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La libertà di stampa bussa (ed entra) nei luoghi di confinamento dei cittadini stranieri
La sentenza del TAR per la Puglia – ottenuta in un caso seguito dall’Avv. Martina Stefanile con il progetto InLimine di ASGI – è un precedente molto utile anche alla luce dell’imminente entrata in vigore del Patto dove la società civile giocherà un ruolo fondamentale nella contro narrazione dei luoghi di frontiera e confinamento dei cittadini stranieri. Si tratta della richiesta di accesso all’ex CARA di Bari – Palese trasmessa da un giornalista insieme a videoreporter. La Prefettura rigettava ritenendo “allo stato” non accoglibile l’istanza. Il TAR con la sentenza di merito ha confermato l’accoglimento cautelare e ha argomentato in maniera estremamente interessante sulla libertà di stampa riferendosi ai giornalisti come a “cani da guardia” (watch dog) della democrazia e delle istituzioni e ricordando che la funzione svolta dalla stampa di diffondere informazioni su questioni di interesse generale corrisponde al diritto del pubblico di riceverle.  In questo senso, secondo il TAR frapporre ostacoli ingiustificati all’accesso dei giornalisti alle informazioni rischia di scoraggiarli o impedire loro di fornire informazioni accurate, compromettendo così il loro fondamentale ruolo di garanti pubblici. Il Collegio infatti, evidenziando “l’enorme interesse della comunità nazionale per la corretta e puntuale esplicazione di ogni attività pubblica” motiva nel senso che “critica e cronaca giornalistica volte a tenere o a ricondurre le pubbliche istituzioni nell’alveo loro proprio vanno non solo giustificate, ma anche propiziate“. Oltre a ciò, il TAR afferma il pieno diritto di accesso alle strutture di accoglienza alle sole condizioni che chi ne faccia richiesta la trasmetta con congruo anticipo e sia debitamente identificato.  Lacosa interessante è che la pronuncia fa un passo avanti rispetto alle precedenti e cioè evidenzia chiaramente che anche il rifiuto “allo stato” (molto frequente su queste istanze) è illegittimo quando non motivi e non differisca specificamente la richiesta ad altro momento. Secondo il TAR infatti, “la mancanza di un limite temporale – priva, tra l’altro, di esplicite motivazioni al riguardo – lede i principi in ordine alla libertà di stampa, invocati dal ricorrente“. Pertanto, un diniego formulato senza una scadenza o una motivazione che giustifichi un rinvio, si trasforma di fatto in un ostacolo alla libertà di stampa insormontabile e sproporzionato la quale, invece, è intrinsecamente legata all’attualità e alla tempestività dell’informazione. T.A.R. per la Puglia, sentenza n. 715 del 9 giugno 2026
Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio!
Come studenti di Cambiare Rotta chiediamo a Uniba e al rettore Bellotti di esprimersi per la liberazione del prof Domenico Centrone, professore della nostra università, e degli attivisti della Global Sumud Convoy, oltre all’interruzione di ogni accordo con Israele. La brutalità a cui assistiamo oggi non sorge dal nulla, ciò […] L'articolo Libertà per il prof Centrone e tutti gli attivisti arrestati: uniba non può rimanere in silenzio! su Contropiano.
May 27, 2026
Contropiano
La corsa che ha fermato la base militare: Gioia del Colle e la militarizzazione della scuola italiana
DI GIULIO CAVALLI SU GIULIOCAVALLI.SUBSTACK.COM DEL 5 MAGGIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Giulio Cavalli, pubblicato su giuliocavalli.substack.com il 24 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alla vicenda di Gioia del Colle e della corsa podistica militarizzata. «Quello di Gioia del Colle non è un caso isolato. È la stessa logica che l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da anni con una pazienza sistematica: le Forze Armate cercano di occupare ogni spazio pubblico disponibile, dallo spazio scolastico allo spazio sportivo, dal tempo libero al tempo formativo, e lo fanno in modo progressivo, graduale, quasi invisibile. Un evento podistico dentro una base militare non sembra pericoloso: sembra festoso, inclusivo, persino patriottico. È esattamente quella forma di normalizzazione che rende il processo difficile da contrastare quando non lo si nomina…continua a leggere su www.giuliocavalli.substack.com. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Stavolta la strage operaia è in Cina
Fuochi artificiali e morti del capitale. E in Italia resiste la tragica beffa dei santi da festeggiare con i fuochi. di Vito Totire (*) Da Liuyang a Bari: basta usare ogni presto (anche san Nicola) per inquinare, a volte uccidere. Appello a tutte le persone ragionevoli : EVITARE I FUOCHI ANNUNCIATI (con la scusa di san Nicola, del cui consenso
Bari, presentato il Secondo Dossier dell’Osservatorio regionale sui neofascismi: Essi vivono!
È stato presentato venerdì 24 aprile, non a caso alla vigilia della Festa della Liberazione dal nazifascismo, presso la Sala Di Jeso della Presidenza della Regione Puglia di Bari il Secondo Dossier sui neofascismi, curato e redatto dall’esecutivo dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, istituito nel 2024 dalla Giunta della Regione Puglia mediante un Protocollo d’intesa con il Coordinamento Regionale Antifascista che comprende varie associazioni, tra cui ANPI, Libera e ARCI. La conferenza stampa di presentazione del Secondo Dossier è stata lanciata dalla dott.ssa Antonella Morga, coordinatrice dell’Osservatorio regionale sui neofascismi, Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia e Nando Pappalardo, vicepresidente dell’ANPI nazionale. Già nel 2024 l’Osservatorio regionale sui neofascismi aveva pubblicato una prima relazione sul rigurgito neofascista in Puglia, in cui si metteva in evidenza una serie di fenomeni tra infiltrazioni, proselitismo nel web e reti internazionali che tracciavano, in qualche modo, una rotta che giungeva incredibilmente sino in Puglia. Da questo punto di vista, è davvero preoccupante la galoppante avanzata dei movimenti di Forza Nuova e Casa Pound tra i giovani nelle scuole e nelle università pugliesi, come in tutta Italia, del resto. Godendo di un malcelato appoggio da parte dei partiti al Governo, i quali lasciano che il lavoro sporco siano altri a farlo, senza compromettersi troppo con azioni ai limiti della costituzionalità, questi movimenti giovanili arrivano perfino a sostenere iniziative impensabili in temi di democrazia, come la famigerata schedatura dei professori e delle professoresse di sinistra, architettata da Azione studentesca, altro tassello della galassia di destar collusa con gli ambienti neofascisti. In Puglia il fascismo, purtroppo, non è morto e i fascisti non sono stati debellati: Essi vivono, appunto, come recita lo slogan dell’Osservatorio regionale sui neofascismi. Lo sanno bene gli antifascisti degli anni ’70, giacché, come si ricorda nel Dossier, in questi giorni si sono riaperte le indagini per l’omicidio del giovane comunista Benedetto Petrone, ucciso il 28 novembre 1977 da parte di un gruppo di neofascisti radunatisi nella sede provinciale del MSI. L’omicidio di Benedetto Petrone ha aperto una ferita profonda e lacerante nel tessuto politico pugliese: da quel 1977 la consapevolezza di lottare ancora contro la costituzione di cellule fasciste e neofasciste si è radicata in tutti i gruppi giovanili studenteschi e universitari che hanno a cuore la democrazia. E, tuttavia, il Secondo Dossier ci ricorda, tristemente, che la fiammella tricolore non è soltanto un simbolo del passato, ma arde nelle violente e antidemocratiche iniziative di Casa Pound, come l’agguato che il 21 settembre 2018 un gruppo di neofascisti dell’organizzazione appena menzionata mise a punto nei confronti di un corteo antirazzista nel capoluogo pugliese. A pagarne le conseguenze furono diversi attivisti e attiviste, tra cui l’ex europarlamentare di Rifondazione Comunista Eleonora Forenza, violentemente percossa dagli squadristi fascisti. Il 12 febbraio 2026 il Tribunale di Bari con una sentenza clamorosa ha condannato in primo grado diciassette esponenti di CasaPound, dichiarandoli colpevoli di diversi reati, non solo quelli relativi alla violenza fisica, ma, aspetto estremamente importante, anche quelli relativi al tentativo di ricostituire il disciolto Partito fascista ai sensi dell’art. 5 della legge Scelba del 1952, impresa che non era riuscita ad alcun tribunale in maniera così chiara e distinta. Anche su questo vigila l’Osservatorio regionale sui neofascismi, afferma Antonella Morga in conferenza stampa, annunciando anche che il supporto della Regione e del suo presidente, Antonio Decaro, si è manifestato non solo idealmente, costituendosi parte civile nel processo contro CasaPound, ma devolvendo allo stesso Osservatorio il risarcimento spettante alla Regione. All’Osservatorio regionale sui neofascismi dovrebbe andare il sostegno di tutte e tutti i pugliesi, contribuendo a tenere alta l’attenzione nei confronti di quei fenomeni autoritari, violenti e palesemente fascisti che, in maniera sottesa e capillare, si diffondono tra le società civile e, talvolta, anche tra le istituzioni. Michele Lucivero
April 27, 2026
Pressenza
#nowar #Bari, oggi sabato 18 aprile, ore 17.30 - Presentazione del dossier "Installazioni USA-#NATO in Italia". Introduce: Davide Guerra (segreteria CNNN) - Intervengono: Lavoratori Leonardo Grottaglie; Francesca Amoruso (Freedom Flotilla Italia); Antonio Mazzeo (insegnante e giornalista).
April 18, 2026
Antonio Mazzeo
#Bari, sabato 18 aprile, ore 17.30 - Presentazione del dossier "Installazioni USA-#NATO in Italia". #nowar Introduce: Davide Guerra (segreteria CNNN) - Intervengono: Lavoratori Leonardo Grottaglie; Francesca Amoruso (Freedom Flotilla Italia); Antonio Mazzeo (insegnante e giornalista).
April 15, 2026
Antonio Mazzeo
Terlizzi (Bari): orientamento alle carriere militari al polo liceale “Sylos Fiore”
Il polo liceale “Sylos Fiore” di Terlizzi (Bari) ha avviato un progetto POC di orientamento alle carriere militari per 21 studenti e studentesse scelti tra 11 classi di terzo, quarto e quinto anno. Il percorso, che ha già previsto una visita al Comando Generale di Bari, potrà contenere anche esercitazioni, laboratori e incontri con “professionisti del settore”. Gli studenti e le studentesse in questione stanno partecipando a otto incontri pomeridiani di 4 ore ciascuno, appuntamenti extracurriculari iniziati il 18 marzo e che segneranno tutto il mese corrente di aprile. Si tratta quindi di un percorso di orientamento “rinforzato”, diverso da quelli che solitamente denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che durano una mattinata o una sola ora e che utilizzano tempo prendendolo dalle ore di lezione. I fondi pubblici destinati al POC (Programma Operativo Complementare) avrebbero la finalità di contrastare la dispersione scolastica e rendere più consapevoli gli studenti e le studentesse circa le loro aspirazioni e attitudini. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si contrappone fermamente alla proposta delle carriere militari nei percorsi di orientamento in uscita e immagina altre soluzioni per la dispersione scolastica, non certo cedendo alla dilagante propaganda bellicista. “Offrire” alle nostre studentesse e ai nostri studenti come “buona soluzione” per il loro futuro di arruolarsi e diventare un/una professionista delle Forze Armate e di Polizia non è una soluzione. Mentre una parte della popolazione mondiale si interroga quotidianamente sulle alternative possibili ai conflitti armati, un’altra considera le guerre un dato naturale della Storia e della coesistenza umana, impossibile da risolvere. Se i mass media mainstream parlano di guerre è sempre all’interno di una narrazione che le dà per necessarie e indica gli appartenenti alle Forze Armate come modelli da seguire e garanti dell’ “ordine giusto”. I fondi POC sono risorse nazionali per le “regioni meno sviluppate”, questo liceo è del territorio pugliese e sappiamo che gran parte dei militari italiani è originaria delle regioni del mezzogiorno. Davvero non esistono modi alternativi di utilizzarli per i giovani che vivono questi territori? Perché in fondo i percorsi di orientamento alle carriere militari che qui stiamo denunciando aggancerebbero soprattutto quelle ragazze e quei ragazzi che vedono davanti a loro una situazione occupazionale precaria. Il Ministero della Difesa bussa alla porta della scuola, continuamente. Ma per contibuire all’orientamento nelle nostre scuole ci sono anche soluzioni accettabili, alternative. Possiamo invitare, per esempio, i soggetti che vivono questi territori e la loro complessità senza volerne approfittare. Non occorre andare molto lontano a cercare: questo scorso fine settimana a Cosenza, ad una due giorni dal titolo “I Sud si organizzano“, hanno partecipato in molte di queste realtà. Come docenti, possiamo contattarle. Anche perché, come docenti, eravamo presenti. Esiste una contraddizione tangibile tra i principi della Costituzione italiana e le funzioni delle Forze Armate. La presenza dei militari nella scuola viola principi etici ed educativi. Come comunità educante, ci opponiamo ancora una volta alla militarizzazione della parte civile della nostra società e all’uso improprio delle classi scolastiche come fossero una El Dorado di future reclute.  Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Una “Corri con Gioia” divisiva ed esclusiva. A Gioia del Colle (BA) si corre nell’aeroporto militare
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO STAMPA DI DISARMA TERRA FORUM TERRITORIALE CONTRO LE POLITICHE DEI CONFLITTI, ASSOCIAZIONE PACIFISTA DI GIOIA DEL COLLE (BA), CHE DENUNCIA LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPORT E DELLA CORSA PODISTICA CITTADINA, CHE QUEST’ANNO SI SVOLGERÀ ANCHE NELL’AEROPORTO MILITARE DELLA CITTÀ. Domenica 26 aprile si svolgerà, a Gioia del Colle (BA), la 12ª edizione della “Corri con Gioia”, gara podistica organizzata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica locale denominata “Gioia Running”. Nelle sue precedenti edizioni, la manifestazione sportiva (inserita nel campionato regionale “CorriPuglia”) si è sempre articolata tra le vie della città pugliese da cui prende il nome, includendo tra le tappe del suo percorso i luoghi simbolo della cittadina murgiana, quali il Palasport Pinuccio Capurso, il Castello Normanno-Svevo, la centralissima via Roma, il Teatro comunale Rossini, piazza Cristoforo Pinto e piazza Plebiscito. Onorando pienamente i valori dello sport cui si è sempre ispirata, negli anni la “Corri con Gioia” è riuscita, in modo encomiabile, nell’intento di trasformare una competizione sportiva per professionisti e amatori anche in una grande festa cittadina aperta a tutti, sportivi e non: un momento di aggregazione comunitaria all’insegna dei principi dell’inclusività, della condivisione e della partecipazione. L’edizione 2026 della corsa si presenta, purtroppo, in netta rottura con la sua stessa tradizione. La “Corri con Gioia” 2026 diventa divisiva ed esclusiva. Esclusiva perché i cancelli dell’area militare, pur consentendo l’accesso a migliaia di runner registrati (sollevando non poche perplessità dal punto di vista della sicurezza collettiva), diventeranno quasi certamente il limite invalicabile oltre il quale non sarà consentito l’accesso e la fruizione della manifestazione a un pubblico non registrato. Divisiva perché la decisione degli organizzatori di portare una parte significativa del percorso della gara all’interno del perimetro chiuso dell’aeroporto militare appare discutibile e inopportuna in un momento di massima allerta per le nostre basi e di fortissima tensione internazionale quale è quello attuale; uno scenario geopolitico caratterizzato da una violenza senza precedenti negli ultimi decenni e talmente drammatico da rendere più che mai inaccettabile il parallelismo evocato in uno dei comunicati di lancio dell’iniziativa, divulgato dagli organizzatori, tra le performance sportive degli atleti e quelle tecnologiche degli aerei da caccia di stanza nella base pugliese. La narrazione falsata della base militare di Gioia del Colle è degna di diventare un caso di studio a livello nazionale. * Una base che, nei primi anni ’60, è stata il centro operativo dei missili Jupiter equipaggiati con testate nucleari. * Una base che è stata avamposto strategico degli interessi USA nella seconda metà degli anni ’80, quando fu individuata come idonea ad ospitare i cacciabombardieri F-16 a capacità nucleare. * Una base che è stata piattaforma di lancio del 70% dei bombardamenti con armi all’uranio impoverito nella fase finale del conflitto jugoslavo. * Una base, tra le più grandi d’Italia, che non potrà non giocare un ruolo strategico, in trigono con quelle di Amendola e Galatina, in caso di escalation bellica. * Una base che ospita una sede di Leonardo, primo produttore di armi a livello europeo. Di fatto, una base all’avanguardia nella militarizzazione pressante degli spazi della società civile e delle coscienze. Eppure una base che, paradossalmente, continua a essere raccontata alla popolazione locale come una sorta di circolo socio-ricreativo, dove è possibile organizzare gare podistiche, sorseggiare aperitivi all’hangar al tramonto, fare raduni motociclistici, osservare la Befana calarsi da elicotteri militari e distribuire caramelle ai bambini, organizzare seminari sulla salute e sull’ambiente e partecipare a open day per ammirare aerei da combattimento. Una servitù militare protagonista di primo piano della vita sociale della città, ma di cui non si discute mai l’impatto ambientale, sanitario, economico e, in termini di sicurezza, della sua ingombrante presenza sulla qualità della vita dei cittadini. È arrivato il momento di chiedere conto di tale impatto, di smascherare la cultura della guerra e di ristabilire la verità nella narrazione di quello che è, e resta, nient’altro che un avamposto militare. LA STAGIONE DELLA CONTRO-NARRAZIONE È INIZIATA. Info sulla pagina Facebook. DISARMATERRA – Forum territoriale contro le politiche dei conflitti -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente