VENERDÌ SCIOPERO INTERNAZIONALE DEI PORTI. È LA PRIMA MOBILITAZIONE UNITARIA DI PORTUALI EUROPEI E MEDITERRANEI NELLA STORIA

Radio Onda d`Urto - Wednesday, February 4, 2026

I portuali non lavorano per la guerra“. E’ con queste parole che i sindacati di Enedep di Grecia, Lab dei Paesi Baschi, Liman-Is di Turchia, ODT del Marocco e USB in Italia hanno chiamato la Giornata internazionale di azione, sciopero e lotta per venerdì 6 febbraio 2026.

Quel giorno i lavoratori e le lavoratrici dei porti di oltre 20 tra i più importanti scali marittimi europei e del Mediterrano si fermeranno “per garantire che i porti siano luoghi liberi da qualsiasi coinvolgimento alla guerra”, fa sapere Usb. Sono i porti del Pireo ed Elefsina (Grecia), Bilbao e Pasaia/San Sebastian (Paesi Baschi), Mersin (Turchia), Tangeri (Marocco) e una dozzina di porti italiani (Genova, Livorno, Trieste, Ravenna, Ancona, Civitavecchia, Salerno, Bari, Crotone, Palermo, Cagliari).

Un blocco della logistica delle armi, dunque, già messo in campo durante gli scioperi nazionali per la Palestina nell’autunno 2025 e partiti proprio dal Porto di Genova grazie ai Calp, Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali e Usb. E’ inedita, invece, l’internazionalità della mobilitazione di venerdì, che ha raccolto l’adesione di porti fuori dai confini italiani ed europei, raggiungendo le coste di tutto il Mediterraneo, fino ad arrivare in Turchia e Marocco. E’ la prima volta nella storia.

La giornata di venerdì sarà caratterizzata, sin dalle prime ore del mattino, dallo sciopero di portuali, lavoratori e lavoratrici dei porti e, successivamente, dalla mobilitazione pomeridiana nelle relative città (tutte le informazioni qui).

L’intervista a Simone dei GAP, Gruppo Autonomo lavoratori Portuali, di Livorno. Ascolta o scarica.