La pace è cammino, la pace richiede lotta e tenacia, la pace passa attraverso strade scosceseL’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri
popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Paxchristi promuove oggi una mattinata di riflessioni, testimonianze, canti
dedicate alla Pace, davanti ad un luogo simbolo di Firenze: la caserma Predieri,
che oltre essere base militare, è anche sede del comando Nato.
Un presidio di contenuti, una piazza impegnata ed impegnativa, di parole ed
anche di invito alla lotta ovvero alle pratiche nonviolente che non sono di resa
quanto di “speranza attiva e organizzata”, portati dai punti pace di diverse
località di Italia, dalle vicine Prato e Pistoia, quindi Viareggio, passando
dalla Valdera, Arezzo, per arrivare fino a Chieti, Roma e Lazio Nord; la
convocazione è per “esprimere la nostra contrarietà alla guerra; invocare la
pace; fare della nonviolenza una pratica concreta”.
“Oltre (e contro) la retorica militare, per una repubblica disarmata, il
presidio è pubblica testimonianza per dare risposta con i corpi contro la logica
della guerra” (così si apre la mattinata); si ricorda quando davanti a Comiso si
manifestava, allora come adesso contrari alla militarizzazione crescente,
“contrari all’incalzare dei pericoli del nucleare”; si ricordano le 37
interferenze della Nato e degli Stati Uniti dalla seconda guerra mondiale in
avanti, in Laos, Vietnam, Cambogia, Guatemala, Libano, Salvador, Nicaragua, Iran
ed altri paesi che rischiano di essere dimenticati.
Si implora Giustizia e vicinanza alle vittime delle guerre, si fa riferimento
anche alla Palestina, sia pure in modo non esclusivo e senza posizionamenti, si
cerca una trasversalità “in solidarietà con tutti i popoli”; si fa appello
sostenere anche la legge per la difesa civile nonviolenta, pur esprimendo
perplessità di metodo (giustapposizione di esercito di pace e di guerra, senza
entrare dentro quei contraddittori che in piazza rischiano di essere ridotti
nella complessità).
Si fa collettivo appello al cambiamento che deve partire da dentro: “ogni parola
ed ogni comportamento contano quando si parla di costruire la pace”, così
invitano a riflettere da Rondine cittadella della pace.
Si recuperano ricordo e parole di Don Tonino Bello: “la pace richiama il
conforto del salotto più dei pericoli della strada”, mentre “occorre una
rivoluzione di mentalità”, perché “la pace non è un dato ma una conquista, la
pace richiede lotta, sofferenza, tenacia, non tollera atteggiamenti sedentari,
postula la radicale disponibilità a perdere la pace per poterla raggiungere”.
Da “We shall overcame” a “Solo le pido a Dios” l’appello ai mercanti di morte:
recuperando Don Mimmo Battaglia: “ai mercanti di morte, a voi che fate affari
(…) le armi spezzano i corpi per affamare il futuro”; “davanti a un bambino
ucciso, esiste solo l’abisso Fermatevi!”; “a voi, mercanti di morte, dico
Restituitevi alla vostra umanità!”
Un padre missionario ricorda l’esperienza vissuta in Brasile, Chico Mendes che
ha lottato e dato la vita per difendere i popoli della foresta e la foresta
stessa; ricorda una guida di una comunità di base, che è stato anche
sindacalista, ucciso alla porta di casa, come conseguenza del suo operato;
“getta il seme nella terra, non sarà inutile, pianta per il tuo fratello”.
Si legge la poesia di una madre palestinese; un appello ad ascoltare la voce e
sentire il sentimento: “una madre a Gaza ascolta il buio, filtra i suoi uno a
uno”; “una madre a Gaza) si erge come uno scudo per i suoi figli”; “fa il pane
col sale delle lacrime dei suoi occhi”.
“Quando visiti la Palestina, vivi nel sorriso delle donne, nello sguardo dei
bambini, vivi nello sguardo stanco ma mai arreso, mani ruvide del colore
rossastro della terra…”; continuando attraverso le parole di Antonio De Lellis,
“per un popolo che non vuole nemici, per chi vive la nonviolenza, le lacrime di
tutte le madri”.
Interviene Alessandro Orsetti, in rappresentanza del Comitato No Comando Nato,
ricordando che nel luglio 2022 si era appena saputo che la caserma Predieri
sarebbe diventata Comando Nato, eppure nessuno era in grado di fornire
informazioni; il Comando si è quindi già inserito qui, in città, vicino agli
abitati ed agli abitanti, militarizzando di fatto un territorio. “La Nato si
occupa di difendere l’Occidente ricco, vogliamo che diminuiscano le strutture
militari sul territorio, mentre ci sono propagande militari: un riarmo in
Europa, ma anche in Italia”; continua Orsetti, “dobbiamo fare un lavoro
concreto, si sta diffondendo una mentalità che dobbiamo contrastare; dobbiamo
andare nelle scuole a parlare con i giovani che sono a rischio, perché possono
assumere logiche belliciste o altrimenti essere indifferenti, avallando quindi
quello che sta succedendo”.
“La nonviolenza è lotta, non è remissività”, uniti secondo le proprie
traiettorie, convergenti verso le prassi che portino fuori dall’indifferenza,
fuori dal silenzio, uniti nell’indignazione, oltre la rassegnazione. La pace
richiede impegno, lotta e soprattutto coerenza di posizionamenti di idee
sentimenti comportamenti, uniti dentro una collettività che diviene una comunità
in cammino.
Emanuela Bavazzano