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Nella Cuba sotto assedio è arrivata una carovana di solidarietà dall’Italia
Nelle scorse settimane è partita dall’Italia una nutrita delegazione di rappresentanti di partiti, sindacati, organizzazioni della cultura e della società civile con destinazione Cuba. L’intento è quello di rafforzare i contatti con la dirigenza cubana e preparare un piano d’azione futuro per ulteriori iniziative a sostegno della popolazione cubana, proseguendo nel solco del rafforzamento del sistema energetico cubano già intrapreso negli scorsi mesi. Dall’inizio dell’anno, infatti, l’isola caraibica si trova stretta in una nuova morsa di sanzioni statunitensi, che stanno strangolando la vita sull’isola, una situazione che un gruppo di esperti indipendenti di diritti umani convocati dall’ONU ha paragonato a una «Gaza silenziosa». IL CONTESTO INTERNAZIONALE L’iniziativa parte da lontano: a settembre 2025 presso la sede romana della CGIL viene lanciata la campagna Energia per la vita. Accendiamo la luce a Cuba!, con l’obiettivo di una raccolta fondi per migliorare il sistema elettro-energetico nazionale cubano. Al lancio della campagna, indetta dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, rispondono la CGIL, l’ARCI, l’ANPI e Nexus Emilia-Romagna. La campagna si inserisce nel più ampio ventaglio di iniziative promosse per sostenere il sistema energetico cubano, già vessato dagli uragani stagionali che periodicamente si abbattono sull’Isola e da una tempesta ancora più minacciosa e pericolosa – il Blocco statunitense. Il rovesciamento del governo venezuelano ha privato L’Avana di un partner strategico in campo energetico. Il governo bolivariano di Nicolás Maduro aveva infatti diversi accordi con Cuba per rifornirla di petrolio, ma il suo rapimento ha imposto un brusco cambio di rotta alla politica venezuelana Alla debolezza strutturale del sistema energetico cubano – che poggia quasi esclusivamente sull’importazione del carburante, o comunque sull’impossibilità di raffinare quello prodotto in autonomia a causa delle sue apparecchiature non idonee – si è aggiunto il colpo di mano statunitense in Venezuela, che ha privato L’Avana di un partner strategico in campo energetico. Il governo bolivariano di Nicolas Maduro aveva infatti diversi accordi con Cuba per rifornirla di petrolio, in nome della fratellanza politica che condividevano. La tempesta di fuoco scatenata su Caracas e il rapimento del presidente Maduro hanno imposto un brusco cambio di rotta nella politica venezuelana, secondo la strategia trumpiana che voleva che “neanche una goccia di petrolio” raggiungesse L’Avana. Eliminato il principale partner cubano nella regione, lo strangolamento dell’Isola passa ora per la sua variante energetica: le petroliere dei Paesi amici – Russia e Cina – arrivano col contagocce e danno un’autonomia irrisoria, spingendo il governo a richiedere il petrolio ai soggetti privati cui già da qualche anno il governo ha aperto, pur inserendole in una struttura economica di stampo socialista. Individuata la dipendenza dall’estero come una debolezza che gli Stati Uniti non esitano a sfruttare, il governo cubano ha pertanto spinto sul raggiungimento dell’autonomia energetica. In questo solco si inserisce la campagna lanciata dalle organizzazioni italiane lo scorso anno, che a luglio aveva raccolto oltre 380.000,00€ al fine di sostenere il sistema energetico cubano e garantire continuità ai servizi essenziali. LE AREE DI INTERVENTO DELLA CAMPAGNA “ENERGIA PER LA VITA” Il blackout che ha colpito Cuba a marzo 2026 In merito alle aree su cui intervenire il comitato promotore ha individuato le seguenti priorità: garantire l’indipendenza energetica delle strutture coinvolte, anche in caso di blackout o calamità; promuovere la sostenibilità ambientale, riducendo il ricorso ai generatori alimentati da combustibili fossili; rafforzare l’impatto sociale dei servizi rivolti alle fasce più vulnerabili della popolazione. I promotori hanno scelto di concentrare le attività nelle province orientali di Cuba, tra le più colpite dalla crisi energetica e dagli eventi climatici estremi. In collaborazione con il ministero dell’Energia cubano e con il supporto tecnico di Espoleta Solar (azienda specializzata nell’installazione di soluzioni energetiche che fanno uso di energia solare) sono già stati installati impianti fotovoltaici per garantire continuità energetica a strutture strategiche. Tra questi vi sono il Centro Lattiero-Caseario di Palma Soriano, che assicura la conservazione e la distribuzione del latte a oltre 120.000 persone; l’Organoponico “La República” di Santiago de Cuba, dove 42 pannelli solari garantiscono l’alimentazione degli impianti e l’irrigazione costante delle aree produttive; quattro Case della Cultura nelle province di Granma, Holguín, Santiago de Cuba e Guantánamo, importanti presìdi sociali e comunitari che offrono attività e servizi a giovani, anziani e persone con disabilità in condizioni di vulnerabilità. Una seconda tranche di interventi, concordati anch’essi con il ministero dell’Energia cubano, si è concentrata sulla provincia di Guantánamo, con l’installazione di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo, pensati per garantire continuità energetica ai servizi essenziali anche in caso di blackout, in quattro principali aree di intervento. Vi è, in primo luogo, la Banca provinciale del Sangue, centro di riferimento per l’intero sistema trasfusionale provinciale, che serve circa 600.000 persone e assicura sangue ed emoderivati per interventi chirurgici, emergenze ostetriche e casi critici. Il progetto prevede l’installazione di 50 pannelli fotovoltaici, con inverter e batterie di accumulo, per ridurre la dipendenza dai generatori diesel e garantire la stabilità della catena del freddo, fondamentale per la conservazione dei prodotti ematici. Successivamente, vi è il Centro provinciale di Igiene ed Epidemiologia, che copre l’intera popolazione della provincia (circa 500.000–520.000 abitanti) attraverso attività di sorveglianza sanitaria, analisi di laboratorio e controllo ambientale. Qui è prevista l’installazione di 90 pannelli fotovoltaici con sistema di accumulo, per assicurare la continuità delle attività di microbiologia e chimica sanitaria, essenziali per il monitoraggio delle malattie infettive e la gestione delle emergenze epidemiologiche. Interventi sono stati poi disposti nel Centro psicopedagogico e sociale Enrique Rodríguez Picasso, struttura residenziale per persone con disabilità intellettiva grave, con 67 ospiti attualmente presenti su 100 posti disponibili, dove è stata prevista l’installazione di 45 pannelli fotovoltaici, con l’obiettivo di garantire continuità ai servizi di assistenza, riabilitazione e cura quotidiana, indispensabili per utenti con bisogni permanenti. Infine, vi sono i Consultori medici di famiglia, situati a La Farola (Baracoa) e Cuatro Caminos (Guantánamo), essenziali in quanto primo livello di assistenza sanitaria territoriale di prossimità. Qui è prevista l’installazione di 9 pannelli fotovoltaici a consultorio, al fine di sostenerne le attività di medicina di base, prevenzione e assistenza materno-infantile. La delegazione, oltre a visite alle realtà interessate dalla campagna di raccolta fondi, ha fatto tappa presso scuole, ospedali e luoghi della cultura cubana, oltre ad aver tenuto incontri di alto livello con le rappresentanze diplomatiche cubane e internazionali presenti sull’Isola. L’INCONTRO CON IL PRESIDENTE DÍAZ-CANEL Il presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez incontra i rappresentanti del progetto italiano Energia per la Vita Il presidente di Cuba Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha ricevuto la delegazione italiana affiancato dal presidente della Casa de las Américas, Abel Prieto Jiménez, e da Fernando González Llort, presidente dell’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli (ICAP). Durante l’incontro, Díaz-Canel ha riaffermato la «commovente relazione storica tra il popolo cubano e quello italiano», e ha ringraziato le associazioni promotrici per aver dimostrato «una sensibilità straordinaria, una profonda comprensione dei nostri problemi e un sostegno incondizionato» al popolo cubano. «Il fatto che voi siate qui» ha aggiunto «è un segno di grande coraggio, poiché sappiamo cosa costa venire a Cuba oggi» e «il coraggio che bisogna avere per venire a Cuba». «Noi», ha proseguito «siamo sotto i riflettori internazionali, soprattutto dal punto di vista della comunicazione, come se fossimo il Paese più terribile del mondo. E quella propaganda, quella costruzione mediatica, è stata opera della nazione più potente del mondo, quella che controlla i principali organi di informazione, i social network, e che sta guidando l’intera campagna di disinformazione mediatica su Cuba». Nei loro interventi, la delegazione italiana ha rimarcato la necessità di richiedere con forza la fine del Bloqueo, l’accesso immediato e senza ostacoli a beni essenziali e aiuti umanitari, l’esclusione di Cuba dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo, ed un’iniziativa diplomatica forte da parte di Italia e Unione europea. Il presidente dell’ARCI, Walter Massa, ha riconosciuto la resistenza e la capacità di resilienza del popolo cubano e ha rimarcato il suo impegno a continuare a promuovere iniziative concrete per aiutare il popolo cubano e a denunciare l’aggressione di cui è vittima da oltre sessant’anni da parte del governo statunitense. Sandro Ruotolo, eurodeputato e vicepresidente della Commissione Politica dell’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (Eurolat), ha denunciato che il popolo cubano è vittima di un “crimine silenzioso” e ha riaffermato l’impegno nella lotta e la necessità di un fronte progressista internazionale «che affronti e condanni i crimini commessi da figure come Trump e Netanyahu». Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle e Laura Boldrini del Partito Democratico, presenti in rappresentanza dei rispettivi partiti, hanno poi ricordato il debito che l’Italia ha con Cuba dal periodo del Covid, quando arrivarono in Lombardia e in Piemonte le brigate mediche cubane. Un debito che non può essere saldato se non impegnandosi in prima persona per chiedere la fine dell’assedio contro Cuba, prendendo posizione a favore di un popolo «pacifico che ha diritto alla pace». The post Nella Cuba sotto assedio è arrivata una carovana di solidarietà dall’Italia appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 1, 2026
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Le sanzioni USA colpiscono anche i medici cubani che aiutano la Calabria
Il conto corrente utilizzato in Italia dalla Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos S.A. (CSMC) è stato bloccato; è, con ogni probabilità, l’effetto delle sanzioni statunitensi su Cuba, che avrebbero colpito indirettamente i sanitari cubani che lavorano in Italia. La CSMC gestisce infatti la missione medica cubana in Calabria e coordina il sistema di trasferimento delle somme dovute dai professionisti cubani nell’ambito dell’accordo tra Italia e Cuba. BPER, l’istituto che gestisce il conto italiano della CSMC, non ha rilasciato dichiarazioni sul caso. Non sarebbe la prima volta che le sanzioni statunitensi producono conseguenze anche su persone che operano in Italia. Dallo scorso anno, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, è sottoposta a sanzioni statunitensi che hanno portato alla chiusura del suo conto bancario. Negli ultimi giorni è inoltre emerso il caso del gruppo di attivisti italiano Autistici/Inventati, anch’esso finito nel mirino delle autorità statunitensi. A dare la notizia del blocco del conto della CSMC sono stati i media cubani, che hanno raccolto le testimonianze di diverse fonti a conoscenza della vicenda e di alcuni medici indirettamente coinvolti dalle sanzioni. Secondo quanto riferito dal Diario de Cuba, i trasferimenti effettuati dai professionisti verso Cuba risultano bloccati, così come quelli della missione medica, che non sarebbe più in grado di accedere ai propri fondi. «Mi sembra che, per il momento, non ci saranno ulteriori trasferimenti. Il conto è bloccato», ha dichiarato un medico che lavora in provincia di Cosenza. Alcuni professionisti sarebbero invece riusciti a effettuare trasferimenti verso L’Avana, ma il denaro inviato non sarebbe stato successivamente utilizzabile sull’isola. Non è chiaro quando il conto della CSMC sia stato bloccato, ma secondo la ricostruzione del Diario de Cuba, i problemi sarebbero emersi nel mese di luglio. Da quanto riferisce il Diario de Cuba, gli stipendi dei medici cubani vengono accreditati direttamente dalle autorità italiane sui conti personali dei sanitari. Il 24 di ogni mese i professionisti ricevono la busta paga, ma sono tenuti a trasferire parte del denaro ai funzionari cubani, che stabiliscono l’importo che ciascun medico può trattenere. Su uno stipendio base di 4.700 euro, previsto dall’accordo tra Italia e Cuba, la CSMC destina al singolo professionista un massimo di 1.200 euro. Per quanto riguarda gli straordinari, invece, il medico può trattenere il 28,5% dell’importo maturato, mentre la parte restante deve essere trasferita entro 24 ore su un conto della CSMC presso BPER. Il blocco del conto della CSMC interrompe dunque l’ultima fase di questo meccanismo di trasferimento dei fondi. Dopo il blocco del conto, il responsabile della Missione medica cubana in Italia, Luis Enrique Pérez Ulloa, avrebbe convocato una riunione urgente per valutare come gestire la situazione e cercare modalità alternative per trasferire i fondi. Tra le ipotesi considerate ci sarebbe quella di trasferire fisicamente il denaro a Cuba durante i periodi di ferie e consegnarlo a un incaricato della riscossione in loco. Una soluzione che, tuttavia, solleverebbe interrogativi sulla trasparenza e sulla tracciabilità dei fondi, oltre che sugli eventuali obblighi di dichiarazione doganale e sulle modalità di contabilizzazione da parte della CSMC. Considerato il numero dei medici coinvolti, oltre 200, la somma complessiva da trasferire potrebbe infatti raggiungere, nell’arco di un solo mese, l’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Sebbene non siano ancora state rilasciate dichiarazioni ufficiali sulla questione, è plausibile che il blocco del conto della CSMC sia collegato alle sanzioni statunitensi contro Cuba. Non sarebbe dopo tutto il primo caso in cui le sanzioni statunitensi producono conseguenze anche per soggetti che operano in Italia. È accaduto, seppure in circostanze diverse, alla Relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, sanzionata dagli USA nel 2025, e, più recentemente, al collettivo italiano Autistici/Inventati, che è stato costretto a sciogliersi dopo chiusura del proprio conto. The post Le sanzioni USA colpiscono anche i medici cubani che aiutano la Calabria appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 29, 2026
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Esperti all’ONU: gli USA stanno cercando di trasformare Cuba in una «Gaza silenziosa»
Le ultime sanzioni risalgono al 6 agosto scorso e prendono di mira entità statali, imprese militari e individui del ministero delle Forze Armate cubano. Sono le più recenti di una serie di provvedimenti attraverso i quali il governo statunitense sta cercando di piegare l’isola caraibica, dove la situazione per la popolazione sta diventando ormai insostenibile, tra interruzioni di energia elettrica sempre più frequenti e mancanza di generi alimentari e di prima necessità. La situazione è grave al punto di aver spinto un gruppo di esperti indipendenti di diritti umani, convocati dall’ONU, a parlare di una «Gaza silenziosa». «Le conseguenze umanitarie si stanno già trasformando in una crisi in piena regola», hanno affermato, sottolineando che in questo modo si mettono a repentaglio «i diritti alla salute, alla vita, all’alimentazione e allo sviluppo». Il «regime cubano» ha trasformato Cuba in una «base operativa per una vasta gamma di avversari stranieri intenti a condurre operazioni contro gli Stati Uniti», riporta il documento del Dipartimento di Stato americano, che giustifica in questo modo le misure adottate in questi mesi, volte a strangolare L’Avana e piegarla a Washington. Lo scorso 20 luglio, il Dipartimento ha inoltre pubblicato un documento, dal titolo Cuba: la capitale del Comunismo del 21° secolo, nel quale si elencano una serie di motivazioni per le quali l’isola costituirebbe un pericolo per gli USA. Ad oggi, essa si trova inoltre inserita nella lista degli organismi che, secondo Washington, appoggiano il terrorismo. Una strategia che per il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, è funzionale al pretesto di mantenere le sanzioni unilaterali, cercando di provocare «l’esplosione sociale» e la divisione della popolazione. Dal canto loro, gli esperti convocati dall’ONU hanno dichiarato che, all’interno del documento pubblicato dal Dipartimento di Stato, non vi è alcuna prova concreta di alcuna minaccia proveniente da L’Avana. E a farne le spese è, in primo luogo, la popolazione stessa. Il paragone con Gaza era stato fatto in prima battuta da quattro rappresentanti del Congresso USA, recatisi in visita sull’isola il mese scorso, che hanno visto con i propri occhi le conseguenze delle sanzioni. Da gennaio, infatti, Washington ha stretto la propria presa sul Paese, bloccando i rifornimenti di carburante dal Venezuela, per poi estendere la morsa ad altri settori chiave. L’effetto, in questi mesi, è stato un progressivo aumento dei blackout, che hanno lasciato senza corrente elettrica non solo le abitazioni, ma anche gli ospedali e altre infrastrutture di fondamentale importanza per la popolazione, mettendo a repentaglio la vita di migliaia di malati, donne incinte e neonati. Le carenze di medicinali e di beni di prima necessità causati dai blackout «compromettono l’assistenza sanitaria e lasciano gli ospedali a corto di medicinali e con una capacità limitata di curare i malati di cancro», riportano le Nazioni Unite. Il governo cubano non è comunque rimasto a guardare, ma ha cercato di varare dei piani di resistenza per far fronte alla tenaglia USA – dando priorità ai rifornimenti di carburante disponibile ai settori idrici e sanitari, installando impianti di energia rinnovabile e impostando programmi di diversificazione e decentralizzazione dell’approvvigionamento di combustibile, facilitando le importazioni da parte delle aziende presenti sull’isola. Tuttavia, la situazione si fa sempre più grave, in particolare per donne, bambini, anziani e agricoltori delle zone rurali, sottolineano gli esperti ONU. Le agenzie delle Nazioni Unite hanno già riscontrato come nell’isola l’insicurezza alimentare sia in costante crescita: «il cibo non deve mai essere usato come strumento di pressione politica», affermano gli esperti convocati dall’ONU, aggiungendo che «misure che privano consapevolmente una popolazione dei mezzi di sussistenza minano le garanzie più fondamentali del diritto alla vita e intaccano il nucleo stesso della dignità umana». The post Esperti all’ONU: gli USA stanno cercando di trasformare Cuba in una «Gaza silenziosa» appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 11, 2026
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