Pisa: occupato durante il corteo dello sciopero generale lo storico palazzo universitario della Sapienza.
A Pisa il corteo dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre, partecipato da
15mila persone, ha visto l’occupazione da parte di universitarie e universitari
del palazzo della Sapienza, uno degli edifici storici dell’Università Toscana.
Il Cua, Collettivo universitario autonomo di Pisa, ha rivendicato l’iniziativa
come parte della “lotta per servizi dignitosi, un’università senza guerra, una
vita bella: continuiamo a incontrarci e confrontarci, da venerdì ai prossimi
giorni, per organizzare le nostre lotte, in vista delle prossime mobilitazioni e
non solo”.
Per il Cua, “le piazze gremite in tutta Italia hanno detto una cosa molto
chiara: noi la guerra non la paghiamo. Investire sulla guerra è una scelta
politica, non solo di questo governo ma di tutta l’oligarchia globale. La guerra
non è solo un’ipotesi futura, la guerra occupa già il nostro presente: la
paghiamo con il rincaro dei prezzi al supermercato, sui trasporti, sul
carburante, sulle bollette. La paghiamo quando il nostro diritto allo studio
viene eroso di giorno in giorno, e quando le nostre università, spolpate dal
definanziamento, devono convertire la propria ricerca agli interessi delle
aziende e dell’industria bellica.
Le tante voci alzatesi in corteo a Pisa si sono unite nella decisione di
occupare il palazzo della Sapienza, sede storica dell’università di Pisa, sempre
meno a disposizione degli studenti e sempre più rifunzionalizzata per essere
vetrina dell’istituzione. L’università è di chi ci studia e di chi ci lavora.
Chiediamo condizioni dignitose per chi le nostre università le tiene aperte, le
pulisce e le vive.
Vogliamo ribellarci al futuro che ci viene prospettato fatto di precarietà e di
saperi svenduti alla guerra e alla devastazione del territorio. Università e
conoscenza sono beni pubblici, di cui dobbiamo prenderci cura. L’università deve
essere un luogo e un tempo della vita accessibile a tutt3, in cui crescere
insieme, costruire un futuro collettivo, dove custodire i saperi e metterli a
disposizione di un territorio da tutelare.
In tutto il mondo le persone riempiono le strade e dalle università ai porti
tutto si può bloccare: l’occupazione della Sapienza è solo una prima pietra
lanciata nella nostra città nella nuova ondata di rabbia e desiderio di riscatto
che sta animando tutto il Mediterraneo“.
Oggi, sabato 31 ottobre, il programma della Sapienza Occupata prosegue con una
conferenza stampa, fissata alle ore 12.45.
Su Radio Onda d’Urto la corrispondenza dalla Sapienza Occupata a Pisa con
Lorenzo, studente universitario e compagno del Cua. Ascolta o scarica