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La lotta di classe a 40 gradi!
Premetto che mi baso completamente su studi scientifici. Ognuno è libero di interpretarli come vuole (ovviamente), tuttavia ci sono dei dati che sono incontrovertibili, ad esempio le temperature. Non so se ci avete fatto caso, ma sono aumentate. Ovunque e in modo persistente. Quindi prevengo le obiezioni: mio nonno diceva […] L'articolo La lotta di classe a 40 gradi! su Contropiano.
July 20, 2026
Contropiano
La Commissione di Garanzia aspetta il morto per legittimare lo sciopero salvavita proclamato da USB!
In questi giorni di caldo torrido ampiamente preannunciato, nonostante le prescrizioni, le normative regionali, le direttive dell’INL i lavoratori continuano a lavorare in condizioni insostenibili con picchi che vanno dai 35° a bene oltre i 45°. Di recente diverse amministrazioni pubbliche hanno escluso dal divieto di lavorazioni esterne, quelle di […] L'articolo La Commissione di Garanzia aspetta il morto per legittimare lo sciopero salvavita proclamato da USB! su Contropiano.
July 19, 2026
Contropiano
LAVORO: MERCOLEDÌ 15 LUGLIO SCIOPERO DEI RIDERS, SENZA PAGA DURANTE LE ORE DI STOP PER IL CALDO ESTREMO
Inizia un’altra settimana di caldo estremo dovuto alla crisi climatica, con i suoi gravi effetti sull’ambiente e sulla salute umana. La fase più intensa è attesa tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, con temperature che possono comportare gravi rischi per la salute, soprattutto quella di chi è costretto a lavorare all’aperto, come i riders. I ciclofattorini del food-delivery sono pagati a consegna, dunque, per loro, non effettuare le consegne significa, di fatto, non ricevere lo stipendio. Lavoratori e lavoratrici del settore incroceranno allora le braccia mercoledì 15 luglio, per uno sciopero che coinvolgerà i riders di Glovo, Deliveroo e Just Eat.  A Milano si terrà una manifestazione che partirà dalla stazione Centrale. Nel mirino della protesta c’è l’applicazione di un’ordinanza, valida fino alla fine di settembre, che impone il blocco delle attività di consegna durante le ore più calde della giornata per tutelare la salute dei lavoratori. Secondo i sindacati, però, questa misura di sicurezza si sta traducendo in una perdita di stipendio per una categoria già iper precaria e sfruttata. Per i sindacati l’unica soluzione è l’assunzione dei ciclofattorini – ora assunti come autonomi o “para-autonomi” – come lavoratori subordinati. In questo modo le piattaforme si assumerebbero finalmente “la responsabilità di garantire continuità reddituale anche durante le fasce orarie in cui le consegne vengono sospese per ragioni di salute e sicurezza”. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto, per alcune considerazioni, l’economista Guido Viale, ricercatore in ambito economico, sociale e ambientale. Ascolta o scarica
July 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Questo caldo è una scelta
Torino, 13/07/2026 – Extinction Rebellion incolla sui muri della città manifesti colorati per portare l’attenzione sulle reali cause e responsabilità del caldo estremo delle ultime settimane. Scritte molto dirette, come “Questo caldo è una scelta” e “Questo caldo è gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte” il cui obiettivo è sottolineare che quanto stiamo vivendo deriva dalle scelte politiche degli ultimi anni. Nella notte i muri di Torino, da Quadrilatero ad Aurora, si sono ancora una volta ricoperti dei manifesti colorati di Extinction Rebellion. “Questo caldo è una scelta” e “Questo caldo è stato gentilmente offerto da  Governo e Regione Piemonte” sono alcune delle scritte che sono comparse nella notte. “Un modo per portare l’attenzione non solo sul caldo asfissiante che da settimane attanaglia l’Europa, ma anche sulle responsabilità politiche e sulle conseguenze sulla vita delle persone” afferma Extinction Rebellion. Le ultime settimane hanno infatti mostrato che in Piemonte il caldo estremo non è più un’eccezione. La terza ondata di calore, dopo quelle di maggio e di fine giugno, si è abbattuta in questi giorni sulle nostra regione, con picchi previsti oltre i 40°C, mentre l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria in tutta Europa, con aumento di accessi al pronto soccorso e morti per il caldo.  Le dichiarazioni e del Presidente del Senato Ignazio La Russa “Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che morirermo” e dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati “Invito tutti a seguire alcune semplici precauzioni, prestando particolare attenzione alle persone più fragili”, sono state criticate da molti osservatori, tra cui il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, poiché minimizzerebbero la gravità della situazione, sottovalutando il disagio e la sofferenza della popolazione. Nell’ondata di caldo di fine giugno a Torino è stato rilevato, per gli ultimi dieci giorni del mese, un incremento del 35% dei decessi, in particolare tra gli over 65, pari a 83 persone che hanno perso la vita. Inoltre, uno studio dell’Istat sui dati del 2025, evidenzia come il caldo a Torino non colpisca tutti allo stesso modo. Tra la collina e alcune zone periferiche, come Mirafiori Sud, si registrano differenze di temperatura al suolo che superano i 15 gradi, il divario più elevato rilevato in Italia. “Queste ondate di calore, così intense e prolungate, rendono finalmente ovvio che la crisi ecoclimatica è una tragica realtà – dichiara Alan – Il dibattito pubblico si sta però concentrando sulla mitigazione delle temperature in città, mentre le cause e le responsabilità politiche sembrano passare in secondo piano: dipendenza dalle fonti fossili, consumo di suolo, infrastrutture urbane che moltiplicano il calore, investimenti in modelli produttivi inquinanti, ritardi sistematici nell’adattamento delle città”. Sotto accusa è quindi la politica energetica del Governo che privilegia le fonti fossili, potenziando le importazioni di metano liquido da Stati Uniti e Qatar e rimandando al 2038 la chiusura della centrali a carbone, programmata per il 2025 e quindi ritardandola di 13 anni.  Per quanto riguarda il Piemonte, il 52% dell’energia elettrica deriva dalla combustione di gas metano e gli investimenti e il sostegno a industrie dal grande impatto ambientale e fortemente energivore, come quella dello sci, sono consistenti: 50 milioni con il Bando Neve del 2025. “Il caldo estremo è parte di una crisi climatica che accentua l’ingiustizia sociale, quando gli effetti vengono scaricati su chi ha meno risorse per affrontarli. La scelta, adesso, è tra continuare a lasciare che il caldo peggiori la nostra vita oppure cambiare rotta, seguendo la scienza e costruendo città più vivibili, verdi, giuste e capaci di proteggere tutte e tutti” dichiara Extinction Rebellion. Extinction Rebellion
July 13, 2026
Pressenza
CRISI CLIMATICA: DEVASTANTE INCENDIO NEI BOSCHI DELL’ANDALUSIA. ALMENO 12 MORTI E 19 DISPERSI
È salito a 12 morti il bilancio delle vittime dell’incendio boschivo scoppiato giovedì vicino ad Almeria, in Andalusia. Le vittime sono rimaste intrappolate in auto o a piedi, lungo alcuni sentieri vicini a zone di villeggiatura, durante la fuga. Il bilancio potrebbe però aumentare dato che risultano 19 persone disperse. Sarebbero invece 8 i feriti. L’incendio potrebbe essere scoppiato a seguito della caduta di un cavo elettrico che ha incendiato la vegetazione secca prima di propagarsi nella foresta circostante, ma l’ipotesi non è ancora stata confermata dalle autorità. Non è il primo incendio che si sviluppa nel Paese durante un’estate segnata caratterizzata da un caldo torrido – senza soluzione di continuità – per l’Europa occidentale: sempre giovedì e sempre in Andalusia c’è stato un incendio a Estepona, che a causa del vento si è gradualmente propagato verso nord, in direzione del comune di Benahavís, nel frattempo un altro incendio si è sviluppato a Córdoba. Questo mentre negli ultimi giorni altri grossi incendi avevano causato danni sui Pirenei, al confine con la Francia. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Rolando d’Alessandro compagno italiano che, da oltre 40 anni, vive a Barcellona. Ascolta o scarica.
July 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame
Il governo recepisca la direttiva europea e riconosca il lavoro subordinato dei rider: Martedi 7 luglio giornata di agitazione Dietro l’alternativa “morire di caldo o morire di fame” c’è la condizione reale dei rider: un lavoro ancora classificato come autonomo, ma organizzato nei fatti come subordinato, dentro un modello basato […] L'articolo Contratto per i rider. Morire di caldo o morire di fame su Contropiano.
July 7, 2026
Contropiano
CARCERE: RIVOLTE, SUICIDI, SOVRAFFOLLAMENTO E CALDO ESTREMO. “L’ESTATE E’ IL PERIODO PEGGIORE DELL’ANNO”
Carceri in rivolta. A Enna. 24 ore di proteste provocate dall’ennesimo blackout. I detenuti hanno occupato la struttura, distruggendo le telecamere di sorveglianza, prima dell’arrivo dei manganelli di polizia e carabinieri; 8 persone arrestate, mentre i restanti detenuti sono stati stipati nelle poche celle utilizzabili, 10 per cella. Altra rivolta, tra sovraffollamento e condizioni di detenzione, a Taranto e all’Ipm di Casal del Marmo a Roma, con 8 minorenni a scavalcare le recinzioni, restando appesi per ore alle reti. Il sovraffollamento, lo stop estivo di molte attività e il caldo feroce rende in queste settimane le galere un girone dantesco, che in Toscana raggiunge livelli oltre il drammatico. Il sequestro del fiorentino Sollicciano, disposto dalla Procura per le violazioni strutturali, ha spinto la Direzione delle carceri a diramare una circolare che dispone come in caso di mancanza di letti…si possono mettere brandine e materassi per terra. Situazione non dissimile anche in altri grandi carceri, come il napoletano Poggioreale, il più grande d’Italia, con 2.243 persone a fronte di 1.600 posti teorici, dato che quelli reali, tra lavori e aree chiuse, sono decisamente di meno. Oggi, lunedì 6 luglio 2026, proprio a Poggioreale ispezione dell’europarlamentare Ruotolo e del deputato Sarracino (entrambi Pd), che hanno denunciato “9 detenuti in celle per 3 persone, mentre in piena estate non funzionano nemmeno i ventilatori”. L’intervista su Poggioreale (ma non solo) con Paolo Conte di Antigone Campania. Ascolta o scarica Secondo lo stesso Ministero di Giustizia, dietro le sbarre ci sono a oggi 64.850 detenuti, a fronte di 51.267 posti regolamentari, ma quelli davvero disponibili sono molti di meno, poco più di 46mila. Il sovraffollamento medio è quindi al 140%, con condizioni limite, come Lucca, maglia nera, con il 265%. Poi il femminile di San Vittore, Lodi, Foggia e al quinto posto tra i peggiori carceri per sovraffollamento Canton Mombello, a Brescia; qui 385 persone con 181 posti e sovraffollamento al 213%. L’intervista con Marco Dotti, lavoratore sociale per la cooperativa Bessimo che opera all’interno dell’istituto carcerario bresciano. Ascolta o scarica
July 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
Puntata del 30/06/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto