Tag - eritrea

L’Etiopia in subbuglio: tra lasciti del colonialismo e interessi imperialisti
Scrivere di Etiopia è sempre difficile: la pluralità delle poste in gioco è, nel Corno D’Africa, talmente intrecciata che ci si perde sempre qualche pezzo. Le questioni che riguardano Eritrea ed Etiopia, inoltre, costringono sempre ad un punto di vista parziale: il mio è quello di uno che ha passato […] L'articolo L’Etiopia in subbuglio: tra lasciti del colonialismo e interessi imperialisti su Contropiano.
October 14, 2026
Contropiano
Eritrea, USA e il Mar Rosso
articoli di Leila Belhadj Mohamed (*) e di Siid Negash (**) L’Eritrea, Trump e la nuova partita per il Mar Rosso Washington riapre il dialogo con Asmara mentre precipitano i rapporti tra Etiopia ed Eritrea. Cresce il rischio di una nuova guerra nel Corno d’Africa. Nel giro di due settimane, l’Eritrea è tornata al centro di due vicende che raccontano
October 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Riesplode la guerra civile in Etiopia. L’impatto va ben oltre il Corno d’Africa
Dopo solo quattro anni dal cessate il fuoco, la guerra civile torna in Etiopia. La scorsa settimana, le forze del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF) hanno assunto il controllo dei principali scali aeroportuali della regione settentrionale del paese. Sul terreno, sono stati segnalati pesanti combattimenti di fanteria […] L'articolo Riesplode la guerra civile in Etiopia. L’impatto va ben oltre il Corno d’Africa su Contropiano.
September 30, 2026
Contropiano
Tigray: un commento sul recente blocco del traffico aereo
Sospesi recentemente i voli della Ethiopian Airlines in seguito alla presa degli aeroporti da parte delle truppe tigrine. Ne parliamo con un compagno che contestualizza e analizza i cambiamenti dei rapporti tra forze tigrine e governo centrale etiope. Infatti domenica scorsa il TPLF ha annunciato di essersi unito a un’alleanza militare formata da sette gruppi, chiamata Ethiopian Peoples' Forces Alliance for Survival (Alleanza per la sopravvivenza delle forze del popolo etiope), che punta a rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed in carica dal 2018. Restate in ascolto in particolare di RadioAfrica per ulteriori approfondimenti.
September 24, 2026
Radio Onda Rossa
La nave Oyvon di Medici Senza Frontiere soccorre 31 persone
Oggi il team di Medici Senza Frontiere (MSF) a bordo dell’Oyvon ha soccorso 31 persone. “Abbiamo temuto che i naufraghi venissero respinti in Libia” dichiara Chiara Milanese, capo progetto di MSF. Dopo aver fatto salire tutte le persone a bordo della Oyvon, l’equipaggio ha visto arrivare alcune motovedette, che hanno raggiunto l’imbarcazione su cui viaggiavano le persone soccorse e le hanno dato fuoco. Tra i naufraghi ci sono 6 donne e 12 minori, 9 dei quali non accompagnati. La maggior parte è originaria dell’Eritrea. L’Oyvon è diretta a Catania, il porto di sbarco che le è stato assegnato. “Le persone soccorse in mare non dovrebbero essere rimpatriate in Libia, dove corrono rischi molto gravi, tra cui estorsioni, detenzioni arbitrarie, violenze e sfruttamento” aggiunge Milanese di MSF. Medecins sans Frontieres
September 20, 2026
Pressenza
La nave Oyvon di Medici senza Frontiere salva 18 persone
Stamattina, 18 persone sono state salvate in acque internazionali da un’imbarcazione in fiberglass alla deriva e non idonea alla navigazione. 11 dei sopravvissuti sono minori non accompagnati, tra cui una giovane donna. Sono stati tutti portati in salvo a bordo della Oyvon e stanno ricevendo cure mediche dal nostro team. I superstiti erano in mare da oltre un giorno. La maggioranza delle persone tratte in salvo proviene dall’Eritrea. Medecins sans Frontieres
August 31, 2026
Pressenza
Il Corno d’Africa conteso
Nel corno d’Africa si accumulano le tensioni dovute alla contesa per il controllo di un’area strategica fondamentale per le rotte commerciali e ricca di materie prime .Le crisi che si susseguono sfociano in conflitti sanguinosi che travolgono milioni di persone come in Sudan ,o in guerre fratricide come è avvenuto in Etiopia .Proprio dalle elezioni in Etiopia partiamo con Matteo Palamidesse giornalista ,impegnato nel corno d’Africa dal 2004 ,curatore di HoA sulla piattaforma substack ,che cura informazioni su Etiopia, Eritrea, Sudan e Somalia. In Etiopia si è votato il primo di giugno ma in molte circoscrizioni elettorali non si è potuto votare a causa di problemi di sicurezza. Nonostante gli accordi di Pretoria che hanno formalmente fermato i combattimenti , nel Tigray ,in Oromia ed in altre zone continuano gli scontri e le tensioni con le truppe federali e guerriglieri . Numerosi esponenti dell’opposizione hanno denunciato un crescente restringimento degli spazi politici, con arresti ed intimidazioni, si percepisce una grande disillusione rispetto all’esito scontato e alle possibilità del Prosperity Party del presidente Ahmed di cambiare la situazione sociale e politica. Ahmed era stato visto come un elemento di cambiamento poiché non apparteneva ai vertici del partito tigrino che aveva governato fino ad allora, ha aperto alle relazioni con l’Eritrea, rivale storico ,ha messo in moto l’economia con tassi di crescita rilevanti . Ma lo scoppio della guerra con il TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray ) tigrino , nel novembre 2020 con oltre 600.000 morti e immani devastazioni sopratutto nel Tigray ,la torsione autoritaria del regime, la politica accentratricedi Ahmed che metteva in discussione l’impianto federale dello stato etiopico , hanno spento le speranze di cambiamento. Le pressioni etiopi per l’accesso allo sbocco al mare e le conseguenze della costruzione della diga del Gerd hanno messo sull’avviso Eritrea ed Egitto innestando tensioni ai confini con l’Eritrea. Alle rinnovate tensioni tra Eritrea ed Etiopia si aggiunge il precipitare della situazione in Somalia dove a causa delle divergenze tra il presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud e l’opposizione, Mogadiscio è stata teatro di scontri armati fra le varie milizie. Il presidente somalo ha cercato d’introdurre una riforma che consentisse il voto diretto per le elezioni dei legislatori , mentre ora votano i rappresentanti dei clan ,e al contempo ha prolungato il suo mandato già scaduto di un anno .Questa manovra è stata interpretata dalle opposizioni come un tentativo di rimanere aggrappato al potere ,scatenando gli scontri tra le milizie fedeli al presidente e quelle del primo ministro, tutto questo in un paese lacerato dall’insorgenza degli Al Shabaab ,legati ad Al Qaeda ,che controllano ampie porzioni del territorio nel sud del paese e dalle pulsioni indipendentiste del Somaliland, incoraggiate dal governo israeliano . In Sudan continua senza fine la guerra con l’uso spregiudicato di droni ed armi pesanti , le Forze di Supporto Rapido si stanno ammassando intorno a El Obeid, intensificando gli attacchi di droni e i bombardamenti di artiglieria . Una eventuale offensiva porterebbe ad ulteriori crimini contro la popolazione civile già assediata. El Obeid è la capitale dello stato del Nord Kordofan in Sudan, e i suoi abitanti già hanno subito un assedio seguito a massacri indiscriminati 18 mesi fa ,il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo che si disinteressa della sorte dei civili mentre continuano, a dispetto dei vari embarghi solo sulla carta, le vendite di armi ad entrambi i contendenti.
Sardegna ed Etiopia: memorie del sottosuolo
Dall’oblio alla memoria: i discendenti dei deportati etiopi all’Asinara si incontrano in Sardegna per il secondo anno consecutivo. di Marcella Catignani Appena sono arrivata ad Addis Abeba, dove ho vissuto per nove anni, da subito ho sentito una forte affinità con l’Etiopia, mi sono sentita a casa. L’Etiopia e la Sardegna si assomigliano, a cominciare da alcuni paesaggi e per
Presentazione del libro Valeria Deplano, Alessandro Pes, Storia del colonialismo italiano
Oggi, venerdì 27 marzo 2026, a Cagliari, ore 18:00, presso l’Istituto “Sandro Pertini”, un incontro organizzato dal CESP con gli autori Valeria Deplano e Alessandro Pes per riflettere su un passato che continua a interrogare il nostro presente. Cosa resta oggi dell’esperienza coloniale italiana? È possibile rintracciare i segni di quella stagione non solo nei libri di storia, ma nelle