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#nowar #Bari, oggi sabato 18 aprile, ore 17.30 - Presentazione del dossier "Installazioni USA-#NATO in Italia". Introduce: Davide Guerra (segreteria CNNN) - Intervengono: Lavoratori Leonardo Grottaglie; Francesca Amoruso (Freedom Flotilla Italia); Antonio Mazzeo (insegnante e giornalista).
April 18, 2026
Antonio Mazzeo
#Bari, sabato 18 aprile, ore 17.30 - Presentazione del dossier "Installazioni USA-#NATO in Italia". #nowar Introduce: Davide Guerra (segreteria CNNN) - Intervengono: Lavoratori Leonardo Grottaglie; Francesca Amoruso (Freedom Flotilla Italia); Antonio Mazzeo (insegnante e giornalista).
April 15, 2026
Antonio Mazzeo
Terlizzi (Bari): orientamento alle carriere militari al polo liceale “Sylos Fiore”
Il polo liceale “Sylos Fiore” di Terlizzi (Bari) ha avviato un progetto POC di orientamento alle carriere militari per 21 studenti e studentesse scelti tra 11 classi di terzo, quarto e quinto anno. Il percorso, che ha già previsto una visita al Comando Generale di Bari, potrà contenere anche esercitazioni, laboratori e incontri con “professionisti del settore”. Gli studenti e le studentesse in questione stanno partecipando a otto incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, appuntamenti extracurriculari iniziati il 18 marzo e che segneranno tutto il mese corrente di aprile. Si tratta quindi di un percorso di orientamento “rinforzato”, diverso da quelli che solitamente denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che durano una mattinata o una sola ora e che utilizzano tempo prendendolo dalle ore di lezione. I fondi pubblici destinati al POC (Programma Operativo Complementare) avrebbero la finalità di contrastare la dispersione scolastica e rendere più consapevoli gli studenti e le studentesse circa le loro aspirazioni e attitudini. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si contrappone fermamente alla proposta delle carriere militari nei percorsi di orientamento in uscita e immagina altre soluzioni per la dispersione scolastica, non certo cedendo alla dilagante propaganda bellicista. “Offrire” alle nostre studentesse e ai nostri studenti come “buona soluzione” per il loro futuro di arruolarsi e diventare un/una professionista delle Forze Armate e di Polizia non è una soluzione. Mentre una parte della popolazione mondiale si interroga quotidianamente sulle alternative possibili ai conflitti armati, un’altra considera le guerre un dato naturale della Storia e della coesistenza umana, impossibile da risolvere. Se i mass media mainstream parlano di guerre è sempre all’interno di una narrazione che le dà per necessarie e indica gli appartenenti alle Forze Armate come modelli da seguire e garanti dell’ “ordine giusto”. I fondi POC sono risorse nazionali per le “regioni meno sviluppate”, questo liceo è del territorio pugliese e sappiamo che gran parte dei militari italiani è originaria delle regioni del mezzogiorno. Davvero non esistono modi alternativi di utilizzarli per i giovani che vivono questi territori? Perché in fondo i percorsi di orientamento alle carriere militari che qui stiamo denunciando aggancerebbero soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che vedono davanti a loro una situazione occupazionale precaria. Il Ministero della Difesa bussa alla porta della scuola, continuamente. Ma per contibuire all’orientamento nelle nostre scuole ci sono anche soluzioni accettabili, alternative. Possiamo invitare, per esempio, i soggetti che vivono questi territori e la loro complessità senza volerne approfittare. Non occorre andare molto lontano a cercare: questo scorso fine settimana a Cosenza, ad una due giorni dal titolo “I Sud si organizzano“, hanno partecipato in molte di queste realtà. Come docenti, possiamo contattarle. Anche perché, come docenti, eravamo presenti. Esiste una contraddizione tangibile tra i principi della Costituzione italiana e le funzioni delle Forze Armate. La presenza dei militari nella scuola viola principi etici ed educativi. Come comunità educante, ci opponiamo ancora una volta alla militarizzazione della parte civile della nostra società e all’uso improprio delle classi scolastiche come fossero una El Dorado di future reclute.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Una “Corri con Gioia” divisiva ed esclusiva. A Gioia del Colle (BA) si corre nell’aeroporto militare
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DI DISARMA TERRA FORUM TERRITORIALE CONTRO LE POLITICHE DEI CONFLITTI, ASSOCIAZIONE PACIFISTA DI GIOIA DEL COLLE (BA), CHE DENUNCIA LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPORT E DELLA CORSA PODISTICA CITTADINA, CHE QUEST’ANNO SI SVOLGERÀ ANCHE NELL’AEROPORTO MILITARE DELLA CITTÀ. Domenica 26 aprile si svolgerà, a Gioia del Colle (BA), la 12ª edizione della “Corri con Gioia”, gara podistica organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica locale denominata “Gioia Running”. Nelle sue precedenti edizioni, la manifestazione sportiva (inserita nel campionato regionale “CorriPuglia”) si è sempre articolata tra le vie della città pugliese da cui prende il nome, includendo tra le tappe del suo percorso i luoghi simbolo della cittadina murgiana, quali il Palasport Pinuccio Capurso, il Castello Normanno-Svevo, la centralissima via Roma, il Teatro comunale Rossini, piazza Cristoforo Pinto e piazza Plebiscito. Onorando pienamente i valori dello sport cui si è sempre ispirata, negli anni la “Corri con Gioia” è riuscita, in modo encomiabile, nell’intento di trasformare una competizione sportiva per professionisti e amatori anche in una grande festa cittadina aperta a tutti, sportivi e non: un momento di aggregazione comunitaria all’insegna dei principi dell’inclusività, della condivisione e della partecipazione. L’edizione 2026 della corsa si presenta, purtroppo, in netta rottura con la sua stessa tradizione. La “Corri con Gioia” 2026 diventa divisiva ed esclusiva. Esclusiva perché i cancelli dell’area militare, pur consentendo l’accesso a migliaia di runner registrati (sollevando non poche perplessità dal punto di vista della sicurezza collettiva), diventeranno quasi certamente il limite invalicabile oltre il quale non sarà consentito l’accesso e la fruizione della manifestazione a un pubblico non registrato. Divisiva perché la decisione degli organizzatori di portare una parte significativa del percorso della gara all’interno del perimetro chiuso dell’aeroporto militare appare discutibile e inopportuna in un momento di massima allerta per le nostre basi e di fortissima tensione internazionale quale è quello attuale; uno scenario geopolitico caratterizzato da una violenza senza precedenti negli ultimi decenni e talmente drammatico da rendere più che mai inaccettabile il parallelismo evocato in uno dei comunicati di lancio dell’iniziativa, divulgato dagli organizzatori, tra le performance sportive degli atleti e quelle tecnologiche degli aerei da caccia di stanza nella base pugliese. La narrazione falsata della base militare di Gioia del Colle è degna di diventare un caso di studio a livello nazionale. * Una base che, nei primi anni ’60, è stata il centro operativo dei missili Jupiter equipaggiati con testate nucleari. * Una base che è stata avamposto strategico degli interessi USA nella seconda metà degli anni ’80, quando fu individuata come idonea ad ospitare i cacciabombardieri F-16 a capacità nucleare. * Una base che è stata piattaforma di lancio del 70% dei bombardamenti con armi all’uranio impoverito nella fase finale del conflitto jugoslavo. * Una base, tra le più grandi d’Italia, che non potrà non giocare un ruolo strategico, in trigono con quelle di Amendola e Galatina, in caso di escalation bellica. * Una base che ospita una sede di Leonardo, primo produttore di armi a livello europeo. Di fatto, una base all’avanguardia nella militarizzazione pressante degli spazi della società civile e delle coscienze. Eppure una base che, paradossalmente, continua a essere raccontata alla popolazione locale come una sorta di circolo socio-ricreativo, dove è possibile organizzare gare podistiche, sorseggiare aperitivi all’hangar al tramonto, fare raduni motociclistici, osservare la Befana calarsi da elicotteri militari e distribuire caramelle ai bambini, organizzare seminari sulla salute e sull’ambiente e partecipare a open day per ammirare aerei da combattimento. Una servitù militare protagonista di primo piano della vita sociale della città, ma di cui non si discute mai l’impatto ambientale, sanitario, economico e, in termini di sicurezza, della sua ingombrante presenza sulla qualità della vita dei cittadini. È arrivato il momento di chiedere conto di tale impatto, di smascherare la cultura della guerra e di ristabilire la verità nella narrazione di quello che è, e resta, nient’altro che un avamposto militare. LA STAGIONE DELLA CONTRO-NARRAZIONE È INIZIATA. Info sulla pagina Facebook. DISARMATERRA – Forum territoriale contro le politiche dei conflitti -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Molfetta, Carabinieri armati al Liceo “Fornari” per incontri formativi con cani molecolari
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve la segnalazione dell’iniziativa “Cultura della legalità”, annunciata nella circolare interna del Liceo “Vito Fornari” di Molfetta (clicca qui), attraverso un commento entusiasta pubblicato sulle pagine Facebook il 12 marzo. Chi ha redatto il post entra nel merito dell’incontro che, come ormai accade in tantissime scuole d’Italia, si occupa di educare, o meglio di formare al rispetto della legge. La formazione, offerta anche in questo caso dai Carabinieri, concerne l’attività di prevenzione e di dissuasione dall’uso di sostanze stupefacenti. Quali? Tutte, perché nel nostro Paese ogni psicotropo è messo sullo stesso piano, dai derivati della canapa fino a quelli sintetici. Tutti non proprio, visto che sono piuttosto diffuse le pratiche di medicalizzazione del disagio non solo adulto e adolescenziale, ma anche infantile, e di somministrazione di benzodiazepina in varie versioni farmaceutiche. Del resto, a Molfetta come altrove, del commercio di droghe illegali si occupano le mafie. Di criminalizzazione dei giovani, del loro potenziale distruttivo e autodistruttivo, molto dicono le agende governative che hanno a tema la sicurezza, mentre la cronaca ci aggiorna sui misfatti commessi da giovani disturbati, atti a suscitare lo scandalo e la paura degli adulti (clicca qui). Sulla percezione della pericolosità dei minorenni, soprattutto quando appartenenti a nuclei famigliari non italiani, ne scriveva già nel 2001 il sociologo Alessandro del Lago (Giovani, stranieri e criminali, Manifestolibri). La convinzione che sia da educare/formare l’appartenenza allo Stato (sic!), unica via per stare nel circuito della legalità, come recita la circolare della Dirigente del liceo, è rafforzata dalla diffusa percezione dell’insicurezza di cui le giovani generazioni sono sia i fautori che le vittime. Ricordo che della cosiddetta “insicurezza percepita” ne parlavano anche documenti ministeriali nel 2007, sotto il secondo Governo guidato da Romano Prodi e con Giuliano Amato al Ministero degli Interni (2006-2008), relativamente alle violenze negli stadi e nelle vie adiacenti, prima e dopo le competizioni. Percepire: provare con i sensi, con tutto il corpo, il rischio delle offese e dunque la paura. La stessa che, in maniera controintuitiva, si genera quando un quartiere viene classificato come zona rossa e le gazzelle della polizia, le auto dei carabinieri, sostano nei punti di incontro, soprattutto giovanili, presso le stazioni e gli edifici pubblici. Al “Fornari” la presenza dei carabinieri fruisce del rinforzo offerto dall’Onlus di volontariato Sermolfetta e dall‘ANPAS, associazione nazionale di pubblica assistenza presso la quale è possibile svolgere anche il servizio civile. Questi incontri sono funzionali anche a presentare realtà territoriali che possono dialogare con la scuola per arricchire i percorsi di Educazione Civica, come annota la circolare interna che invita gli insegnanti in servizio a trascrivere l’attività sul registro elettronico. Al liceo vengono mostrati anche i cani poliziotto, i cosiddetti molecolari (percettori di molecole attraverso il potentissimo olfatto) che danno un tocco simpatico all’incontro, versione aggiornata di Rin Tin Tin, il pastore tedesco protagonista della serie televisiva degli anni Cinquanta. Tuttavia, chi chiediamo, per avviare progetti sul consumo di stupefacenti tra i/le giovani, non sarebbe meglio, piuttosto che chiamare i Carabinieri armati e in divisa, che la scuola si attivasse in una campagna informativa sugli effetti di vari tipi di droghe nella chimica del cervello e nel comportamento? Chiamando qualche tossicologo e/o neurologo a informare e interloquire con gli studenti e le studentesse? In tal modo la scuola cercherebbe di adempiere al suo impegno di formare cittadini e cittadine consapevoli e informate anziché ricorrere a un metodo puramente repressivo e punitivo, sanzionatorio, ottenendo sicuramente risultati educativi migliori. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: SALPANO DA BARI LE DUE IMBARCAZIONI DI SPAZI SOCIALI E REALTÀ DI MOVIMENTO. “IN ROTTA VERSO LA SICILIA E POI, INSIEME, ALLA VOLTA DI GAZA”
Salperanno da Bari entro oggi, martedì 7 aprile, le due imbarcazioni della Global Sumud Flotilla gestite da realtà e spazi sociali. Le due imbarcazioni – con a bordo compagne e compagni di Gaza Freestyle, Centri Sociali del Nord Est, Municipi Sociali di Bologna, Spazi Sociali Astra e Brancaleone di Roma -raggiungeranno la Sicilia dove, insieme alle altre barche italiane, si uniranno alle altre imbarcazioni della Flotilla provenienti da Francia e Spagna per poi salpare verso Gaza entro il 25 aprile. Questa nuova e ormai imminente missione della Global Sumud Flotilla – denominata Springs Mission 2026 – sarà presentata in una conferenza stampa dedicata che si svolgerà indicativamente intorno alle 11 di oggi sul lungomare Starita di Bari (zona pedonale), in concomitanza della partenza delle barche dal porto barese. Per approfondire i contorni di questa partenza, e della missione in generale, abbiamo raggiunto Giulia dei Municipi Sociali di Bologna Ascolta o scarica
April 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Bari: “Scegliamo i soldati” e “Diventiamo marinai” nella scuola dell’infanzia IC “Massari-Galilei”
In queste settimane nei due plessi Montello e via Mandragora della scuola dell’infanzia dell’IC “Massari-Galilei” di Bari è partito il progetto “Raccontami … che lavoro fai?”, che prevede il coinvolgimento diretto dei genitori nelle attività scolastiche, con brevi momenti di gioco strutturato e laboratori. Così le piccole e i piccoli bambini, guidati dalle maestre e dal genitore invitato, hanno di volta in volta costruito un autolavaggio, simulato la gestione di un fast food McDonald’s, giocato a lavorare come commessi in un negozio di scarpe, simulato il lavoro dell’infermiere con cerotti e termometri giocattolo, ascoltato dal papà agronomo la storia sui semi che diventeranno piante. Tra i genitori intervenuti fino ad oggi anche un papà capitano dell’Esercito Italiano, che ha guidato la mattinata dal titolo “Scegliamo i soldati” e un papà Sottufficiale della Marina Militare con la mattinata dal titolo “Tutti a bordo! Diventiamo marinai”.  Qui in basso il post su Facebook della scuola, che, evidentemente, dimostra come spesso anche i/le docenti obbediscano ad una retorica nazionalistica priva di fondamento sostanziale se arrivano a scrivere che con la discussione guidata dal soldato si giunge ad una «definizione rassicurante del suo ruolo come tutore della pace e difensore della nazione». Occorrerebbe ricordare ai bambini e alle bambine, e forse anche ai/alle insegnanti, quante volte negli ultimi 30 anni le forze armate italiane sono intervenute, per scellerate scelte politiche, in scenari di guerra non certamente a difesa della nostra Patria o sotto l’egida dell’ONU, ma in forma aggressiva accanto alla NATO o, peggio, accanto agli Stati Uniti, causando anche la morte dei nostri militari da parte delle popolazioni invase (Balcani, Iraq, per citarne solo alcune). L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università critica aspramente la banalizzazione romantica delle professioni militari. A maggior ragione, quando il pubblico è formato da bambine e bambini di quattro anni, dal discorso romantico e patriottico viene rimossa totalmente la loro funzione offensiva e letale. Difficilmente si può accettare una simile riduzione di complessità. Inoltre, in un territorio a forte connotazione militare troveremo molti genitori che lavorano nella Difesa e quindi, in contesti scolastici come quello “Raccontami … che lavoro fai?”, i genitori in divisa saranno statisticamente più numerosi, incentivando nell’immaginario infantile il modello del militare. Per elevare il livello di propaganda militaristica funzionale a generare l’universo simbolico che normalizza la guerra e la rende plausibile, di recente il Parlamento italiano ha stabilito ben due ricorrenze nazionali a carattere militare e il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha prontamente suggerito di inserirle nel calendario della didattica nelle scuole, quelle dell’infanzia comprese: il 17 marzo Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera e il 4 novembre Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Vi invitiamo alla lettura dei nostri approfondimenti su queste due ricorrenze, qui per il 17 marzo, qui per il 4 novembre. L’Osservatorio è nato per ricercare e denunciare tutte le iniziative che prevedono la partecipazione e l’ingerenza delle Forze Armate e delle organizzazioni e aziende della filiera bellica negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Vogliamo contrastare la militarizzazione dei luoghi di istruzione e la diffusione della cultura della difesa tra le nuove generazioni. Lo sfondo attuale vede un riarmo senza precedenti e seriamente temiamo per il loro futuro. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#stopthegenocide #Bari, una maratona di musica e parole per sostenere la #Flotilla Il mare torna a essere simbolo e orizzonte politico. Domani la spiaggia di Pane e Pomodoro ospita «Sumud – In rotta verso la Palestina», maratona civile di tredici ore, dalle 11 a mezzanotte, che intreccia musica, parole e mobilitazione in concomitanza con la partenza della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/gazzetta-weekend/1947143/bari-una-maratona-di-musica-e-parole-per-sostenere-la-flotilla.html
April 4, 2026
Antonio Mazzeo
Rotary Club ed Aeronautica militare in provincia di Bari: un binomio da non ignorare
Lo scorso febbraio il Rotary Club Acquaviva delle Fonti – Gioia del Colle ha svolto presso l’ITI Galilei di Gioia del Colle e il Liceo Leonardo da Vinci di Cassano, entrambi nella provincia di Bari, degli incontri di orientamento dal titolo “Facoltà e scenari internazionali: un binomio da non ignorare”. Lo scopo è stato quello di far conoscere a studenti e studentesse le professioni che maggiormente saranno richieste nel futuro e, quindi, con un focus particolare sulle discipline STEM. Proprio per la natura degli incontri l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riceve con inquietudine la notizia secondo la quale nell’ambito di queste iniziative sia stata effettuata anche una visita all’Aeroporto Militare “A. Ramirez” – 36° Stormo Caccia dove quasi 200 studenti e studentesse hanno potuto conoscere le diverse professionalità richieste dall’Areonautica militare. In un tale contesto a passare è innanzitutto il messaggio che lavorare per l’esercito sia un mestiere come un altro e, per di più, un mestiere in cui viene richiesto personale altamente qualificato. Come successo già con l’evento tenutosi all’Areoporto dei Parchi di Preturo, in provincia dell’Aquila, non solo si nasconde la necessità di arruolare giovani per le probabili guerre che verranno dietro la promozione della cultura scientifica, ma si omette anche che lavorare per l’Aeronautica militare significa esporsi al rischio di uccidere e di essere uccisi. Come Osservatorio torniamo perciò a ribadire con forza che qualsiasi forma di promozione della cultura e di orientamento per il futuro delle giovani generazioni debba essere fatto in nome della pace, immaginando un futuro dove le conoscenze possano servire per costruire un mondo migliore e non per seminare morte e distruzione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente