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Il prezzo del progresso: Congo tra cobalto e scuole. Incontro a Luino
Venerdì 29 maggio 2026 ore 20:45 Palazzo Verbania, Luino Evento gratuito organizzato da GIM Terre di lago Fatima Burhan Mohamed, Advocacy Officer di Still I Rise, ci illustrerà  il report “Il prezzo del progresso” da loro sviluppato sulla situazione in alcune aree del Congo, in sinergia con il lavoro che svolgono in campo educativo e sociale. Still I Rise è un’organizzazione umanitaria indipendente che lavora a livello internazionale per offrire istruzione d’eccellenza a bambini e ragazzi profughi e vulnerabili. Nella Repubblica Democratica del Congo, Kolwezi è diventata uno dei luoghi più strategici del pianeta. Qui si estrae gran parte del cobalto che alimenta batterie, infrastrutture digitali e tecnologie energetiche, ma la competizione globale per queste risorse non si svolge solo nei mercati o nelle strategie internazionali. Si svolge anche nei quartieri della città. Gran parte di Kolwezi sorge infatti all’interno di concessioni minerarie. Quando queste concessioni si espandono, intere comunità possono trovarsi improvvisamente a rischio di sfratto. E quando una famiglia perde la casa, spesso anche i bambini smettono di andare a scuola. Per questo il lavoro di Still I Rise non si ferma all’educazione. Difendere la scuola significa anche difendere la stabilità delle famiglie. Negli ultimi mesi il team ha lavorato casa per casa nei quartieri dove vivono gli studenti per capire cosa stava succedendo davvero, per poi organizzare incontri informativi e rafforzare la capacità della comunità di difendere i propri diritti. Scarica il report integrale.   Redazione Varese
May 26, 2026
Pressenza
EBOLA: AUMENTANO I RISCHI DI DIFFUSIONE DELL’EPIDEMIA. OMS INNALZA IL LIVELLO DI ALLERTA
La nuova epidemia di ebola continua la corsa e non si ferma in Congo. Kinshasa denuncia la morte di 204 persone, i casi sospetti sono 900. L’Oms innalza il livello di allerta sanitaria da “elevato” a “molto elevato”. Dopo il Congo la vicina Uganda, che dopo i primi casi accertati ha deciso di chiudere i confini. Numerosi Paesi africani, compresi quelli mediterranei come la Tunisia, hanno rafforzato i controlli alle frontiere. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che mentre la Repubblica Democratica del Congo (RDC) aumenta la sorveglianza sanitaria nella sua risposta all’Ebola nella provincia di Ituri, epicentro dell’epidemia soggetta da anni a scontri armati tra opposte fazioni, quasi 5 milioni di persone vivono in mezzo a conflitti in corso, di cui un milione sfollati e ammassati in campi profughi. “La violenza sta costringendo le persone a fuggire, compresi gli operatori sanitari e umanitari. Questo sta ostacolando gravemente gli sforzi per aumentare il tracciamento dei contatti con Ebola e identificare le infezioni abbastanza presto da fornire cure di supporto”, ha aggiunto, sottolineando che l’insicurezza e la paura in corso stanno anche alimentando la diffidenza all’interno delle comunità. Il capo dell’OMS ha affermato che l’OMS e i partner sanitari umanitari mantengono una presenza in tutta Ituri, anche in alcune delle aree più difficili da raggiungere e più insicure, dove le comunità stanno affrontando non solo la minaccia di Ebola, ma anche una vasta gamma di malattie. Tedros ha sottolineato che fornire un pacchetto completo di servizi sanitari è essenziale – non solo per soddisfare le esigenze sanitarie urgenti, ma anche per costruire la fiducia che è fondamentale per un’efficace risposta a Ebola, ha riferito l’agenzia di stampa Xinhua. Il ceppo che caratterizza la 17esima epidemia di ebola, dichiarata lo scorso 15 maggio nella Repubblica Democratica del Congo, è particolarmente aggressivo. Si tratta del Bundibugyo, che prende il nome dall’ omonimo distretto ugandese, dove è stato identificato per la prima volta nel 2007 e finora non esiste nessun vaccino per questa variante della patologia. Il 16 maggio, Tedros ha stabilito che la malattia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella RDC e in Uganda costituisce un’emergenza di salute pubblica di preoccupazione internazionale. La valutazione condotta da ActionAid nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, ha fatto emergere come l’83% delle scuole non dispone di postazioni per il lavaggio delle mani o per l’igiene specifiche per l’Ebola mentre l’81% non ha protocolli di risposta o di isolamento attivi e nel 78% non sono disponibili dispositivi di protezione individuale per insegnanti o studenti. Inoltre, il 74% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione sull’Ebola e il 67% delle scuole non ha ricevuto nemmeno una visita da parte delle autorità sanitarie in relazione all’epidemia. Dato estremamente preoccupante, il 29% delle scuole ha già registrato almeno un caso sospetto di Ebola o un contatto stretto. ActionAid chiede un intervento umanitario urgente e localizzato di fronte all’allarmante mancanza di preparazione alla malattia da virus Ebola nelle scuole e nelle comunità. Nel “Focus delle 12” in onda questa mattina sulle nostre frequenze Cornelia Isabel Toelgyes vice direttrice del quotidiano online Africa-express e Emanuele Crespi responsabile umanitario ActionAidAscolta o scarica 
May 25, 2026
Radio Onda d`Urto
TORNA L’EBOLA NELL’EST DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, TRA CONFLITTO PERMANENTE E CAOS POLITICO
Sono già novantuno i morti accertati e oltre trecento i casi sospetti addebitati ad un nuovo ceppo del virus Ebola che torna nella Repubblica Democratica del Congo per la diciassettesima volta dal 1976. “Non è pandemia, ma si diffonde in fretta” informano i vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che hanno lanciato l’allarme. Il direttore generale dell’organizzazione internazionale basata a Ginevra Tedros Adhanom Ghebreyesus ha puntualizzato che “esistono notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica”. Data la situazione potenzialmente esplosiva, le frontiere tra Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Ruanda, sono già state chiuse.  Il virus sarebbe partito dall’Uganda mietendo due vittime, per poi diffondersi nella provincia congolese dell’Ituri, epicentro attuale dei casi segnalati, in particolare nel capoluogo Bunia. Due morti sono stati registrati anche nelle province del Nord e Sud Kivu. Come raccontato ai nostri microfoni da Leopoldo Rebellato, attivo nell’est del paese dagli anni ottanta, si tratta di territori dove le comunicazioni sono complesse, dato che “la rete internet è scadente o inesistente” e in pochi dispongono di una radio. A questo si aggiunge una “guerra sempre in atto” per la gestione del potere e delle immense risorse naturali presenti nel sottosuolo. Ad esempio “a Kavumu, nel Sud Kivu, pochi giorni fa ci sono stati 460 militari uccisi”. Il problema della mancanza di strutture sanitarie adeguate per la gestione del virus e l’assenza di infrastrutture per i laboratori mobili che “sarebbero necessari” anche per registrare i contagi, confermano l’incertezza delle autorità sui dati. Autorità che nell’Ituri rispondono al potere centrale di Kinshasa, ma che in Nord e Sud Kivu sono rappresentate dai ribelli filoruandesi dell’M23, “uno stato nello stato, un bubbone”. Il virus in questione è il Bundibugyo, provoca sintomi quali febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola. Si diffonde attraverso gli scambi di fluidi corporei da persona a persona o con il contatto con il sangue di una persona infetta. Non esistono attualmente vaccini per far fronte a questo ceppo del virus. Negli ultimi cinquant’anni Ebola ha ucciso oltre 15 mila persone in tutto il continente. Il punto con Leopoldo Rebellato, presidente dell’associazione Incontro fra i Popoli. Ascolta o scarica  
May 18, 2026
Radio Onda d`Urto
Congo: coltan e Palazzi europei
di Sara Segantin(*)   Dalle miniere di coltan del Congo ai palazzi del potere europeo: intervista a Francois Kamate Nelle foreste del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), la voce della terra è annientata dal rumore delle miniere e dal ringhio sordo di un conflitto che dura da trent’anni. Mentre l’Europa discute di neutralità climatica e nuovi modelli
Innocenti sovversioni
di Mauro Armanino Da piazza De Ferrari a Genova prendete il bus numero 17 dall’adiacente via Ceccardi. Andando verso Nervi, a levante, scendete alla fermata Europa-Schiaffino poi attraversate il corso. Prendete la destra e, non lontano dalle Poste vedrete un condominio accanto al marciapiede. Giusto all’angolo, scritto con una bomboletta di colore nero, si legge la scritta ‘Sovvertiamo tutto’. Non
Innocenti sovversioni
Da piazza De Ferrari a Genova prendete il bus numero 17 dall’adiacente via Ceccardi. Andando verso Nervi, a levante, scendete alla fermata Europa-Schiaffino poi attraversate il corso. Prendete la destra e, non lontano dalle Poste vedrete un condominio accanto al marciapiede. Giusto all’angolo, scritto con una bomboletta di colore nero, […] L'articolo Innocenti sovversioni su Contropiano.
May 14, 2026
Contropiano
Africa/Conrad: il mito del «Cuore di tenebra» fra…
… fra letteratura di viaggio e cinema. di Maurizio Fantoni Minnella.   Io l’ebbi vivo in quel momento, dinanzi a me: non meno vivo di quanto non lo fosse mai stato: ombra giammai sazia di splendide apparenze e di realtà spaventose; ombra più cupa che non le ombre della notte nobilmente ammantata nei paludamenti di una magnifica eloquenza. Joseph Conrad
Riflessioni su una fuga (impossibile) dal capitalismo
di jolek78 Era un venerdì sera qualsiasi. Il pacco era arrivato dal corriere quella mattina, ma io l’avevo aperto solo dopo cena, con quella cerimonia silenziosa che faccio ogni volta che arriva dell’hardware nuovo – come se aprire una scatola velocemente fosse una forma di mancanza di rispetto nei confronti dell’oggetto. Dentro c’era un HUNSN 4K. Piccolo, quasi ridicolmente piccolo. Un
Conflitto RDC-Rwanda: prove di pacificazione
È notizia di giovedì 19 giugno che siano in corso delle trattative per un possibile accordo di pace fra la Repubblica Democratica del Congo e il Rwanda, accordo che potrebbe mettere fine a decenni di guerra e sfollamenti interni della popolazione congolese. L’accordo verrà formalizzato a Washington il 27 giugno. L’accordo, mediato da Stati Uniti […]