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La bella piazza
di Fabrizio Salmoni Diario e riflessioni sula giornata di sciopero generale a Torino La vista della piazza del Municipio torinese scalda il cuore. Era da tempo immemorabile che non vedevo …
November 1, 2026
Osservatorio Repressione
Ancora in cammino, per rabbia e per amore, lungo le strade della Valle NO TAV
Ancora in cammino, per rabbia e per amore, lungo le strade della Valle NO TAV. Fu proprio il Comune di Sant’Ambrogio ad ospitare, nella primavera del 1996, la prima manifestazione di piazza contro il TAV.  L’opposizione alla grande mala opera era allora ai suoi primi passi e puntava soprattutto su  temi come il consumo del suolo, con i  prevedibili danni all’allevamento ed all’agricoltura, lo scempio paesaggistico, il deprezzamento dei beni immobiliari e soprattutto il rumore intollerabile, amplificato dall’eco, che il passaggio del supertreno avrebbe prodotto in una valle  lunga e stretta, chiusa tra alte pareti rocciose.  La camminata sfilò lungo le vie del paese, con i sindaci in testa ed  ai fianchi i trattori e le bandiere della Coldiretti. Le bandiere NO TAV non erano ancora nate ed il Movimento muoveva i primi passi. I giornali  parlarono di alcune migliaia di partecipanti ed a noi sembrò un grandissimo, insperato successo. Dopo trent’anni siamo ancora in cammino. Alla manifestazione NO TAV che questa volta sfila in Bassa valle, da Sant’Ambrogio ad Avigliana, ci siamo di nuovo tutti: i comitati, i sindaci, le numerose realtà di lotta venute a portare solidarietà da tutto il Paese e dalla Francia. Commuove ritrovare i vecchi compagni, ma il cuore gioisce di fronte alla marea di giovani e giovanissimi che hanno preso la testa del corteo, ragazze e ragazzi portatori delle istanze di giustizia sociale e ambientale che sono il nostro  patrimonio più caro e, attraverso le loro voci, continuano a farsi parola, grido di ribellione. La manifestazione NO TAV che si è tenuta da Sant’Ambrogio ad Avigliana Alla brezza di valle ondeggiano gli striscioni, sventolano le bandiere, accanto ai simboli NO TAV i colori della Palestina. È un fiume gioioso quello che scorre per le vie dei paesi e dilaga lungo la statale, tra prati ed albereti, case sparse con orti ridenti di verdure autunnali e cagnolini al cancello: è questa la terra amata, sulla quale si allunga l’ombra della devastazione annunciata e che chiede di essere difesa. Questa volta a rabbuiare la festa non compaiono truppe in assetto antisommossa, solo qualche cellulare piazzato nei punti strategici (ma a Torino e in Valle, nelle stazioni di partenza e di arrivo, la polizia ferroviaria continua a fermare ed a controllare i biglietti). L’impressione generale è che il vento stia cambiando e che, davanti alla politica scellerata che taglia i diritti di tutti per aumentare i profitti dei pochi,  scricchiolino le certezze dei paladini del TAV: non si può non commentare con ironia la misera riuscita della manifestazione SÍ TAV di qualche giorno fa a Torino e paragonare quel centinaio di partecipanti con le almeno cinquemila persone di questo nostro gioioso corteo.  Ad un certo punto compare anche un gruppetto di parlamentari: sono gli eletti in parlamento grazie ai voti del movimento NO TAV, i quali, una volta giunti al governo, messe nel dimenticatoio le promesse,  si adeguarono alle ascelte scellerate che permisero l’apertura dei cantieri TAV in Valle. Oggi, davanti alle telecamere, tornano ad enumerare i motivi della loro contrarietà all’opera ed a promettere battaglia, ma non ci sono applausi per loro. In corteo ci si rincontra, si torna a discutere, a far rivivere un passato che, anche in questa nostra Valle, ha significato lotte operaie e  ambientali, qualcuna vinta, tante perse. In questo non c’è malinconica commemorazione, ma il bisogno di capire, di recuperare le ragioni ripartendo dalle sconfitte. Mi capita così di ritrovare un compagno mio coetaneo, negli anni settanta operaio a Mirafiori e delegato sindacale di base. È uno dei sessantun licenziati Fiat per rappresaglia, nell’ ottobre ’79. Mi racconta che, proprio su quella esperienza finita con i trentacinque giorni di occupazione della fabbrica e la desertificazione sociale che ancora dura, sta lavorando insieme al collettivo studentesco del Politecnico di Torino. I giovani vogliono sapere per poter ripartire, e non dal racconto dei vincitori, ma dalle ragioni dei vinti. Di quei giorni  ci ritorna un’immagine in particolare: il grande ritratto stilizzato di Marx che campeggiava alla porta 5 di Mirafiori. L’ultimo giorno, sul ritratto,  compare una scritta di saluto, a mo’ di fumetto: «Avevamo la ragione e la forza. Ci è rimasta la ragione. coraggio, compagni». Ci diciamo che proprio da quel messaggio è ora di ripartire, per riconnettere le lotte e  ricomporle contro il nemico comune, lo stesso di sempre, il sistema del capitale: le ragioni durano e si moltiplicano, la forza  collettiva rinasce. Quando arriviamo ad Avigliana si sta facendo sera. La luce del tramonto sfuma tra i tavolini dei bar, accende le chiome autunnali dei viali, colora di malinconia il commiato tra chi ha condiviso la fatica e l’allegria della lunga camminata.  Dal palco arrivano gli ultimi interventi, l’invito al concerto serale. Per me è ora di tornare. Mi rimetto in viaggio,  sul ritmo dei versi danteschi che mi si scadiscono in testa come un amoroso tormentone: Era già l’ora che volge il disio ai navicanti e ’ntenerisce il core lo dì c’han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d’amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more. The post Ancora in cammino, per rabbia e per amore, lungo le strade della Valle NO TAV appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 6, 2026
L'INDIPENDENTE
VAL DI SUSA: IN 10MILA ALLA MARCIA POPOLARE NO TAV CONTRO LA LINEA AVIGLIANA-ORBASSANO
Si è svolta sabato 3 ottobre la marcia popolare chiamata dal Movimento No Tav insieme all’Unione Montana Valle Susa e ai Comuni di Sant’Ambrogio e Avigliana. Una lunga marcia che ha visto circa 10mila persone partire da Sant’Ambrogio e dirigersi ad Avigliana con l’obiettivo di dire no alla nuova linea Avigliana-Orbassano, un nuovo progetto di RFI che si inserisce nel quadro più ampio della Torino-Lione. La giornata di mobilitazione di sabato ha tuttavia mostrato, secondo il Movimento, non solo la capacità collettiva dei No Tav di “resistere, organizzarsi e mobilitarsi”, ma anche di intavolare un discorso in grado sia di “andare oltre la semplice opposizione a una singola opera”, sia di intrecciare altre lotte. “L’apertura di questo nuovo progetto non è semplicemente costruire nuove infrastrutture – scrive il Movimento sul proprio sito – ma decidere quali trasporti servono davvero a chi vive questo territorio e dove devono essere investite le risorse pubbliche. Ieri, insieme alla critica alla tratta Avigliana-Orbassano, è tornata quindi anche la richiesta di investire nel trasporto pubblico e nella metropolitana, invece di continuare a concentrare risorse su opere pensate secondo una logica diversa da quella dei bisogni quotidiani di chi abita la Valle e l’area metropolitana”. In marcia da Sant’Ambrogio e Avigliana, compagne, compagni, comitati e realtà che compongono il Movimento No Tav, amministratori locali e d’oltralpe, No Tav francesi, famiglie del territorio, politici, movimenti sociali, realtà legate alla Palestina, assemblee in difesa dei territori, come quella del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, e molte, moltissime persone giovani. “Ci sono giornate in cui una valle intera decide di mostrarsi per quello che è. Ieri è successo tra Sant’Ambrogio e Avigliana. – si legge sui profili social del Movimento –  Un numero enorme di persone ha percorso insieme la Valsusa, in una marcia popolare che ha attraversato i due paesi portando in strada una cosa che forse è ancora più importante del numero dei partecipanti: la capacità di una Valle di riconoscersi, ancora una volta, nella difesa del proprio territorio (…) La Valle continuerà a organizzarsi, a prendere parola e a lottare”. Ai microfoni di Radio onda d’Urto, il bilancio e l’approfondimento di Fabrizio del Movimento No Tav Ascolta o scarica
October 5, 2026
Radio Onda d`Urto
Valsusa, 3 ottobre. No alla loro violenza, NO TAV
Una congrega di partiti del centro destra con l’aggiunta di Calenda e di una parte del PD, ha organizzato una manifestazione a favore della realizzazione del Tav Torino-Lione. Nessun problema e sapremo come rispondere. È però importante capire quanto questi signori siano alla disperazione nel giustificare uno spreco di denaro […] L'articolo Valsusa, 3 ottobre. No alla loro violenza, NO TAV su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
FERMIAMO INSIEME L’AVIGLIANA-ORBASSANO: VERSO LA MARCIA NO TAV DEL 3 OTTOBRE
Sabato 3 ottobre la Valsusa tornerà a marciare per dire no all’Avigliana-Orbassano, nuova tratta nazionale parte del più ampio progetto del Tav Torino-Lione. Anticipata al 2033 nonostante i ritardi sul versante francese, dal costo complessivo stimato oltre i 3 miliardi di euro e con una fase di cantiere dalla durata prevista di almeno 8 anni,l’Avigliana-Orbassano è una variante di tracciato su circa 24 km (di cui circa 17 km in galleria), la cui realizzazione avrebbe gravi ricadute sulla salute, l’economia e la vivibilità dei territori coinvolti. Ma non è la sola tratta nazionale a preoccupare, nella Valle che resiste: sul piatto ci sono anche l’ipotesi della riapertura dell’altoforno delle acciaierie Beltrame tra San Didero e Bruzolo, oltre che alle carenze ormai strutturali nella sanità pubblica, nei servizi di prossimità e nei trasporti. La marcia popolare del 3 ottobre diventa dunque l’occasione per rivendicare, a partire dall’esperienza della resistenza No Tav, l’opposizione alle politiche di sacrificio della Valsusa e la possibilità di un futuro costruito dal basso sulle necessità e aspirazioni reali del territorio. Ne parliamo con Alice, compagna dell’Assemblea Bassa Valle.
October 1, 2026
Radio Blackout - Info
FLOP DELLA PIAZZA SÌ TAV A TORINO, MENTRE IN VAL DI SUSA IL MOVIMENTO NO TAV PREPARA LA MARCIA DEL 3 OTTOBRE
Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav, quella andata in scena domenica 27 settembre a Torino. Nonostante i proclami e la presenza di mezza elitè politica regionale ieri davanti alla sede del Comune, però, erano presenti forse 200 persone. “Dalla piazza dei (quasi) 40mila al presidio di poche centinaia di persone”, ironizzano sul web a 8 anni dalla manifestazione delle “Madamine” nel 2018. “Siamo molto inteneriti dalla narrazione di questo grande flop, su cui davvero neanche ci sentiamo di infierire troppo data la sua insignificanza” scrive il Movimento No Tav dalla Val di Susa. “È questo il dato da evidenziare. Non il numero di persone ma che il presidio di ieri non fosse per nulla incisivo. Sicuramente servito per fare un bel bagno di realtà, anche se, così come l’ormai obsolescenza dell’opera, non lo ammetteranno mai”. Lo storico movimento valsusino di opposizione alla maxi opera, comunque, ha già rimboccato le maniche e si prepara alla marcia di sabato 3 ottobre mentre sul fronte della repressione arriva – una volta tanto – una buona notizia: è tornato in Val di Susa Giorgio Rossetto, storico compagno No Tav e di Askatasuna, uscito dal carcere di Torino dove ha scontato gli ultimi 40 giorni per una condanna dopo la revoca delle misure alternative. Rossetto è tornato così a casa, a Bussoleno. “Purtroppo però non possiamo dire che Giorgio sia tornato libero: il 28 febbraio 2023 la Procura di Torino aveva chiesto e ottenuto tre anni di sorveglianza speciale, sospesa con il carcere e ora ripartita”, dice il movimento No Tav. Gli aggiornamenti dalla Val di Susa con Guido Fissore, storico attivista No Tav. Ascolta o scarica.
September 28, 2026
Radio Onda d`Urto
Prossimi appuntamenti in Valsusa, oggi a San Giuliano e domani a Susa!
Mentre la Prefettura torinese continua ad emettere ordinanze e le zone rosse nei territori valsusini in via preventiva, motivate dalla “possibilità che la componente giovanile notav possa organizzare delle attività di lotta”, in continuità rispetto a quanto già avvenuto quest’estate, proseguono anche le attività dei presidi notav e di controllo dei cantieri legati alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità. Oggi, lunedì, dalle ore 16.30 c’è un appuntamento per continuare le pulizie condivise del presidio di San Giuliano e dalle 19.30 sono previste apericena e chiacchiere. Domani, martedì 15 settembre 2026 alle ore 17.00, presso il Castello di Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a numero chiuso a discrezione dell’amministrazione. E’ stato quindi lanciato un punto informativo alle 16 all’Arco di Augusto, a Susa, per reclamare il proprio diritto a conoscere il futuro degli spostamenti su uno snodo viario importante come quello del capoluogo della Valle, nonché rispetto alla possibilità di usufruire di servizi fondamentali che vi si trovano, come le scuole e l’ospedale.
September 14, 2026
Radio Blackout - Info