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Da Torino la proposta di assegnare il Premio Nobel per la Pace a Bassam Aramin e Rami Elhanan
Augusto Montaruli, presidente della sezione ANPI Nicola Grosa di Torino, racconta come è nata l’idea di costituire un comitato per proporre di assegnare il Premio Nobel per la Pace a Bassam Aramin, palestinese, e Rami Elhanan, israeliano, protagonisti dei libri Apeirogon e “Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio israelo-palestinese” e padri di due bambine vittime della violenza militare e terroristica. Camminavo in San Salvario quando vedo Alberto Giolitti, presidente dell’Associazione Baretti, fuori dal teatro che gestisce; senza nemmeno un accenno di saluto e con piglio da duro del cinema, scegliete voi il genere, mi dice: “Devi leggere Apeirogon!” Obbedisco e mi reco in una delle librerie del quartiere, tutte bellissime e tutte gestire da donne e acquisto il libro. Inizio subito a leggerlo. La lettura è lenta ed emotivamente faticosa e dolorosa. Arrivo alla conclusione con la conferma che il mondo è complesso, che non puoi dividerlo tra buoni e cattivi, tra vittime e carnefici a seconda del luogo in cui si vive. La storia di Bassam Aramin, palestinese, e di Rami Elhanan, israeliano, – due padri che pur avendo perso una figlia per mano avversa e in modo violento perseguono da decenni la strada del dialogo – lo dimostra in modo tragico e commovente.“Devi leggere Apeirogon” diventa uno slogan da diffondere, ma non basta. Penso – e su questo trovo subito l’appoggio del comitato di sezione – che occorra un’iniziativa forte, concreta e simbolica allo stesso tempo: proporre come sezione ANPI Nicola Grosa di San Salvario il Premio Nobel per la Pace per i nostri due padri. Chiediamo il supporto e l’adesione delle realtà religiose della nostra città, partendo dal fatto che il nostro quartiere, molti non lo sanno, è definito la Piccola Gerusalemme. Riceviamo, grazie a Valentino Castellani che lo presiede, il sostegno e l’adesione del Comitato Interfedi della città di Torino, oltre che del Tavolo della Speranza su iniziativa di Giampiero Leo e della Comunità Valdese. Forti di queste adesioni significative scriviamo ai capigruppo di Camera e Senato di tutte le forze politiche presenti in Parlamento chiedendo non solo di sostenere, ma di essere protagonisti di questa proposta, avanzando, loro che sono titolati a farlo, la candidatura dei nostri due padri al Nobel per la Pace. A loro diciamo che è l’occasione per avere una proposta trasversale, che va oltre le divisioni politiche. Qui l’incontro è mancato, il silenzio molto rumoroso viene rotto solo da una risposta simbolicamente affermativa dei capigruppo PD di Camera e Senato. Almeno loro hanno risposto. Nel frattempo, arriva la telefonata di Sax Nicosia, direttore artistico del Baretti : “Apriamo la stagione del Baretti con “Salam/Shalom – Due padri”.” È il racconto dei due padri interpretato da Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana. “Nel teatro, come nella vita, la famiglia esiste quando le differenze convivono e si sostengono. Il palcoscenico, con la sua luce imperfetta, è il nostro laboratorio di equilibrio, il luogo dove provare a ricomporre un’armonia possibile… “ Così Sax Nicosia presenta lo spettacolo. Quell’armonia possibile è la nostra motivazione a sostegno della candidatura al Nobel per la Pace. Quell’armonia possibile, cioè un mondo migliore e giusto, che esiste, ma talvolta non lo vediamo e, soprattutto, non lo sosteniamo. A quel punto non sapevamo se e come continuare, ma proprio mentre ci confrontavamo con i nostri dubbi e le nostre indecisioni è arrivato l’incontro che ha dato una svolta a tutta questa vicenda: la presentazione alla Libreria Claudiana del libro “Mio padre, tuo padre. Due uomini contro l’odio israelo-palestinese” (2025, DeAgostini) di Carola Benedetto e Luciana Ciliento. Bellissimo e con un format narrativo che tocca il cuore e ti regala complicità e voglia di continuare, un libro che ripercorre la storia di Rami e Bassam attraverso il dialogo tra le due figlie uccise. Quella voglia di continuare ci porta a regalare copie del libro ai ragazzi e alle ragazze dell’associazione di Animazione Interculturale ASAI (del nostro quartiere), invitandoli a confrontarsi con le autrici. Ed è proprio l’accoglienza che quei ragazzi hanno fatto al libro e alle autrici a convincerci a continuare con loro, con Carola e Luciana. Ed è con loro che stiamo organizzando la visita a Torino dei “nostri padri”, che vedrà numerosi eventi pubblici il prossimo ottobre, tra i quali Torino Spiritualità. Lo stiamo facendo con la collaborazione di molti; per citarne alcuni, Paolo Verri, Giampiero Leo, la Comunità Valdese, chiedendo contributi economici a fondazioni ed enti e attivando un crowdfunding con la Casa del Quartiere di San Salvario che ci aiuterà a salutare Rami e Bassam con una cena halal e kosher aperta e popolare. E quello sarà l’incontro più bello. Ora è nato il Comitato per il sostegno al Nobel per la Pace, – presieduto da Paolo Verri – per convogliare il supporto alla candidatura di Bassam e Rami, cui stanno aderendo moltissime associazioni, cittadini comuni e personalità, tutti uniti dal desiderio di costruirlo davvero questo mondo giusto e possibile, seguendo il segno che i due padri hanno tracciato per noi. Per sostenerci economicamente vai al link https://dona.casadelquartiere.it/nobel_per_la_pace/~mia-donazione Per aderire al Comitato scrivi a info@anpinicolagrosa.it     Redazione Torino
July 19, 2026
Pressenza
Comunicato Stampa del “Comitato contro il riarmo” del Salento
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL COSTITUENDO “COMITATO CONTRO IL RIARMO” DEL SALENTO, IN CUI VI È ANCHE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, CHE DENUNCIA UN TENTATIVO DI OSCURARE IL PRESIDIO DI MARTEDÌ 26 MAGGIO A GALATINA NEL GENERARLE CLIMA DI INTIMIDAZIONE E REPRESSIONE NEI CONFRONTI DI TUTTE LE INIZIATIVE PACIFISTE E ANTIMILITARISTE IN ITALIA Il Costituendo “Comitato contro il riarmo” del Salento denuncia il tentativo di oscurare il presidio tenutosi martedì 26 maggio 2025 a Galatina con lo spostamento dalla Piazza Dante Alighieri alla nascosta Piazza Fortunato Cesari. La notizia dello spostamento è contenuta nelle prescrizioni inviate al firmatario della richiesta ieri sera da parte del Questore di Lecce, Giampietro Leonetti. Il dubbio che abbiamo è che la richiesta dello spostamento sia stata sostenuta dalla Amministrazione Comunale e da vertici politici; il tutto per non incrinare i buoni rapporti con la base di Galatina dell’aeronautica. I promotori del presidio, tuttavia, hanno confermano la loro presenza in piazza per la stessa serata a Galatina per manifestare contro le guerre, il riarmo e le spese militari; mentre accade che l’inflazione erode i salari, assistiamo ai tagli alla sanità, alle scuole, ai servizi sociali e a tanto altro. Il tentativo di oscurare il presidio è avvenuto in modo ipocrita, mentre le guerre sono arrivate nei nostri piatti, alle pompe di benzina, ai supermercati, nei prodotti per l’agricoltura, insomma dappertutto. I partecipanti al presidio denunciano tutto questo in occasione della consegna dei brevetti della scuola di volo presente nel vicino aeroporto . Costituendo “Comitato No al riarmo” --------------------------------------------------------------------------------
RADIO AFRICA: MOUSSA DIARRA IN VOLO VERSO IL MALI. LE VOCI DAL PRESIDIO DI SALUTO
La puntata di oggi è interamente dedicata alla partenza della salma di Moussa Diarra in Mali. Vi proponiamo le voci dal presidio “Moussa torna a casa”, che si è svolto domenica 17 maggio alla stazione di Verona Porta Nuova, quando quasi duecento persone hanno risposto alla chiamata della Comunità Maliana e del Comitato verità e giustizia. Gli interventi si sono susseguiti per due ore e mezza, sotto il gazebo allestito nel piazzale XXV aprile, proprio dove Moussa era stato ucciso 19 mesi fa. Le voci sono quelle di Haby Marie-Claire Presidente dell’associazione Maliani e Amici nel Veneto, Segretaria Generale degli Affari Istituzionali, Giuridici e alla Cooperazione dell’Alto Consiglio dei Maliani in Italia, Travere Sekou amico di Moussa, Djemagan Diarra fratello di Moussa, Eleonora Puglisi Comitato verità e giustizia, Mamadou Niare imam della grande moschea di Brescia, Daniele Todesco Comitato verità e giustizia, Giulio Cavalli attore, regista e politico, Ousmane Ibrahim Diallo rappresentante della Comunità maliana di Verona. Nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, la salma di Moussa Diarra è in viaggio verso il Mali. Il fratello di Moussa che vive in Italia Djemagan Diarra e il rappresentante della Comunità maliana di Verona Ousmane Ibrahim Diallo sono già atterrati a Bamako. All’arrivo del feretro, lo accompagneranno nel villaggio di Djidian, nei pressi della città di Kita, dove la famiglia celebrerà i funerali. Ringraziamo la redazione di Nigrizia, dal cui sito è stato preso parte del testo di questa trasmissione. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 21 maggio alle ore 18.45 e in replica venerdì 22 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
May 21, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: MOUSSA TORNA IN MALI DOPO 19 MESI, DOPPIO APPUNTAMENTO PER RICORDARLO
Domenica 17 maggio dalle ore 10.00 alle 14.00 presso la Stazione Porta Nuova di Verona, la Comunità Maliana e il Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra invitano ad un momento di ricordo e di saluto per Moussa che, dopo pochi giorni, tornerà dalla sua famiglia in Mali. Sarà possibile partecipare ad un momento di saluto e di preghiera anche martedì 19 maggio, alle ore 10.30, quando Moussa farà sosta alla Moschea di via Biondani, sempre a Verona, prima di partire. A diciannove mesi dall’omicidio compiuto da un agente della polizia ferroviaria alla stazione Porta Nuova, la salma verrà caricata su un aereo diretto a Bamako, per poi viaggiare fino al villaggio natale di Moussa, Djidian. Accompagneranno il feretro il fratello Djemagan e il rappresentante della Comunità maliana di Verona Ousmane Ibrahim Diallo. A Djidian li aspettano la madre, il fratello e le sorelle, che desiderano seppellirlo da troppo tempo. La battaglia legale invece continuerà ancora per molto tempo. Sono tante infatti le contraddizioni sollevate dalla GIP Livia Magri, che nella sua relazione ha rigettato la richiesta di archiviazione. Il Comitato verità e giustizia si impegna a “proseguire insieme al team legale il percorso di verità e giustizia che possa restituire almeno una parte di quella dignità che a Moussa è stata negata anche in vita”. Nello speciale che abbiamo realizzato, Daniele Todesco, del Comitato, ribadisce nuovamente come “l’indagine sia stata frettolosa e inconsueta e quanto tentativi più o meno goffi di depistaggio insieme ad una narrazione strumentale, abbiano tentato di chiudere questa vicenda nel giro di poche ore”. Il rappresentante della Comunità maliana di Verona Ousmane Ibrahim Diallo racconta successivamente come è stato organizzato il viaggio di ritorno in Mali e i rischi che questo comporta, anche data la situazione securitaria sempre più precaria. Abbiamo anche chiesto un commento sul ritorno della salma di Moussa a Mahamoud Idrissà Bouné, Presidente dell’Alto Consiglio del Mali in Italia. Il focus delle dodici in onda su Radio Onda d’Urto giovedì 14 maggio dedicato al ritorno di Moussa in Mali – 30 minuti. Ascolta o scarica
May 14, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: NUOVE INDAGINI SULL’OMICIDIO DIARRA, IL COMITATO “LE NOSTRE PERPLESSITÀ SONO EMERSE”
“Soddisfazione e amarezza” da parte del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra dopo aver letto le 54 pagine dell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari Livia Magri, che ha respinto la richiesta di archiviazione.  Ora il Pubblico Ministero dovrà aprire nuovamente le indagini sulla morte di Moussa, freddato da un poliziotto alla stazione di Verona Porta Nuova il 20 ottobre del 2024. Nell’ordinanza della GIP si chiede tra l’altro di indagare il poliziotto per concorso in depistaggio. La giudice ipotizza infatti che le prove siano state alterate dal poliziotto o da altre persone, oppure che siano state fornite false informazioni agli inquirenti. “Una sberla a come sono state condotte le indagini, parziali e a senso unico” ha dichiarato Daniele Todesco del Comitato ai nostri microfoni, aggiungendo che “è la narrativa completa della ricostruzione che viene messa in discussione”. “Non è nemmeno provato che Moussa nel momento della collutazione con i poliziotti avesse un coltello, le immagini non lo chiariscono”, ha aggiunto. L’approfondimento sull’ordinanza della GIP con Daniele Todesco, del Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra, che rilancia con la raccolta fondi, che servirà, oltre che per sostenere il costo della prosecuzione delle indagini, anche per far tornare a casa la salma di Moussa, da 18 mesi all’ospedale di Borgo Roma. Ascolta o scarica Per sostenere le spese legali e il rimpatrio della salma CC MPS Intestato al Circolo Pink: IBAN: IT65G 01030 11707 0000 11099 492 – PayPal: permoussadiarra@gmail.com Causale: Moussa torna a casa.
April 23, 2026
Radio Onda d`Urto
VERONA: RESPINTA L’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO SARÀ INDAGATO PER DEPISTAGGIO
La giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione, quindi il pubblico ministero dovrà riprendere le indagini sulla morte di Moussa Diarra, 26 di origine maliana freddato da un poliziotto alla stazione di Verona Porta Nuova il 20 ottobre del 2024. Lo scorso novembre la Procura di Verona aveva chiesto l’archiviazione del caso, richiesta alla quale si era opposta la famiglia Diarra. Nelle 54 pagine di ordinanza della giudice per le indagini preliminari, si chiede di indagare il poliziotto per concorso in depistaggio. La giudice ipotizza infatti che le prove siano state alterate dal poliziotto o da altre persone, oppure che siano state fornite false informazioni agli inquirenti. La posizione del poliziotto quindi si aggrava, poiché inizialmente era indagato per eccesso colposo di legittima difesa. Quest’ultima ipotesi era stata respinta dalla Procura, secondo la quale il poliziotto agì appunto per legittima difesa. L’avvocato e le avvocate della famiglia Diarra argomentarono da subito che l’indagine fu incompleta e parziale. Infatti le investigazioni sui poliziotti coinvolti nell’omicidio, furono affidate alla Questura. I legali di Diarra avevano anche insistito sulla non proporzionalità del pericolo rappresentato dal coltello da cucina che Moussa aveva in mano prima di essere sparato a morte. Il commento di uno degli avvocati della famiglia Diarra, Fabio Anselmo. Ascolta o scarica
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Firenze: Rifredi respinge Vannacci
Il resoconto della grande mobilitazione del quartiere Statuto-Rifredi di Firenze contro l'improvvisa e improvvida apertura della sede di Futuro Nazionale, nuovo partito di Vannacci, costola della Lega e corpo estraneo rispetto agli abitanti, che con la retorica della "sicurezza" propaganda xenofobia, razzismo, omofobia, sessismo, fascismo. La socialità inclusiva fatta di tavoli e famiglie come risposta. La questione delle multe arrivate alle persone in piazza. Il "Comitato piazza Tanucci" prosegue la mobilitazione: l'antifascismo non è una ricorrenza. 
April 21, 2026
Radio Onda Rossa
La rete di Carteinregola si allarga
(Tavoli del Porto e CDQ La Romanina) Diamo il benvenuto all’Associazione “Comitato Tavoli del Porto“, presidente David Di Bianco, da poco costituita dalle realtà dei Comitati Tavoli del Porto con cui da tempo Carteinregola collabora nella battaglia contro la variante crocieristica del progetto del Porto turistico di Fiumicino e al Comitato di Quartiere La Romanina, nel VII Municipio, di cui è presidente Maurizio Russo, già membro del direttivo di Carteinregola. In calce la presentazione dei due comitati. (AMBM) * Vai alla pagina con le associazioni e i comitati della rete di Carteinregola * Vai alla pagina con il regolamento di Carteinregola e le istruzioni per aderire alla rete L’Associazione “Comitato Tavoli del Porto“ di Fiumicino si batte da anni contro la realizzazione del porto crocieristico di Isola Sacra e per la tutela dell’ambiente del litorale romano. Dalla sua nascita, inizialmente come comitato informale, ha promosso decine di iniziative sul territorio e non solo: assemblee pubbliche, convegni, audizioni, petizioni, manifestazioni, interlocuzioni con le istituzioni e anche azioni legali. I Tavoli del Porto fanno anche parte di una rete di organizzazioni: Facciamo Respirare il Mediterraneo (Associazioni e Comitati delle Città Portuali d’Italia; GCAN, Global Cruise Network Activist Rete di attivisti delle città portuali nel mondo; Rete Diocesana per la Cura del Creato; Rete dei Numeri Pari. David Di Bianco Presidente Il Comitato di Quartiere La Romanina è nato nel 2020, sorto dopo esperienze precedenti, in un quartiere che ha due diverse conformazioni urbanistiche: una parte storica nata dal dopoguerra, con costruzioni per lo più spontanee su lotti agricoli assegnati dal comune di Frascati, e una parte recente, edificata dopo gli anni 2000 da Piano di zona 167. Il CdQ è impegnato da sempre per assicurare e migliorare i servizi in un quartiere extra Gra con tutti i problemi conseguenti. Le grandi tematiche su cui il CdQ è impegnato sono lo sversamento dei rifiuti, ingombranti e non, dai quartieri limitrofi e la mobilità/collegamento con il capolinea Anagnina della metro A che, pur distante meno di 1 km e mezzo, è difficilmente raggiungibile coi mezzi pubblici dell’Atac, le cui corse sono minimo ogni 20 minuti, e a piedi o in bici per l’ostacolo del raccordo anulare. Per questo negli ultimi mesi il CdQ è stato in prima linea per la battaglia per la ciclopedonale con scavalco sul Gra, al momento con lavori avviati ma solo con un percorso pedonale. Nei prossimi mesi il quartiere sarà al centro di importanti progetti: la riqualificazione del parco della Romanina, nell’ambito del progetto “100 Parchi”, il Polo Civico, centro di aggregazione e di socialità, un nuovo parco urbano e il Centro Sportivo con pista di atletica, campo di calcio e campi polivalenti, che risponderà alle esigenze della Romanina e anche dei quartieri limitrofi. Progetti derivanti dagli oneri a scomputo delle opere di urbanizzazione che l’amministrazione capitolina è riuscita a recuperare e per i quali il monitoraggio e lo sviluppo degli stessi avranno la logica attenzione da parte del CdQ. Maurizio Russo 19 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 19, 2026
carteinregola
VERONA: ATTESA PER LA DECISIONE SULL’ARCHIVIAZIONE DEL CASO MOUSSA DIARRA, IL POLIZIOTTO POTREBBE ESSERE SCAGIONATO
Domani l’indagine dulla morte di Moussa Diarra affronta la valutazione della giudice Livia Magri, che dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione presentata dalla PM Diletta Schiaffino. La giudice tuttavia potrebbe anche posticipare la delibera. L’archiviazione potrebbe scagionare definitivamente il poliziotto che ha sparato a Moussa nella mattina del 20 ottobre del 2024. La famiglia Diarra tramite i legali Fabio Anselmo, Paola Malavolta, Silvia Galeone e Federica Campostrini hanno presentato un documento articolato per opporsi all’archiviazione. Il Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra, insieme alla Comunità Maliana, hanno organizzato un presidio questo giovedì 12 febbraio, davanti al tribunale di Verona di via dello Zappatore, tra le ore 9 e le ore 13, dove si deciderà sull’archiviazione. Facciamo il punto con Alberto del Comitato verità e giustizia per Moussa Diarra. Ascolta o scarica
February 11, 2026
Radio Onda d`Urto
Vicenza e la sfida all’educazione: la risposta alla censura del comitato Aula 33
La notizia risale a qualche settimane fa, ma è degna di attenzione perché si confermano le nostre legittime paure sulla feroce contrazione degli spazi di libertà e di discussione nelle scuole, infatti siamo davanti all’ennesimo divieto di una assemblea di istituto, questa volta al liceo “Fogazzaro” di Vicenza, con testimonianze dalla Palestina. A giustificare il divieto le circolari del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara e «l’esigenza che la scelta di ospitare latori fosse volta a garantire il confronto tra posizioni diverse e pluraliste al fine di consentire agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e sviluppare il pensiero critico». L’intervento della Dirigente scolastica ha eliminato una parte degli argomenti oggetto di assemblea, quelli dedicati agli interventi dai territori occupati dall’esercito israeliano, negato la presenza di un attivista della Global Sumud Flotilla e di una giovane palestinese, testimonianze scomode che avrebbero portato argomenti e fatti difficili da confutare. Il solito invito al contraddittorio che da ora in poi autorizzerà assemblee sui popoli oppressi solo in presenza degli oppressori. Siamo davanti alla solita accusa di propaganda rivolta a studenti e studentesse, ad attivisti per il diritto alla vita e alla autodeterminazione del popolo palestinese. E, di conseguenza, la sospensione di un’assemblea è da ritenersi un atto di mera censura con quotidiane ingerenze da parte dei partiti di Governo. La scuola pubblica deve essere imparziale dal punto di vista educativo, mai neutra rispetto ai valori costituzionali e ai principi guida della istruzione, la scuola del Ministro Valditara si va trasformando in una gabbia in cui l’adesione all’ideologia dei partiti di Governo sta diventando il vero parametro con cui giudicare la liceità dei momenti di confronto collettivo. Non a caso, a seguito di questa incresciosa vicenda repressiva a carico della scuola pubblica, è nato nella provincia di Vicenza un gruppo di docenti, riunitosi in comitato con il nome “Aula 33″. Insegnanti, studenti, studentesse e genitori si sono incontrati qualche giorno fa in un’assemblea straordinariamente partecipata e hanno deciso di reagire a una scuola sempre più sotto attacco. Il comitato Aula 33, all’interno del quale ci sono anche aderenti all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, ha elaborato un manifesto importante, in difesa di una scuola pubblica, plurale, inclusiva. Una scuola che ribadisce la sua missione costituzionale e l’idea che l’obiettivo sia conoscere il mondo, coltivando la cultura come strumento di emancipazione individuale e collettiva. La scuola pubblica è ancora un patrimonio troppo importante per la nostra comunità, un presidio che ancora custodisce i valori della cultura, della solidarietà, l’orizzonte di società immaginato dai costituenti. Serve un fronte largo per arginare una deriva sempre più preoccupante, che vuole trasformare la scuola in un luogo di controllo e omologazione, dove il sapere non è più un valore in sé, dove la libertà di tutte e tutti di essere ciò che si è, da valore indiscusso, diventa un bersaglio. Alleghiamo il manifesto costitutivo del Comitato Aula 33. MANIFESTO-1Download Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente