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Puntata del 07/07/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Prato. Manifestazione contro lo sgombero poliziesco del picchetto operaio all’Acca
Ieri a Prato si è svolto il corteo di risposta al violento sgombero poliziesco del picchetto operaio davanti ai cancelli dell’Acca. Quello avvenuto venerdì mattina non è stato “solo” uno sgombero, ma una operazione di pieno coordinamento tra tutte le forze a guardia del massimo grado di sfruttamento possibile nel pratese. […] L'articolo Prato. Manifestazione contro lo sgombero poliziesco del picchetto operaio all’Acca su Contropiano.
July 6, 2026
Contropiano
Aggiornamento dal Villaggio delle Rose. Il Comune di Milano ci fa o ci è?
Il Comune di Milano si è arroccato nella posizione di padre padrone. Non dà segno di ascoltare le ragioni dei propri cittadini e sembra intenzionato a tirare diritto per la sua strada: sul Villaggio delle Rose passeranno le ruspe. Di fronte alla chiusura istituzionale mercoledì 1° luglio i residenti hanno organizzato una “festa” allo scopo di raccontare la loro storia e chiedere aiuto e protezione alla società civile. L’evento si è svolto in un’atmosfera di serenità e bellezza che non vedevo da tempo. Potrei raccontarvi dei discorsi pieni di pathos e amore di Dijana Pavlovic e Tony Deragna su un luogo che negli anni è diventato un simbolo di cultura e un esempio di comunità virtuosa; dell’antenato Tzigari che si unì alla Brigata Osoppo e partecipò alla Resistenza; di sua moglie Wilma che, rapita con l’inganno dai fascisti, sopravvisse a Dachau; del loro amore alla maniera “zingara” che fa sognare e trasuda libertà; o del monumento al porraimos, il divoramento, in memoria del genocidio subito dal popolo rom e sinti – una ruota circondata da tre steli posizionata all’ingresso del villaggio che è una delle tappe di commemorazione dell’annuale “partigiano in ogni quartiere”. O potrei riferirvi il discorso riconoscente di Michela Fiori, rappresentante di Anpi Stradera-Gratosoglio, a Tzigari e ai suoi discendenti (attivi antifascisti del Villaggio delle Rose); o parlarvi di Isabella May, docente dell’Accademia di Brera, che con altri artisti ha abbellito la recinzione dell’opera “Vietato strappare le rose” (!) e dato vita a un vivace laboratorio molto apprezzato dai più piccoli. Oltre a pitture e stencil, fili rosso-fuoco si sono dipanati dal cancello agli alberi toccando con delicatezza il monumento.  Rappresentano l’intrepido e lungo viaggio che nei secoli ha portato il gruppo rom a un luogo dove gli è piaciuto radicarsi. Potrei parlare della musica dal ritmo italo-balcanico offerta dallo storico gruppo milanese degli “Ottoni a Scoppio”– a cui è stato difficile resistere dal saltare in pista e di quando tutti insieme abbiamo cantato “Bella Ciao”. Alle prime battute ho visto accorrere bambini con visi e mani sporchi di pittura per unirsi ai cantori; sapevano che quello era un momento sacro della comunità; al termine sono tornati all’attività artistica. Potrei dirvi che persino il cielo, di questi tempi così bizzarro ed elettrico, si era rasserenato colorandosi di nuvole rosa e di come la frescura avesse avvolto la piccola corte, o riferirvi una nota di costume sui componenti a quattro zampe del villaggio, di come anche loro partecipassero alla festa. Uno in particolare, di nome Orso, è stato molto impegnato a vezzeggiare la giovane consigliera Francesca Cucchiara, di AVS (insieme con un collega, l’unica ad aver accettato di partecipare all’evento e a esprimersi in favore dei rom), che, potrei giurarci, stava dando il suo contributo alla causa, avendo ben capito il pericolo che incombe sulla famiglia. Orso è uno di quei cagnolini piccoli e buffi, dotati di occhi dolcissimi a cui è impossibile resistere. Per ognuno di loro si potrebbe scrivere un pezzo, ma purtroppo a tanta bellezza si oppone una stupidità (burocratica? Espressione del male?) su cui occorre ragionare. Riassumo la vicenda: il Comune di Milano concesse a tempo indeterminato un’area nella campagna a sud della città e lì le famiglie rom hanno costruito il loro villaggio. Poco più di un anno fa il Comune, sulla base di un’ideologia definita “superamento del campo”, ha proposto agli abitanti di traslocare nelle case popolari. Tale soluzione non rispetta minimamente il loro diritto a essere una comunità culturale specifica – verrebbero infatti smembrati – e poi loro le case ce le hanno. E, detto tra noi, promuovere l’integrazione definendola “superamento del campo” ricorda le boarding school americane con cui, per buona parte del secolo scorso si è dato il colpo di grazia alla cultura nativa. Il governo, non l’attuale, recentemente ha chiesto scusa, ma quando la frittata è fatta non si torna indietro. Il sopruso culturale è stato però superato dall’emergenza ecologica. E qui arriviamo agli ultimi eventi occorsi tra le due parti. L’istituzione, dopo aver abbandonato il tavolo delle trattative civili, comunica attraverso burocratiche pec con le quali ha concesso trenta giorni per lasciare le case. La nuova motivazione addotta è: “necessaria bonifica del terreno”. Ben più cogente e meno attaccabile, almeno in apparenza, dell’ideologico “superamento del campo”. Ma poniamoci una semplice domanda. Chi ha inquinato l’area? Il problema sembrerebbe trovarsi a circa due metri sotto terra tra i detriti che furono buttati da chi pavimentò il terreno a suo tempo, cioè il Comune. In linea di principio sarebbe giusto che chi ha fatto il danno rimediasse, ma non a scapito della vita delle ignare vittime. Il Comune infatti non solo non considera la proposta di bonificare e poi ricostruire appaltando ad una cooperativa edile rom, rifiuta anche di stanziare un giusto risarcimento a chi perderà la casa. Per l’istituzione pubblica c’è solo una soluzione: casa popolare in un futuro non meglio definito, oppure cittadino arrangiati. A ripensarci mi ribolle il sangue; accendo Radio Popolare per distrarmi. Guarda caso sta andando in onda un servizio sulle case popolari di Milano. Un rappresentante dei quartieri Calvairate e Molise racconta che i topi sono talmente tanti che bisogna stare attenti a camminare nei cortili perché aggrediscono e mordono. I bambini sono terrorizzati. È una vera e propria emergenza sanitaria che coinvolge migliaia di cittadini ma l’Aler (ufficio del Comune!) è assente. Gli abitanti hanno appena concluso un rumoroso sit-in di fronte alla sede principale, ma almeno per ora hanno ottenuto poco e niente; le risposte vanno verso la brutta china dello scaricabarile (ad aziende private appaltatrici). Tra me e me penso: il Comune è troppo impegnato in un gravissima operazione di bonifica ambientale a sud di Milano, non può perdere tempo con un caso di infestazione da topi… che avrebbe poi da guadagnarci? Nulla; solo da spenderci. Al contrario, tutti ci chiediamo quali sono i piani del post-bonifica. Un nuovo smart quartiere a due passi dai Navigli circondato da ameni boschetti? Un ramo del megadatacenter per incrementare l’IA che si vuole costruire giustappunto tra Milano e Pavia? Caro sindaco e cari assessor, vogliamo saperlo! Foto di Antonietta Lo Bosco e Marina Serina Marina Serina
July 2, 2026
Pressenza
Il caso del Villaggio delle rose: appello per un progetto di abitare comunitario
Effimera condivide e sottoscrive l'appello contro lo sgombero del Villaggio delle Rose, realtà urbana presente da oltre 25 anni nel contesto metropolitano milanese. Mercoledì 1 luglio ci saranno una serie di iniziative in sostegno. Siete tutte e tutti invitati in Via Chiesa Rossa 351, a Milano, a partire dalle ore 18.00.   *****   [...]
June 29, 2026
Effimera
Aggiornamenti da Prosfygika, sospeso lo sciopero della fame dopo 140 giorni
Dopo 140 giorni, si è interrotto lo sciopero della fame di Aristoteles Rancis, una lotta portata avanti per protestare contro il rischio di sgombero della comunità di Prosfygika — un quartiere occupato da rifugiati, migranti e famiglie vulnerabili. Le sue condizioni di salute sono gravissime: pesa solo 35 chili e non riesce più né a stare in piedi né a parlare. Lo sciopero è stato sospeso il 24 giugno dopo che il comune di Atene ha chiesto di bloccare il progetto di riqualificazione della zona, che avrebbe costretto oltre 400 persone ad abbandonare le proprie case. Persone che ad Atene — dove il mercato degli affitti è dominato dalla speculazione e dagli affitti turistici brevi — difficilmente riuscirebbero a trovare un altro alloggio. Ascoltiamo l’audio che ci arriva direttamente dalla comunità di Prosfygika occupata.
36 anni di Okkupazione al Corto Circuito
Martedì scorso il Corto Circuito ha spento 36 candeline in un’atmosfera festosa, militante e piena di quella solidarietà concreta che solo i luoghi liberati sanno esprimere. Una festa partecipata, con vecchi e nuovi compagni, ha riempito gli spazi del centro sociale di risate, discussioni e quella gioia collettiva che nasce dal ritrovarsi insieme per difendere e far vivere un pezzo di città strappato all’abbandono e alla speculazione.   Al centro della serata c’è stata la bellissima mappa psicogeografica dello spazio, presentata da Andrea Leroy per Leroy S.P.Q.R. DAM: un’opera corale e militante che racconta la storia di questi 36 anni. Intorno al disegno del centro si dispiegano decine di immagini che ne raccontano l’anima: il vecchio edificio scolastico occupato, la ricostruzione dopo l’incendio delle cucine, l’area cani intitolata idealmente a Umberto D. e al suo cagnolino, il campo di calcio testimone di cento tornei popolari e immortalato con lo sguardo combattivo di Letizia Battaglia. Ogni angolo dell’opera è un pezzo di memoria viva, un inno alla capacità delle persone di riappropriarsi degli spazi e trasformarli in luoghi di resistenza, cultura e socialità dal basso.     La cena sociale, realizzata a più mani, ha reso ancora più concreta l’idea di un altro modo di stare insieme: sano, abbondante e condiviso. Grazie a chi c’era e ha voluto condividere insieme a noi questo momento di festa. E chi non è riuscito a venire si è perso qualcosa The post 36 anni di Okkupazione al Corto Circuito first appeared on CSOA CORTO CIRCUITO.
June 22, 2026
CSOA CORTO CIRCUITO
Atene, Prosfygika resiste. Amnesty International chiede di fermare gli sgomberi
130 giorni di sciopero della fame, l’ONU esamina il caso, il Parlamento Europeo si mobilita e cresce la solidarietà internazionale, ma le autorità greche confermano il piano di espulsione dei 400 residenti della storica comunità autogestita di Atene. La battaglia di Prosfygika entra in una fase sempre più drammatica. Ad Atene, nel cuore della capitale greca, Aristotelis Chantzisha raggiunto il 130° giorno di sciopero della fame contro il progetto di sgombero e riqualificazione della storica comunità occupata, mentre cresce la pressione internazionale sulle autorità elleniche affinché fermino il piano di espulsione dei circa 400 residenti del quartiere. La protesta, iniziata il 5 febbraio, è ormai diventata uno dei più importanti conflitti urbani e sociali d’Europa. Le condizioni di salute di Chantzis sono gravemente peggiorate e la preoccupazione per la sua vita aumenta di giorno in giorno. Al suo fianco c’è Suzon Doppagne, che il 1° maggio ha avviato uno sciopero della fame in solidarietà e si avvicina ormai ai cinquanta giorni di digiuno. Altri membri della comunità, alcuni dei quali con seri problemi di salute, hanno annunciato la loro intenzione di unirsi alla protesta se le autorità continueranno a ignorare le richieste della comunità. Al centro della vertenza vi è il piano approvato nel giugno 2025 dal governo regionale dell’Attica, che prevede lo sgombero e la cosiddetta “riqualificazione” di Prosfygika. L’intervento sarà finanziato con circa 15 milioni di euro provenienti dall’Unione Europea. Gli abitanti denunciano però che nessuna soluzione concreta è stata presentata per garantire il ricollocamento delle centinaia di persone che vivono nel quartiere: famiglie con bambini, rifugiati, anziani, pazienti oncologici, parenti di malati ricoverati nei vicini ospedali e persone inserite in programmi di recupero e disintossicazione. Quella che viene presentata come un’operazione di edilizia sociale viene contestata da residenti, giuristi e organizzazioni per i diritti umani come un possibile caso di espulsione sociale e gentrificazione. Il timore è che dietro la retorica della rigenerazione urbana si nasconda la cancellazione di una delle più significative esperienze di autogestione, mutualismo e solidarietà presenti nella capitale greca. Negli ultimi mesi il caso ha assunto una dimensione internazionale sempre più rilevante. Una delegazione della comunità si è recentemente recata a Bruxelles, dove ha incontrato oltre venti eurodeputati. Secondo quanto riferito dall’avvocato Nikos Kolokotronis, membro della Commissione per la Promozione e la Difesa della Comunità e della sua Memoria Collettiva, tutti gli europarlamentari incontrati si sono impegnati a sostenere la lotta di Prosfygika attraverso interrogazioni parlamentari, dichiarazioni pubbliche e iniziative politiche urgenti. Particolare attenzione è stata rivolta alle presunte irregolarità che caratterizzerebbero il contratto finanziato dall’Unione Europea, incluse possibili violazioni dei principi di partecipazione e consultazione delle comunità interessate. Anche Amnesty International è intervenuta pubblicamente. Il 27 aprile l’organizzazione ha chiesto la sospensione immediata dei piani di sgombero forzato, esprimendo forte preoccupazione per possibili violazioni di diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti. Amnesty ha invitato le autorità greche a esaminare le richieste avanzate dagli scioperanti della fame e dagli abitanti del quartiere nel rispetto degli standard internazionali sui diritti umani. Nel frattempo la vicenda è arrivata anche alle Nazioni Unite. Una denuncia formale è stata infatti presentata al Relatore Speciale ONU sul diritto a un’abitazione adeguata, che avrebbe deciso di assumere il caso alla luce delle possibili implicazioni in materia di diritti umani derivanti dal previsto sgombero. La comunità di Prosfygika continua intanto a mobilitarsi e ha lanciato un appello per una nuova manifestazione in piazza Syntagma, ad Atene e per iniziative di solidarietà in Grecia e nel resto del mondo. Nella dichiarazione diffusa dagli abitanti si legge che questa è una lotta che riguarda la dignità, la sopravvivenza e il diritto all’autodeterminazione di una comunità che da anni costruisce dal basso forme di sostegno reciproco, accoglienza e convivenza. Prosfygika non è soltanto un quartiere. È un simbolo di resistenza urbana e sociale. Per i suoi abitanti il conflitto in corso non riguarda esclusivamente la difesa di alcune abitazioni, ma la sopravvivenza di un’esperienza collettiva che rappresenta un’alternativa concreta alla mercificazione delle città e alla trasformazione dello spazio urbano in terreno di profitto. Dopo 130 giorni di sciopero della fame, e con l’attenzione di Amnesty International, del Parlamento europeo e delle Nazioni Unite ormai puntata sul caso, il futuro di Prosfygika è diventato una questione che supera i confini della Grecia e interroga l’intera Europa sul diritto alla casa, alla città e all’autorganizzazione sociale.   Osservatorio Repressione
June 12, 2026
Pressenza
Sgombero o autogestione? A Milano i rom di Chiesa Rossa portano la loro proposta in piazza
Lunedì 15 giugno 2026, ore 17 Presidio in piazza Scala, Milano Le famiglie rom del Villaggio delle Rose di via Chiesa Rossa 351 lanciano un appello alla città con un presidio in Piazza della Scala lunedì 15 giugno alle ore 17.  Con loro saranno in piazza le associazioni Upre Roma, Khetane, Akana, l’ANPI Stadera Gratosoglio e tra gli altri l’artista e attivista Moni Ovadia. Gli abitanti del villaggio  — insediati da 26 anni nell’area in modo regolare dal Comune — denunciano il rischio imminente di sgombero. L’amministrazione ha annunciato il “superamento del campo” attraverso il trasferimento delle famiglie in alloggi temporanei, ma a questa soluzione gli abitanti rispondono: “Non vogliamo perdere le nostre case costruite con anni di sacrifici,  non vogliamo perdere i nostri legami, la nostra lingua, la nostra comunità. Nelle case popolari ci dovrebbero andare quelli che le desiderano e le aspettano da anni.” La comunità non si è limitata a protestare: ha elaborato e presentato all’amministrazione una proposta alternativa concreta, un progetto di cooperativa di abitanti che trasformerebbe l’area da campo in villaggio autogestito. Il Comune aveva aperto un tavolo di confronto, ma il percorso si è bloccato al primo ostacolo tecnico. La scadenza si avvicina senza che sia arrivata alcuna risposta definitiva e queste famiglie rischiano di trovarsi sulla strada. Famiglie che si aggiungerebbero alle altre, circa cinquecento donne uomini e bambini, che dovranno a breve abbandonare gli alloggi temporanei assegnati loro dal Comune dopo lo sgombero delle loro comunità – come i rom di  Vaiano Valle, che saranno presenti con una delegazione  – con progetti che rimangono senza esito, se non aggiungendo problema sociale a problema sociale. L’appello è rivolto alla Milano civile e solidale, a chi ha frequentato il villaggio, ha commemorato con la comunità il Porrajmos, il genocidio di rom e sinti, ha condiviso percorsi culturali e politici. “Abbiamo costruito ponti, non muri”, scrivono le famiglie. “Oggi abbiamo bisogno di sostegno e di amicizia.” Per informazioni: Aps Upre Roma tel. 3397608728 Redazione Milano
June 12, 2026
Pressenza