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L’Italia di Modena e la grammatica delle persone
Riprendiamo una riflessione di Tahar Lamri su quanto accaduto i giorni scorsi a Modena, non solo sabato. L’Italia di Modena e la grammatica delle persone L’attentato di Modena rivela fallimenti strutturali della nostra società di fronte ai quali siamo collettivamente indifesi: l’eroismo di alcuni, il cuore di molti, persino l’eccellenza di certe esperienze, non bastano più. Tahar Lamri per Kritica
Migranti, meticciato culturale e cittadinanza
  Ho la netta sensazione (non esattamente una certezza), maturata bazzicando nei social, che ciò che innanzitutto distingue l’elettore di centro destra rispetto a quello di centro sinistra, a dispetto delle tante cose che i due schieramenti hanno in comune, sia la questione dell’immigrazione, magari insieme a quella della sicurezza e dell’ordine pubblico, della quale non ci occuperemo in questa sede e che comunque al problema dei migranti è per molti versi legata, almeno secondo alcuni pareri.  Si tratta di una problematica che è parte dell’immaginario collettivo che i due schieramenti alimentano con le loro posizioni. Da una parte sta la destra che non fa che sollevare in continuazione lo spauracchio della islamizzazione e della sostituzione etnica, che incomberebbero sul nostro paese e sull’intera civiltà occidentale. Dall’altra parte sta la sinistra che sostiene, spesso in modo fin troppo generico, la necessità  dell’accoglienza, dell’incontro e dell’integrazione.  Ciò che mi pare particolarmente interessante è che i due schieramenti, al di là delle professioni di fede, siano caratterizzati riguardo all’argomento in questione da una totale impotenza e insignificanza politica. La destra si sbraccia e alza la voce, ma da quando è al potere non ha concluso assolutamente nulla. I flussi migratori sono in costante aumento e i respingimenti si sono mostrati un totale fallimento. Cosa ancor più sorprendente è che l’attuale governo, malgrado i continui proclami in difesa della famiglia, non abbia fatto nulla contro quella sorta di “morte demografica” che colpisce il nostro paese. Un fenomeno che anche io ritengo molto grave (ma per altre ragioni di ordine etico, legate al valore della vita e a quello della sua salvaguardia e riproduzione), e che comunque, a prescindere da qualunque altro discorso, non può che favorire sul lungo periodo i flussi migratori, a meno di non volere immaginare la desertificazione del nostro paese. La sinistra istituzionale invece quando è stata al potere non ha preso alcun provvedimento che potesse favorire l’accoglienza e soprattutto l’integrazione, come se questi valori fossero una sorta di bandiere da sventolare in nome del politicamente corretto, senza bisogno di creare le condizioni concrete perché questo incontro tra diversità si possa rendere materialmente possibile. In pratica un modo di ignorare, o di fingere di ignorare, che la paura del diverso è un dato, prima che politico e particolare, antropologico e universale, e che ancor più diventa grave quando “l’altro” assume le sembianze del migrante che viene da lontano per trovare posto in quella che consideri casa tua. In altri luoghi mi sono occupato di questo incontro-scontro tra mondi e culture diverse che non può semplicemente trovare fine nel rispetto e nell’accettazione reciproca, che sono certamente questioni essenziali, ma che devono in ultimo risolversi in un reciproco “imbastardimento”. Un dare ed un avere in cui si deve operare  perché sia il meglio di ogni cultura a rendersi patrimonio comune.  Un processo lungo, difficile e non scontato che possiamo definire come “meticciato culturale”. Sulla base di queste premesse vorrei soffermarmi, anche sorvolando in questa sede su altre questioni, sulla problematica che riguarda i tempi e i modi della concessione della cittadinanza al migrante con permesso di soggiorno. Su questo tema formulerò alcune ipotesi che consegno alla discussione, senza pretese di verità.  Non credo che la concessione della cittadinanza sia una questione che possa risolversi stabilendo come condizione, in tutti i casi e in modo meccanico, un determinato tempo di permanenza nel nostro paese, che attualmente è fissato nella generalità dei casi in dieci anni. Credo che questa logica possa valere come eccezione da applicare solo alle situazioni più difficili, riguardanti per esempio i soggetti più anziani. Per tutti gli altri penso che i due criteri da accertare per la concessione della cittadinanza, a prescindere da quanto tempo vivano in Italia, siano la conoscenza della lingua, senza la quale non credo si possa dire di appartenere ad una comunità (cosa comunque già oggi prevista), e la conoscenza delle leggi fondamentali e dei valori che regolano (almeno ipoteticamente e idealmente)  la convivenza civile nel nostro paese e che in pratica sono incarnati nelle norme della Costituzione repubblicana. Tutto ciò significa che lo Stato, anche col supporto fondamentale delle associazioni di volontariato, dovrebbe farsi carico di un vero e proprio programma di insegnamento e di inserimento sociale da concludere eventualmente anche con qualche tipo di verifica. Si tenga conto per altro che attualmente, all’atto della concessione della cittadinanza, è previsto da parte del beneficiario l’obbligo di giurare di rispettare le nostre leggi e in special modo le norme costituzionali. Ma come si può ben capire si tratta di una procedura puramente formale senza alcun valore reale.   A questa ipotesi va poi aggiunto lo jus soli per i nati nel nostro paese, che tuttavia andrebbe definitivamente confermato con la conclusione della scuola primaria. Scuola primaria che sarebbe anche il criterio per concedere la cittadinanza ai bambini non nati in Italia (jus scholae).  Capisco che una possibile obiezione potrebbe essere quella di sottolineare come la nostra Carta fondamentale non venga studiata nelle nostre scuole, e come essa non sia di fatto conosciuta dalla maggioranza dei nostri concittadini. A questo stato delle cose si potrebbe però ovviare proprio introducendo lo studio progressivo della Costituzione in ogni ordine e grado di scuola, anche in sostituzione, laddove esiste, della generica (e io credo spesso inutile) educazione civica. Sarebbe certamente un modo per fare un favore a tutti noi, non solo “nuovi”, ma anche “vecchi italiani”.        Antonio Minaldi
April 23, 2026
Pressenza
Terni: per la Giornata internazionale di rom e sinti
OLTRE IL SILENZIO: mercoledì 8 aprile appuntamento alla «Casa delle donne». Qui sotto l’intervento di Rita Sorina Sein. Con una poesia di Magda Bordea. In coda alcuni link utili.     Oltre il Silenzio Storia, memoria e resistenza delle minoranze Rom, Sinti, Kale e Romanichal Un momento di incontro e riflessione per conoscere, ascoltare e costruire insieme uno sguardo più
Cittadinanza: Cosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
March 27, 2026
PeaceLink
A Bagheria USMIA Esercito Sicilia svolge convegni su cittadinanza e legalità nelle scuole
Il comune di Bagheria, in provincia di Palermo, nella persona del vicesindaco Daniele Vella e l’Unione Sindacale Militare Interforze Associati (USMIA) Esercito Sicilia hanno tenuto un incontro pubblico, il 17 febbraio scorso, con la finalità di annunciare la loro collaborazione sul territorio (clicca qui per la notizia). In modo particolare, le parti prevedono di intercettare l’attenzione delle giovani generazioni tenendo convegni nelle scuole, dove l’USMIA dovrebbe sensibilizzare gli studenti e le studentesse ai temi della cittadinanza e della legalità. Questi convegni si iscrivono nella tendenza che da tre anni noi denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e cioè l’inaccettabile sconfinamento delle istituzioni militari nel campo della vita civile, addirittura colpendo il ruolo della scuola, strumentalizzandola. Si lascia infatti che degli ufficiali militari facciano lezione al posto dei/delle docenti, e questa sostituzione ci sembra possa avallare l’idea surrettizia di una loro superiorità rispetto ai professionisti e alle professioniste della scuola. Solitamente negli incontri con le classi si parla anche dei concorsi per accedere ai corpi amati dello Stato e questa pratica, ci accorgiamo, sta subendo un’accelerazione negli ultimi mesi, soprattutto nelle regioni del sud e nelle zone che si configurano come maggiormente a rischio di disagio sociale, sacche che probabilmente rappresentano il bacino privilegiato del reclutamento. Come Osservatorio osteggiamo questa degenerazione culturale e la consideriamo una questione politica con profonde implicazioni strutturali e a lungo termine, per cui invitiamo tutti i cittadini e tutte le cittadine a prendere consapevolezza di questo disegno, che noi definiamo il “paradigma della militarizzazione”, che lambisce tutti i territori e i luoghi della formazione. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Gaza Riviera: genocidio come governance. Ma arriva l’Onda – di Maresa Lippolis e Sergio Tringali
Il piano G.R.E.A.T Trust* (Gaza, Reconstitution, Economic Acceleration and Transformation Trust), diffuso dal Washington Post alla fine dell’estate 2025, non è soltanto un documento geopolitico. È il sintomo di un immaginario di governo che prende forma da tempo: un miscuglio di tecnocrazia autoritaria, privatizzazione della sovranità e ingegneria sociale. L'ideologia alla base di queste [...]
September 11, 2025
Effimera
L’America in corsa verso il medioevo
La sacrosanta indignazione suscitata dallo spettacolo di una decina di infami prezzolati che a Gaza – in realtà nello spazio alla frontiera dove sono accatastate migliaia di tonnellate di aiuti bloccati da Israele per affamare i palestinesi, nelle stesse ore in cui veniva preparata la strage di medici e giornalisti […] L'articolo L’America in corsa verso il medioevo su Contropiano.
August 27, 2025
Contropiano