A marzo 2026 la fiera delle armi da caccia e da guerra arriva a Parma: perché, e come?

Pressenza - Wednesday, January 21, 2026

In precedenza svolta a Brescia, poi a Vicenza e a Verona, la “fiera della caccia, del tiro sportivo e del turismo venatorio-gastronomico” EOS nel 2026 verrà allestita e dal 28 al 30 marzo aperta al pubblico a Parma.

Nel sito della manifestazione è spiegato che “Nell’ultima edizione a Verona ha registrato oltre 40˙000 visitatori e ha raccolto il meglio della produzione e del mercato del Paese [cioè dell’Italia – N.D.R.] e di altri Paesi (40 quelli rappresentati)” e che il suo svolgimento, organizzato da EOS s.r.l. che ha sede a Mestrino (PD), nei 60˙000 mq e 4 padiglioni di Fiere di Parma radunerà 400 aziende e  700 marchi e “segnerà un deciso salto di qualità in termini di contenuti e formato”.

Un video realizzato per la LAC / Lega anti caccia e pubblicato su YouTube il 5 marzo 2024 e diffuso anche da Il Fatto Quotidiano mostra che a EOS “si mostrano armi da caccia ma anche armi da guerra“.

Perciò il 7 novembre scorso la Casa della pace di Parma e altre 11 associazioni e aggregazioni locali – ANPI sez. di Parma, ANPI provinciale, ANPPIA, Casa delle donne, CIAC, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Donne in nero, Libera Parma, Associazione Medical Care Development Peace, Montanara laboratorio democratico, Associazione Papa Giovanni XXIII, Parma città pubblica e Parma por Cuba – hanno inviato una lettera “aperta agli organi di informazione e alla cittadinanza” sollecitando l’attenzione del sindaco di Parma, Michele Guerra, del presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda, e del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e interpellando il presidente dell’ente Fiere di Parma, Franco Mosconi, in merito a varie questioni…

Considerando che “nel nostro territorio ci sono numerosi Comuni che prendono le distanze dalle armi, esprimendo Assessorati per la pace ed anche Assessorati per il benessere animale”, veniva chiesto

Perché la fiera delle armi a Parma?

Annotando che

Nelle due edizioni di Verona tre associazioni nazionali – Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza, Rete Italiana Pace e Disarmo e Movimento Nonviolento – avevano proficuamente collaborato con l’Amministrazione comunale scaligera, con Verona Fiere ed anche con gli stessi organizzatori di EOS raggiungendo significativi correttivi: un Codice etico escludente la difesa personale dai settori della manifestazione, un Regolamento Visitatori e un Regolamento Generale degli Espositori che non ammetta aziende produttrici di armi di Stati sottoposti a embargo dalle Nazioni Unite o ritenuti responsabili dalle Nazioni Unite di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, l’esclusione nella manifestazione di interventi di tipo politico, una maggiore attenzione alla tutela dei minorenni ai quali è stato precluso il maneggio delle armi.

ed evidenziando che tra i suoi soci ci sono il “Comune di Parma (per il 15,96%), la Provincia di Parma (per altro 15,96%) e la Regione Emilia Romagna (per il 4,14%)”, a Fiere di Parma veniva domandato:

  • Per quanto tempo ha firmato il contratto per EOS ?
  • È revocabile?
  • I soci di Ente Fiere erano informati?

La risposta del professor Franco Mosconi è pubblicata sul sito della Casa della Pace.

 

 

Maddalena Brunasti