alunni e alle alunne non sarà mancata in più occasioni la
celebrazione del personaggio, collocato nel pantheon scientifico, ma dubito in
quello politico del futurismo guerrafondaio. Queste lezioni sulla intitolazione
di edifici, strade, giardini, sarebbero un importante contributo all’educazione
storica, contro il risorgente militarismo.
A Castelnuovo Berardenga nel senese, l’Associazione Il Muro e la Crepa, che ha
segnalato la cosa anche al nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università (clicca qui per l’articolo), proprio per correttezza
storica e precoce educazione alla pace, ha proposto di cambiare l’intitolazione
di un Istituto Comprensivo e di un suo plesso di primaria, rispettivamente,
dedicati al poeta fascista Giovanni Papini e a un tenente del famigerato corpo
di spedizione coloniale in Etiopia
(https://www.gazzettinodelchianti.it/lettere-e-segnalazioni/evento-anti-riarmo-a-castelnuovo-lanciato-anche-il-cambio-di-nome-di-istituto-comprensivo-e-di-una-scuola/#google_vignette).
Ma in epoca di rinato spirito virilmente guerriero credo sia operazione
difficile.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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