PALESTINA: UCCISIONI, ARRESTI E VIOLENZE. CONTINUA IL GENOCIDIO NEL SILENZIO INTERNAZIONALE
In Palestina il genocidio per mano israeliana prosegue nel silenzio della
maggior parte dei media. Questa mattina gli spari dell’esercito di occupazione
israeliano contro il campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza,
hanno ucciso una bambina palestinese di 11 anni. Un altro bambino è rimasto
ferito nel quartiere Zeitoun di Gaza City.
Colpi d’artiglieria hanno inoltre preso di mira il quartiere Tuffah, dove ieri
sera altri due palestinesi sono stati uccisi dall’IDF, in una delle quotidiane
violazioni del cosiddetto cessate il fuoco stabilito lo scorso ottobre.
Dall’11 ottobre 2025, data di inizio dell’ultimo presunto cessate il fuoco,
oltre 425 palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano e più di 1.200
sono rimasti feriti.
Le violenze israeliane proseguono anche nella Cisgiordania occupata. Le Nazioni
Unite hanno invitato Israele a smantellare il proprio sistema di apartheid
imposto ai palestinesi in Cisgiordania e in tutti i Territori occupati.
In un rapporto pubblicato mercoledì 7 gennaio, l’Alto Commissariato delle
Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato come decenni di “discriminazione
sistematica” e segregazione nei confronti dei palestinesi nei Territori occupati
si siano “drasticamente deteriorati” negli ultimi anni.
Sempre ieri sera, le forze di occupazione israeliane hanno arrestato un
cittadino palestinese già ferito dai coloni durante un assalto nella città di
as-Samu, a sud di Hebron.
Questa mattina, nel villaggio di Aboud, a nord di Ramallah, i militari
israeliani hanno arrestato un’ex detenuta palestinese, Mona Ahmed Abu Hussein, e
suo figlio Hamam.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, gli aggiornamenti con Michele Giorgio.
direttore di Pagine Esteri, corrispondente da Gerusalemme per il Manifesto e
nostro collaboratore. Ascolta o scarica.