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Con Il PNRR aumenta il vincolo esterno. Una “garrota” della Ue da cui liberarsi
Quando si parla, spesso a casaccio, dei fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) si parla di una cifra intorno ai 200 miliardi che l’Italia avrebbe ricevuto dell’Unione Europea per “far ripartire il paese” dopo lo shock della pandemia di Covid tra il 2020 e il 2021. I […] L'articolo Con Il PNRR aumenta il vincolo esterno. Una “garrota” della Ue da cui liberarsi su Contropiano.
June 6, 2026
Contropiano
Trump di fronte alla crisi di fiducia tra neoliberismo,protezionismo ed autoritarismo
Riprendiamo le nostre conversazioni sui temi economici con Dario Togati professore di economia politica presso la scuola di Management ed Economia dell’università di Torino ed autore di un libro intitolato “il capitalismo fragile “ in cui affronta i temi della crisi di fiducia che attraversano oggi le società capitalistiche avanzate e le contraddizioni del modello Trump negli Stati Uniti . La crisi della fiducia nel caso di Trump ,si manifesta con la difficoltà degli Stati Uniti a sostenere il ruolo di egemone globale ,ereditato dalle conseguenze del 1989 con la fine della guerra fredda. L’aumento dell’incertezza globale provocata dagli scossoni del tycoon all’ordine globale rende ancora più problematico per gli U.S.A. mantenere il privilegio del dollaro come moneta di riferimento degli scambi internazionali ed al contempo bene rifugio. A differenza delle opinioni di alcuni economisti non si può definire Trump un pazzo ma c’è un metodo nella sua follia ,non capirlo è la manifestazione di un limite evidente degli economisti che si basano su modelli avulsi dalla realtà ,dimostrando l’incapacità della teoria economica dominante di spiegare ciò che accade. Spesso l’accademia fa riferimento ad agenti economici che agiscono come Robinson Crusoe in un’isola deserta, l’economia teorica ha fatto grandi passi indietro mettendo da parte le idee di Keynes . Keynes viene riscoperto solo in occasione delle crisi, invocando l’intervento statale ,tanto vituperato dai neoliberisti, per affrontare le conseguenze catastrofiche provocate dalle stesse politiche neo liberali Trump rappresenta un tentativo rozzo e incoerente di rispondere alle difficoltà del capitalismo americano, ha vinto le elezioni perché ha interpretato la crisi di fiducia degli elettori che nasce da problemi strutturali del modello capitalista americano e dagli effetti della crisi finanziaria del 2008. Il declino del modello neoliberista, abbracciato dalle classi dominati americane dalla metà degli anni 70, è ormai ammesso da vari economisti .Si è passati da un modello inclusivo che vedeva tassi di crescita elevati ,aumento del salario reale,espansione del welfare ad un modello neoliberista dominato dalle teorie monetariste di Milton Friedman sperimentate sulla pelle viva dei cileni con il golpe del 1973 . Con la crisi petrolifera che è seguita alla guerra del Kippur e la reazione dell’Opec con la crescita del prezzo del petrolio è saltato il modello dominante keynesiano. L’aumento dell’inflazione ,la fine degli accordi di Bretton Woods e della convertibilità in oro del dollaro sono stati alcuni dei fattori che hanno permesso al modello monetarista di prendere il sopravvento nella politica economica e nell’accademia . Si è fatta strada l’idea che la politica del “laissez faire” portasse ad una crescita per tutti ,come quando la marea fa alzare le barche piccole e grandi,invece le diseguaglianze sono aumentate e i profitti si sono concentrati in poche mani . Con la crisi del 2008 il turbocapitalismo si è inceppato, il modello di crescita continua si è rivelato un incubo, ha prodotto disuguaglianze, aumento dei profitti finanziari ,compressione dei salari, crescita della povertà. La crescita di Wall street è stata superiore a quella dell’economia reale, nel 2008 molti colossi finanziari sono stati salvati a differenza dei piccoli risparmiatori che hanno perso la casa ed i propri risparmi. Trump ha cavalcato questo scontento, ha dato una risposta alle istanze del popolo MAGA che lo ha sostenuto mirando ad accontentare la sua base con una risposta di tipo autoritario che si indirizzava su due direzioni: l’attacco contro chi sta in basso come migranti, stranieri e contro chi sta in alto alle élite,i giornali,le università, alla ricerca scientifica. Due modi di rispondere alla base che forniscono un “salario ideologico” per compensare la perdita del potere d’acquisto reale causato dalle sue politiche che aggravano le condizioni dei lavoratori americani . Con lo sfoggio di autorità religiosa, il coinvolgimento dei vari pastori ,la polemica con il Vaticano ,la costituzione dell’Ufficio della fede vuole sfruttare la religione per vendere un modello di supremazia americana in cui il suo è l’unico potere al mondo capace di dettare l’agenda a qualsiasi altro potere. Anche la tecnologia diventa messianica , trova testimonial come Peter Thiel che va in giro a fare conferenze sull’Anticristo ,si sta producendo una narrazione pericolosa che occulta la realtà del declino del potere d’acquisto reale delle famiglie americane ,come dimostra molto più prosaicamente l’aumento della benzina a 5 dollari al gallone. L’operazione narrativa cozza però con il problema reale dell’enorme debito pubblico americano e le difficoltà a rendere appetibile il dollaro. La disarticolazione delle organizzazioni multilaterali e la politica dei dazi mirano ad accrescere l’afflusso di capitali e la richiesta sul mercato dei dollari. I cinesi hanno per anni comprato debito americano, ma negli ultimi tempi stanno riducendo la loro esposizione ai treasury americani, Trump vuole evitare che nasca una moneta alternativa al dollaro, ridurre l’appeal dell’euro, attraverso questo stato di guerra continua vuole impedire la nascita di una seria alternativa al dollaro considerando che lo yuan non è convertibile ed ancora non è diventata una moneta universalmente utilizzata negli scambi commerciali. Il modello di capitalismo casinò messo in piedi da Trump con i monumentali conflitti d’interessi suoi e del suo clan è estremamente fragile ed esposto ad oscillazioni vertiginose . Se cambia il vento a Wall street la finanza è molto veloce a cambiare cavallo e il progetto delle criptovalute rappresenta il tentativo di trasferire sulla Fed l’onere di proteggere i suoi investimenti dalla volatilità , altro che la visione ultraliberale di von Hayek ,di una valuta che esiste senza banche centrali e solo con lo scambio fra privati . Trump è legato alle lobbies del fossile ,il mondo della old economy ,vorrebbe reindustrializzare l’economia americana ma non è facile ritornare indietro dopo aver delocalizzato in giro per il mondo la produzione manifatturiera. Con il modello protezionista dei dazi dovrebbe essere più conveniente investire negli Stati Uniti , ma questo impasto di protezionismo ,neoliberismo autoritarismo non sembra convincere i potenziali investitori. Il capitalismo è un sistema plastico e proteiforme che cambia pelle di continuo, l’idea forte è che la competizione globale puo’ essere vinta da un sistema che abbia capacità di centralizzazione ,dirigismo dall’alto. Trump è divenuto il collettore delle istanze dei grandi tecnocapitalisti ,orientanti verso il comparto bellico , perseguendo un coordinamento delle strategie industriali già iniziato da Biden di natura più dirigista che neoliberista. Si va verso una sorta capitalismo di stato, generando anche una divergenza d’interessi tra i grandi fondi e le politiche di Trump che implicano la fine del soft power, la cui perdita se dovesse tracimare nel sistema finanziario comporterebbe seri rischi per il fondi finanziari che controllano i flussi d’investimento. https://www.spreaker.com/episode/trump-di-fronte-alla-crisi-di-fiducia–72134988
RADIO AFRICA: OLTRE LA CRISI DELLA COOPERAZIONE, NUOVI INVESTIMENTI, NUOVI DEBITI E NUOVE LEGGI ANTI-LGBTQIA+
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 26 marzo, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. Oggi dedicheremo i 35 minuti a nostra disposizione per parlare di nuovi indebitamenti contratti da alcuni stati africani che però aumentano anche gli investimenti, anche in videosorveglianza. Da qui arriveremo a raccontare la parabola discendente della cooperazione allo sviluppo, in particolare degli effetti dei tagli di Donald Trump all’agenzia per lo sviluppo statunitense USAID. Lo faremo con Andrea Spinelli Barrile, co-fondatore della testata giornalista Slow-News.com e firma del Manifesto e di Africa rivista. Capiremo anche come questi tagli indeboliscano alcuni progetti legati alla salute delle persone LGBTQIA+, nello specifico, in Nigeria. Con noi avremo Giovanni Zardini del circolo Pink di Verona, organizzazione che sostiene questi progetti, indeboliti dai tagli di Trump, a Lagos e Abuja. Con Giovanni commenteremo anche la recente legge senegalese contro l’omosessualità, che prevede pene fino a dieci anni di carcere. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 26 marzo alle ore 18.45 e in replica venerdì 27 marzo, alle ore 6.30. Ascolta o scarica
March 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Neocolonialismo e debiti di ricostruzione
Articolo pubblicato in origine su Transform Italia il 22/10/2025 di M. Minetti Chi ricostruirà la città di Gaza, se davvero la tregua attualmente negoziata diventerà una pace stabile? Chi investirà in abitazioni e infrastrutture che, ovviamente, i cittadini palestinesi non … Continua a leggere→
February 25, 2026
Rizomatica
Olimpiadi insostenibili
Dovendo scegliere dei TAG riassuntivi di quanto emerge da un’analisi della compatibilità ambientale, sociale ed economica delle Olimpiadi Milano Cortina, ho selezionato i seguenti: Devastazione ambientale, Disboscamento, Spreco di acqua, Scioglimento dei ghiacciai, Cementificazione, Consumo di suolo, Enorme lievitazione dei costi, Debito, Speculazione, 7 miliardi di euro, Grandi Opere Inutili e Imposte, Resistenza   ….  Altri immaginateli voi, traendoli da questa
February 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Pillole di bancarotta… e di guerra
L’attacco al Venezuela da parte degli Stati Uniti è un atto gravissimo, e pericolosissimo, per una infinita serie di ragioni. Ma a me preme sottolinearne una. Si tratta della palmare dimostrazione della profonda crisi degli Usa che sono schiacciati da un debito federale fuori controllo, da un debito privato non […] L'articolo Pillole di bancarotta… e di guerra su Contropiano.
January 12, 2026
Contropiano
L’arte di non capire la guerra al fine di perpetuarla
Se la guerra non termina ma si spande da un emisfero all’altro del mondo, forse è anche perché non abbiamo ben compreso la sua moderna natura. Dobbiamo allora sforzarci di capire meglio. A tale scopo, siamo chiamati a giudicare il metodo dell’attuale geopolitica, l’interpretazione oggi prevalente della guerra. Disciplina che […] L'articolo L’arte di non capire la guerra al fine di perpetuarla su Contropiano.
January 5, 2026
Contropiano
Francia, è crisi nera. Sul bilancio tutti contro tutti
A Parigi emergenze a ripetizione Non è un bel momento per Emmanuel Macron e per la Francia, in generale. Stanno venendo al pettine i nodi accumulati in anni di governance che, viste col senno di poi, si sono dimostrate più preoccupate di conservare le poltrone che di preparare un futuro […] L'articolo Francia, è crisi nera. Sul bilancio tutti contro tutti su Contropiano.
December 22, 2025
Contropiano