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Fermare il lavoricidio di Stato
Un articolo di Vito Totire (*). A seguire lettera aperta di Carlo Soricelli al presidente Mattarella e il comunicato di SI Cobas Napoli … che già prepara la manifestazione del 12 novembre. Omicidio sul lavoro nell’area Fincantieri di Ancona: il governo in carica è corresponsabile Dalla “cultura della prevenzione” alla prassi e al potere operaio della prevenzione Acora una volta
September 30, 2026
La Bottega del Barbieri
L’altra sera non avevamo una soluzione. Ma avevamo una comunità
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Quello che è successo ieri allo Sportello diritti di Poggiomarino (Salerno) – gestito dall’associazione Restiamo umani-Ya basta! all’interno della Rete vesuviana solidale – merita di essere raccontato, perché dentro una piccola storia c’è tutto il senso di ciò che, da anni, proviamo a costruire. Eravamo alla fine dell’orario dello Sportello. La giornata era stata lunga, intensa e faticosa e stavamo per chiudere, quando si è presentato improvvisamente H. che già nei giorni precedenti era passato da noi chiedendo aiuto: dorme per strada, non ha nessuno e non ha un posto dove andare, non sa cosa fare. Avremmo potuto dirgli che non c’erano soluzioni. E, in effetti, le risposte istituzionali immediate erano praticamente pari a zero. Non perché non esistano bisogni, ma perché sul territorio mancano servizi di accoglienza a bassa soglia, come i dormitori, capaci di intervenire soprattutto nelle emergenze. E anche quei pochi servizi esistenti spesso prevedono procedure e meccanismi di accesso che richiedono tempo, mentre chi dorme per strada ha bisogno di una risposta adesso, non tra qualche giorno. Ma noi non potevamo semplicemente chiudere la porta dello Sportello e voltargli le spalle. Abbiamo così cominciato a cercare una possibile soluzione. Abbiamo pensato anche a un inserimento in un progetto di accoglienza straordinaria, ma sappiamo che anche quella strada richiede tempi e procedure che non sempre coincidono con l’urgenza di chi, quella notte, non sa dove dormire. Ed è proprio in quel momento che ci è venuta un’idea: rivolgerci direttamente alla comunità che, dal basso, stiamo costruendo da anni. Abbiamo scritto nel nostro gruppo WhatsApp della nostra comunità, chiedendo semplicemente se qualcuno fosse disponibile ad accogliere H. per qualche giorno, il tempo necessario per cercare una sistemazione più stabile. La risposta ci ha emozionato. Sono stati tanti coloro che hanno dato la propria disponibilità ad ospitarlo e per il momento ha trovato una casa dovo poter stare alcuni giorni. Non abbiamo risolto il problema della povertà abitativa. Non abbiamo sostituito i servizi pubblici. Non abbiamo trovato una soluzione definitiva. Tuttavia abbiamo fatto una cosa fondamentale: abbiamo impedito che una persona rimanesse sola davanti alla propria emergenza. Ed è proprio questo, per noi, il vero senso della comunità. Una comunità non è soltanto quella che si ritrova quando c’è qualcosa da festeggiare. È quella che, quando qualcuno cade, si ferma, si guarda intorno e dice: “Non sei solo, non sei sola, vediamo insieme cosa possiamo fare…”. È la comunità che non aspetta sempre che qualcuno venga dall’alto a risolvere i problemi, ma che sa organizzarsi in basso, mettere in comune un po’ di tempo, una stanza, una parola. Giovedì sera non avevamo una soluzione. Ma avevamo una comunità. E a volte, quando tutto sembra mancare, è proprio da una comunità solidale che può nascere la prima possibilità di ricominciare. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo L’altra sera non avevamo una soluzione. Ma avevamo una comunità proviene da Comune-info.
September 26, 2026
Comune-info
A Salerno l’anno scolastico si inaugura con l’alzabandiera
A Salerno sono fermi al 17 marzo 1861 tanto che il 14 settembre 2026 presso l’Istituto di Istruzione Superiore “G. Galilei-R. Di Palo” l’anno scolastico è stato è inaugurato con l’alzabandiera, un gesto patriottico, in salsa militarizzata e impolverata da oltre un secolo e mezzo di retorica (clicca qui per le informazioni). L’evento ha visto la partecipazione di una rappresentanza del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°) dell’Esercito Italiano che ha issato il Tricolore nel piazzale della scuola, sulle note dell’immancabile inno di Mameli. Alla cerimonia hanno preso parte circa 200 studenti e studentesse, insieme ai/alle docenti e al dirigente scolastico Emiliano Barbuto. Ci chiediamo se sia proprio necessario invitare l’esercito e inscenare con loro queste rappresentazioni solenni «per un momento – si legge sul sito istituzionale della scuola – dedicato alla riflessione sui valori civici, sulla responsabilità e sulla cittadinanza attiva». Sempre dal sito di legge, quasi fossimo, appunto, tornati indietro di 150anni, «il Comandante del Reggimento, Colonnello Andrea Enzo Gottardo Crivellotto, ha richiamato il valore simbolico della bandiera per tutti gli italiani e ricordato i caduti di tutte le guerre». Ma non finisce qui, perché il “Galilei-Palo” si propone anche come agenzia di collocamento/orientamento dei propri ragazzi e ragazze, sulla base di una sinergia che spazia dagli aspetti cultural-propagandistici («particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Scuola ed Esercito, due realtà chiamate, nei rispettivi ambiti, a contribuire alla formazione delle nuove generazioni e alla diffusione dei valori di democrazia, Patria, pace e libertà») a quelli, appunto professionali, e lavorativi («nel campetto sportivo dell’Istituto è stato allestito un Info Point dell’Esercito, presso il quale personale qualificato del Reggimento ha incontrato gli studenti e illustrato le opportunità formative e professionali offerte dalle Forze Armate. L’iniziativa ha permesso così ai ragazzi di conoscere più da vicino l’Esercito, le sue attività e i diversi percorsi disponibili, trasformando la giornata inaugurale in un momento di incontro, orientamento e partecipazione»). Il sito richiama importanti e condivisibili concetti per un’agenzia formativa qual è un istituto secondario superiore: cittadinanza, responsabilità, senso di appartenenza alla comunità. In una società avviata verso l’economia di guerra e in presenza di conflitti che ci vedono, purtroppo, protagonisti in varie parti del mondo oppure conniventi, come nel genocidio in corso a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania, questi concetti risuonano come parole vuote e tragicamente ridondanti, per non dire false. Consigliamo al dott. Barbuto di tirar fuori dal cassetto della propria scrivania la “bussola pedagogica” del proprio Istituto e orientarla verso la parola “Pace” un termine meno di moda, ma che oggi merita più della parola Patria la “P” maiuscola. Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Ma dove va il centrosinistra campano, si fa gli autogol?
La Regione Campania sceglie, facendo ripartire il progetto GOL, o più esattamente facendo partire un nuovo progetto con una nuova fonte finanziaria e nuove responsabilità di gestione, di non far pagare a 1200 persone (e relative famiglie) che avevano già attraversato una procedura pubblica il costo sociale dell’interruzione. Come hanno detto giustamente i movimenti di lotta, la vita non si può interrompere, e la responsabilità delle eventuali irregolarità devono assumersele le istituzioni cui i problemi segnalati fanno capo, non certo i tirocinanti già nel progetto. Il governo, nonostante fosse ai tavoli e avesse sottoscritto i patti, si era alzato all’improvviso portando via i soldi. Ora che la regione ha permesso di mantenere fede ai patti e di non buttar giù i 1200 e le loro famiglie, la destra mette in scena la sua violenta campagna antiprogetto e antisussidio con tutto il tono ideologico della solita campagna antipoveri, che abbiamo ben conosciuto già dai tempi del reddito di cittadinanza, che da questi soggetti della destra fu attaccato non per migliorarlo, ma per spazzarlo via. L’assessore deluchiano Bonavitacola prima vota la delibera, poi si smarca dalla Regione. De Luca si accoda alla destra, buon ultimo nella campagna e sceglie di prendersi gli applausi di Sangiuliano e dei suoi amici “rigorosi” (rigorosi per chi ci vuol credere). Ovviamente, noi siamo solidali con la regione, che mostra di voler tenere fede ai patti ma soprattutto di non sottrarsi a quel minimo, dovuto, di difesa dell’intervento sociale, almeno per evitare il colpo dell’interruzione brusca a progetto avviato. E ancor più siamo solidali ovviamente con i beneficiari e con i movimenti di lotta che li sostengono. Il centrosinistra regionale, vogliamo credere, si ritroverà sulla posizione di Fico, tranne l’imbarazzata e imbarazzante smarcatura di Bonavitacola. Ma – domanda ingenua – in questa situazione il centrosinistra salernitano che fa? Si allinea al suo leader e quindi alla campagna urlata delle destre, o ci dà una mano a spiegare a Vincenzo De Luca che non è bello farsi un po’ di inutile campagna “antiFico” intervenendo a gamba tesa su un impegno sociale così urgente e delicato? Insomma, domandina ingenua: ma nel Pd salernitano e nel resto del centrosinistra stanno con Fico o con Sangiuliano, con la Lega e con il loro ultimo neoaggregato De Luca? E non sarebbe meglio che qualcuno nel centrosinistra salernitano cominci a prendere posizione, almeno su un passaggio sociale così delicato, e inizi finalmente a riflettere su una contraddizione politica stridente, che mette a rischio la credibilità di tutto il centrosinistra campano? Non sarebbe meglio che il centrosinistra salernitano si schierasse a difesa, anche per gli interessi di Salerno stessa, dell’impegno sociale del centrosinistra campano? Redazione Italia
September 15, 2026
Pressenza
Il piantedosismo urbano come “ideologia salernitana”
A volte viene lo sconforto a sentire il mare di retorica continuamente prodotto sotto l’etichetta “sicurezza”. Eppure, anche quella retorica non va lasciata sola in campo, altrimenti il dibattito pubblico si corrompe ulteriormente e tutto si sposta ancor più verso la “normalità autoritaria”. La messa cantata settimanale del sindaco di Salerno è ampiamente dedicata alla sicurezza. Ed è un sunto a suo modo magistrale di queste cattive retoriche che hanno ormai dilagato – anche a “sinistra” – negli ultimi decenni. In sintesi apprendiamo ● è inutile che noialtri associazioni, movimenti, giuristi etc. segnaliamo con studi, dati, battaglie che abbiamo un grosso, gigantesco problema di democratizzazione delle forze di polizia. Il nostro è tutto ideologismo arretrato. Gli eventi di Bologna, dice al contrario De Luca, possono anche rilevare qualche responsabilità episodiche da affidare ai magistrati, ma la verità è che le forze dell’ordine sarebbero oggi completamente sole. Il vero problema politico sarebbe che in Italia la violenza contro le forze dell’ordine sarebbe frequentissima e resterebbe impunita. Come anniversario di Genova e commento ai fatti di Bologna, siamo anche oltre la famigerata tesi delle “poche mele marce”. Per De Luca il problema della necessaria discussione pubblica sull’uso della violenza da parte delle forze di polizia, nonostante la catena di casi lunghissima e inquitante, ce lo saremmo inventati: anzi, le ff. oo. sono vittime di violenza diffusa. Sono, notoriamente, le tesi sostenute ormai solo dal governo e dal solo sindacalismo di polizia più collocato a destra. ● le opposizioni, dice De Luca, insistono sulle politiche di integrazione sociale. Ma l’integrazione – dice De Luca – è un problema del futuro, di dopodomani, mentre la sicurezza vuole risposte subito. E “subito” – chiarisce – significa il rafforzamento della chiave repressiva. E con questa bella uscita (del tutto ideologica, anche se accompagnata dal solito ritornello “non facciamo ideologia”), è archiviato qualsiasi tentativo di invertire finalmente la retorica neoautoritaria che ha prodotto infiniti decreti sicurezza e oltretutto ha moltiplicato insicurezza sociale a tutti i livelli. Se nel campo largo pensano di andare alle elezioni con questi veri e propri elogi del “piantedosismo”, l’estrema destra si troverà le autostrade aperte. Ma soprattutto le nostre città rimarranno il deserto che tanti anni di “il sociale viene dopo, la repressione viene prima” hanno prodotto. Ciliegina sulla torta ma molto significativa: UN OK SOSTANZIALE ANCHE ALLA CD. “NORMA ANTIMARANZA”. L’abbassamento dell’età imputabile – i quattordiecenni pronti per il processo e la galera – è una faccenda delicata, riconosce bontà sua De Luca. Ma che sia delicata non significa che sia evitabile o rinviabile è perché bisogna pur rispondere alla violenza minorile. E così, tutta l’opposizione disperata degli operatori seri sul territorio, che ci avvertono di non distruggere quel poco che resiste della capacità preventiva e rieducativa del nostro sistema minorile, per andare incontro al suo definitivo sfascio demagogico, ha avuto il suo benservito. Se le premesse ideologiche e retoriche sono queste, l’annunciata “conferenza nazionale sulla sicurezza” che il Comune di Salerno vorrebbe organizzare, con la partecipazione centrale di Piantedosi, rischia di avere un’impostazione che vedrà il trionfo delle strategie a base di moltiplicazione degli strumenti repressivi e di pacchetti sicurezza. Più che la semplice partecipazione del ministro, qui rischiamo la celebrazione del piantedosismo. Non ci resta altro che insistere con la calma e la consapevolezza di chi conosce da tempo queste retoriche scivolose: per la sicurezza urbana, bisogna continuare a chiedere precisamente l’inversione di tendenza rispetto a questi discorsi e a queste politiche. Un quadro di integrazione, di rafforzamento della sicurezza di prossimità, delle politiche sociali, di rifiuto di concentrarsi esclusivamente sulle figure di marginalità sociale come soggetti “pericolosi” e da allontare, di attenzione invece all’espandersi dei veri interessi criminali: altro che presente e futuro e “doppi tempi”, bisogna invece ricordare sempre che smantellare welfare e socialità è stato il modo per privare di ogni efficacia anche l’attività repressiva e di controllo Redazione Italia
July 25, 2026
Pressenza
Polla (SA): presentazione dell’Osservatorio e del volume Scuole e Università di Pace
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha svolto un incontro pubblico per la prima volta a Polla, nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno, con la prestazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra, il testo che raccoglie gli atti del Convegno nazionale dell’Osservatorio del 2025 a Roma. L’incontro – sui temi della didattica militarizzata, del ritorno dell’obbligo della leva, del lavoro attentissimo di monitoraggio, critica e resistenza dell’Osservatorio – è stato molto partecipato, con un dibattito appassionato. Tutto ciò non era scontato, soprattutto con 35 gradi all’ombra!  -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Paestum (SA), 18 luglio: Assemblea nazionale “La conoscenza non marcia” con Osservatorio
LA CONOSCENZA NON MARCIA: COSTRUIAMO UNA PETIZIONE POPOLARE PER SGANCIARE SCUOLE, UNIVERSITÀ E RICERCA DAL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE ASSEMBLEA NAZIONALE SABATO 18 LUGLIO ORE 15:00 – SIERRA MAESTRA CAMP – PAESTUM Da ogni parte del mondo soffiano i venti di guerra: i piani genocidiari di Israele su Palestina, Libano e tutto il Medio Oriente, fino ai bombardamenti sull’Iran, allo scenario ucraino, all’aggressività USA verso Cuba – dopo il rapimento di Maduro – e tutto il mondo. Questa tendenza generalizzata alla guerra si nota nelle parole del Ministro della Guerra Crosetto, che, in linea con le indicazioni europee, propone una militarizzazione della società che passa per un completa sussunzione dell’istruzione, della ricerca e della formazione, nella produzione materiale di armi e nella riproduzione ideologica della guerra, ironicamente chiamata “cultura della difesa”, un approccio, quello di Crosetto, ampiamente condiviso e favorito anche dai Ministri Valditara e Bernini, rispettivamente nella Scuola e nell’Università In questo contesto drammatico, migliaia di persone nel mondo studentesco, nel personale docente, della ricerca e lavorativo nel mondo della formazione, hanno scelto da che parte stare: organizzati contro la militarizzazione e l’israelizzazione del sapere, in solidarietà con i popoli oppressi e per una formazione che garantisca il diritto allo studio, il pensiero critico e le tutele di chi lavora. Per questo abbiamo costruito una campagna nazionale che unisce studenti, docenti, lavoratori e ricercatori che ha attraversato scuole e università di tutto il Paese attraverso dibattiti e mobilitazioni. Ma questo non basta: vogliamo promuovere una petizione popolare in grado di incidere nella realtà rivendicando la necessità di una normativa che vieti l’ingresso degli interessi militari nella filiera formativa e che preveda strumenti e tutele come organi di controllo degli accordi e delle iniziative e su ogni aspetto etico di scuole e università e il riconoscimento dello status di obiettore di coscienza per chiunque voglia sottrarsi al ricatto lavorativo o di studio che molto spesso viene imposto L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che sostiene la campagna La conoscenza non marcia, sarà presente all’Assemblea con Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio, e Luca Alberti Archetti, docente e referente delle relazioni internazionali dell’Osservatorio. Incontriamoci e rilanciamo la campagna in tutto il Paese: dopo gli appuntamenti nazionali in presenza e online svolti durante quest’anno, gli studenti e le studentesse di Cambiare Rotta e OSA mettono a disposizione uno spazio all’interno del campeggio estivo Sierra Maestra Camp: come Conoscenza Non Marcia invitiamo dunque chiunque voglia organizzarsi intorno a queste parole d’ordine a confrontarci sabato 18 luglio presso il Camping La Giara di Paestum verso la prossima riapertura di scuole e università. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Polla (SA), 17 luglio, presentazione “Scuole e Università di Pace” con Osservatorio
VENERDÌ, 17 LUGLIO 2026, ORE 18;00 POLLA (SA), BIBLIOTECA COMUNALE, VIA CAMPO LA SCALA, 21 L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università porta avanti instancabilmente la propria attività di monitoraggio, denuncia, diffusione e dibattito su temi ed esperienze legate al fenomeno, sempre più dilagante, del militarismo tra i banchi di scuola e nei luoghi di formazione e ricerca, dai grandi centri urbani fino alle aree più interne e solo apparentemente lontane dal pericolo di contaminazione militaresca. Il prossimo incontro di presentazione del volume “Scuole e Università di Pace. Fermiamo la follia della guerra“, gli atti del convegno nazionale dell’Osservatorio, sarà ospitato a Polla (SA), nel Vallo di Diano, nei giardini della biblioteca comunale. L’incontro, accompagnato da una mostra fotografica documentale, è a cura di un gruppo di docenti attivi sul territorio campano, in collaborazione con la Pro loco e il sindaco, che ringraziamo per la sensibilità e il sostegno, oltre che per l’ospitalità. Qui il link della pagina Facebook della Pro loco di Polla. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
SALERNO: AGGRESSIONE FASCISTA AL PORTICCIOLO. TESTIMONIANZE E PRESE DI POSIZIONE “NO AL RITO DEL PRESENTE DEL 7 LUGLIO”
Nella serata del 1 luglio a Salerno attivisti e militanti del Collettivo “Giu’ le mani dal Porticciolo” erano al Porticciolo di Pastena insieme ad attivisti, operatori e cittadini, come ogni sera dell’ultima settimana, impegnati nei preparativi di *Sporticciolo*, l’iniziativa sportiva rivolta a grandi e piccoli che si terrà nel fine settimana. In tarda serata quando ormai erano rimaste poche persone, un gruppo di individui , con un evidente atteggiamento squadrista e armati di cazzottiere, cinghie e altri oggetti contundenti, bloccava prima l’ingresso del Porticciolo e poi aggrediva gli attivisti del collettivo che hanno respinto la provocazione.    “Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma si inserisce in un clima che da anni si ripresenta puntualmente a Salerno in occasione del 7 luglio. Ogni anno gruppi neofascisti arrivano da fuori città, e addirittura da fuori regione, per prendere parte a manifestazioni caratterizzate da saluti romani e richiami espliciti al fascismo, mentre nelle sere precedenti non sono mancati episodi di intimidazione e la presenza di gruppi organizzati che si muovono armati per le strade cittadine. Quest’anno il quadro è reso ancora più grave dalla scelta del Comune di Salerno di ospitare, proprio il 7 luglio e prima della manifestazione, la presentazione di un libro pubblicato dalla casa editrice di CasaPound presso il Salone dei Marmi di Palazzo di Città: una decisione che rischia di offrire legittimazione istituzionale a chi diffonde un’ideologia incompatibile con i valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione” cosi in un comunicato il collettivo Giu’ le mani dal Porticciolo. Sentiamo la testimonianza di Davide di “Giu’ le mani dal Porticciolo” Ascolta o scarica   Le considerazioni di Daniele di  Ape Salerno Ascolta o scarica  Diverse le reazioni in citta: “Apprendiamo da alcuni organi di informazione che un piccolo gruppo di giovani antifascisti salernitani è stato aggredito con oggetti contundenti (cinghie e bastoni in particolar modo) nella notte del 1 luglio da una squadraccia di Casa Pound proveniente da cittadine limitrofe alla nostra città.Purtroppo ogni anno siamo costretti a registrare provocazioni e atti fascisti in prossimità del 7 ai danni degli attivisti e delle attiviste antifascisti.Ma quest’anno hanno alzato decisamente il “livello”. Forse perché si sentono garantiti sia per la fase storica e politica che il nostro paese sta attraversando sia per una sorte di “legittimità” istituzionale ricevuta dalla concessione del Salone dei Marmi per la presentazione di un libro edito dalla loro casa editrice. La fiera del libro di Torno non ha concesso lo spazio proprio per la vicinanza di questa casa editrice a Casa Pound.La concessione di uno spazio istituzionale che ha visto e registrato le prime riunioni del primo governo libero dal nazifascismo è un ulteriore atto di “normalizzazione” dei movimenti neo fascisti.La Salerno antifascista e i cittadini salernitani legati alla difesa dei valori della Costituzione nata dalla Resistenza non può essere silente né ferma.A queste provocazioni, a questi atti di squadrismo bisogna rispondere con la più grande determinazione e fermezza” sostiene l’Associazione Memoria in Movimento. In un comunicato il Comitato 25 Aprile Salerno dal titolo “No a Casapound a Palazzo di Città. Il Comitato 25 aprile chiede al Sindaco De Luca la revoca degli spazi istituzionali” , sostiene che le “aule comunali non possono essere e non devono diventare il megafono di ideologie che negano i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la nostra Repubblica. Permettere che l’estrema destra utilizzi i luoghi della democrazia cittadina significa legittimare chi quegli stessi valori vorrebbe abbatterli. Vincenzo Landi del Comitato 25 Aprile Salerno  Ascolta o scarica  Anche i consiglieri comunali della coalizione di sinistra (la sinistra all’opposizione di De Luca per intenderci: Avs, M5S, lista civica) hanno chiesto al Sindaco De Luca di revocare l’autorizzazione della sala comunale per la presentazione del libro di CasaPound. Giso Amendola consigliere della civica Salerno Democratica Ascolta o scarica   
July 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Fuori i fascisti da Salerno, nessuno spazio di agibilità politica!
L’aggressione fascista dell’altro ieri notte al porticciolo di Pastena, riportata dai giornali a narrazione invertita – il che non stupisce – è un qualcosa di molto più profondo rispetto ad una “rissa tra fazioni”. È avvenuta infatti durante i preparativi di un’iniziativa – Sporticciolo – che si terrà in questo […] L'articolo Fuori i fascisti da Salerno, nessuno spazio di agibilità politica! su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano