La “rivoluzione del bidet” di Mamdani: giornalismo degradante o degrado della politica?Inizialmente pensavo fosse una fandonia tra le tante, una delle tanche pochezze
del giornalismo con articoli trash e acchiappa like creati appositamente per
girare sui social, ma poi ho capito che chi dava la notizia della “rivoluzione
del bidet” di Zohran Mamdani, neosindaco “socialista” di New York, si poneva
come serio e interessante nell’argomento.
“Il trasloco di un sindaco nella storica residenza di Gracie Mansion a New
York è da sempre un evento seguito con curiosità, ma Zohran Mamdani è riuscito a
spostare l’attenzione dai saloni del diciottesimo secolo ai servizi igienici.” –
si legge su Leggo.it – “Lasciato il suo piccolo appartamento nel Queens per la
villa da oltre mille metri quadrati nell’Upper East Side, il primo cittadino ha
annunciato un cambiamento che promette di scuotere le fondamenta culturali
americane: l’installazione dei bidet. Quella che per molti potrebbe sembrare una
semplice preferenza personale è, in realtà, l’inizio di una potenziale
trasformazione dei costumi per una nazione che ha sempre guardato a questo
dispositivo con un misto di scetticismo e confusione.”
Quello che pare una notizia inutile, sembra essere una notizia importante a cui
il mainstream occidentale sembra dare una certa serietà. Si legge: “L’apertura
di Mamdani verso il bidet non è casuale, ma affonda le radici nelle sue origini.
Figlio di genitori provenienti dall’India, il sindaco porta con sé una
sensibilità verso abitudini igieniche comuni in gran parte del mondo, inclusa
l’Italia, ma storicamente assenti negli Stati Uniti. Se in passato sindaci come
Mike Bloomberg si erano concentrati su ristrutturazioni di lusso o Ed Koch
sull’installazione di barbecue interni, Mamdani punta sulla praticità e sulla
pulizia personale, sdoganando un oggetto che per decenni è stato considerato un
lusso inaccessibile o, peggio, una bizzarria straniera difficile da spiegare.”
Una “rivoluzione” a tutti gli effetti, a tal punto che sembra che tutto il mondo
aspettasse qualcosa “di nuovo” in questo neo-sindaco newyorkese poichè sembra –
stando alla narrazione corrente – che ogni sindaco di New York sia abituato a
lasciare “segni distintivi”: le ristrutturazioni di Gracie Mansion, la residenza
ufficiale del sindaco di New York City. Evidentemente il segno distintivo,
Mamdani, lo ha già lasciato all’inizio del suo mandato: l’installazione del
bidet.
Man mano che si leggono gli articoli sul web si scopre che non solo non è uno
scherzo – per quanto possa sembrare ironico – ma che, a quanto pare, era proprio
uno dei tanti obiettivi di Mamdani: “Il giorno in cui si è trasferito con la
first lady nella residenza ufficiale del sindaco di New York, a Gracie Mansion,
nell’Upper East Side, Zohran Mamdani disse che avrebbe cercato di raggiungere un
obiettivo: installare i bidet nei bagni. Quella che una parte dei newyorkesi
aveva preso come una boutade, in realtà ha generato interesse, e rappresenta
l’aspirazione internazionale del nuovo sindaco: gli americani non hanno il bidet
e questo da sempre rappresenta un punto interrogativo riguardo all’igiene
personale.” – si legge su La Repubblica.
Interessante scoprire che i bidet siano così fortemente parte integrante del
programma “socialista” di Mamdani, a tal punto da essere divulgato oltreoceano
(un oltreoceano che, in parte, conosce già i bidet). E’ lo stesso quotidiano
liberal-democratico italiano che, dando importanza e serietà alla questione,
parla addirittura di una “rivoluzione culturale”:
“Quasi ogni sindaco di New York ha lasciato il proprio segno nella residenza
secolare, a cominciare da Mike Bloomberg che, seppure preferì restare nella sua
townhouse, diede il via libera a una completa ristrutturazione interna. Ed Koch
invece fece installare un barbecue da interno. Ma ai bidet non aveva pensato
nessuno. La proposta di Mamdani conferma l’apertura di molti americani verso un
dispositivo comune in molte parti del mondo, inclusa l’Italia e l’India, di cui
sono originari i genitori del sindaco. Mamdani potrebbe lanciare una rivoluzione
nei costumi degli Stati Uniti? Il clima sembra favorevole.”
Una “rivoluzione” talmente soddisfacente da unire Democratici e Repubblicani.
Secondo La Repubblica l’entusiasmo è arrivato dalla figlia dell’ex-sindaco
repubblicano di New York Rudolph Giuliani, Caroline Rose, che ha dichiarato:
“Avrei fatto la stessa cosa se avessi conosciuto i bidet quando vivevo lì”.
La storia ci insegna che anche la famiglia di Caroline Rose ha origini italiane.
Suo padre Rudolph Giuliani è figlio di Harold Angelo Giuliani (1908–1981), un
gestore di case da gioco clandestine statunitense figlio di
immigrati italiani (Rodolfo ed Evangelina Giuliani) originari di Marliana (PT),
e di Helen D’Avanzo (1909-2002), una casalinga figlia di immigrati italiani
(Luigi e Adelina D’Avanzo). Non si capisce perchè l’italianità di Rudolph
Giuliani non l’abbia portato a installare i bidet quando iniziò il suo mandato
sindaco di New York il 1º gennaio 1994, per iniziare l’anno… col botto.
Però risulta simpatico e intensamente attrattivo sapere che i cittadini della
più grande potenza tecno-militare del mondo siano amanti del “sogno americano” a
tal punto da “esportarlo” nel mondo… il tutto senza conoscere il bidet. Può una
potenza mondiale arrogarsi il diritto di esportare “diritti delle donne, diritti
umani e democrazia” senza conoscere il bidet? Quasi disdicevole…
Un po’ come arrogarsi il diritto di esportare “diritti delle donne, diritti
umani e democrazia” e approvare la pena di morte proprio come il loro peggiore
nemico: l’Iran degli Ayatollah. Nel 2025, si è registrato negli USA un aumento
delle esecuzioni, spesso tramite iniezione letale, ma anche con l’uso di
fucilazione e ipossia da azoto: esecuzioni fortemente legate con questioni
razziali e sociali.
Eppure quella di Mamdani è una “rivoluzione culturale”: gli USA, definita “la
più grande democrazia del mondo”, ha appreso solo nel 2026 che farsi il bidet
offre numerosi benefici, tra cui un’igiene intima superiore, la prevenzione di
irritazioni e infezioni, e un maggiore comfort, soprattutto in caso di emorroidi
o durante il ciclo mestruale (per le donne).
Secondo il New York Times, Tushy, azienda di Brooklyn che produce bidet, ha
spedito due milioni di pezzi sul mercato americano dal 2015, anno della sua
fondazione. “Quando abbiamo cominciato – ha spiegato il ceo, Justin Allen – i
bidet negli Stati Uniti erano visti come un lusso inaccessibile e, va detto,
come qualcosa di strano”. “Ma una volta che ne usi uno è difficile dimenticare
quanto ci si senta più puliti”, ha aggiunto.
Aveva dunque ragione Loredana Bertè quando cantava, in “Così ti scrivo”: “E
quest’America che tanto si dice, Della rosa solo il gambo”.
Gli statunitensi – il 20% della popolazione mondiale, quella dei Paesi a
capitalismo avanzato,
consuma oltre l’80% delle risorse planetarie (1) – nel 2026 hanno addirittura
scoperto che l’uso dell’acqua è più delicato ed efficace rispetto alla carta
igienica, riducendo anche l’impatto ambientale. Oltre a garantire una pulizia
accurata, il bidet ha anche benefici ambientali – ha spiegato Allen – perché
riducono la quantità di carta igienica utilizzata e il numero di salviettine
umidificate che finiscono nel water. Non a caso, il dipartimento per la
Protezione ambientale di New York, ha pubblicato su Instagram un video
sull’annuncio del sindaco, con la didascalia che recita: “Più bidet = meno
salviettine umidificate”.
E’ proprio La Repubblica che dall’altro della sua seria professionalità
nell’informazione cita un sondaggio condotto dalla National Kitchen and Bath
Association: il 76% dei settecento designer d’arredi ha spiegato che i
proprietari di casa cercano un water con più funzioni; mentre il 48% dei
progettisti prevede che i bidet diventeranno popolari negli Stati Uniti nei
prossimi tre anni.
Lo sfruttamento della Terra aumenta di anno in anno, perché si consumano più
risorse di quante ne possa mettere a disposizione il pianeta, ma gli
statunitensi sono ancora in tempo a scoprire che possono risolvere il problema
dell’Earth Overshoot Day rincorrendo la “rivoluzione del bidet”. E sarebbero
seriamente gli USA a trainare le sorti del mondo? Mi piacerebbe sapere – lo dico
in tono esplicitamente sarcastico – come siamo potuti finire così in basso…
“Qualcosa sta già accadendo” nel lungo cammino della civilizzazione americana
verso il bidet… e se non si legge La Repubblica queste cose non si apprendono.
Cantava Venditti: “Che ti succede, amico estetico? Rincoglionirsi non conviene/
Non leggi manco La Repubblica/ Non ti solleva Milan Kundera”. Forse
l’insostenibile leggerezza dell’essere sta proprio nel leggere cose frivole e
senza alcuna serietà e valore… al giorno d’oggi.
A parte l’ironia di tutta questa situazione assurda, la cosa veramente
agghiacciante che fa emerge la “necessità” di scrivere su questo tema (se si può
chiamare tale) sottolinea una grande crisi nel mondo del giornalismo italiano ed
occidentale in generale, un fase pre-culturale della nostra storia, un punto di
non ritorno: perchè tanta enfasi per una notizia così stupida? Perchè tanta
serietà narrativa?
Non si è capito se questa notizia sia stata presa per denigrare la figura di
Mamdani, servendo su un piatto d’argento al giornalismo di destra l’occasione
per ridicolizzare uno dei pochi – almeno in apparenza, per ora – “veri” politici
americani ed occidentali, dando l’alibi per poter fomentare le più stupide e
frivole affermazioni (“La rivoluzione della sinistra è installare bidet”); o se
l’intento dei giornalisti era veramente elogiare Mamdani per introdurre il bidet
per motivi culturale ed ambientali.
Non si capisce se effettivamente una buona parte del giornalismo mainstream
italiano abbia ritenuto “necessario” dare questa notizia al mondo come se fosse
veramente qualcosa di “rivoluzionario”; o se sia una effettiva presa in giro
degli USA del “Make America Great Again” (MAGA) di Trump che, pur spacciandosi
per “esportatrice di democrazia e di civilizzazione” attraverso la conquista di
ogni cosa che reputi sua, abbia dovuto prendere lezioni di cultura dell’igiene
intima da un sindaco “socialista” di religione islamica (cosa inedita negli
USA).
Non si capisce se la necessità di questa notizia sia solo un puro gioco di
visibilità (ridicolizzazione o infantilizzazione che possa scaturire) o se
effettivamente sia la sola vera “rivoluzione” che Zohran Mamdani abbia fatto
fino ad ora in quel di New York. C’è chi ha parlato dell’impatto geopolitico
della “rivoluzione del bidet” di Mamdani.
Non si capisce se tutto questo è la malattia senile di un giornalismo ormai
degradante, o se sia – viceversa – l’unica cosa da raccontare nel panorama
degradante della politica su scala mondiale.
Se basta parlare di bidet per diventare dei “rivoluzionari culturali”
evidentemente il problema sta da entrambi i lati: l’enfasi dei giornalisti nel
descrivere il fenomeno e la qualità dei contenuti del politico.
(1) Dati UNDP – United Nations Development Program (Programma di Sviluppo delle
Nazioni Unite) https://www.progettogea.com/gea/ambiente/societa-umana.htm
Articoli dei “professionisti dell’informazione” sulla stampa mainstream che
parlano della “rivoluzione dei bidet” di Mamdani:
https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_24/mamdani-bidet-new-york-rivoluzione-5defb154-5c73-4cb4-999e-9cc0aaf53xlk.shtml
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/23/una-volta-che-ne-usi-uno-e-difficile-dimenticare-quanto-ci-si-senta-piu-puliti-la-rivoluzione-del-bidet-del-sindaco-di-new-york-mamdani/8266342/
https://www.repubblica.it/esteri/2026/01/22/news/new_york_mamdani_rivoluzione_del_bidet-425111818/
https://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/45985528/mamdani-bidet-per-tutti-rivoluzione-sinistra/
https://lifestyle.everyeye.it/notizie/mamdani-guida-rivoluzione-bidet-new-york-se-usi-uno-non-torni-indietro-855261.html
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/764905/il-sindaco-di-new-york-vuole-il-bidet-in-ogni-abitazione-della-grande-mela-partendo-da-casa-sua.html
https://www.open.online/2026/01/23/new-york-sindaco-mamdani-bidet-video/
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2026/01/14/mamdani-si-trasferisce-in-residenza-sindaco-e-chiede-bidet-nei-bagni_f3de4fc1-e9e3-4fba-a4a4-9b3bb6d526f3.html
> Se anche il sindaco di New York sogna un bidet
Lorenzo Poli