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Stellantis ferma di nuovo Mirafiori: oltre mille lavoratori in cassa integrazione
Stellantis ha annunciato una nuova fermata dello stabilimento di Mirafiori, a Torino: dal 19 al 30 ottobre la produzione della Fiat 500 — l’unico modello, nelle versioni elettrica e ibrida, realizzato nella fabbrica — resterà infatti bloccata per mancanza di ordini. Il reparto Carrozzerie tornerà così in cassa integrazione, dopo che la misura era cessata lo scorso febbraio: la sospensione riguarderà 1.074 lavoratori, 934 operai e 140 impiegati. La decisione, comunicata dalla direzione alle rappresentanze sindacali, è maturata al termine di una riunione interna convocata per fare il punto sulle difficoltà produttive dell’impianto torinese. I sindacati avevano già segnalato il deterioramento della situazione nelle scorse settimane e ora parlano di un segnale grave per il futuro occupazionale del sito e dell’indotto. La decisione non arriva all’improvviso. Già a luglio Emanuele Cappellano, direttore Europa Allargata, aveva ammesso che sarebbe stato complicato centrare l’obiettivo di 100mila veicoli a Torino entro il 2026. I dati del primo semestre, del resto, erano tutt’altro che incoraggianti, nonostante gli annunci ottimistici arrivati dal governo. Il gruppo aveva quindi prolungato di due settimane le ferie estive e, al rientro, erano seguiti diversi fermi produttivi giustificati con la carenza di componenti — pezzi che però, nello stesso periodo, continuavano ad arrivare regolarmente in altri stabilimenti Stellantis. Da qui il sospetto dei sindacati: il fornitore dei basamenti motore avrebbe scelto di privilegiare Pomigliano d’Arco, dove la Pandina non manca di ordini, a scapito di Mirafiori, dove invece le vendite della 500 restano deboli. Ora arriva l’ufficializzazione dello stop, motivato dall’azienda con la necessità di valutare le criticità produttive dell’impianto. «Siamo di fronte ad una situazione complessa nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno», ha dichiarato un portavoce del gruppo. Durissima la reazione della Fiom. Il segretario generale di Torino Edi Lazzi e il responsabile di Mirafiori Gianni Mannori ricordano che «sono passati solo otto mesi da quando la cassa integrazione è cessata alle Carrozzerie di Mirafiori» e che il nuovo stop «rischia di essere il primo di una lunga serie», mettendo «a rischio la conferma dei 400 ragazzi interinali che lavorano in Carrozzeria». Le due sigle sindacali sottolineano inoltre che con questa sospensione si arriva «al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione». Per la Uilm, il segretario generale di Torino Luigi Paone parla di una situazione «ogni giorno più critica» e ribadisce che «non è accettabile che la crisi produttiva venga scaricata sulle spalle dei lavoratori attraverso fermate ripetute che tagliano il reddito e mettono in discussione la tenuta occupazionale del sito», chiedendo che «l’azienda si assuma le proprie responsabilità industriali e sociali». Anche la Fim esprime «forte preoccupazione», definendo lo stop l’«ennesima sospensione in poche settimane che conferma quanto sia fragile la continuità produttiva dello stabilimento». Stellantis, dal canto suo, rivendica l’impegno a realizzare «un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro Paese ed altri che arriveranno», e torna a indicare nel costo dell’energia uno dei principali ostacoli alla competitività: «Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora – anche a causa del difficile contesto geopolitico – non abbiamo visto alcun beneficio concreto». Il piano industriale al 2030, tuttavia, non prevede al momento nuovi modelli per Mirafiori né per Cassino, mentre Pomigliano dovrà attendere il 2028 per verificare gli effetti della scommessa sulle auto elettriche. A febbraio Stellantis aveva reso noto di avere registrato una perdita netta di 22,332 miliardi di euro nel 2025, dovuta a 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari, con un calo dei ricavi del 2%, mentre per quest’anno non sono stati previsti dividendi per gli azionisti e bonus per i lavoratori. Nello specifico, i ricavi netti dell’azienda si sono attestati a 153,5 miliardi, registrando un calo del 2% sul 2024. A impattare sul bilancio sono stati anche i dazi USA, pari a 1,2 miliardi di euro, così come il calo delle consegne in alcune aree chiave. La decisione più contestata concerne però direttamente i lavoratori. Il mancato raggiungimento degli obiettivi legati all’Aoi europeo ha comportato l’azzeramento del premio di risultato per i dipendenti italiani, che già nel 2025 hanno dovuto convivere con cassa integrazione e contratti di solidarietà. In alcune aree del mondo, invece, il bonus sarà regolarmente erogato. «Questo conferma che, laddove l’azienda decida di investire, come sta facendo in Nord Africa, anche i salari delle lavoratrici e dei lavoratori ne traggono beneficio», aveva denunciato la Fiom-Cgil, secondo cui «è chiara la volontà» di Exor, azionista di riferimento, di un «disimpegno delle attività industriali in Italia». The post Stellantis ferma di nuovo Mirafiori: oltre mille lavoratori in cassa integrazione appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 23, 2026
L'INDIPENDENTE
Milano, 19 settembre: corteo per i diritti sindacali
Al fianco di Delio, Margherita e Stefano. «La voce dei lavoratori non si licenzia». Sabato 19 settembre alle 10 presso l’incrocio tra via Palestro e via Marina a Milano (in corrispondenza della M1 Palestro) si terrà il concentramento di una manifestazione in solidarietà ai delegati sindacali, ai lavoratori e alle lavoratrici colpiti da licenziamenti discriminatori e ritorsivi Per il diritto
September 16, 2026
La Bottega del Barbieri
Stellantis tocca (l’ennesimo) minimo storico e richiama veicoli in tutto il mondo
Quasi un milione di veicoli richiamati, di cui 848 mila solo negli Stati Uniti. È quanto disposto da Stellantis, che spiega come il problema sia legato al software radio in dotazione ai veicoli, che potrebbe interferire con il funzionamento della telecamera posteriore, impedendone l’attivazione in caso di rertromarcia. Il difetto riguarda modelli Chrysler, Dodge, Jeep e Ram degli anni 2026 e 2027. L’operazione è costata cara al gruppo, che ha visto le proprie azioni toccare il minimo storico di 4,38 euro. Dall’inizio dell’anno, le quote di Stellantis sono diminuite del 54%, e la produzione, specie quella domestica, è crollata a picco. Nonostante il gruppo abbia riferito di non essere a conoscenza di feriti o incidenti, il malfunzionamento delle telecamere posteriori costituisce un problema di rilievo negli Stati Uniti. Qui, tali dispositivi sono obbligatori su tutti i veicoli a partire dal 2018, per via dell’elevato numero di decessi di soggetti (un terzo dei quali sono bambini sotto i cinque anni) investiti dalle automobili che effettuano manovre di retromarcia. Il problema, in questo caso, sarà risolto grazie al download di un aggiornamento per il software dei mezzi, effettuabile direttamente dai proprietari. Ciononostante, l’impatto sul titolo è stato di oltre il 4%, senza che vi fosse alcun rimbalzo che in molti casi segue una caduta del genere. Il passivo, su base mensile, si attesta dunque al -12%, mentre su base annuale è pari al 54%. In aggiunta a ciò vi è il fatto che si tratta solamente dell’ultimo tra i richiami effettuati dall’azienda: nel 2024, oltre un milione di veicoli degli stessi marchi fu richiamato per analoghi problemi di interferenza dei software con la telecamera posteriore, mentre, all’inizio del giugno2026 , il gruppo aveva richiamato oltre 1,3 milioni di veicoli Jeep in tutto il mondo a causa del rischio di incendio. Quanto accaduto rappresenta dunque l’ennesimo scivolone per il gruppo, il quale continua a registrate difficoltà tanto sul mercato europeo quanto su quello statunitense. Per l’anno in corso non sono previsti dividendi nè bonus per lavoratori, mentre in Italia si affaccia lo spettro della delocalizzazione, che tocca Pomigliano, Mirafiori e Cassino. Qui, gli operai impiegati nei reparti di lastratura, verniciatura e montaggio restano a casa fino al 31 agosto, nonostante inizialmente le previsioni fossero di una chiusura limitata al periodo tra 3 e 16 del mese. Una decisione che segue una chiusura delle linee produttiva già a luglio, registrando volumi minimi e un crescente ricorso agli ammortizzatori sociali, che hanno finito per erodere gli stipendi dei lavoratori. A settembre l’orizzonte non sembra più roseo, con una ripartenza subordinata ai programi industriali della multinazionale, anch’essi avvolti dal dubbio e dallo spettro della delocalizzazione. The post Stellantis tocca (l’ennesimo) minimo storico e richiama veicoli in tutto il mondo appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 19, 2026
L'INDIPENDENTE
Stellantis ritira 700 mila auto ibride per pericolo di incendio
Una doccia fredda colpisce il colosso automobilistico Stellantis. Il gruppo ha avviato una massiccia operazione di richiamo precauzionale che coinvolge circa 700 mila veicoli ibridi in tutto il mondo. Il motivo è un potenziale rischio di incendio nel vano motore legato a un difetto di assemblaggio in alcuni dei modelli […] L'articolo Stellantis ritira 700 mila auto ibride per pericolo di incendio su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
Puntata del 24/03/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Ricci, Flaica Cub Terni, sullo sciopero proclamato da* lavorat* della Dussmann dell’azienda ospedaliera ternana previsto per il 3/04/2026. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo: elencato le prospettive di lotta focalizzato le condizioni di lavoro nel territorio analizzato le motivazioni che hanno portato allo sciopero con un focus sul CCNL multiservizi Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Rita Di Fazio, operaia Stellantis e componente della segreteria FMLU CUB di Frosinone, in merito alla manifestazione che si è fatta il 20 marzo a Cassino per rilanciare il territorio. La nostra ospite ci ha spiegato che “abbiamo proclamato sciopero per la giornata ma non abbiamo partecipato alla manifestazione perché non aveva nessuna piattaforma /obbiettivo” in un campo così largo che comprendeva anche le organizzazioni padronali [confindustria], politiche e sindacali che hanno contribuito alla De industialozzazione del territorio non c’era spazio per la lotta di classe. Abbiamo anche fatto il punto della situazione sul declino della Fiat e sulle mosse azzardate del governo che sta trascinando continuando a fare accordi di delocalizzazione nonostante la proprietà francese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stato quello del continuo attacco al diritto di sciopero, nello specifico parliamo dell’ ambito della logistica. Infatti con Carlo del SiCobas Piacenza, abbiamo analizzato il provvedimento messo in campo dalla Commissione di Garanzia del diritto di Sciopero che vuole includere i lavoratori impegnati nel trasporto e smistamento merci, all’ interno delle categorie considerate “essenziali”. Questo porta ad una serie di riflessioni obbligatorie su quanto i lavoratori di questo ambito siano stati centrali nelle lotte per la conquista di condizioni migliori e quanto la politica faccia in modo negli ultimi anni a difendere chi invece li sfrutta e vorrebbe continuare a risparmiare sul loro costo. A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che proprio qualche giorno prima il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, aveva ritenuto eccessive le misure della legge 146/1990 che regola proprio il diritto di sciopero delle categorie di lavoratori essenziali. Il nostro intervistato ci ricorda comunque che questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi repressivi nei confronti dei lavoratori della logistica, che già in passato non si sono fatti intimorire da provvedimenti che gli erano stati cuciti addosso e che sicuramente neanche adesso sopprimeranno il loro spirito combattivo. Buon ascolto
March 27, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 24/03/2026@1
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Ricci, Flaica Cub Terni, sullo sciopero proclamato da* lavorat* della Dussmann dell’azienda ospedaliera ternana previsto per il 3/04/2026. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo: elencato le prospettive di lotta focalizzato le condizioni di lavoro nel territorio analizzato le motivazioni che hanno portato allo sciopero con un focus sul CCNL multiservizi Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Rita Di Fazio, operaia Stellantis e componente della segreteria FMLU CUB di Frosinone, in merito alla manifestazione che si è fatta il 20 marzo a Cassino per rilanciare il territorio. La nostra ospite ci ha spiegato che “abbiamo proclamato sciopero per la giornata ma non abbiamo partecipato alla manifestazione perché non aveva nessuna piattaforma /obbiettivo” in un campo così largo che comprendeva anche le organizzazioni padronali [confindustria], politiche e sindacali che hanno contribuito alla De industialozzazione del territorio non c’era spazio per la lotta di classe. Abbiamo anche fatto il punto della situazione sul declino della Fiat e sulle mosse azzardate del governo che sta trascinando continuando a fare accordi di delocalizzazione nonostante la proprietà francese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stato quello del continuo attacco al diritto di sciopero, nello specifico parliamo dell’ ambito della logistica. Infatti con Carlo del SiCobas Piacenza, abbiamo analizzato il provvedimento messo in campo dalla Commissione di Garanzia del diritto di Sciopero che vuole includere i lavoratori impegnati nel trasporto e smistamento merci, all’ interno delle categorie considerate “essenziali”. Questo porta ad una serie di riflessioni obbligatorie su quanto i lavoratori di questo ambito siano stati centrali nelle lotte per la conquista di condizioni migliori e quanto la politica faccia in modo negli ultimi anni a difendere chi invece li sfrutta e vorrebbe continuare a risparmiare sul loro costo. A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che proprio qualche giorno prima il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, aveva ritenuto eccessive le misure della legge 146/1990 che regola proprio il diritto di sciopero delle categorie di lavoratori essenziali. Il nostro intervistato ci ricorda comunque che questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi repressivi nei confronti dei lavoratori della logistica, che già in passato non si sono fatti intimorire da provvedimenti che gli erano stati cuciti addosso e che sicuramente neanche adesso sopprimeranno il loro spirito combattivo. Buon ascolto
March 27, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 24/03/2026@2
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Marco Ricci, Flaica Cub Terni, sullo sciopero proclamato da* lavorat* della Dussmann dell’azienda ospedaliera ternana previsto per il 3/04/2026. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo: elencato le prospettive di lotta focalizzato le condizioni di lavoro nel territorio analizzato le motivazioni che hanno portato allo sciopero con un focus sul CCNL multiservizi Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Rita Di Fazio, operaia Stellantis e componente della segreteria FMLU CUB di Frosinone, in merito alla manifestazione che si è fatta il 20 marzo a Cassino per rilanciare il territorio. La nostra ospite ci ha spiegato che “abbiamo proclamato sciopero per la giornata ma non abbiamo partecipato alla manifestazione perché non aveva nessuna piattaforma /obbiettivo” in un campo così largo che comprendeva anche le organizzazioni padronali [confindustria], politiche e sindacali che hanno contribuito alla De industialozzazione del territorio non c’era spazio per la lotta di classe. Abbiamo anche fatto il punto della situazione sul declino della Fiat e sulle mosse azzardate del governo che sta trascinando continuando a fare accordi di delocalizzazione nonostante la proprietà francese. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stato quello del continuo attacco al diritto di sciopero, nello specifico parliamo dell’ ambito della logistica. Infatti con Carlo del SiCobas Piacenza, abbiamo analizzato il provvedimento messo in campo dalla Commissione di Garanzia del diritto di Sciopero che vuole includere i lavoratori impegnati nel trasporto e smistamento merci, all’ interno delle categorie considerate “essenziali”. Questo porta ad una serie di riflessioni obbligatorie su quanto i lavoratori di questo ambito siano stati centrali nelle lotte per la conquista di condizioni migliori e quanto la politica faccia in modo negli ultimi anni a difendere chi invece li sfrutta e vorrebbe continuare a risparmiare sul loro costo. A rendere il tutto ancora più paradossale è il fatto che proprio qualche giorno prima il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, aveva ritenuto eccessive le misure della legge 146/1990 che regola proprio il diritto di sciopero delle categorie di lavoratori essenziali. Il nostro intervistato ci ricorda comunque che questo è solo l’ultimo di una serie di attacchi repressivi nei confronti dei lavoratori della logistica, che già in passato non si sono fatti intimorire da provvedimenti che gli erano stati cuciti addosso e che sicuramente neanche adesso sopprimeranno il loro spirito combattivo. Buon ascolto
March 27, 2026
Radio Blackout - Info
Nessuna gigafactory di batterie a Termoli, l’elettrico non attira
Quello che per anni è stato presentato come il simbolo della transizione ecologica del Mezzogiorno si è ufficialmente trasformato in un miraggio. Automotive Cells Company (ACC), la joint venture che riunisce Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies, ha comunicato il definitivo abbandono del progetto per una gigafactory a Termoli. La fabbrica di […] L'articolo Nessuna gigafactory di batterie a Termoli, l’elettrico non attira su Contropiano.
February 11, 2026
Contropiano
Automotive. Senza condizionalità su Stellantis, la transizione diventa declino
Nel corso del tavolo automotive presso il MIMIT, USB ha ribadito con chiarezza che il settore non è di fronte a una crisi congiunturale, ma a una trasformazione strutturale che, così come viene oggi gestita, sta producendo riduzione della produzione, utilizzo permanente degli ammortizzatori sociali e perdita di occupazione qualificata. […] L'articolo Automotive. Senza condizionalità su Stellantis, la transizione diventa declino su Contropiano.
January 31, 2026
Contropiano