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Droni o gabbiani
Allarme guano sullo scalone di palazzo Chigi, arriva un sistema contro piccioni e gabbiani. È la guerra ibrida? * da Beh, Buona Giornata L'articolo Droni o gabbiani su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
La guerra che viene // ossitocina e droni
L’amministrazione Trump ha deciso di sanzionare la Corte penale internazionale (Cpi) poche ore dopo che uno dei suoi ex giudici, la sudafricana Navi Pillay, è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Lo riporta la Reuters che ha ottenuto la dichiarazione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, prima dell’annuncio ufficiale. “Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani – ha dichiarato Rubio -, ecco perché oggi gli Stati Uniti sanzioneranno la Corte penale internazionale. Vieteremo le transazioni con questa corte canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzando la sua capacità operativa”. Invece, il 30 settembre, alla base di Quantico, Virginia, Pete Hegseth si era esibito in questa massima, parlando alle giovani reclute e agli ufficiali dell’esercito, “no fatties, no trannies, no weirdo, no beirdo”, che suona tipo “no grassi, no trans, no strani, no barbe”. Nella stessa occasione, Hegseth ha detto che tutti i soldati dopo una certa età dovevano sottoporsi a un test del livello del testosterone, ma non solo. Nella stessa occasione, il segretario alla Difesa ha annunciato che il Pentagono istituirà l’Autonomous Warfare Command, soprannominato “AutoWarCom“, un nuovo comando combattente a quattro stelle dedicato all’ampliamento delle capacità di droni, robotica e intelligenza artificiale in tutte le forze armate statunitensi. La struttura del comando è ancora in fase di definizione. Il nuovo Autonomous Warfare Command ha lo scopo di accelerare le procedure di acquisto, collaudo e impiego dei sistemi senza pilota da parte del Pentagono, con un obiettivo operativo fissato per ottobre 2027. Nel frattempo, Hegseth ha indicato il Progetto Agincourt come un’iniziativa transitoria volta a preparare il terreno, e ha annunciato che a breve verrà nominato un comandante a quattro stelle per guidare permanentemente l’AutoWarCom. Il Responsabile del Portafoglio di Rapporti Diretti per i sistemi senza pilota, o DRPM-UxS, ha inoltre assunto la supervisione delle iniziative esistenti, tra cui la Joint Interagency Task Force 401, la Defense Innovation Unit e il Defense Autonomous Warfare Group. Hegseth ha inoltre annunciato un’iniziativa separata, Project Meridian, descrivendola come un progetto guidato da personalità esterne per studiare il futuro della guerra, e ha presentato il suo intervento di mercoledì come la prima parte di quello che, a suo dire, diventerà un discorso annuale sullo “Stato delle Forze Armate”. Le forze armate statunitensi stanno provando ad agire un cambio di paradigma. A metà marzo 2026, il Dipartimento della Difesa ha annunciato di aver firmato un accordo quadro con la startup della difesa Anduril Industries del valore massimo di 20 miliardi di dollari. Si tratta di uno dei più grandi contratti singoli mai assegnati da un’azienda della Silicon Valley al Pentagono e segna il culmine provvisorio di una rapida trasformazione industriale che sta esercitando un’enorme pressione sui tradizionali appaltatori della difesa come Raytheon, Lockheed Martin e Boeing. Il prodotto specifico menzionato nel contratto è Lattice. Si tratta della piattaforma di intelligenza artificiale di Anduril che integra dati provenienti da fonti eterogenee – sistemi radar, telecamere, sensori di droni, veicoli terrestri e telemetria satellitare – in tempo reale, assemblandoli in un quadro coerente della situazione. Ciò che prima richiedeva ore nei centri di analisi, Lattice lo realizza in pochi secondi sul campo di battaglia. Il sistema è in grado di generare mappe di battaglia tridimensionali, classificare e dare priorità automaticamente alle minacce e fornire all’operatore umano una base strutturata per il processo decisionale. In una dimostrazione pubblica alla fine del 2024, Anduril ha presentato un’operazione in cui un camion si avvicinava a una base militare statunitense. Il sistema Sentry, basato sull’intelligenza artificiale, ha identificato il veicolo come una potenziale minaccia e ha suggerito all’operatore di impiegare un drone da ricognizione Ghost. L’operatore ha cliccato una sola volta: il resto è avvenuto in modo autonomo. Nel momento in cui il camion è scomparso dietro una collina e la telecamera ha perso il contatto, il drone Ghost lo aveva già individuato di nuovo. Una sola persona, con un mouse e uno schermo, ha controllato l’intero processo. Ascolta la puntata: . A breve i link!
October 15, 2026
Radio Blackout - Info
NATO-Sardegna: combattenti di terra, mare e cielo
Iniziate le mega- esercitazioni militari Steadfast Noon 2026* e Joint Stars 2026** *Steadfast Noon si tiene ogni anno in uno dei Paesi europei che ospitano ordigni nucleari statunitensi. L’edizione precedente si è svolta nel 2025, sempre a ottobre. Quest’anno, l’area di volo principale sarà tra Trapani e la Sardegna orientale. Gli F-35 italiani non parteciperanno, poiché non ancora certificati per
October 15, 2026
La Bottega del Barbieri
Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@1
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@0
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@3
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@2
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
October 7, 2026
Radio Blackout - Info
Frontex usa i droni di Leonardo per favorire i respingimenti illegali in Libia
“Sono riuscito a segnalare posizione alla Guardia Costiera libica”. Frontex non si nasconde più e rivendica la sua partecipazione nei respingimenti illegali verso la Libia. A pagarne le conseguenze le circa 65 persone catturate dalle milizie libiche e riportate nei lager libici. La comunicazione è arrivata dal drone Falcon01, che da marzo sorvola il Mediterraneo, senza che i suoi tracciati siano visibili. È gestito da Frontex e costruito da Leonardo, la più grande azienda italiana produttrice di armi. Questo sistema illegale è finanziato interamente anche grazie ai contributi degli italiani. L’azienda a partecipazione statale Leonardo produce droni che facilitano i respingimenti delle milizie libiche, anch’esse finanziate dall’Italia: oltre 1 miliardo di euro dal 2017 ad oggi. Quando il governo lamenta mancanza di fondi per migliorare la sanità pubblica, costruire nuove scuole o frenare il rincaro dei carburanti, consigliamo di iniziare a tagliare i finanziamenti a chi schiavizza, uccide e traffica esseri umani. Sea Watch
September 27, 2026
Pressenza
Confessioni di un operatore di droni dell’esercito israeliano
Quella notte, Nir si trovava in un rimorchio pieno di schermi, in una base nella zona di confine con Gaza. Sugli schermi, vide delle ambulanze percorrere una strada e poi assistere a un’imboscata tesa dalle truppe della Brigata Golani. “Erano chiaramente identificabili come veicoli di emergenza, anche quando aprirono il […] L'articolo Confessioni di un operatore di droni dell’esercito israeliano su Contropiano.
September 21, 2026
Contropiano
Dopo il caldo estivo la guerra fredda: il rientro nella scuola di Stati Uniti e Russia
Aprendo i giornali di settembre è naturale trovare qualche articolo riferito alla scuola. Quello che non è naturale, e che dovrebbe suonare come ulteriore campanello d’allarme (e invito di diserzione), è che ciò che troviamo riguarda la pressione di Donald Trump su come insegnare l’11 settembre da una parte e “l’aggiustamento” dei curricula russi voluta dal Ministro dell’Istruzione Sergej Kravtsov dall’altra. Un’ingerenza statale nel sistema educativo a due “poli” che fa rabbrividire. Ma questa lettura bipolare non arriva dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, bensì dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Luciano Portolano. Il quale, in un’audizione parlamentare in Commissione Difesa già a maggio 2025, esponeva e motivava le principali linee di riforma della difesa partendo da queste parole: > «Se è vero che nell’ultimo trentennio l’attenzione è stata marcatamente > rivolta alle crisis response operations, è altrettanto vero che oggi, come ci > dimostra il conflitto russo-ucraino, l’Italia deve poter disporre anche, e > soprattutto, di un’efficace capacità militare e di difesa e di deterrenza tesa > a tutelare la nostra sovranità nazionale anticipando gli eventi piuttosto che > subirli». > > «L’attuale quadro geopolitico e strategico continua ad essere contrassegnato > da un profondo mutamento degli equilibri internazionali, con un’evidente > frattura tra i Paesi che sostengono il modello democratico e quelli come > Russia, Iran, Corea del Nord ed altri che promuovono sistemi autoritari. > Questo divario ideologico si intreccia, peraltro, con la aperta competizione > per l’accesso alle risorse energetiche e alle materie prime, con le ingerenze > per procura sulle principali rotte commerciali e si manifesta anche con i > destabilizzanti conflitti in corso in Ucraina e in Medioriente, così come con > forme di contesa spesso sotto la soglia del conflitto». Quello che ci sta dicendo è che mentre dal crollo dell’U.R.S.S. fino al 2022 le Forze Armate italiane erano coinvolte a livello internazionale soprattutto in missioni cosiddette “di pace”, dall’inizio del conflitto russo-ucraino la lettura è tornata a quella della guerra fredda. Ciò significa, sempre secondo Portolano, che c’è una netta contrapposizione tra due blocchi: il primo occidentale e il secondo autoritario; il primo democratico e il secondo “di quelli come Russia, Iran, Corea del Nord”. Corollario: il Parlamento deve legiferare per investire milioni in quella pratica che già più volte portò il mondo a un passo dalla distruzione totale: la deterrenza. Non stupisce più così tanto quindi leggere sui giornali che negli Stati Uniti la spinta dall’alto vuole portare sempre di più l’11 settembre nelle scuole come una data da celebrare, magari con un impettito minuto di silenzio davanti a una bandiera nel cortile dell’istituto e meglio ancora se insieme a militari in uniforme. Fra paesi democraticamente affini, viene spontaneo affiancare questo evento oltreoceano alle celebrazioni della fine della prima guerra mondiale in Europa, come l’11 novembre in Francia e il nostro 4 novembre. Non per tanto per i contenuti quanto per l’ingerenza del mondo militare nelle scuole. Ingerenza che si verifica attraverso l’appoggio spudorato dei rispettivi ministeri dell’istruzione. Ma se guardiamo nei vertici a est, il panorama non è che cambi poi molto. Perché anche il Russia il primo giorno di scuola ha visto attuarsi le riforme di militarizzazione dell’educazione volute dal ministero: un curriculum ben serrato su una lettura della storia che contrappone ideologicamente Oriente a Occidente, lezioni di Cultura spirituale e morale della Russia e, per non farsi mancare nulla, anche qualche ora di addestramento militare. E fra di loro? In Ucraina si insegna a scuola a pilotare i droni mentre a Tor di Quinto (Roma) questo fine settimana 16 civili contro 16 militari hanno giocato alla guerra, sfindandosi nella Drone Challenge. Così chiudiamo il giornale e andiamo su TikTok, dove ci hanno segnalato che l’Armata Croata lancia nuovi gadget, quaderni e peluches per l’inizio dell’anno scolastico. Che fossero queste le “bombe ibride” di cui parla Crosetto? Resta qualche dubbio, perché le sue arrivavano dal Nemico mentre queste sono arrivano Made in Croatia. Certo in Italia ci avevano già provato, le Forze Armate con Giochi Preziosi, con i famosi zainetti del 2023. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università c’eravamo state e stati finché Giochi Preziosi aveva ritirato la collezione e ci siamo ancora. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente