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Livorno. Incidente mortale nel porto. Sciopero immediato
Ieri pomeriggio un lavoratore di 31 anni, un pilota marittimo, è deceduto nel porto di Livorno. Ennesima tragedia nel nostro scalo che si va ad aggiungere alle decine di incidenti sul lavoro che vengono periodicamente segnalati. USB ha proclamato sciopero immediato per tutto il personale portuale e marittimo. Uno sciopero […] L'articolo Livorno. Incidente mortale nel porto. Sciopero immediato su Contropiano.
February 25, 2026
Contropiano
Donne in Nero contro attracco di Capucine e Severine nel porto di Piombino (LI)
RICEVIAMO A PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UN COMUNICATO STAMPA DI DONNE IN NERO DI PIOMBINO SULL’ATTRACCO DELLE NAVI SEVERINE E CAPUCINE NEL PORTO DI PIOMBINO (LI). La spola delle navi ro-ro Severine e Capucine si ripete, e il 20 febbraio è tornata nel porto di Piombino, la Capucine. Nel silenzio assordante del sindacato, nella piena accoglienza degli operatori portuali, delle agenzie marittime e di ogni altro attore che pur potendo fare non fa, pur potendo parlare non parla, pur potendo esporsi, preferisce non farlo.  Se non riusciremo ad essere ogni volta presenti fisicamente sul porto per dire che: non vogliamo la Capucine e la Severine nel nostro porto, affiancate, nel loro passaggio ad un rigassificatore e talvolta a metaniere piene di 170.000 metri cubi di GNL, lo diremo ogni volta per iscritto.  Ed ogni volta torneremo a ripetere che la dignità del lavoro deve essere cercata e ritrovata attraverso la movimentazione di altre tipologie di carico.  Ad oggi ogni nostro appello rivolto a questi signori e queste signore è caduto nel vuoto, un silenzio anche politico. Così se in Europa i governi incrementano le spese militari, l’Italia si impegna a investire 3,5 miliardi di euro in più ogni anno, per raggiungere entro il 2028 12 miliardi in più: con una crescita, per alcuni settori bellici fino al 60%.   Vogliamo riflettere su questo incremento di spesa e vorremmo condividere con altri attori politici e sociali per capire se ne condividono contenuti e finalità.  Il nostro gruppo non crede alle guerre fatte per esportare la democrazia e non crede che la democrazia sia esportabile utilizzando gli eserciti.  Non crediamo che un’Europa che si sta riarmando spaventosamente sarà capace di stare dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici che chiedono stipendi adeguati e che non ce la faranno a lavorare fino a 70, 71 anni di età per garantire la copertura alle spese militari.  La responsabilità di coloro che possono dire ma non dicono, che possono fare ma non fanno, OGGI, non è più sostenibile, noi crediamo né politicamente, né socialmente.  Di fronte a un mondo che sta letteralmente cadendo a pezzi dal punto di vista ambientale, che sta morendo con armi prodotte e movimentate anche in Italia, crediamo di non poter tacere.  Auspichiamo che i sindacati, i lavoratori, le lavoratrici e l’Amministrazione comunale con loro, chiedano che il porto di Piombino non sia coinvolto in logiche speculative finanziarie di cui il GNL e il settore bellico sono i maggiori strumenti di azione.  LIBERIAMO IL PORTO DI PIOMBINO DALLE ARMI. LIBERIAMO IL PORTO DI PIOMBINO DAL RIGASSIFICATORE.   DONNE IN NERO PIOMBINO -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
[Impatto - voci contro le nocività] Bagnoli contro l'America's Cup
Ospitiamo due corrispondenze dal presidio permanente a Bagnoli contro l'America's Cup, ennesimo grande evento utilizzato per giustificare una speculazione che vuole trarre profitto dalla cementificazione del lungomare di Bagnoli a guadagno dei soliti nomi noti (gruppo Caltagirone fra gli altri), sovvertendo le promesse di bonifica del sito dell'acciaieria fatte per decenni dalle personalità politiche che si sono succedute al comune di Napoli. La cementificazione dell'America's Cup punterebbe infatti a intombare i veleni di 50 anni di attività industriale del polo di Bagnoli, piuttosto che restituire un'area verde bonificata alla popolazione. Lo strascico del grande evento lascerebbe dietro di sè problemi ambientali irrisolti e una nuova lunghissima colata di cemento. E' in programma un corteo cittadino per il prossimo Sabato 7 Febbraio alle 10:30 in Piazza della Cumana a Bagnoli. 
January 26, 2026
Radio Onda Rossa
«Dove il Tevere s’insala»: reportage fotografico sul porto croceristico di Fiumicino
A Fiumicino, nella zona del vecchio Faro conosciuta per i suoi Bilancioni, durante la notte tra il 3 e il 4 marzo 2025 è stato installato dalla società Fiumicino Waterfront S.r.l., costituita da Royal Caribbean e Icon Infrastructure, un muro in cemento con un guardiano armato che occlude il libero accesso al mare alla cittadinanza. Ma questa storia non comincia qua. Già tra il 1997 e il 2010, IP (Iniziative Portuali) ottiene la concessione di beni demaniali per la costruzione del Porto della Concordia, con un investimento di circa 350 milioni di euro. Dopo l’approvazione del progetto preliminare, nasce il comitato “Fiumicino Resiste”, che da subito denuncia i rischi ambientali e la mancanza di trasparenza. Nonostante le opposizioni, il 5 febbraio 2010 viene posta la prima pietra, ma i lavori si limitano alla costruzione di una diga foranea, che modifica inutilmente il paesaggio e i flussi marittimi. Nel 2013, un’inchiesta giudiziaria blocca i lavori, lasciando le tracce della diga sull’intera linea di costa, la quale ha portato alla formazione di nuovi banchi di sabbia, privando i Bilancioni dei cinque metri d’acqua sui quali si ergevano. Il tutto con la volontà di costruire un porto croceristico con l’attracco di navi tra le più grandi al mondo. Questo progetto racconta chi da anni occupa, vive, lotta e organizza iniziative in questo lembo di terra. * * * * * * * * * * Tutte le immagini sono dell’autore SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo «Dove il Tevere s’insala»: reportage fotografico sul porto croceristico di Fiumicino proviene da DINAMOpress.
January 13, 2026
DINAMOpress
Sorgerà a Messina l’Hub di Guerra della Marina Militare italiana
A Messina, nella più totale disattenzione delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e delle forze politiche, sociali e sindacali, il ministero della Difesa sta per portare a termine un programma multimilionario che rafforzerà i processi di militarizzazione del territorio devastando irrimediabilmente la Zona Falcata, area di immenso valore paesaggistico e storico-architettonico. Il […] L'articolo Sorgerà a Messina l’Hub di Guerra della Marina Militare italiana su Contropiano.
November 24, 2025
Contropiano
LIVORNO: MIGRANTI DISPERSI, “IL PORTO HA CONTINUATO A LAVORARE MENTRE C’ERANO DUE RAGAZZI IN MARE, NON DIAMO PIÙ VALORE ALLA VITA”
Non vi è ancora traccia del ragazzo migrante disperso in mare al porto di Livorno. Si era gettato in acqua per tentare di sfuggire al rimpatrio. Era insieme a un’altra persona, quest’ultima deceduta dopo essere stata risucchiata dall’elica di una nave che stava transitando nello scalo portuale. I due ragazzi, nemmeno 20 anni di età, erano stati sorpresi dalla Polmare nella mattinata di ieri, giovedì 31 ottobre, su un mercantile danese che era partito dalla Tunisia ed consegnati poi al comandante, che li aveva rinchiusi all’interno di una cabina. Per scappare si sono buttati in acqua poco prima dell’attracco in porto. Aperte le indagini. “Il porto ha continuato a lavorare mentre c’erano due ragazzi dispersi in mare“, denuncia Simone, portuale di Livorno e dei Gap ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Anche quando sono iniziate le ricerche i lavori nel porto non si sono mai interrotti. “Non diamo più valore alla vita”, sottolinea Simone dei Gap. Qui l’intervista completa. Ascolta o scarica.
October 31, 2025
Radio Onda d`Urto
Taranto. La nave Seasalvia torna nel porto per un nuovo carico di morte
Nelle stesse ore in cui lo stato illegale di Israele rompe la fragilissima tregua in corso nella Striscia di Gaza, ricominciando i bombardamenti sui civili inermi e mostrando ancora una volta le sue intenzioni genocidarie di cancellazione del popolo palestinese e usurpazione della sua terra, ENI intende portare a termine […] L'articolo Taranto. La nave Seasalvia torna nel porto per un nuovo carico di morte su Contropiano.
October 31, 2025
Contropiano
Le mani israeliane sul Porto di Fiumicino
Nel silenzio dei cantieri e delle carte ministeriali, il progetto del nuovo porto crocieristico di Fiumicino prende forma. Un’infrastruttura che promette sviluppo e turismo, ma che rischia invece di aprire la costa romana a un intreccio di interessi economici e geopolitici molto più ampi di quanto appaia. Dietro le vetrine scintillanti della compagnia Royal Caribbean, partner centrale dell’operazione, emerge infatti una rete di capitali che dal Mediterraneo conduce fino a Israele e ai grandi fondi d’investimento globali. DALLE COSTE DI HAIFA A FIUMICINO Nell’agosto 2022 Royal Caribbean ha inaugurato le operazioni di homeport da Haifa con la Rhapsody of the Seas, inserendo Israele tra i porti di partenza dei propri itinerari mediterranei. Solo dopo l’ennesima escalation in Medio Oriente, la compagnia ha annunciato la cancellazione delle crociere israeliane per il 2024. Ma il legame economico e politico resta: dentro il consiglio di amministrazione e tra gli azionisti principali di Royal Caribbean figura la famiglia Ofer, una delle dinastie israeliane più potenti nel settore navale e finanziario. LA FAMIGLIA OFER: DAGLI ARSENALI ALLA FINANZA GLOBALE Eyal M. Ofer, membro del board dal 1995, ha servito come ufficiale dell’intelligence nell’aviazione israeliana dal 1967 al 1973, detiene una partecipazione significativa attraverso i propri veicoli finanziari. Insieme al fratello Idan, eredita l’impero costruito dal padre Sammy Ofer, ex ufficiale della Marina israeliana che partecipò alla guerra arabo-israeliana del 1948 — quella che i palestinesi chiamano Nakba. Negli anni del dopoguerra Sammy Ofer contribuì all’espansione della flotta mercantile e della cantieristica israeliana, settori strategici per la difesa nazionale. Da lì nacque una galassia industriale che si estende oggi dallo shipping all’energia, fino alla finanza immobiliare globale. Oggi gli Ofer vivono, con residenze fiscali in località offshore, tra Monaco, Londra e Guernsey, ma restano centrali nei circuiti economici legati a Israele e ai mercati finanziari mondiali. IL CAPITALE DEI FONDI GLOBALI Accanto alla famiglia Ofer, l’azionariato di Royal Caribbean è dominato da colossi come Vanguard, BlackRock, Capital Research e State Street. Come ricorda la relatrice ONU Francesca Albanese, fondi come Vanguard e BlackRock canalizzano miliardi di dollari verso società e titoli di Stato coinvolti direttamente o indirettamente nell’occupazione dei territori palestinesi. Vanguard, in particolare, detiene circa il 10% delle quote di Royal Caribbean, consolidando un legame diretto tra la finanza speculativa globale e l’economia di guerra che sostiene l’apartheid israeliano. LE OMBRE GIUDIZIARIE La famiglia Ofer è stata coinvolta in una lunga serie di controversie internazionali: * Iran-gate (2010–2011): inchieste parlamentari e mediatiche hanno documentato rapporti commerciali di società riconducibili agli Ofer con l’Iran, in violazione di sanzioni internazionali. * Pandora Papers: i documenti hanno rivelato una rete di veicoli offshore riconducibili a Eyal Ofer, con sedi nelle Isole Cayman e Vergini Britanniche. * Contenziosi immobiliari: Eyal Ofer è stato coinvolto in dispute legali su proprietà di lusso, tra cui la vendita dell’hotel NoMad, oltre a diverse cause civili nel settore finanziario. * Zodiac Maritime, compagnia legata alla famiglia, è stata citata in numerosi report (Lloyd’s List, Reuters, Guardian, AP) riguardanti attacchi e sequestri di navi “israel-affiliated” nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, con implicazioni geopolitiche dirette. * Royal Caribbean e le class action in Israele: la compagnia ha comunicato ufficialmente la chiusura, il 26 gennaio 2025, di una class action presso il Tribunale Distrettuale di Haifa (caso n. 58120-05-21), con la concessione di un on-board credit di 50 dollari per i membri della classe. * Altri procedimenti civili internazionali riguardano responsabilità per incidenti a bordo e violazioni della privacy, inclusi casi di telecamere nascoste in cabine. UN MODELLO DA RIFIUTARE Dietro il progetto del porto di Fiumicino si disegna dunque un modello di sviluppo che combina turismo di lusso, finanza globale e militarizzazione del mare. Un modello che molti sul litorale stanno già contestando, con una forte accellerazione da quando a marzo 2025 hanno recintato l’aria dei bilancioni. Dalla mobilitazione per la Palestina del 14 settembre a Fiumicino, fino al corteo del 5 ottobre a Ostia, dove le realtà della costa hanno sfilato dietro uno striscione comune per Gaza e sono intervenute contro le speculazioni sul mare, il legame tra resistenza locale e solidarietà internazionale è ormai evidente: la lotta per la liberazione della Palestina passa anche da qui, dalle coste del litorale romano. Dire NO AL PORTO DI FIUMICINO non è solo una battaglia ambientale o urbanistica: è un atto di rifiuto verso un’economia di guerra travestita da sviluppo sostenibile. È un modo per dire che il mare non si compra, non si svende, e soprattutto non si bombarda. La copertina è di Patrizia Montesanti SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Le mani israeliane sul Porto di Fiumicino proviene da DINAMOpress.
October 22, 2025
DINAMOpress
Livorno. Il consiglio comunale approva atto sul boicottaggio navi israeliane
Il consiglio comunale di Livorno ha approvato, a maggioranza, due importanti mozioni a sostegno della causa palestinese e per il boicottaggio dello stato genocida di Israele. Uno di questi atti, presentato da Livorno Popolare e sostenuto dal gruppo consiliare di Buongiorno Livorno, impegna il Sindaco e la Giunta, tra le […] L'articolo Livorno. Il consiglio comunale approva atto sul boicottaggio navi israeliane su Contropiano.
October 17, 2025
Contropiano
Taranto blocco al porto contro Eni complice del genocidio.
La mobilitazione contro il genocidio sionista ha bloccato il porto di Taranto dove era approdata al molo gestito dall’Eni la nave Sea Salvia ,per caricare il greggio destinato all’esercito israeliano. Di fronte alla mobilitazione dei tarantini l’Eni ha comunicato che la nave non sarebbe stata rifornita e che la destinazione sarebbe stata Port Said in […]
September 30, 2025
Radio Blackout - Info