PACCHETTO (IN) SICUREZZA: L’ANALISI DETTAGLIATA DEL DL E DEL DDL CON L’AVVOCATO DI MOVIMENTO SERGIO PEZZUCCHI E CON IL COSTITUZIONALISTA GIOVANNI RUSSO SPENA“Si torna ai rastrellamenti preventivi come ai tempi del Duce. Questo pacchetto
sicurezza è il completamento verso lo stato di polizia e della sorveglianza –
afferma Giovanni Russo Spena, dei Giuristi democratici e costituzionalista – è
un attacco diretto al diritto di manifestare e di riunione. Si basa su di un
teorema contro la partecipazione; la possibilità di protesta e di conflitto
viene completamente negata. Viene stravolta la sostanza della democrazia
costituzionale. “
“Un Paese che si abitua allo stato d’eccezione”. Così l’Osservatorio Repressione
riassume la lunga disamina dedicata a quanto deciso, giovedì 5 febbraio, dal
Consiglio dei Ministri; 62 articoli, tra un decreto legge e un disegno di legge,
ancora una volta sulla cosiddetta sicurezza, ossia – nello specifico – sui modi
per colpire le manifestazioni e le proteste organizzate nelle piazze.
Serve “un approccio più duro“, dice la Meloni puntando il dito – con lo sguardo
rivolto come sempre al referendum del 22 e 23 marzo – contro quello che ha
definito “un certo doppiopesismo della magistratura”. Il riferimento è ancora
una volta alle strumentalizzazioni – con tanto di foto “fake” riprese pure dal
Viminale – sul corteo nazionale per Askatasuna del 31 gennaio, con 50mila
persone in piazza a Torino per gli spazi sociali e contro le politiche del
governo Meloni. Al riguardo, la Procura piemontese valuta di fare ricorso contro
la scarcerazione dei primi arrestati: un 31enne e un 35enne, piemontese, hanno
l’obbligo di firma, mentre un 22enne toscano i domiciliari.
Tornando al pacchetto voluto in particolare da Piantedosi, si attende la firma
di Mattarella sui provvedimenti specifici. Nel comunicato stampa di palazzo
Chigi si parla, a vario titolo, di scudo penale – cioè impunità – per la
polizia, con un registro separato rispetto a quello degli indagati per gli
agenti, se vi è “evidenza di uso legittimo delle armi, legittima difesa,
adempimento di un dovere, stato di necessità”; di arresto in differita di 48 ore
per nuove fattispecie di reato – a partire dal danneggiamento aggravato in
occasione di manifestazioni pubbliche -, di allargamento delle maglie per i
cosiddetti Daspo Urbani (6 mesi, rinnovabili fino a 18).
E ancora: sanzioni penali per chi è travisato, sanzioni pecuniarie – migliaia di
euro – per omesso preavviso delle manifestazioni, divieto di manifestare fino a
3 anni in caso di condanna per alcuni reati (si citano terrorismo, strage,
omicidio, devastazione e saccheggio, violenza contro pubblico ufficiale. Infine,
fermo preventivo di 12 ore, con comunicazione contestuale al pubblico ministero;
una possibilità dai confini estremamente vaghi e laschi, che fa riferimento a
casi in cui la polizia abbia – in base a quali criteri, non è noto saperlo –
“fondato motivo di ritenere che si pongano in essere condotte di concreto
pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”.
Su Radio Onda d’Urto l’analisi dettagliata delle norme con l’avvocato Sergio
Pezzucchi, uno dei legali del movimento bresciano. Ascolta o scarica
Sul pacchetto (in)sicurezza Radio Onda d’Urto ha raggiunto telefonicamente anche
Giovanni Russo Spena, già deputato per Democrazia Proletaria e poi senatore di
Rifondazione Comunista, giurista e costituzionalista. Ascolta o scarica