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Polla (SA): presentazione dell’Osservatorio e del volume Scuole e Università di Pace
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha svolto un incontro pubblico per la prima volta a Polla, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, con la prestazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra, il testo che raccoglie gli atti del Convegno nazionale dell’Osservatorio del 2025 a Roma. L’incontro – sui temi della didattica militarizzata, del ritorno dell’obbligo della leva, del lavoro attentissimo di monitoraggio, critica e resistenza dell’Osservatorio – è stato molto partecipato, con un dibattito appassionato. Tutto ciò non era scontato, soprattutto con 35 gradi all’ombra!  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Paestum (SA), 18 luglio: Assemblea nazionale “La conoscenza non marcia” con Osservatorio
LA CONOSCENZA NON MARCIA: COSTRUIAMO UNA PETIZIONE POPOLARE PER SGANCIARE SCUOLE, UNIVERSITÀ E RICERCA DAL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE ASSEMBLEA NAZIONALE SABATO 18 LUGLIO ORE 15:00 – SIERRA MAESTRA CAMP – PAESTUM Da ogni parte del mondo soffiano i venti di guerra: i piani genocidiari di Israele su Palestina, Libano e tutto il Medio Oriente, fino ai bombardamenti sull’Iran, allo scenario ucraino, all’aggressività USA verso Cuba – dopo il rapimento di Maduro – e tutto il mondo. Questa tendenza generalizzata alla guerra si nota nelle parole del Ministro della Guerra Crosetto, che, in linea con le indicazioni europee, propone una militarizzazione della società che passa per un completa sussunzione dell’istruzione, della ricerca e della formazione, nella produzione materiale di armi e nella riproduzione ideologica della guerra, ironicamente chiamata “cultura della difesa”, un approccio, quello di Crosetto, ampiamente condiviso e favorito anche dai Ministri Valditara e Bernini, rispettivamente nella Scuola e nell’Università In questo contesto drammatico, migliaia di persone nel mondo studentesco, nel personale docente, della ricerca e lavorativo nel mondo della formazione, hanno scelto da che parte stare: organizzati contro la militarizzazione e l’israelizzazione del sapere, in solidarietà con i popoli oppressi e per una formazione che garantisca il diritto allo studio, il pensiero critico e le tutele di chi lavora. Per questo abbiamo costruito una campagna nazionale che unisce studenti, docenti, lavoratori e ricercatori che ha attraversato scuole e università di tutto il Paese attraverso dibattiti e mobilitazioni. Ma questo non basta: vogliamo promuovere una petizione popolare in grado di incidere nella realtà rivendicando la necessità di una normativa che vieti l’ingresso degli interessi militari nella filiera formativa e che preveda strumenti e tutele come organi di controllo degli accordi e delle iniziative e su ogni aspetto etico di scuole e università e il riconoscimento dello status di obiettore di coscienza per chiunque voglia sottrarsi al ricatto lavorativo o di studio che molto spesso viene imposto L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che sostiene la campagna La conoscenza non marcia, sarà presente all’Assemblea con Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio, e Luca Alberti Archetti, docente e referente delle relazioni internazionali dell’Osservatorio. Incontriamoci e rilanciamo la campagna in tutto il Paese: dopo gli appuntamenti nazionali in presenza e online svolti durante quest’anno, gli studenti e le studentesse di Cambiare Rotta e OSA mettono a disposizione uno spazio all’interno del campeggio estivo Sierra Maestra Camp: come Conoscenza Non Marcia invitiamo dunque chiunque voglia organizzarsi intorno a queste parole d’ordine a confrontarci sabato 18 luglio presso il Camping La Giara di Paestum verso la prossima riapertura di scuole e università. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Polla (SA), 17 luglio, presentazione “Scuole e Università di Pace” con Osservatorio
VENERDÌ, 17 LUGLIO 2026, ORE 18;00 POLLA (SA), BIBLIOTECA COMUNALE, VIA CAMPO LA SCALA, 21 L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università porta avanti instancabilmente la propria attività di monitoraggio, denuncia, diffusione e dibattito su temi ed esperienze legate al fenomeno, sempre più dilagante, del militarismo tra i banchi di scuola e nei luoghi di formazione e ricerca, dai grandi centri urbani fino alle aree più interne e solo apparentemente lontane dal pericolo di contaminazione militaresca. Il prossimo incontro di presentazione del volume “Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra“, gli atti del convegno nazionale dell’Osservatorio, sarà ospitato a Polla (SA), nel Vallo di Diano, nei giardini della biblioteca comunale. L’incontro, accompagnato da una mostra fotografica documentale, è a cura di un gruppo di docenti attivi sul territorio campano, in collaborazione con la Pro loco e il sindaco, che ringraziamo per la sensibilità e il sostegno, oltre che per l’ospitalità. Qui il link della pagina Facebook della Pro loco di Polla. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
SALERNO: AGGRESSIONE FASCISTA AL PORTICCIOLO. TESTIMONIANZE E PRESE DI POSIZIONE “NO AL RITO DEL PRESENTE DEL 7 LUGLIO”
Nella serata del 1 luglio a Salerno attivisti e militanti del Collettivo “Giu’ le mani dal Porticciolo” erano al Porticciolo di Pastena insieme ad attivisti, operatori e cittadini, come ogni sera dell’ultima settimana, impegnati nei preparativi di *Sporticciolo*, l’iniziativa sportiva rivolta a grandi e piccoli che si terrà nel fine settimana. In tarda serata quando ormai erano rimaste poche persone, un gruppo di individui , con un evidente atteggiamento squadrista e armati di cazzottiere, cinghie e altri oggetti contundenti, bloccava prima l’ingresso del Porticciolo e poi aggrediva gli attivisti del collettivo che hanno respinto la provocazione.    “Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma si inserisce in un clima che da anni si ripresenta puntualmente a Salerno in occasione del 7 luglio. Ogni anno gruppi neofascisti arrivano da fuori città, e addirittura da fuori regione, per prendere parte a manifestazioni caratterizzate da saluti romani e richiami espliciti al fascismo, mentre nelle sere precedenti non sono mancati episodi di intimidazione e la presenza di gruppi organizzati che si muovono armati per le strade cittadine. Quest’anno il quadro è reso ancora più grave dalla scelta del Comune di Salerno di ospitare, proprio il 7 luglio e prima della manifestazione, la presentazione di un libro pubblicato dalla casa editrice di CasaPound presso il Salone dei Marmi di Palazzo di Città: una decisione che rischia di offrire legittimazione istituzionale a chi diffonde un’ideologia incompatibile con i valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione” cosi in un comunicato il collettivo Giu’ le mani dal Porticciolo. Sentiamo la testimonianza di Davide di “Giu’ le mani dal Porticciolo” Ascolta o scarica   Le considerazioni di Daniele di  Ape Salerno Ascolta o scarica  Diverse le reazioni in citta: “Apprendiamo da alcuni organi di informazione che un piccolo gruppo di giovani antifascisti salernitani è stato aggredito con oggetti contundenti (cinghie e bastoni in particolar modo) nella notte del 1 luglio da una squadraccia di Casa Pound proveniente da cittadine limitrofe alla nostra città.Purtroppo ogni anno siamo costretti a registrare provocazioni e atti fascisti in prossimità del 7 ai danni degli attivisti e delle attiviste antifascisti.Ma quest’anno hanno alzato decisamente il “livello”. Forse perché si sentono garantiti sia per la fase storica e politica che il nostro paese sta attraversando sia per una sorte di “legittimità” istituzionale ricevuta dalla concessione del Salone dei Marmi per la presentazione di un libro edito dalla loro casa editrice. La fiera del libro di Torno non ha concesso lo spazio proprio per la vicinanza di questa casa editrice a Casa Pound.La concessione di uno spazio istituzionale che ha visto e registrato le prime riunioni del primo governo libero dal nazifascismo è un ulteriore atto di “normalizzazione” dei movimenti neo fascisti.La Salerno antifascista e i cittadini salernitani legati alla difesa dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza non può essere silente né ferma.A queste provocazioni, a questi atti di squadrismo bisogna rispondere con la più grande determinazione e fermezza” sostiene l’Associazione Memoria in Movimento. In un comunicato il Comitato 25 Aprile Salerno dal titolo “No a Casapound a Palazzo di Città. Il Comitato 25 aprile chiede al Sindaco De Luca la revoca degli spazi istituzionali” , sostiene che le “aule comunali non possono essere e non devono diventare il megafono di ideologie che negano i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica. Permettere che l’estrema destra utilizzi i luoghi della democrazia cittadina significa legittimare chi quegli stessi valori vorrebbe abbatterli. Vincenzo Landi del Comitato 25 Aprile Salerno  Ascolta o scarica  Anche i consiglieri comunali della coalizione di sinistra (la sinistra all’opposizione di De Luca per intenderci: Avs, M5S, lista civica) hanno chiesto al Sindaco De Luca di revocare l’autorizzazione della sala comunale per la presentazione del libro di CasaPound. Giso Amendola consigliere della civica Salerno Democratica Ascolta o scarica   
July 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Fuori i fascisti da Salerno, nessuno spazio di agibilità politica!
L’aggressione fascista dell’altro ieri notte al porticciolo di Pastena, riportata dai giornali a narrazione invertita – il che non stupisce – è un qualcosa di molto più profondo rispetto ad una “rissa tra fazioni”. È avvenuta infatti durante i preparativi di un’iniziativa – Sporticciolo – che si terrà in questo […] L'articolo Fuori i fascisti da Salerno, nessuno spazio di agibilità politica! su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Salerno. Sulla disciplina della movida e altre false urgenze
Dalla prima lettera di Vincenzo ai Prefetti: sulla disciplina della movida e altre urgenze non urgenti: “Al fine di meglio disciplinare le attività musicali svolte nelle aree esterne di pertinenza dei pubblici esercizi” si “ordina” che “nelle aree esterne di pertinenza dei pubblici esercizi è vietato lo svolgimento di spettacoli […] L'articolo Salerno. Sulla disciplina della movida e altre false urgenze su Contropiano.
June 13, 2026
Contropiano
LOTTE OPERAIE: SCIOPERO NAZIONALE SI-COBAS. BLOCCATO IL PORTO DI SALERNO
Giornata di sciopero e mobilitazione nazionale dei porti italiani, indetta dal sindacato SI Cobas a seguito del licenziamento di un lavoratore, rsu Si Cobas alla Logiport di Salerno lo scorso 26 di maggio. Negli stessi giorni, due operai al porto di Napoli erano stati licenziati a seguito della loro sindacalizzazione nel SI Cobas. Molte le adesioni alla mobilitazione di oggi, dalla Freedom Flotilla, ai Giovani Palestinesi d’Italia, dai Ferrovieri contro la guerra, al Fronte della gioventù Comunista, Unione degli Studenti, Link sindacato universitario, Bds Italia, partito dei Carc. L’iniziativa principale al porto di Salerno questa mattina dove le attività sono state di fatto bloccate dal presidio di lavoratori, lavoratrici e solidali che si sono dati appuntamento alla rotonda Ligea. Qui abbiamo raggiunto Markol della segreteria nazionale del Fronte della Gioventu’ Comunista Ascolta o scarica 
June 10, 2026
Radio Onda d`Urto
«La Campania accoglie. Per una regione libera da CPR, razzismo e morti senza giustizia», sintesi dell’assemblea regionale
Il documento dell’Assemblea regionale che si è svolta il 26 maggio 2026 l’Università degli studi di Salerno. SINTESI L’assemblea regionale “La Campania accoglie”, tenutasi il 26 maggio 2026 presso l’Università degli Studi di Salerno, ha rappresentato un momento di confronto tra diverse realtà impegnate sui temi delle migrazioni, dell’accoglienza e dei diritti. Al centro della discussione vi sono stati lo sfruttamento lavorativo in Campania, le nuove politiche migratorie europee e nazionali, l’opposizione all’apertura di un CPR a Castel Volturno e il sostegno alle persone in uscita dal sistema di accoglienza. Dall’incontro è emersa la volontà di rafforzare il coordinamento regionale e le iniziative comuni di mobilitazione e solidarietà. A. LE PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE Il 26 maggio 2026 si è svolta presso l’Università degli Studi di Salerno l’assemblea regionale “La Campania accoglie. Per una regione libera da CPR, razzismo e morti senza giustizia“. L’incontro ha riunito realtà sociali, associative, sindacali, studentesche, del terzo settore e politiche attive nei diversi territori della regione, insieme a operatrici e operatori legali, docenti universitari e rappresentanti istituzionali, tra cui il deputato Franco Mari. L’assemblea si è svolta in un contesto segnato dal progressivo peggioramento delle politiche migratorie e dall’inasprimento delle misure repressive e securitarie. Nel corso della discussione è emersa la necessità di rafforzare gli scambi di conoscenze, pratiche e strumenti tra le diverse esperienze presenti nei territori campani, valorizzando le reti già attive di solidarietà, mobilitazione e difesa dei diritti. I principali temi affrontati sono stati: 1) lo sfruttamento lavorativo in Campania; 2) l’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo e i recenti decreti sicurezza; 3) la possibile apertura di un CPR a Castel Volturno; 4) la situazione delle persone in uscita dal sistema di accoglienza, con particolare attenzione alle famiglie palestinesi; 5) i processi di disumanizzazione oggi in corso. 1. Il tema dello sfruttamento lavorativo. È stato sottolineato come il caporalato si sia ormai esteso ben oltre il settore agricolo, investendo numerosi ambiti produttivi e contribuendo a consolidare condizioni diffuse di precarietà, ricattabilità e privazione dei diritti anche in Campania. Specificamente, è stato evidenziato il meccanismo di crescente irregolarità amministrativa determinata dalle normative migratorie in vigore, in particolare dal decreto flussi. È stato ricordato come migliaia di persone, pur essendo entrate regolarmente in Italia attraverso visti e nulla osta, stiano oggi rimanendo senza permesso di soggiorno, scivolando in condizioni di vulnerabilità e ricattabilità. Secondo quanto emerso dal confronto, questa produzione strutturale di irregolarità contribuisce ad alimentare processi di compressione salariale e peggioramento delle condizioni di lavoro, aggravando ulteriormente l’impoverimento della classe lavoratrice campana, soprattutto nei settori storicamente più esposti a bassi salari e sfruttamento. Infine, è stato ricordato l’alto numero di immigrati morti in Campania tra il 2024 e il 2026. particolarmente collegati alle condizioni di lavoro e vita. 2. La crescente repressione. Diversi interventi hanno evidenziato come il contesto politico attuale sia caratterizzato da una generale compressione del diritto a manifestare e del dissenso sociale. Tale processo è stato collegato agli effetti dei recenti decreti sicurezza, all’inasprimento delle pene e al peggioramento delle condizioni di vita e di trattenimento all’interno dei CPR. In questo quadro è stata ribadita la necessità di costruire un argine sociale ampio, fondato sulla partecipazione politica di massa e sul rafforzamento di legami sociali e collettivi capaci di contrastare le politiche repressive oggi in atto. Particolare preoccupazione è stata espressa rispetto all’entrata in vigore del nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo, prevista per il 12 giugno 2026. Le procedure accelerate alle frontiere per l’esame delle domande di protezione internazionale, l’estensione dei trattenimenti amministrativi e il rafforzamento dei dispositivi di controllo vengono considerati strumenti che metteranno ulteriormente in discussione il diritto alla protezione internazionale e i diritti fondamentali delle persone immigrate e richiedenti asilo nell’Unione Europea. 3. L’apertura del CPR a Castel Volturno. Al centro della discussione vi è stata l’opposizione all’apertura del CPR a Castel Volturno, considerata una questione decisiva per l’intero territorio regionale. È stata ribadita con forza la contrarietà alla realizzazione del centro di detenzione amministrativa, ritenuto l’emblema di un modello fondato sulla repressione, sull’esclusione e sulla criminalizzazione delle persone immigrate, ma anche delle reti di solidarietà meticce. Nel corso dell’assemblea è stato sottolineato che, per impedire l’apertura del CPR, sia necessario costruire una strategia condivisa, capace di parlare a settori ampi della popolazione e non soltanto alle realtà dell’attivismo, della militanza e dell’impegno civile. È necessaria una strategia che sappia anche individuare gli interessi economici e sociali che l’apertura del CPR attiverebbe e quelli che colpirebbe anche a livello locale. 4. Persone nel sistema di accoglienza richiedenti asilo e rifugiati e in uscita. L’assemblea ha riconosciuto la necessità di rafforzare il sistema di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo in Campania e sostenere le persone che usciranno a breve dai centri di accoglienza in assenza di alternative; tra queste famiglie palestinesi con bambini e bambine. 5. La crescente disumanizzazione in corso. L’assemblea ha inoltre richiamato la necessità di contrastare la progressiva normalizzazione dei processi di disumanizzazione oggi in corso. Diversi interventi hanno sottolineato come non sia possibile accettare un modello di società che divide l’umanità tra chi dispone pienamente di diritti e chi viene progressivamente privato della propria dignità e della propria possibilità di esistenza. Questa logica si manifesta tanto nelle morti evitabili nel Mediterraneo quanto nella distruzione e nel massacro sistematico in corso a Gaza. B. PROPOSTE La discussione collettiva ha fatto emergere una molteplicità di proposte per le varie tematiche affrontate, ponendo come prioritaria una scelta di metodo, secondo la quale è necessario proseguire il percorso di confronto e coordinamento regionale attraverso iniziative comuni, momenti pubblici di mobilitazione e percorsi territoriali capaci di rafforzare solidarietà, organizzazione sociale e partecipazione democratica. Le proposte emerse, elaborate all’interno delle realtà collettive intervenute, hanno riguardato diversi aspetti. Qui si riporta la sintesi solo di quelli maggiormente coerenti con gli obiettivi prioritari dell’assemblea: * Evitare l’apertura del CPR a Castel Volturno, la quale metterebbe in discussione tutti i percorsi sociali di cooperazione per i diritti sociali e civili condotti negli ultimi due decenni. La mobilitazione contro il CPR in Campania si inserisce nella campagna più generale per il superamento del sistema di detenzione amministrativa a livello nazionale; * Superare logica e meccanismi del decreto flussi, produttore di irregolarità amministrativa; * Dopo avere riconosciuto che la residenza è un ostacolo al rinnovo dei permessi di soggiorno è necessario pensare a un superamento di questo vincolo per evitare la produzione istituzionale di ulteriore irregolarità amministrativa; * Contribuire a individuare con le persone direttamente interessate percorsi possibili di uscita dal sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati. In particolare, il superamento strutturale del decreto flussi può essere sostituito da strumenti alternativi. La discussione assembleare ha raccolto le seguenti proposte: * Nell’immediato, a leggi invariate, è possibile riconoscere il permesso di soggiorno in attesa di occupazione alle persone che non hanno potuto convertire il visto connesso al decreto flussi in permesso di soggiorno, evitando così alle persone de facto truffate di ritrovarsi in condizione di irregolarità amministrativa; * Utilizzare l’articolo 18 per le persone in condizioni di sfruttamento lavorativo per sostenere la tutela personale; * Il superamento del decreto flussi si può realizzare introducendo a livello legislativo la misura del visto per ricerca lavoro, in modo da liberare le persone dai meccanismi truffaldini e dai ricatti delle diverse forme di intermediazione. C. PROSSIME INIZIATIVE REGIONALI * Assemblea del 30 maggio a Castel Volturno: ulteriore momento di costruzione per la mobilitazione regionale. Si specifica che nel frattempo questa assemblea 1 si è svolta e ha confermato le mobilitazioni già in programma, oltre a prevedere una giornata di auto-formazione sul tema del CPR a Napoli il 13 giugno; * Manifestazione del 20 giugno a Napoli “Inventare l’avvenire”;  * Iniziativa “Mediterraneo Antirazzista” il 5 e 6 giugno a Scampia.  In conclusione, l’assemblea propone la moltiplicazione in ambito regionale, in più territori possibili, di momenti di discussione pubblica in modo particolare concentrati sulla proposta di apertura del CPR a Castel Volturno. Inoltre, l’assemblea propone di rendere protagonista l’università, che può contribuire all’elaborazione dei movimenti sociali, ma anche essere invitata a prendere posizione dal punto di vista istituzionale, con i suoi organismi di rappresentanza. Per quest’ultima ragione, è stato proposto di verificare una presa di posizione dei lavoratori e lavoratrici della ricerca in Campania e l’organizzazione di ulteriori iniziative negli atenei della regione. In definitiva, l’incontro del 26 maggio ha costituito un contributo verso la costruzione di uno spazio regionale di confronto, solidarietà e mobilitazione contro il razzismo istituzionale, la detenzione amministrativa e lo sfruttamento, e per l’affermazione di pratiche di accoglienza, giustizia sociale e partecipazione democratica, compresa la partecipazione delle università campane e le loro possibili prese di posizione. PARTECIPAZIONE:  SOS Cpr, LasciatiCIEntrare, Comunità accogliente, Metis Fest, Centro sociale ex Canapificio Caserta, Associazione senegalesi di Salerno, Rete vesuviana solidale, CSC Credito Senza Confini, Frontiera sud, Cidis impresa sociale, Forum Antirazzista Salerno, LINK Fisciano, LINK Napoli, Uds Campania, REST Campania Network, SpG Salerno, Associazione Memoria in Movimento, Potere al Popolo – Agro Nocerino Sarnese, Casa del Popolo Cohiba, Libera Campania, Associazione Giovani Italo-Algerini (Figli del Mediterraneo), Associazione Asinu, Assemblea lucana no CPR, Emergency – ambulatorio di Castel Volturno, Movimento migranti e rifugiati di Napoli. 1. Un resoconto è stato curato da Vanna D’Ambrosio: A pochi chilometri dalla tomba di Jerry Essan Masslo. CPR a Castel Volturno? «Né qui né altrove» ↩︎
Cremaschi in campo per De Felice sindaco, tre incontri a Salerno
Giorgio Cremaschi a Salerno. Lo storico sindacalista, ex Portavoce Nazionale di Potere al Popolo! e componente dell’Esecutivo Nazionale, sarà presente in città a sostegno della candidatura a sindaco di Pio De Felice, con un triplo appuntamento venerdì 8 maggio. Alle ore 11.00 avrà luogo, presso la sede dell’Unione Sindacale di […] L'articolo Cremaschi in campo per De Felice sindaco, tre incontri a Salerno su Contropiano.
May 6, 2026
Contropiano
SALERNO: ABBANDONATO FUORI DALL’OSPEDALE CON LE GAMBE IN CANCRENA, “ENNESIMO CASO DI IPERSFRUTTAMENTO IN AGRICOLTURA”
A distanza di due anni dall’uccisione di Satnam Singh, abbandonato dopo il gravissimo incidente che gli aveva tranciato un braccio e schiacciato le gambe, un uomo di nazionalità indiana è stato abbandonato fuori dall’ospedale di Salerno con le gambe in cancrena e un’infezione che ha colpito il fegato e i reni, si ritiene al momento per prolungata esposizione a elementi chimici tossici. Si trova da giorni ricoverato in prognosi riservata. “Queste tragedie non sono incidenti isolati”, spiega il sociologo e ricercatore dell’Eurispes Marco Omizzolo ai microfoni di Radio Onda d’Urto, “ma il risultato di un modello economico criminale che nega i diritti costituzionali in favore del profitto”. Un sistema “diffuso, organizzato, pianificato, quindi dal bresciano alle campagne venete, a quelle emiliane, a quelle toscane fino al centro sud Italia”. Ci sono delle responsabilità, a cominciare da quelle politiche, di chi “negli ultimi 20 anni ha deciso di mantenere in vita, per esempio, la Bossi-Fini, di promulgare decreti sicurezza, di mantenere viva la logica del click day”. Erano stati ipotizzati “miliardi di euro da investire per l’uscita dai ghetti. […] Quei soldi non sono stati spesi, sono serviti per fare pubblicità, per fare progettazione non c’è stata una traduzione concreta“. Secondo Omizzolo, “dovremo tornare ad una riflessione critica e a forme di mobilitazione sul campo coi lavoratori e le lavoratrice di qualunque nazionalità […] per contrastare, guardandoli negli occhi, padroni, padrini, caporali, trafficanti e i loro referenti politici ed istituzionali”. “Io continuo a pensare”, ha specificato chiaramente Marco Omozzolo, “che la risposta allo sfruttamento, quando questo è sistemico, diffuso e pianificato siano le forme di emancipazione, di lotta, di organizzazioni degli e delle sfruttate esattamente contro questo sistema”. Ascolta l’intervista completa al sociologo e ricercatore Marco Omizzolo rilasciata a Radio Onda d’Urto Ascolta o scarica  
April 17, 2026
Radio Onda d`Urto