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Musick To Play In The Dark 02 06 2026
Musick To Play In The Dark è la trasmissione condotta da Maurizio a.k.a. Gerstein, Noisebrigade, Dr. Cancer, etc. che va in onda su Radio Blackout 105.250 il martedì dalle 23 fino a mezzanotte. Per un’ora verrete condotti attraverso un percorso trasversale fatto da sonorità che non si fermano ad un genere: si può passare dall’industrial alla wave, facendo una fermata nel punk, nel death metal, nell’electro oppure anche nel math rock. Seguiremo le storie di chi ha fatto dei suoni non convenzionali l’espressione della propria persona con ascolti ed alle volte con interviste. Ci sarà uno spazio per le novità e per improvvisazioni varie. Spegnete la luce, la musica inizia… PLAYLIST Pet Shop Boys “Rent” da “Dreamworld – The Greatest Hits Live” Morrissey “Amazona” da “Make Up Is A Lie” Adult. “R U 4 $ALE” da “Kissing Luck Goodbye” Seefeel “Ever No Way” da “Sol.HZ” Colourfield “Take” Colourfield “Diggin It Deep” Colourfield “Pushing Up The Daisies” Colourfield “Frosty Morning” Colourfield “The Colour Field” Colourfield “Heart Of America” DMX Krew “Sonic Escape Route” da “No Way To Control It”
Musick To Play In The Dark 26/5/2026
Musick To Play In The Dark è la trasmissione condotta da Maurizio a.k.a. Gerstein, Noisebrigade, Dr. Cancer, etc. che va in onda su Radio Blackout 105.250 il martedì dalle 23 fino a mezzanotte. Per un’ora verrete condotti attraverso un percorso trasversale fatto da sonorità che non si fermano ad un genere: si può passare dall’industrial alla wave, facendo una fermata nel punk, nel death metal, nell’electro oppure anche nel math rock. Seguiremo le storie di chi ha fatto dei suoni non convenzionali l’espressione della propria persona con ascolti ed alle volte con interviste. Ci sarà uno spazio per le novità e per improvvisazioni varie. Spegnete la luce, la musica inizia… PLAYLIST (Speciale Radio Blackout fest 2026) 01.West Riviera – Curtis Coorey (ft. Adam Scone) 02.Siska – Walczyk z Konanem ⁄ Waltzing With Agony 03 Ossia – Hack Dub 04.Oonagh Haines – Dust 05.Nailbreaker – Phlegm In Your Stella 06.Makossiri – Oya 07.Gentilesky – 1000 Kez 08 Dj Pisolino – al Fanfulla 17 Novembre 2025 (estratto) 09.Swear – Leaving Soon 10.Stepmother – Vacant State 11.Simona Zamboli – Varne 12.ODDATEEE – Proof Feat CF201 13.Landi – The Blind Wizard 14.DALILA KAYROS – TERRANERA 15.oAxAcA – Joskar Ola 16.Manduria – AI Hate To Think 17.KALOZIN – Cheiro púrpura 18.Felinto – Utopia 19.[ALIEN STATE] – Feja
la nascita di phobos
Efesto scopre grazie ad Helios il tradimento di sua moglie Afrodite con Ares, il dio della Guerra. Intrappolati nella rete da lui stesso forgiata li porta davanti al tribunale degli Dei per avere giustizia, ma riceverà solo derisione e una notizia sconvolgente, presto sarà padre. Ma il figlio di chi è?
Jeff Bezos a buste di piscio
Piracy Shield, AGCOM e Cloudflare – interviene il TAR Lazio: Il TAR del Lazio ha emesso un’ordinanza collegiale che accoglie parzialmente il ricorso di Cloudflare contro il diniego di accesso agli atti opposto dall’AGCOM nell’ambito del sistema antipirateria Piracy Shield. Cloudflare, destinataria di una sanzione da 14 milioni di euro, aveva chiesto di accedere alle relazioni istruttorie e agli allegati delle riunioni del Consiglio dell’Autorità (6 novembre, 17 e 29 dicembre 2025) per poter contestare la delibera sanzionatoria. Il TAR ha riconosciuto che tali documenti hanno un rilievo difensivo concreto e attuale, richiamando l’insegnamento dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato secondo cui, una volta accertato il nesso di strumentalità tra documento e situazione da tutelare, né la PA né il giudice dell’accesso devono fare ulteriori valutazioni sulla decisività del documento. Il tribunale ha inoltre rigettato la difesa dell’AGCOM basata sulle clausole di esclusione del proprio regolamento interno sull’accesso (note, appunti e bozze preliminari), ritenendole inapplicabili al caso. UK Online Safety Act – i controlli sull’età non funzionano: A mesi dall’entrata in vigore dei requisiti rafforzati di verifica dell’età previsti dall’Online Safety Act britannico, una ricerca condotta da Internet Matters su oltre 1.000 minori e i loro genitori dimostra che il sistema sta fallendo nel suo obiettivo principale. Il 46% dei bambini intervistati dichiara che i controlli dell’età sono facili da aggirare, mentre solo il 17% li trova difficili. I metodi usati sono banali: inserire una data di nascita falsa, usare il documento di identità di qualcun altro, utilizzare un personaggio di un videogioco per ingannare i sistemi di selfie video, o addirittura disegnarsi i baffi sul viso per superare i filtri di riconoscimento facciale. Il problema è aggravato dal comportamento dei genitori: il 17% ammette di aiutare attivamente i propri figli a eludere le verifiche, e un ulteriore 9% chiude semplicemente un occhio. Il 49% dei minori dichiara di aver incontrato contenuti dannosi online di recente, indipendentemente dai controlli. La CEO di Internet Matters ha chiesto un’azione più decisa da parte del governo e dell’industria, sostenendo che la sicurezza deve essere integrata nella progettazione dei servizi dall’inizio, non aggiunta come risposta ai danni. Uber brucia l’intero budget AI 2026 in quattro mesi: Uber ha esaurito il budget annuale destinato all’intelligenza artificiale in soli quattro mesi, da dicembre 2025 ad aprile 2026, a causa dell’adozione esplosiva di Claude Code e Cursor da parte del team di ingegneria. L’accesso a Claude Code è stato distribuito a dicembre 2025 e l’utilizzo è raddoppiato entro febbraio, man mano che gli sviluppatori ne scoprivano le capacità multi-step. I costi mensili per le API oscillano tra 500 e 2.000 dollari per ingegnere. Ad oggi il 95% degli ingegneri Uber utilizza strumenti AI mensilmente e il 70% del codice committato è generato dall’intelligenza artificiale. Il CTO ha dichiarato che l’azienda è “tornata al punto di partenza” sulla pianificazione del budget AI, dovendo decidere se può permettersi questo livello di produttività su scala. Con una spesa R&D annua di 3,4 miliardi di dollari, gli strumenti di coding AI rappresentano ormai una porzione significativa che nessuno aveva previsto richiedesse così tanto capitale così rapidamente. Cursor, l’altro strumento principale, ha raggiunto un plateau nell’utilizzo mentre Claude Code domina i flussi di lavoro.
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte2@0
La quinta di una serie puntate di Harraga, in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Dopo aver approfondito il concetto di “vittima” costruito attorno alla figura del palestinese — e come questa narrazione sia stata funzionale tanto alla repressione quanto al controllo del popolo palestinese, con risonanze anche nei nostri contesti — nella seconda puntata spostiamo lo sguardo sull’altra faccia della medaglia: il palestinese come “nemico interno” e come “terrorista”. Insieme a Mjriam Abu Samra, ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, cofondatrice del Palestine Youth Movement e compagna impegnata da anni nella lotta per la liberazione del suo popolo, abbiamo provato a ripercorrere le tappe storiche e politiche che hanno contribuito alla costruzione del paradigma del “terrorista” applicato alla figura del palestinese. Un paradigma che tende a sovrapporsi a chiunque scelga di resistere e lottare, riappropriandosi l’uso della violenza in un contesto di oppressione e occupazione coloniale. Già nel passaggio tra la prima e la seconda intifada, nella percezione occidentale la rappresentazione del combattente palestinese cambia profondamente. Dalle figure celebrate, e talvolta anche romanticizzate, dei Fedayin, come Leila Khaled, Khalida Jarrar o Georges Abdallah, si passa a una narrazione radicalmente trasformata. Con la seconda intifada e, soprattutto, nel clima globale successivo al 2001, la figura del combattente viene progressivamente assimilata a quella del “terrorista” e del “nemico interno”.
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte2@1
La quinta di una serie puntate di Harraga, in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Dopo aver approfondito il concetto di “vittima” costruito attorno alla figura del palestinese — e come questa narrazione sia stata funzionale tanto alla repressione quanto al controllo del popolo palestinese, con risonanze anche nei nostri contesti — nella seconda puntata spostiamo lo sguardo sull’altra faccia della medaglia: il palestinese come “nemico interno” e come “terrorista”. Insieme a Mjriam Abu Samra, ricercatrice presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, cofondatrice del Palestine Youth Movement e compagna impegnata da anni nella lotta per la liberazione del suo popolo, abbiamo provato a ripercorrere le tappe storiche e politiche che hanno contribuito alla costruzione del paradigma del “terrorista” applicato alla figura del palestinese. Un paradigma che tende a sovrapporsi a chiunque scelga di resistere e lottare, riappropriandosi l’uso della violenza in un contesto di oppressione e occupazione coloniale. Già nel passaggio tra la prima e la seconda intifada, nella percezione occidentale la rappresentazione del combattente palestinese cambia profondamente. Dalle figure celebrate, e talvolta anche romanticizzate, dei Fedayin, come Leila Khaled, Khalida Jarrar o Georges Abdallah, si passa a una narrazione radicalmente trasformata. Con la seconda intifada e, soprattutto, nel clima globale successivo al 2001, la figura del combattente viene progressivamente assimilata a quella del “terrorista” e del “nemico interno”.
23_04_26 – I quattro errori
1 errore: telecamere 2 errore: carabinieri 3 errore: psichiatria 4 errore: Terraforma Radical School, 980 euro solo per iscriverti, non puoi pagare, vieni catturato e ridotto in schiavitù nelle segrete di Villa Arconati, fuggi, diventi tossicodipendente di un mix di eroina nera e litio, rapini Donato Dozzy e gli stacchi dal polso il Patek Philippe Grandmaster Chime con cui scandisce il ritmo marziale della sua usica radicale ma a quel punto errore 1 e ricominci il giro. Scegli la vita. Scegli Arsider. “tornerò a casa, don’t worry”
ResetClub Podcast 6 Marzo 2026
Nuovo viaggio del vostro dirigibile elettronico nell’etere torinese. In questa puntata Yashin ha selezionato le tracce di Dearly Departure David Pasajero KafkaCtrl Dark Vektor Otherend SVK (LT) PULSE Viggo Dyst Interstellar Funk Kerrie Oshana SameSame Deetron presents Soulmate. Label scelte JUNGLE GYM Noise To Meet You Eudemonia PZ Neptune Discs Shall Not Fade Dolly Tresor Records Altered CircuitsRead Neptune Discs Ilian Tape