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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MANIPOLAZIONE: QUALI STRUMENTI PER RICONOSCERE LA REALTÀ E TUTELARE I DATI? INTERVISTA A HERMES CENTER
L’intelligenza artificiale è divenuto uno strumento trasformativo epocale nel panorama tecnologico. Uno strumento, come tutti, “può essere utilizzato bene o male, a seconda di chi lo produce e utilizza”. Sono le parole ai microfoni di Radio Onda d’Urto di Davide del Monte, dell’associazione Hermes Center, tra i promotori insieme alla Rete per i Diritti Umani Digitali della conferenza stampa che si svolgerà mercoledì 15 aprile presso la Sala Stampa della Camera a tema diritti umani e IA. Su questo fronte, l’Unione Europea ha recentemente introdotto l’AI Act, “il primo ordinamento europeo volto a regolamentare l’intelligenza artificiale”. Seppur con dei limiti e con “diverse lacune, come già evidenziato nei nostri report” sottolinea Davide del Monte, l’AI Act “serve per cercare di tutelare i diritti dei cittadini”, come recentemente fatto dalla Cina con la regolamentazione dei contenuti e della sicurezza. L’AI Act europeo è stato visto “in modo molto negativo non solo dalle industrie americane, ma dallo stesso governo americano. Trump ha lanciato attacchi rivolti alla Comissione Europea nel tentativo di portare a una deregolamentazione dell’intelligenza artificiale. Quando tu vai a tutelare i diritti rispetto a uno strumento poni dei vincoli, anche a livello di mercato, cosa che le grandi multinazionali, come big tech e start up della Silicon Valley, hanno visto come un grosso pericolo per il loro business”, fa sapere ai nostri microfoni Davide del Monte. Uno degli aspetti più controversi dell’IA è la manipolazione della realtà: l’intelligenza artificiale può infatti essere usata per influenzare le opinioni e manipolare i comportamenti degli utenti online, così come le direzioni politiche. Non da ultimo il caso dei dati raccolti da Meta: la piattaforma di Facebook e Instagram è stata multata per aver raccolto impropriamente i dati degli utenti con l’obiettivo di una profilazione politica, costringendo Zuckrberg all’introduzione di un algoritmo che regolasse la diffusione dei post politici. Si tratta dei “deep fake, delle fake news e di tutto quello che contribuisce a costruire strumenti sempre più potenti di propaganda”. Ma “l’algoritmo delle piattaforme che raccoglie dati e fornisce strumenti di propaganda è la scoperta dell’acqua calda”, aggiunge Davide del Monte. “Va bene che si sia preso atto, seppur in ritardo, di questi meccanismi distorsivi dell’opinione pubblica. Era qualcosa però che oggettivamente associazioni, collettivi, attivisti, ricercatori hanno evidenziato da un bel pò di tempo”. Il Digital Service Act introdotto in UE nel 2024 è una direttiva che dovrebbe regolamentare l’utilizzo di questi algoritmi: “dal nostro punto di vista c’è ancora tantissimo da fare. Queste piattaforme non solo hanno la potenza economica per influenzare anche le decisioni europee, attraverso operazioni di lobbing multimiliardarie, ma ora hanno anche l’appoggio del presidente degli Stati Uniti”. I contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale, inoltre, non hanno obblighi di pubblicazione. Non ci sono vincoli nel dover indicare che il contenuto pubblicato sui social media sia generato dall’IA. Vista la sempre più vicinanza con immagini o video reali, la filigrana (o watermark) sarebbe uno strumento necessario per distinguere il lavoro umano da quello digitale. Da questo punto di vista “il tema non è tanto tecnologico o giuridico, è politico. Anche qui Trump è il primo a pubblicare video o immagini generati con l’intelligenza artificiale per darli in pasto alla propria bolla di fanatici ed esaltati. Quando il presidente degli Stati Uniti fa questo il tema diventa politico”. L’intervista completa a Davide del Monte di Hermes Center. Ascolta o scarica.
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Le Dita Nella Presa - Hai detto consulente tecnicx di parte?
Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale: * giovedì 9 aprile scorso al Che Guevara di Roma * domenica 19 aprile al CSOA Ipo' di Marino, dove verranno presentati i libri Internet Mon Amour e Assalto alle piattaforme, tra vari laboratori e momenti di convivialità :) e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso. In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono: * https://arachidi.noblogs.org/ (nuova sezione: Hai detto spyware?! ;) * https://lattuga.net/pubblica/ctp.pdf infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI! Your page content goes here.
[Le Dita nella Presa] Hai detto consulente tecnicx di parte? (1/4: puntata completa)
Siamo partite da un recap delle recenti/prossime iniziative a cura di AvANa, hacklab locale: giovedì 9 aprile scorso al Che Guevara di Roma domenica 19 aprile al CSOA Ipo' di Marino, dove verranno presentati i libri Internet Mon Amour e Assalto alle piattaforme, tra vari laboratori e momenti di convivialità :) e sempre a proposito di iniziative passate, abbiamo raccontato qualcosa di HackInSOCS, occasione di ritrovo della comunità Hackmeeting a Milano, dal 27 al 29 marzo scorso.  In un crescente clima di oppressione e repressione digitale, invitiamo a consultare un paio di risorse utili per la tutela dei dispositivi personali e di tutte le preziose relazioni e informazioni che contengono: > https://arachidi.noblogs.org/ (nuova sezione: Hai detto spyware?! ;) > https://lattuga.net/pubblica/ctp.pdf infine, un compagno del Quarticciolo presenta un'iniziativa sul tema dei dati "aperti", a partire da esperienze locali: come organizzarsi dal basso per smontare le retoriche "data-driven" che calano dall'alto per giustificare, ad esempio, il decreto Caivano? Appuntamento sabato 18 aprile alle 16 PUNTUALI!
April 12, 2026
Radio Onda Rossa
VENERDÌ 3 APRILE: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI
Nell’appuntamento di venerdì 27 marzo 2026 con la rubrica di Analisi critica dei fatti economici della settimana con l’economista e nostro collaboratore Andrea Fumagalli, iniziamo commentando i dati Istat che riguardano il mercato del lavoro italiano. Scendono infatti di 29mila infatti gli occupati sul mese di febbraio. La fotografia dell’ente statisticosi riferisce al report intitolato “Occupati e disoccupati”. Con i nuovi dati, il tasso di disoccupazione sale a febbraio al 6,2%. Abbiamo poi affrontato la proposta di legge patrimoniale portata avanti da varie organizzazioni tra le quali la CGIL e Rifondazione Comunista. La proposta prevede un contributo di solidarietà sui grandi patrimoni e si pone l’obiettivo di redistribuire la ricchezza, ridurre le disuguaglianze, poi finanziare sanità e scuola. Infine la difficile situazione dell’economia globale in seguito all’aggressione israelo-statunitense all’Iran. Mercati finanziari altalenanti nelle ultime settimane, ieri però calo delle borse in seguito alle dichiarazioni di Trump sull’Iran, che non fanno intravedere la fine del conflitto scatenato da Israele e Stati Uniti. In questo quadro il Consiglio dei ministri ha prorogato il taglio delle accise su benzina e diesel fino al prossimo 1° maggio. La puntata di venerdì 3 aprile 2026 della rubrica settimanale di Analisi critica di fatti economici della settimana con il nostro collaboratore Andrea  Fumagalli, docente di Economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Digital Omnibus: il nodo della definizione di dato personale Verso un’austerity dei diritti digitali (e non solo)
Con l’approvazione della direttiva “Omnibus I” il 13 novembre, il parlamento europeo ha dato il via libera al primo “pacchetto” di “semplificazioni”, misure che riducono gli standard di tutela ambientale per le imprese che operano nel mercato unico, voluto dalla commissione von der Leyen.[1] . Nel linguaggio dell’esecutivo UE, “semplificazione” è un eufemismo che nasconde un indebolimento delle tutele per i cittadini, in particolare in tema di protezione dell’ambiente (pacchetto Omnibus I – appena approvato), di uso dei dati nell’economia digitale e di investimenti nella tecnologia militare (rispettivamente i pacchetti Omnibus IV[2] e V[3], in via di approvazione). Questo articolo si concentra sulle norme che riguardano il digitale, cioè l’Omnibus IV e, soprattutto, la proposta di regolamento “Digital Omnibus” pubblicata in versione finale il 19 novembre e che inizia ora l’iter di discussione.[4] Entrambi mirano a “semplificare” le regole sull’uso dei dati personali da parte delle aziende del digitale, in particolare quelle che sviluppano modelli di intelligenza artificiale (IA), con interventi diretti sul testo del Regolamento generale per la protezione dei dati personali (GDPR). Non è un dettaglio irrilevante, come vedremo, che il GDPR abbia trovato estesa applicazione nei confronti dei pochi colossi statunitensi che controllano il mercato digitale europeo. Leggi l'articolo sul sito de Il Forum Disuguaglianze e Diversità o ForumDD leggi l'articolo "Digital Omnibus: il nodo della definizione di dato personale" sul sito Altalex
CAPITALISMO – GUERRA – RIVOLUZIONE
Rispetto alla prospettiva di una nuova guerra mondiale nella quale gli Stati Uniti tenteranno di difendere con le armi la propria leadership mondiale, il proprio dominio più o meno incontrastato sul mondo, sarebbe importante tentare di agire fin da subito, con il metodo dell’Assemblea permanente, nella direzione di una lotta di liberazione mondiale dal giogo delle macchine Stato-capitale, per rovesciare l’attuale spinta verso una guerra mondiale in una rivoluzione mondiale permanente in cui i molti popoli si riconoscano finalmente in una sola moltitudine, nell’intera umanità, parte anch’essa di un ecosistema planetario che ne è condizione stessa di esistenza. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
La tua auto ti spia e manda i dati ad Israele
Paranoia? Non direi, mi sono letta l’inchiesta di Haaretz e approfondito il tema. Da un paio di anni non ho più l’auto, la trovavo solo un’incombenza costosa che mi faceva perdere tempo e mi creava solo stress. Certo mi davano della demodé mantenendo un modello senza internet e con la […] L'articolo La tua auto ti spia e manda i dati ad Israele su Contropiano.
February 24, 2026
Contropiano
OpenStreetMap vittima dei bot, scraping selvaggio di dati per l'AI
La piattaforma di crowdmapping denuncia un aumento senza precedenti di richieste, che mette sotto pressione i server. La folle corsa dell'AI sta portando aziende e sviluppatori del settore a fare di tutto per riuscire a conquistare il mercato con un prodotto che sia davvero degno di nota. E in questo gioco di potere non ci sono regole, nè limiti che possano essere rispettati. Lo dimostra il caso di OpenStreetMap, una delle più note piattaforme di crowdmapping al mondo, che di recente ha segnalato la diffusione crescente di bot che cercano di effettuare lo scraping (selvaggio) di dati dal sito. “Il nostro ingegnere senior per la sicurezza, Grant Slater, sta assistendo a livelli senza precedenti di bot che tentano di sottrarre dati dall'hashtag #OSM - si legge in un post pubblicato dall'account LinkedIn della piattaforma, con cui questa ha attirato l'attenzione dei giornalisti sul tema - A titolo di confronto, negli ultimi anni ha visto 1 o pochi IP effettuare più di 10.000 richieste, ma questa settimana stiamo assistendo a più di 100.000 IP coordinati per effettuare lo scraping, con ogni IP che effettua poche richieste. In precedenza avrebbe bloccato temporaneamente 1 o 2 IP e sarebbe andato avanti. Ora questo non è più possibile”. “Tecnicamente abbiamo quasi tutto sotto controllo, ma non credo che questo problema scomparirà senza una discussione più ampia. Una quantità enorme di risorse (umane e materiali) viene spesa in progetti come il nostro per mantenere online i nostri servizi, e non siamo soli: anche Wikipedia, Arch Linux, KDE, Gnome e molti altri stanno difendendosi dallo tsunami”, scrive Grant Slater, ingegnere senior di OSM, chiamando le piattaforme all’azione. Articolo completo qui
February 20, 2026
Pillole di info digitale
Pubblicità in ChatGPT, dimissioni in OpenAI: l’allarme sulla “deriva Facebook
Zoe Hitzig, ricercatrice che ha lavorato negli ultimi due anni in OpenAI, ha rassegnato le dimissioni nello stesso giorno in cui l'azienda ha iniziato a testare gli annunci pubblicitari all'interno del chatbot. La decisione è stata spiegata in un editoriale ospitato dal New York Times, in cui Hitzig collega direttamente il lancio della pubblicità in ChatGPT a un cambio di rotta che, a suo giudizio, allontana OpenAI dalle domande di sicurezza ed etica per cui aveva scelto di unirsi all'azienda. Al centro delle critiche di Hitzig non c'è la pubblicità in sé, che la ricercatrice non definisce intrinsecamente immorale, ma la combinazione tra annunci e natura dei dati raccolti da ChatGPT. Nel suo intervento, descrive le interazioni con il chatbot come un "archivio di candore umano" senza precedenti, costruito a partire da conversazioni in cui gli utenti condividono timori medici, problemi di coppia, fragilità psicologiche e convinzioni religiose, spesso nella convinzione di dialogare con uno strumento neutrale e privo di interessi propri. Il timore è che un sistema di annunci inserito in questo contesto possa evolvere verso forme di targeting profondamente personali, difficili da comprendere e da controllare sia per gli utenti sia per i regolatori. Secondo Hitzig, la fase iniziale dei test potrebbe rispettare linee guida relativamente prudenti, ma il problema emergerebbe nel lungo periodo, man mano che si consolida il modello di business basato sulla pubblicità. La ricercatrice richiama esplicitamente la traiettoria dei grandi social network, e in particolare di Facebook, dove gli impegni iniziali sulla tutela della privacy sarebbero stati progressivamente erosi dalla pressione di un motore economico centrato su engagement, profilazione e microtargeting. Nel caso di ChatGPT, la combinazione tra dati conversazionali intimi e ottimizzazione algoritmica degli annunci potrebbe creare incentivi a spingere contenuti capaci di influenzare decisioni sensibili, dagli acquisti alla salute, fino alle opinioni politiche, sfruttando contesti emotivi particolarmente vulnerabili. Articolo completo qui Fonte originale New York Times qui
February 16, 2026
Pillole di info digitale
Ecco l’accordo Usa-Italia: “all’ICE dati sensibili e dna”
C’è un accordo del 2009 che lega Italia e Stati Uniti in uno scambio di informazioni nel quale ha un ruolo di primo piano l’ICE. Uno scambio che riguarda soggetti sospettati di terrorismo e gravi crimini e che arriva a trasferire da una parte all’altra dell’Atlantico informazioni sul Dna e […] L'articolo Ecco l’accordo Usa-Italia: “all’ICE dati sensibili e dna” su Contropiano.
February 1, 2026
Contropiano