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[Ora di buco] Scuola: solo repressione (1/3: trasmissione completa)
La trasmissione affronta la morte tragica di uno studente in un istituto superiore di La Spezia: un componente del comitato antimilitarista della città  riflette intorno a questo dramma e spinge a trovare insieme le risposte più adeguate per rilanciare il ruolo democratico ed educativo delle scuole, che possa incidere realmente sulle condizioni sociali delle nuove generazioni, investire soldi per ridurre il numero di studenti per classe, sviluppare attività per rafforzare le relazioni, promuovere l'educazione all'affettività e alla sessualità. E non militarizzare, come Valditara e governo indicano (vedi metal detector). Analizziamo poi la nota indirizzata ai/alle dirigenti di Roma e provincia che deriva dalla circolare del Ministero rivolta alla rilevazione degli alunni palestinesi su scala nazionale. Spieghiamo perché non regge il confronto con l'Ucraina dichiarato dal ministro Valditara, che si sente offeso da chi denuncia questa iniziativa come una schedatura etnica della popolazione palestinese presente in Italia, che nulla ha a che vedere con presunti interventi di accoglienza. Registriamo l'ennesimo caso di censura, avvenuto al liceo Marco Polo di Venezia: la scuola organizza un progetto approvato dal Collegio docenti che consiste in una serie di appuntamenti con tema Palestina (mostra, presentazione di libri, proiezione film): un blogger lancia la notizia, un politico di destra interviene, monta la gogna mediatica e il ministero decide di inviare ispezioni. L'accusa, falsa, è sempre di antisemitismo.  Corrispondenza su Idrovolante edizioni (pantheon di estrema destra) che prova ad entrare nelle scuole, in particolare ad Alatri. Le proteste ne bloccano l'ingresso. 
Liceo “Marco Polo” di Venezia: in atto strategie di controllo educativo nelle scuole
Ormai è sotto gli occhi di tutte e tutti come la destra di governo abbia messo in pratica una strategia che ha un doppio obiettivo: affossare nelle scuole il dibattito sul genocidio che l’entità sionista sta ancora commettendo nella striscia di Gaza (cui si accompagna una quotidiana operazione di pulizia etnica in Cisgiordania in un’incredibile saldatura tra esercito e coloni fuori controllo) e al contempo controllare e censurare le attività didattiche liberamente approvate dai collegi dei docenti. L’ultimo episodio di una bruttissima serie riguarda il liceo “Marco Polo” di Venezia (clicca qui per la notizia su Il Fatto Quotidiano) che si pone in perfetta continuità con quanto successo in alcuni istituti di Toscana ed Emilia Romagna e su cui l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università aveva già espresso tutta la sua indignazione (clicca qui). Nell’istituto in questione una serie di attività volte ad approfondire e sviluppare un dibattito sui crimini di cui il popolo palestinese è vittima nella striscia di Gaza ha provocato infatti la reazione del senatore di Fratelli d’Italia Speranzon il quale, apprendiamo da Il Fatto Quotidiano, si starebbe attivando per un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, in quanto a suo dire le scuole starebbero diventando dei laboratori di “indottrinamento ideologico”. Un ragionamento stantio, addirittura illogico, se pensiamo che la scuola è chiamata ad accompagnare la crescita e lo sviluppo del pensiero critico delle nuove generazioni. Una posizione che assume i contorni del luogo comune e che sembra completamente ignorare come questi obiettivi si possono raggiungere solo attraverso scelte didattiche precise e tese a problematizzare il presente. Quel presente segnato da un genocidio che non deve essere oggetto di dibattito nelle nostre aule poiché chiama in causa direttamente le responsabilità di tutto il mondo occidentale, complice di quello che passerà alla storia come la vergogna del XXI secolo. Le vicende e la sofferenza del popolo palestinese sono di fatto un argomento scomodo sul quale è  necessario che il mondo della formazione non apra una seria discussione con studenti e studentesse poiché sono fatti che ci restituiscono, ammutolendoci, tutta la natura coloniale e neoimperialista delle nostre pretese “democrazie“. La storia e la sofferenza del popolo palestinese sono un problema per la tenuta di tutto un sistema e le mobilitazioni che si sono registrate nel corso 2025 hanno ampiamente dimostrato la potenzialità di cambiamento e l’energia che si possono sprigionare quando milioni di persone si mettono in marcia. Meglio, allora, buttare la palla in tribuna, ragionare a vanvera, sovrapponendo antisionismo e antisemitismo, paventare pericoli inesistenti con parole roboanti, ma, in fondo, ridicole. Meglio condire il tutto con un’operazione di schedatura degli studenti e delle studentesse palestinesi che ricorda i tempi più bui del ‘900. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università esprimiamo la nostra solidarietà al liceo veneziano e a tutte le scuole che si trovano costrette ad affrontare questi passaggi antidemocratici e invitiamo tutto il personale scolastico alla Resistenza contro la quotidiana campagna di demolizione della scuola pubblica. Non sarà facile. Non sarà a breve termine. Dipende tutto da noi. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
OCCUPAZIONI E PROTESTE PER LA PALESTINA: GLI AGGIORNAMENTI DA NAPOLI, TORINO E VERONA
Proseguono le mobilitazioni in solidarietà con il popolo palestinese. Repressione a Napoli questo sabato 25 ottobre: tre attivisti per la Palestina sono stati arrestati per aver contestato la partecipazione di Teva – azienda farmaceutica israeliana complice dell’occupazione e del genocidio in Palestina – al Pharmexpo della Mostra d’Oltremare a Napoli. Qui le forze di polizia hanno accerchiato i manifestanti, manganellandoli, identificandoli e, infine, gli arrestando tre attivisti. Per chiedere l’immediata liberazione di Dario, Mimì e Francesco questa mattina alle ore 11, proprio davanti alla Mostra d’Oltremare, è stata convocata una conferenza stampa mentre una assemblea pubblica si terrà sempre oggi alle ore 17 a Porta di Massa, per costruire il corteo di sabato 1 novembre. Gli aggiornamenti con Eddi del Laboratorio Iskra di Napoli. Ascolta o scarica   A Torino, invece, manganelli e arresti davanti al Liceo Einstein: dopo aver difeso la scuola dal volantinaggio di un gruppetto di neofascisti che cercavano di consegnare volantini contro la cosìdetta “cultura maranza”, studenti e studentesse sono stati raggiunti da un plotone di forze di polizia agli ingressi del liceo che li ha caricati, arrestando uno studente. Il collegamento con Nicola, studente del liceo Einstein. Ascolta o scarica Infine a Verona il collettivo studentesco autonomo TAMR, nato lo scorso maggio, ha occupato il polo Zanotto dell’ateneo scaligero nella giornata di domenica 26 ottobre. Duplice l’obiettivo della protesta: mantenere alta l’attenzione a livello accademico su quanto sta accadendo in Palestina e protestare contro “la stretta autoritaria del governo Meloni” sulle Università. Il Senato accademico dell’UniVr voterà domani una mozione presentata dalla comunità studentesca sulla questione palestinese. Inoltre il collettivo TAMR protesta contro la proposta di riforma del regolamento dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), agenzia sulla quale il governo intende imporre le proprie nomine sulla Presidenza. Ci racconta le ragioni dell’occupazione, Francesco Orecchio del collettivo studentesco autonomo TAMR. Ascolta o scarica  
Genova. Squadracce fascisti contro il liceo Da Vinci occupato
Ieri notte al Liceo Leonardo da Vinci occupato si é tenuta un’aggressione fascista ai danni degli studenti occupanti. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza ai ragazzi del Leonardo. Non é accettabile e non intendiamo transigere su un fatto di questa gravità, atto a colpire degli studenti che hanno deciso non […] L'articolo Genova. Squadracce fascisti contro il liceo Da Vinci occupato su Contropiano.
Liceo Morgagni: «Ci hanno preso a pugni per impedirci di occupare»
«Un professore ha colpito con un pugno il braccio di un ragazzo, altri hanno afferrato al collo due studenti che si trovavano all’interno della scuola». È la denuncia del Collettivo Autorganizzato Reset, che nella notte tra domenica e lunedì ha tentato di occupare il liceo Morgagni di Roma, nel quartiere […] L'articolo Liceo Morgagni: «Ci hanno preso a pugni per impedirci di occupare» su Contropiano.
FORMAZIONE: SUPERARE LA “CONCEZIONE PUNITIVA E REPRESSIVA” DELLA SCUOLA, DIBATTITO A TRE VOCI
Torniamo a scuola, torniamo sul caso sollevato anche da Enea Zanoglio, oramai ex studente del liceo Bagatta di Desenzano del Garda, provincia di Brescia, che ha raccontato a Radio Onda d’Urto le ragioni del suo boicottaggio dell’esame orale alla maturità, conseguendo comunque il diploma. A settembre si iscriverà all’università. Enea Zanoglio, studente modello, media dell’8, impegnato politicamente nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventu Comunista, ci aveva raccontato come l’esame di maturità rappresentasse l’emblema di una “concezione punitiva e repressiva” del sistema scolastico. Enea ha criticato l’impostazione del sistema di istruzione che ha definito “ottocentesco”, puntando il dito non solo contro l’attuale ministro ma anche contro chi lo ha preceduto, a destra e a sinistra. Torniamo quindi sulla notizia e allarghiamo il dibattito ad alcuni collettivi che hanno preso posizione sull’argomento e che da anni ragionano e mettono in campo azioni volte a migliorare la scuola. Un dibattito radiofonico a tre voci, in collegamento con noi: Maurizio Pe, studente al liceo Virgilio di Milano e compagno di Enea nel Fronte della Gioventù Comunista. Matilde Zanardelli del Collettivo Onda Studentesca. Lucia Dante del Collettivo di insegnanti Assenze Ingiustificate. La trasmissione completa (30 minuti). Ascolta o scarica
DESENZANO (BS): BOICOTTA L’ESAME ORALE PERCHÈ CONTRARIO ALLA “CONCEZIONE PUNITIVA E REPRESSIVA” DELLA SCUOLA
Continuano ad emergere su quotidiani e televisioni nazionali nuovi casi di studenti e studentesse delle scuole superiori che si sono rifiutate di sostenere l’esame orale alla maturità. Hanno preferito accontentarsi di un voto appena sufficiente ottenuto con il curriculum scoltastico e le prove scritte. Diserzioni alla maturità anche in provincia di Brescia. Contrario ad una concezione “ottocentesca, punitiva e repressiva” del sistema scolastico Enea, ormai ex studente del liceo di Stato Girolamo Bagatta di Desenzano del Garda, si è rifiutato di sostenere l’esame orale. La decisione è stata presa dopo aver sostenuto gli esami scritti, durante i quali aveva ottenuto un punteggio “inferiore alla media di tutto l’anno precedente”, in particolare durante la prima prova. Dopo aver sostenuto i due esami scritti, Enea aveva già il punteggio necessario per la promozione. Per lui non era quindi fondamentale sostenere l’orale, che avrebbe contribuito unicamente ad alzare il voto finale. Contro le defezioni di studenti e studentesse si era schierato il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha già minacciato chi rifiuterà l’orale il prossimo anno: saranno bocciati. La testimonianza di Enea, che ha appena terminato gli esami di maturità presso il liceo Bagatta di Desenzano del Garda. È militante nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventù Comunista. Ascolta o scarica