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Newsletter del 31.03.26 – Finesettimana breve: MercatoBio, Cineforum, Cinematinèe, Gas-GAABE, Biblioteca.
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 31.marzo.2026 L’11 aprile a Roma si terrà una manifestazione nazionale per dire “NO al blocco U.S.A. contro Cuba“. Vi segnaliamo alcuni articoli sulla situazione cubana: – Cuba e Trump, cronaca di un attacco annunciato: ogni silenzio è complice (Globalist, 28/03/2026) link – Cuba, anche il diritto alla … Leggi tutto "Newsletter del 31.03.26 – Finesettimana breve: MercatoBio, Cineforum, Cinematinèe, Gas-GAABE, Biblioteca."
March 31, 2026
Casale Podere Rosa
Cineforum in saletta venerdì 3 e cinematinée sabato 4 aprile 2026
venerdì 3 aprile ore 16,00 Per la rassegna Non è mai troppo tardi… LA RAGAZZA DI BUBE di Luigi Comencini (1963) 111′ ore 18,00 JESUS CHRIST SUPERSTAR di Norman Jewison (1973) 102′ sabato 4 aprile cinematinée ore 11,00 Per la rassegna Non è mai troppo presto… MARY POPPINS di Robert Stevenson (1964) 134′ sinossi: LA … Leggi tutto "Cineforum in saletta venerdì 3 e cinematinée sabato 4 aprile 2026"
March 30, 2026
Casale Podere Rosa
La newsletter di Carteinregola del 29 marzo 2026
REFERENDUM Abbiamo salvato la Costituzione, ora continuiamo nell’impegno per attuarla Leggi  Il Comunicato congiunto dei 4 comitati del NO per il voto fuori sede e per risorse alla giustizia  Leggi  Gli altri interventi normativi sul diritto penale – di Stefano Pesci Leggi  Vai a Riforma costituzionale della magistratura cronologia materiali ­ -------------------------------------------------------------------------------- L’altra riforma costituzionale (di cui non si parla) Il DDL della riforma di Roma Capitale approvato dalla Commissione Affari Costituzionali approda alla Camera la Riforma costituzionale su Roma Capitale Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Modifiche alle NTA del PRG, a che punto siamo (con un intervento dell’Assessore Veloccia)la trascrizione dell’intervento dell’Assessore Veloccia al convegno di AVS del 18 febbraio scorso sulle modifiche alle Norme Tecniche,  con un commento su alcuni ripensamenti annunciati  dall’Assessore.Leggi -------------------------------------------------------------------------------- Dente Cariato”, la prova del nove dell’Amministrazione Gualtieri L’Assemblea del Polo Civico Esquilino e le risposte dell’Assessore al patrimonio Zevi Leggi  -------------------------------------------------------------------------------- Metro C: il progetto raccontato alle Commissioni del I Municipio (e una richiesta di Carteinregola alle istituzioni) La registrazione della riunione delle Commissioni municipali ccn la Presentazione progetto metro C tratta T2 da Venezia a Mazzini/Clodio e T1 Mazzini/Clodio – Farnesina.Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Navi da crociera a Fiumicino insostenibili secondo Fodor’s Travel Nella “No Travel List” 2026, la lista dei viaggi da evitare, dell’autorevole guida statunitense del turismo mondiale, c’è anche il progetto del Porto turistico crocieristico di Fiumicino Isola Sacra  Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Niscemi ben rappresenta la prima parte di una trilogia della catastrofe – di Roberto De Marco Fare prevenzione significa rispettare le rigide esigenze della gestione e manutenzione. Significa quindi anche la tutela dei lavoratori e degli utenti. Insomma, la prevenzione merita l’elogio ma costa molto e non solo in termini economici Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Quartieri al buio: Cittadinanzattiva Lazio lancia un sondaggio Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- SEGNALAZIONI Lunedì  30 marzo 2026 ore 19:00, fondazione Opera Lucifero, Cappella  Orsini via di Grotta Pinta 21- Roma amoR (Bene Comune chi sei?) Dibattiti-salotto per immaginare una  Roma più giusta,viva e condivisa a cura  di Roberto Lucifero D’Aprigliano e Lorenzo Minio Paluello – con Anna Maria Bianchi presidente Carteinregola, Paolo Gelsomini presidente Progetto Celio, Daniela Patti presidente Eutropian,  Anna Uttaro,  Urban Learning specialist Mercoledì 1 aprile, ore 14,30 ROMA, IL VALORE DEL FERRO – Seminario sulle reti di trasportorapido di massa e l’integrazione con le trasformazioni urbane Metropolitano – Urban Center – Viale Manzoni, 34 RomaIncontro organizzato dall’ AIIT (Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti), CIFI (Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani), INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e Diario Diac -Infrastrutture e Trasporti.Intervengono: Paolo Aielli, Emma Amiconi, Pier Paolo Balbo, Umberto Cao, Claudio Cipollini,Giovanni Costa, Enrico Dolfi, Fabrizio Ghera, Umberto Lebruto,Giovanni Mantovani, Eugenio Patanè, Maurizio Rotondo, Giorgio Santilli,Vittorio Sebastiani, Gianpiero Strisciuglio, Michele Talia, Walter Tocci,Maurizio Veloccia. Mercoledì 1 aprile ore 18:45, via Galilei 53 sede di CSV Le parole per fare pace – Partecipazione e Comunità a cura del Polo dell’Esquilino per l’innovazione sociale e CSV Lazio Centro Servizi per il Volontariato ETS Approfondiamo la parola Partecipazione- La Pace ha bisogno di testa e  di gambe, solo così possiamo entrare nella storia ed abitarla con passione e competenza, realismo, capacità di guardare il futuro. Introducono Mons.Francesco Pesce, Direttore Ufficio per la Pastorale Sociale – Diocesi di Roma – Olivero Bettinelli  vice  direttore Ufficio per la Pastorale Sociale. Intervengono Carlo Cellamare, Università La Sapienza di Roma Laboratorio Studi Urbani territori dell’abitare – Riccardo Troisi Università Tor vergata Next Nuova economia – coordina Monica De Sisto, giornalista economista Fairwatch Sabato 11 aprile ore 9:30 – 13 Seconda conferenza Urbanistica Civica Ex Mercati Generali: rotto il patto con i cittadini – speculazione finanziaria VS urbanistica- Dov’è l’interesse pubblico?  al Caffè Letterario via Ostiense 95 organizzato dal Comitato civico per la tutela dell’area degli Ex Mercati -partecipa Carteinregola (vai alla pagina FB del comitato) *  *  * RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile dal febbraio 2026 presso librerie, musei e biblioteche della città. Dove trovarla:Librerie: Varie librerie di Roma, incluse le Feltrinelli di Largo Argentina.Musei: Nei principali musei cittadini.Biblioteche: Nelle biblioteche comunali di Roma. Online: È possibile consultare i contenuti anche sul sito ufficiale culture.roma.it CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Carteinregola – tutte le nostre iniziative Iscriviti alla Newsletter Associazione CARTEinREGOLA www.carteinregola.it laboratoriocarteinregola@gmail.com info@carteinregola.it Cell. 3356930035 carteinregola@casellapec.com  29 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 29, 2026
carteinregola
Modifiche alle NTA del PRG, a che punto siamo (con un intervento dell’Assessore Veloccia)
Pubblichiamo la trascrizione dell’intervento dell’Assessore Veloccia al convegno di AVS del 18 febbraio scorso sulle modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano regolatore, con un commento sui principali punti critici che avevamo sollevato come Carteinregola, su alcuni dei quali abbiamo appreso dalle parole dell’Assessore che ci sarebbero dei ripensamenti. > vai all pagina con hli inetrventi del convegno “Norme Tecniche per > l’Attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia?” E’ passato più di un anno – 11 dicembre 2024 – da quando sono state adottate dall’Assemblea Capitolina le modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale vigente (1): dopo la fase dell’invio delle osservazioni da parte dei soggetti interessati (qui le osservazioni di Carteinregola (2), l’iter avrebbe dovuto concludersi con le controdeduzioni alle osservazioni e l’approvazione definitiva della Delibera in Assemblea Capitolina. Invece qualcosa ha fermato o quantomeno rallentato la procedura, e, dalle risposte date dall’Assessore all’Urbanistica Veloccia al convegno (pubblichiamo in calce la trascrizione) del 18 febbraio 2026“Norme Tecniche per l’Attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia?” organizzato da Alleanza Verdi Sinistra Roma (3) su alcuni punti critici che aveva segnalato anche Carteinregola, sembrerebbe che ci siano stati dei ripensamenti su alcune delle modifiche alle NTA e che ci sia ancora una discussione in corso, come sembrerebbe confermare anche l’intervento al convegno del Presidente della Commissione Urbanistica Tommaso Amodeo (4). I principali passaggi dell’intervento dell’Assessore sui punti critici da noi sollevati (5), che ci sembrano andare nella direzione da noi auspicata, riguardano: La Carta per la Qualità, che avevamo scritto, diventava “carta straccia”. Così segnalavamo: Art. 16 Beni segnalati nella Carta per la Qualità La Carta per la Qualità, con la planimetria dell’elaborato G1 e la “Guida per la Qualità degli interventi” dell’ elaborato G2 , è  lo strumento inserito nelle NTA con la finalità di salvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma. La nuova formulazione adottata annulla e svuota  ogni riferimento, contenuto ed efficacia delle indicazioni della Qualità, attribuendo valore esclusivo e prevalente alle norme di Tessuto, che consentono  interventi anche  molto incongrui, fino alla demolizione e ricostruzione di edifici non tutelati da un vincolo puntuale della Soprintendenza statale…(6)“ Nel suo intervento al convegno l’Assessore Veloccia rivendica, giustamente, l’aggiornamento della Carta che “mancava da circa 18 anni“, eanche la Delibera sulla rigenerazione urbana (7), che ha cercato  “di porre rimedio, non solo a quello che ha fatto la Regione Lazio”(8)  – cioè le ultime sciagurate modifiche alla Legge della Rigenerazione urbana approvata l’estate scorsa, sulle quali Carteinregola ha dato inutilmente battaglia (9)  – “ma anche probabilmente a delle falle che aveva la vecchia legge sulla rigenerazione urbana, al di là di chi l’ha fatta”. Un’ammissione forse un po’ tardiva, ma che rende giustizia alla nostra lunga battaglia per alcune parti della legge regionale 7/2017, partorita dalla maggioranza di centro sinistra del Presidente Zingaretti, che hanno dato il via libera a  molti interventi edilizi  devastanti  su villini e  tessuti storici, nonostante i tanti appelli rivolti da Carteinregola e altre associazioni (10). Così oggi Veloccia:  “la vecchia legge regionale era una legge che  era nata in altri tempi e che sicuramente aveva degli elementi di debolezza“. Nel merito delle modifiche alle NTA che riguardano la  Carta per la qualità,  continuiamo a dissentire dall’assessore quando dice che “l’accezione che è stata data alla Carta per la qualità, che doveva essere una Guida per gli interventi [elaborato G2],è stata in realtà travisata totalmente, ed è diventata sostanzialmente, nella accezione di molti, una seconda Soprintendenza con degli immobili vincolati”,  mentre  la Carta è un semplice “elaborato gestionale” senza valore prescrittivo. Ricordiamo che le modifiche adottate dall’Assemblea capitolina  sottopongono gli edifici in Carta per la Qualità alle norme di tessuto in cui si trovano,  valide per tutti gli altri edifici, quindi non escludendoli da  interventi anche assai impattanti, fino alla demolizione e ricostruzione. Per  l’assessore la scelta è tra  “recuperare una flessibilità” con una Carta per la qualità “ che dia delle indicazioni qualitative su però una trasformabilità degli interventi”, e una “Carta prescrittiva, che dice quello che si deve fare e quello che non si deve fare”, che rischia di portare  “al paradosso che ci viene chiesto da molti, di dover eliminare…tutta la Carta per la qualità, tranne le cose su cui vogliamo e dobbiamo mantenere un grandissimo vincolo di tutela”. Tuttavia ammette che “il rischio è che  la norma di tessuto consenta per esempio la demolizione e ricostruzione e a quel punto sia molto difficile, poi, dover dare delle indicazioni, perché se tu demolisci e ricostruisci, che indicazioni dai?” rivelando  che “su questo quindi noi stiamo intervenendo” con l’intento di “rovesciare il concetto e dire: “da un punto di vista potenziale puoi intervenire, ma devi intervenire seguendo quelle che sono le prescrizioni del G2 in termini qualitativi, in termini di indicazioni”,  e, “laddove ci siano interventi impattanti” su immobili  molto importanti  “è evidente che si ritorna indietro”. Apprezziamo quindi la correzione in corso, e l’ammissione dell’assessore che “l’idea di quell’emendamento [che azzerava le tutele della Carta per la Qualità NDR] pur nello spirito di  consentire di intervenire potenzialmente seguendo le indicazioni del G2”,  visto il  rischio, rende necessari  “dei correttivi” “e quindiin parte sicuramente era sbagliata”. Al punto 2 denunciavamo (11) che “Le modifiche introdotte dall’Assemblea Capitolina che cancellano la limitazione delle NTA vigenti nella Città storica  di una  superficie massima  di vendita di 250 mq. moltiplicando per quattro la superficie e che stabiliscono la  possibilità di accorpamento tra unità edilizie diverse, senza limitazioni anche nel cuore di Roma, aprono al rischio, da un lato  della distruzione dei caratteri architettonici nei tessuti storici della città, dall’altro della   proliferazione di strutture di vendita fino a 1000 mq, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale, sottolineando che  “Nel centro storico occorre rinforzare il commercio di vicinato e impedire la proliferazione indiscriminata di strutture di vendita di 1000 mq“. In proposito Veloccia ha dichiarato che rispetto agli  esercizi commerciali – i locali di somministrazione ha ricordato che già oggi possono raggiungere quella superficie – crede che “vada fatto un ragionamento per capire se in tutta la Città storica,  oppure se in alcuni quartieri questo limite sia troppo elevato“. Un piccolo passo avanti, ma non concordiamo con l’assessore quando sostiene che sia superato ” l tema degli esercizi storici, delle botteghe storiche, dei vini e oli, del calzolaio” per salvaguardare i tessuti centrali della città e i negozi di vicinato, dato che “i negozi piccoli sono diventati pizzerie, minimarket , pizze al taglio eccetera“; importante invece per l’assessore “salvaguardare negli accorpamenti tra unità edilizie adiacenti,  l’aspetto morfologico“, su cui è importante lavorare con la Sovrintendenza. Ma di nuovo dissentiamo quando l’assessore afferma che si debbano introdurre “delle regole che valgono per tutti” per evitare “scelte un po’ troppo arbitrarie”: riteniamo che regole troppo generali, in un campo così delicato, aprano solo le porte a interventi speculativi e ai ricorsi in caso di diniego. Meglio lasciare come, per gli alberghi, il permesso di costruire in deroga attraverso l’approvazione dell’assemblea capitolina (12), che soprattutto nei tessuti medievali e rinascimentali, una valutazione che comporta una presa di responsabilità della parte politica e della parte amministrativa. Diamo atto all’Amministrazione della modifica alle NTA che impedisce aumenti volumetrici in Città storica, oltre alla già citata delibera che mette limiti alla cementificazione ulteriormente introdotta dalla Regione Lazio. (per gli altri punti si rimanda a successivo approfondimento – vedi anche l’intervento di Giancarlo Storto, vicepresidente dell’ Associazione Carteinregola al convegno ) Gruppo urbanistica Carteinregola In calce la trascrizione della registrazione audio dell’intervento dell’Assessore all’urbanistica Veloccia INTERVENTO ASSESSORE ALL’URBANISTICA VELOCCIA AL CONVEGNO  NTA DEL PIANO REGOLATORE, QUALI REGOLE PER LA CITTÀ CHE CAMBIA? ORGANIZZATO IL 18 FEBBRAIO 2026  AVS ROMA (NOTA il testo è la trascrizione da una  registrazione audio, alcune parole risultano incomprensibile per problematiche dell’amplificazione della sala) Barbara Auleta Capogruppo diSinistra Italiana al II Municipio di Roma Capitale,  Ringrazio l’assessore,  anche per  questo doppio sforzo di partecipazione   Non credo di doverle riassumere gli interventi, in parte lei li ha sentiti ed in parte li conosce sicuramente;  sono intervenuti anche il presidente della commissione urbanistica Amodeo che è ancora qui con noi e il consigliere Sandro Petrolati che però invece è dovuto andare via,  ed ovviamente Nando Bonessio Presidente Commissione sport  qui presente. Io  le lascerei la parola chiedendole di darci un segnale positivo, diciamo di raccolta di queste osservazioni e di volontà di tenerne conto nella seconda fase, quella di approvazione finale di questo tema. Maurizio Veloccia   Grazie per l’incontro. Ho fatto di tutto per ritornare[i], non solo perché l’avevo promesso ad Adriano Labbucci (assessore alla mobilità del I Municipio), ma perché mi faceva piacere; credo che sia un momento importante di confronto e quindi io credo che sia necessario ovviamente approfondire tante questioni che sono state poste in questa e in altre occasioni, insomma per cercare di capire come l’amministrazione tenda a muoversi. Io  credo che questo dibattito molto civile ci consenta di entrare molto nel merito e nello specifico delle questioni,  e quindi lo apprezzo; ho però sentito invece in altre occasioni –  non da voi –  delle reazioni un po’ sguaiate e scomposte su, diciamo, l’idea che queste norme e  in generale la politica di sviluppo di questa città e di questo sindaco, di questa amministrazione, fosse una politica che tendesse a scimmiottare un po’ Milano. Ora è divertente questo, perché quando siamo arrivati tutti ci dicevano che Milano era diciamo l’”Eden” e oggi quando si parla di Milano tutti si nascondono, anzi addirittura fanno dei gesti scaramantici. Io credo, tutte le più grandi operazioni che sta  portando avanti questa amministrazione, le sta portando  avanti sulla base per esempio dei Piani attuativi,  sulla base cioè di attuazioni indirette,  che hanno avuto il vaglio delle Amministrazioni, spesso precedenti, dell’Aula Consiliare, e anche quelle che si criticano,  hanno sempre e comunque fatto  questo percorso. L’ultima, quella degli ex Mercati generali –   sentivo che se ne parlava prima –  che ha sicuramente degli aspetti complessi,   è un’operazione che ha ricevuto negli anni sempre dei  voti da parte dell’aula Giulio Cesare  – dell’Assemblea capitolina- e quindi siccome l’ Aula Giulio Cesare  dovrebbe essere rappresentativa dei cittadini, può sbagliare, ma non si può dire che sia stato dato in mano ai privati  lo sviluppo della città  in  tutti questi Piani attuativi, perché sono stati votati dai consiglieri (capitolini NDR), però diciamo che c’è stata una assunzione di responsabilità, così come c’è stata un’assunzione di responsabilità su tutte le operazioni più importanti che sono state fatte prima,  almeno c’è  qualcuno che quando si deve votare un Permesso di Costruire in deroga se ne assume la responsabilità , una Giunta che lo propone e un’Assemblea che lo vota. Sul Piano Regolatore io penso questo, guardate: si  deve cercare di capire nel complesso quello che sta facendo l’Amministrazione e capire anche quello che possono essere gli errori, le criticità, le contraddizioni, le debolezze di un impianto;  però questa Amministrazione è la prima Amministrazione che oltre a rimettere a posto, per esempio le Norme Tecniche del Piano Regolatore, ha lavorato sulla  Carta per la Qualità – poi ci tornerò  ovviamente- facendo quell’aggiornamento che mancava da circa 18 anni, introducendo (nuovi edifici NDR)  all’interno della Carta per la qualità in una prima ondata, e  adesso nella seconda delibera,  circa 700 immobili che appartengono a edifici  storici – è un’aggiunta che si sta realizzando –   e tra poco verrà portato in Giunta e poi in Aula  il nuovo Regolamento edilizio  che darà delle prescrizioni chiare in termini di vincoli qualitativi e quantitativi, in termini soprattutto di ambiente, di risparmio energetico, a chi deve costruire,  perché il paradosso è che noi abbiamo delle norme per gli appalti pubblici in campo ambientale e poi in realtà la normativa per i privati c’è, ma è meno stringente e meno  performante; è un’Amministrazione (capitolina NDR) che ha fatto una delibera importante, secondo me, sulla rigenerazione  urbana, cercando di porre rimedio, non solo a quello che ha fatto la Regione Lazio, ma anche probabilmente a delle falle che aveva la vecchia legge sulla rigenerazione urbana, al di là di chi l’ha fatta: la legge attuale, ma anche la vecchia legge regionale, era una legge che  era nata in altri tempi e che sicuramente aveva degli elementi di debolezza. Quindi io penso che quando si deve giudicare un’Amministrazione si deve giudicare a tutto tondo. Se vogliamo entrare nel merito delle questioni del Piano regolatore, delle Norme Tecniche di Attuazione(NTA nelle modifiche adottate dall’Assemblea l’11  dicembre 2024 NDR), intanto dobbiamo partire,  secondo me, da un assunto, cioè noi abbiamo avuto 15 anni di Piano regolatore e 15 anni di Norme Tecniche attuali. Ora  su questo dobbiamo capire se abbiamo l’idea e la sensazione che non ci fossero degli elementi di criticità. Io penso che gli elementi di criticità  c’erano, ci sono e continuano ad esserci e non riguardano un tema molto importante che è il tema enfatizzato  per la maggior parte degli interventi, quello del Centro storico, ma per esempio il tema delle periferie; ho sentito l’intervento di Mirella (Di Giovine, dell’Ass. Bianchi Bandinelli intervenuta all’inizio del convegno NDR)  anche se  non ho potuto  ascoltare la parte finale del suo intervento, ho ascoltato soltanto  l’incipit, che era più che su  critiche di merito, era   una critica  dell’impianto; anche se  non ho compreso bene questo attacco all’agro romano che ci sarebbe nelle Norme Tecniche del Piano regolatore (: nell’agro romano  il Piano attuale, a differenza del vecchio Piano, esclude  che possa essere oggetto per esempio di compensazioni urbanistiche.  Si può dire che  le compensazioni urbanistiche sono  sbagliate, purtroppo però sono state fatte,  si è deciso di farle,  e oggi ne paghiamo anche le conseguenze. Era giusto? Non era giusto?  Francamente è un’analisi storica che io lascerei agli  storici. Penso che oggi noi dobbiamo però gestire quello che c’è, e se facciamo finta che non vada gestito,  non lo governiamo, quando le risorse non si gestiscono  provocano delle conseguenze piuttosto negative: noi  andremo in Delibera tra qualche giorno per approvare 8 milioni di euro che stiamo dando a dei costruttori che non hanno realizzato una compensazione perché gli è stato negato il Permesso di Costruire e l’Amministrazione deve pagare 8 milioni di euro;  già ne abbiamo pagati altri 15 nel passato e c’è stato chiesto dall’ATER, tra l’altro, per Casal Giudeo circa 120 milioni di euro per una compensazione. Quindi: questa è l’amministrazione che ha tagliato milioni di metri cubi  da tanto tempo,  una delibera che giaceva dal 2013 in Consiglio Comunale e che in realtà qualcuno ha anche detto in modo strumentale: “ma metà di quella cubatura era  di ATER!” Ma ATER l’aveva messa sul mercato per poter fare denaro e poter far quadrare i suoi conti; non penso che possiamo utilizzare moneta urbanistica per sanare i conti di un’altra Amministrazione; questo per dire che questa Amministrazione, da un punto di vista più politico, francamente, credo che abbia  fatto delle scelte secondo me progressive e non regressive. Per quanto riguarda le Norme (Tecniche NDR), le Norme cercano di affrontare a tutto tondo,  a partire da alcune cose che non hanno funzionato all’interno del Piano. Qui se ne parla poco. Però noi non possiamo, quando si parla di standard –  io avevo detto una cosa che stiamo per approvare in Commissione prima di andare in aula –  , è il Piano dei Servizi della città, cioè una reale mappatura  di tutti quelli che sono i  servizi pubblici  della città : ma voi sapete che il nostro Piano Regolatore prevede, potenzialmente,  molto più degli standard minimi previsti dalla norma nazionale – se non erro –  tendenzialmente  30 metri quadri ad abitante,  contro i 18mq  minimi, addirittura superiori a quelli previsti dal Piano regolatore del ’62.  Bene, sapete quanti sono gli standard realmente fruibili a Roma? Questo non lo sa nessuno. Non è stato mai mappato da 15 anni  quale fosse stato il progresso per gli standard a Roma e oggi la verità è che noi abbiamo una situazione in cui in media nella città noi stiamo sotto allo standard minimo di legge. E non acquisiamo aree, perché la legge sugli espropri non ci consente di acquisire le aree.    Quando noi introduciamo il tema di facilitare ad esempio la cessione compensativa, siamo stati accusati: “ma voi rinunciate agli standard, perchè voi nel momento stesso in cui il Piano stesso diceva il 90% diventa area pubblica e il 10% area privata, e voi fate 80% / 20%, state facendo un grande favore ai privati, rinunciate al 10%“. Peccato che non ci si confronta con la realtà, perchè di queste aree, nessun’area – se non cose minimali, per allargare una strada, per allargare un ponte – ma nessun’area viene espropriata, nella città di Roma, e credo francamente in tante parti di Italia, perché la legge sugli espropri purtroppo impone un pagamento a valore di mercato e l’amministrazione non ne ha la possibilità. Bisogna provare a capire degli strumenti alternativi per poter rendere quelle aree fruibili? Purtroppo l’esproprio proletario non c’è più, e quindi il tema della cessione compensativa, il tema della possibilità di trovare dei convenzionamenti anche con il soggetto privato, che già era previsto all’interno del PRG ma che, anche qui, non è mai stato attuato, quindi strumenti di maggiore flessibilità per cercare di produrre servizi, funzioni pubbliche, nelle periferie soprattutto.  Perchè noi siamo molto preoccupati del Centro storico, ma oltre il centro storico, io essendo di sinistra mi preoccupo anche delle periferie, quindi mi preoccupo di capire come in questi quartieri, se noi abbiamo una media che è sotto la norma nazionale per i servizi, abbiamo poi una situazione in alcuni quartieri della città in cui – ma questo lo sapete tutti – mancano i servizi di base e tutto questo non riusciamo in qualche modo a realizzarlo. Così come sui Programmi di Recupero; sui Programmi di recupero anche, mi piacerebbe che parlassimo anche di questi aspetti che non sono secondari, per due milioni di persone che vivono nelle zone semiperiferiche e periferiche o fuori dal raccordo. Il PRG prevedeva centinaia di Programmi Integrati, che dovevano consentire una riqualificazione delle periferie; di questi Programmi integrati ne è partito uno, che ancora non è arrivato a convenzione, che è quello famoso di Pietralata, non ci sono altri Programmi che non sono arrivati, per la complessità burocratica, perché giustamente il pianificatore dice “ma se io devo ripensare a un pezzo di città, devo ripensare non a fare un intervento edilizio, devo fare una pianificazione, e quindi devo prendere dei perimetri che abbiano una loro consistenza”; peccato che la situazione romana, il fatto che sia parcellizzata la proprietà e il fatto che questi perimetri fossero molto molto ampi, hanno sostanzialmente creato una totale inattuazione di questi Piani, quindi noi possiamo continuare ad andare con il Piano regolatore dicendo “guardate quanti Piani noi abbiamo previsto“, ma quando andremo da quei cittadini che sono vent’anni che aspettano che questi Piani si applichino e che non vengono attuati in alcun modo, non credo che saremo presi a buone parole. Allora la difficoltà di governo (della città NDR) è anche cercare di – perché purtroppo la realtà è più cocciuta delle nostre convinzioni – di fare conti con la realtà, e la realtà ci dice che questo Piano regolatore, che secondo me, nelle sue caratteristiche fondamentali, è molto attuale, nei termini della mobilità su ferro, della salvaguardia ecologica, del policentrismo – la famosa città dei quindici minuti in realtà che cos’ era se non l’idea policentrica di città , con centralità locali – però per tante cose questo PRG non è stato attuato; allora possiamo dare la colpa ai sindaci, agli uffici.. però dobbiamo anche forse capire se, nel mondo di oggi, forse delle regole non è che vadano tolte, ma vadano rimesse in discussione perchè se no i nostri grandi obiettivi continuano a essere scritti nel nostro Piano, continuiamo a rivendicare nel nostro Piano ci saranno 30 mq per a persona come standard urbanistici, riqualificherà 200 quartieri della periferia, e poi non si farà mai. Da questa situazione è nato il tentativo di rimettere mano alle Norme (Tecniche NDR), ma per cercare di capire come questa città potesse provare a essere un pochino più in grado di modificarsi, di trasformarsi, di cambiare, non perché il cambiamento sia sempre foriero di positività, assolutamente no, ma nemmeno il non cambiare nulla è una garanzia di qualche cosa. Non è vero, non è detto; allora su questo io credo che il tentativo sia stato fatto, fatemi soltanto citare, perchè avete posto dei temi di criticità, a cui arrivo, però voglio porre anche dei temi importanti; Storto (il vicepresidente di Carteinregola, intervenuto all’inizio del convegno NDR) parlava di housing sociale, io su questo sono pronto a discutere, se c’è stato un errore, una sottovalutazione, però questo Piano introduce finalmente il concetto di housing sociale all’interno delle NTA del Piano, definisce alcune cose molto chiare in termini di housing sociale, definisce la possibilità di realizzare l’housing sociale delle aree a standard che siano come standard aggiuntivo e quindi all’esterno del dimensionamento minimo del Piano (a 19’10’ dall’inizio risponde a Giancarlo  Storto di Carteinregola NDR)  Sul tema dell’housing penso che abbiamo fatto un ‘operazione importante; sul tema delle aree di riserva abbiamo stabilito un principio che non era scontato, ed è un principio anche da un punto di vista culturale importante, perché il nostro Piano regolatore diceva che il sistema agricolo sostanzialmente era un sistema intangibile, a meno di un interesse pubblico superiore, che fosse quello di costruzione di case pubbliche o di compensazioni edilizie; noi abbiamo detto che oggi come oggi il sistema agricolo invece deve diventare intangibile, a prescindere da questi obiettivi, che questi obiettivi dobbiamo riuscire evidentemente a assolverli, ma all’interno di una città che è già costruita e che ha già aree destinate alla trasformazione, quindi di non andare e non tornare e non continuare ad andare all’interno delle aree di riserva. Sui Print vi ho detto. Sul tema della residenzialità,  guardate noi abbiamo fatto una scelta importante e qui c’è stato anche un lavoro importante dell’Aula, ci siamo confrontati: il tema di porre un freno agli affitti brevi e cercare di affrontare questo tema a viso aperto, sia attraverso un’azione per capire tutto il grande sommerso che c’è all’interno della città, sia per cercare di regolamentare, con il Prof. Celata, per l’individuazione intanto di una base scientifica che ci consenta di essere solidi e strutturati (…), [rispetto a chi cerca] di mettere in discussione il regolamento che faremo, secondo me è importante, questa è una grande innovazione che queste Norme portano vanti. Il contributo straordinario  è un’innovazione che fa questo Piano, che qualcuno ha messo in discussione, che non soltanto è stato confermato, a livello nazionale, noi qui noi non soltanto lo difendiamo, ma lo potenziamo, lo portiamo anche in Città storica, laddove ci sono valorizzazioni immobiliari, anche in conformità con le nuove regole, ma in difformità dal vecchio Piano, debbano essere guidate per i due terzi a servizio della città, questo non era scontato, perché noi da un lato abbiamo semplificato alcune trasformazioni,  dall’altro abbiamo detto che questa semplificazione non deve significare l’impossibilità di catturare la valorizzazione immobiliare; quindi abbiamo stabilito questo, anche questo secondo voi probabilmente è qualcosa di scontato, ma vi posso garantire che è un tema che è stato avversato più e più volte dalle  varie lobbies, dalle varie lobbies che legittimamente portano avanti i loro interessi Abbiamo cercato di introdurre un articolo sugli edifici abbandonati, sui ruderi, anche qui talvolta io ho ascoltato delle riletture folli, insomma “ma voi volete regalare...”, no,  noi vorremmo che i ruderi che ci sono nella città non rimanessero tali, non diventassero sedi di edifici o occupati o abbandonati o addirittura di insicurezza urbana, o che crollassero, ci siamo detti in questi casi, laddove non ci siano interventi del privato, interviene in danno l’amministrazione, e impedisce qualsiasi attività di riqualificazione e rigenerazione se non si interviene quando  viene chiesto di intervenire, perché c’è un pericolo per l’amministrazione pubblica. Sui cinema abbiamo fatto un qualcosa che poi si è cercato a livello regionale di combattere in tutti i modi, abbiamo addirittura innalzato la quantità di mix funzionale nella riconversione dei cinema, anche su questo abbiamo spiegato, quando è stato detto: “attenzione i cinema voi li state liberalizzando“, no, al contrario, siamo innalzando la quantità di attività culturale da 50% al 70% che devono essere comunque garantite e mantenute nelle eventuali riconversioni dei cinema. Sugli arenili, sulla dilettantistica sportiva. Da questo punto di vista io credo che questo Piano, queste Norme abbiano modificato positivamente tante questioni. Veniamo alle questioni che ci ponete voi. Allora, io vi dico la verità. Noi abbiamo evidentemente cercato di affrontare alcuni temi, e alcuni temi sono venuti anche dall’Aula, all’interno di un confronto democratico che avviene. E dico subito una cosa su cui non sono d’accordo: non è vero, mi permetti Daniela Festa (Dip. Metodi e Modelli per l’economia, il Territorio, la Finanza Università La Sapienza, intervenuta all’inizio del convegno NDR), che è stato ridotto dal 30% al 20% la quota di housing sociale. La quota di housing sociale al 30% è stata introdotta da queste Norme (Daniela Festa conferma di aver detto la stessa cosa NDR), poi c’è stato un emendamento di Aula, ma prima (nel PRG vigente NDR) non c’era. Prima c’era un altro ragionamento, cioè che in Città consolidata bisogna avere, non soltanto una nuova funzionalità abitativa nel cambio di destinazione, quindi bisogna introdurre altre funzioni, non abitative, altre funzioni; noi abbiamo detto:  se le vuoi introdurre abitative le devi vincolare alle ediliziasociale; il fatto che ci sia stata una riduzione dal 30 al 10% è una cosa che non mi fa piacere, però quando si sta dentro una assise democratica, purtroppo, si devono anche trovare dei compromessi e degli equilibri, per trovare una quadra con diverse sensibilità, anche evidentemente non solo della maggioranza, questo perché, purtroppo, quando si approva una delibera di questo genere, si deve tenere il più possibile e talvolta si deve perdere qualcosa. Questa per me è stata una cessione dolorosa; è anche vero, però, bisogna dirlo perché se no non ci capiamo, che qui noi stiamo parlando di cambi di destinazione, quindi non stiamo parlando di nuove edificazioni, non stiamo parlando di nuove lottizzazioni, stiamo parlando di cambi di destinazione di immobili già esistenti. Questo cosa significa? Significa evidentemente che l’obiezione che ci è stata posta, è che in altre città, Milano ad esempio o altre città, l’housing sociale viene dato come premialità,  e non, all’interno della SUL assentita,  come una funzione abitativa vincolata all’housing. E’ stata fatta una critica sulla sostenibilità economica ecc e è stata una cessione che è stata fatta a livello di Aula, a partire però dal fatto che c’era lo 0 % prima, questo va detto. Per quanto riguarda – vado per le cose più semplici a cui posso rispondere, in modo molto trasparente – (…) sulla possibilità di trasformare attività che siano compromesse al 70% di attività ricettive, io su questo francamente non sono d’accordo, non ho capito la critica; oggi nel Piano Regolatore c’è una norma vigente, norma di salvaguardia, che dice che laddove esistono delle attività ricettive con il 70% della SUL occupata, queste possono comportare un cambio di destinazione complessivo. Quello che noi abbiamo semplicemente introdotto, sulla base di sentenze dei giudici, è dire che all’interno del 70% delle attività ricettive ci sono anche le attività extra(…); però attenzione noi abbiamo vincolato ad attività ricettive esistenti, quindi quando qualcuno dice “ma io c’ho un palazzo in cui c’ho il 70% di bed and breakfast domani posso trasformarlo in un albergo” dice una stupidaggine, perchè la norma non prevede questo, prevede soltanto quelle casistiche in cui attività ricettive esistenti, dentro un immobile, comprendono il 70% dell’ immobile, conteggiando anche la possibilità di avere dell’extraricettivo, ma ci deve essere un albergo esistente, ci deve essere il 70% dell’immobile già compromesso con attività di carattere ricettivo o extra ricettivo; credo che stiamo parlando quindi di percentuali molto basse, la modifica in realtà rispetto alla precedente norma, mi pare una modifica abbastanza – totalmente direi – trascurabile; forse non si era capito questo, si pensava che all’interno di un condominio in cui ho il 70% di bed and breakfast domani posso attivare l’ (..) Non è così. Sulle cose più complesse invece provo a dire la mia. Allora, Carta per la qualità. Sulla Carta della qualità ci sono tante riflessioni che sono state fatte e dette, io ho la fortuna di avere un rapporto abbastanza costante con chi l’ha scritta, la Carta per la Qualità, che ha fatto un lavoro sulla Carta, e chi l’ha scritta e chi l’ha fatta spesso  non ne parla; coloro che l’hanno scritta e che l’hanno fatta sono i primi a dire che non toccare l’art. 16 è sbagliato, perché l’accezione che è stata data alla Carta per la qualità, che doveva essere una Guida per gli interventi, è stata in realtà travisata totalmente, ed è diventata sostanzialmente, nella accezione di molti, una seconda Soprintendenza con degli immobili vincolati; allora io su questo voglio chiarire: chi ritiene che la Carta della qualità sia sostanzialmente una seconda Sovrintendenza, che vincola degli immobili, e quindi ha un potereprescrittivo su quegli immobili, in realtà fa un torto a chi ha immaginato la Carta per la Qualità. Non era questo. La Carta è inutile , va superata? No, io non penso questo, penso che la Carta per qualità, però dovrebbe svolgere questa funzione e che quando è stata immaginata, è stata inserita all’interno di un elaborato che non è un elaborato prescrittivo; può essere un errore, una dimenticanza, può essere uno sbaglio, però in realtà è un elaborato gestionale, e c’è una differenza importante tra il G2, approvato in adozione (del PRG NDR) , e il Piano (regolatore NDR) che è stato approvato, per cui ci sono tanti interventi che sono anche in difformità, con delle categorie ammesse e gli elaborati del G2 che non sono stati poi approvati, e tanti interventi che sono all’interno della Città storica, tra l’approvato e l’adottato sono cambiati; allora, io voglio dire, noi sicuramente abbiamo, anche qui, c’è stato un emendamento di Aula che ha voluto invertire la “scala”: prima c’era sostanzialmente la Carta per la qualità che guidava, perchè sostanzialmente era l’unico elemento su cui si fondava la scelta di colui che doveva decidere l’ammissibilità di un intervento. Oggi questa scala si è invertita: comprendo che qualcuno pensa che sia un passo indietro, qualcuno pensa che sia un passo avanti, io non ho un giudizio univoco su questo, nel senso che io credo che sia importante e importantissima la Carta per Qualità, credo anche però che serva la possibilità di valutare anche “caso per caso” quello che accade, e ve lo dice uno che ci è passato, perché quando noi dovevamo autorizzare degli interventi a Tor Sapienza su un immobile dell’Ater, che era occupato costantemente perché era una centrale di spaccio, noi non siamo riusciti a farlo perché per la Sovrintendenza capitolina  che quello era  un immobile era nella Carta per la Qualità e che le categorie ammissibili in quel caso non prevedevano interventi di questo genere. Allora, io voglio dire, delle due l’una: o noi recuperiamo una flessibilità, quindi la capacità di far portare la Carta della qualità a una carta che dia delle indicazioni qualitative su però una trasformabilità degli interventi, o  se noi riteniamo che invece la Carta per la qualità sia una Carta prescrittiva, che dice quello che si deve fare e quello che non si deve fare, io credo che noi arriveremo al paradosso che ci viene chiesto da molti, di dover eliminare – ci siamo confrontati con il Presidente (Amodeo  NDR) –  che noi dobbiamo eliminare tutta la Carta per la qualità, tranne le cose su cui vogliamo e dobbiamo mantenere un grandissimo vincolo di tutela, io non sono d’accordo, perchè se noi vogliamo fare un sottoinsieme eliminando migliaia di immobili che hanno comunque delle loro caratteristiche che definiscono da un punto di vista tipologico, architettonico un quartiere, delle morfologie, e dobbiamo eliminarle, perché questo è l’unico modo attraverso il quale si possa intervenire, non è quello spirito, allora preferisco che facciamo questo  tavolo (…) , delle due l’una: allora mettiamo un vincolo sugli immobili, ma la Carta per la qualità non è nata per questo, è nata per dare delle indicazioni su come si dovessero trasformare gli immobili, non soltanto conservare e tutelare; certo che poi all’interno della Carta ci sono degli immobili che hanno un valore tale che devono essere conservati e tutelati, però la ratio qual è? Nel capovolgere quel ragionamento e dire: “da un punto di vista teorico si può intervenire, su un immobile in Carta per la Qualità, in analogia a come si può intervenire nei tessuti, fatto salvo però che ci sono tutte quelle indicazioni che vengono date dal G2 che devono essere rispettate e sulle quali c’è evidentemente una cogenza che viene data”. “Questa cosa è debole” ci è stato detto, e noi abbiamo analizzato e credo che arriveremo a una modifica dell’articolo 16; perché è debole? Perché in alcuni casi il rischio qual è? Che la norma di tessuto ti consenta per esempio la demolizione e ricostruzione e a quel punto sia molto difficile, poi, dover dare delle indicazioni, perché se tu demolisci e ricostruisci, che indicazioni dai? E su questo quindi noi stiamo intervenendo. La proposta che faremo è che, per esempio, sulla demolizione e ricostruzione, evidentemente ci deve essere un ritorno importante sull’ammissibilità degli interventi, attraverso la valutazione (…) di alcuni particolari immobili, ma demolire il principio generale, in realtà, secondo me, è sbagliato nell’idea che nel momento stesso in cui si ripara il tessuto si può fare qualsiasi cosa; l’intento non è questo, l’intento è rovesciare il concetto e dire: “da un punto di vista potenziale puoi intervenire, ma devi intervenire seguendo quelle che sono le prescrizioni del G2 in termini qualitativi, in termini di indicazioni”,  e, laddove ci siano interventi impattanti su delle famiglie molto importanti  è evidente che si ritorna indietro. La risposta alla domanda “ma l’introduzione di quell’emendamento che dava la prevalenza della norma di tessuto sulla Carta per la qualità, è sbagliato?” Io penso che quell’emendamento avesse lo spirito che dicevo prima, cioè l’idea di potenzialmente consentire di intervenire, seguendo le indicazioni del G2, ma per alcuni interventi invece arriva a un rischio importante su cui bisogna intervenire, quindi la risposta datevela voi, se era sbagliato o meno, però sicuramente servono dei correttivi e quindi in parte sicuramente era sbagliata. Per quanto riguarda gli accorpamenti, su questo noi come Giunta – però poi la Giunta è pienamente corresponsabile di quello che fa l’Aula – noi non avevamo toccato quell’aspetto delle Norme, perché ritenevamo che queste norme dovessero poi a un certo circoscrivere il raggio di azione quindi entrare nell’ambito delle attività commerciali all’interno del centro storico, è un tema complesso e importante che si interfaccia anche per esempio con tutto il tema delle regole sul commercio,  quindi il tema dell’occupazione di suolo pubblico, il tema delle somministrazioni, quindi noi per una, in qualche modo, volontà di precauzione, non avevamo toccato il tema; dopodichè l’Aula ci  ha  posto il tema, cioè quello di dire che presumibilmente l’obiettivo che ci si era dati con il Piano regolatore – ora questo PRG noi lo difendiamo con i denti, ma io ricordo delle chiacchierate con Mimmo Cecchini che mi raccontava dandomi anche in qualche modo manforte sulla complessità del ruolo che mi aggiungevo ad assumere, tanto per ricordare che poi  nessuno è profeta in patria – però il Piano Regolatore poneva alcuni limiti con degli obiettivi:  250 mq (di superficie massima negli esercizi commerciali nella città storica NDR)250 mq era un obiettivo legato  secondo me all’idea che dentro la Città storica si dovesse cercare di conservare il più possibile il tessuto residenziale,  abitativo, e quindi anche i negozi di vicinato, le botteghe storiche, che non ci potesse essere una competizione diciamo “fuori scala” con queste tipologie di esercizi commerciali, così come il limite massimo alle stanze degli alberghi, un po’ probabilmente  per difendere gli alberghi esistenti, un po’ perché si riteneva che in questo modo si mantenesse quel tessuto popolare e abitativo residenziale della città. Ora però mi chiedo se questi obiettivi sono stati colti, nel senso che noi ad oggi abbiamo un Piano regolatore (…) cioè “da domani ci sarà la possibilità di aprire il ristoranti di 1000 metri quadrati”, allora anche su questo circola disinformazione. Il Piano regolatore non pone limiti alle dimensioni degli esercizi pubblici, oggi posso aprire ristoranti di mille metri quadrati. Non ci sono limitazioni alle somministrazioni, ma ci sono soltanto a esercizi commerciali, non ai pubblici esercizi, perché il Piano regolatore non ha messo limiti, a chi dice” ma cavolo con la possibilità di avere esercizi commerciali di 1000 mq, un ristorante...” no, oggi è possibile farlo (…). (risponde a obiezione su nuove d possibilità accorpamenti che rendono possibili locali di somministrazione più ampi NDR)  Gli accorpamenti li puoi fare, ma dire che c’era un limite di 250 mq   per gli esercizi della somministrazione non è giusto. Sugli  esercizi commerciali, io francamente credo che vada fatto un ragionamento per capire se in tutta la Città storica,  oppure se in alcuni quartieri questo limite sia troppo elevato (il limite dellaa superficie degli esercizi commerciali in Città storica  portati dall’Aula da 250 mq a 1000 mq NDR) , e stiamo facendo con la Sovrintendenza, anche in Aula, ricorderà il presidente Amodeo, ci fu la discussione su 250, 500, 1000 mq, poi alla fine passò l’idea dei 1000 mq,  però dico anche che il tema degli esercizi storici, delle botteghe storiche, dei vini e oli, del calzolaio, ad oggi non si affronta in  modo dirigistico, con il limite dei 250 mq, perché se qualcuno pensa che così risolviamo questo tema, abbiamo 17 anni – da quando è entrato in vigore il Piano regolatore – di esperienza su questo, cioè i negozi piccoli sono diventati appunto pizzerie, minimarket , pizze al taglio eccetera, quindi da questo punto di vista io credo che ci sia un tema, evidentemente, però non diciamo cose che secondo me non sono realistiche, cioè che in questo modo salvaguardiamo i tessuti della città e il negozio di vicinato, penso che in questo modo purtroppo non lo riusciamo a fare; penso che sia invece più in qualche modo importante salvaguardare negli accorpamenti tra unità edilizie adiacenti,  l’aspetto morfologico, il tema  degli edifici e quindi su questo io credo che sia importante lavorare con la Sovrintendenza per cercare di capire come la Sovrintendenza su questi aspetti, già oggi ha un ruolo,  possa avere un ruolo determinante per dirci, se, come è accaduto a Feltrinelli  – perché già ci sono stati degli accorpamenti tra edifici – sia ammissibile, come magari potrebbe accadere domani in altre parti della città, invece debba essere vincolato; mi permetto di dire però, non come avviene oggi, perché le deroghe io non so chi le decide, non so se lo sapete voi “ una commissione speciale…”, allora anche su questo noi dobbiamo cercare la discrezionalità di ridurla un pochino, insomma perché poi ci sono alcune scelte discrezionali totalmente burocratiche che non hanno nulla di politico, che vengono fatte con tempi e con modalità sconosciute – sicuramente totalmente trasparenti – però voglio dire che se noi introduciamo delle regole che valgono per tutti, forse risolviamo anche qualche problema che c’è stato nel passato su alcune scelte che erano scelte un po’ troppo arbitrarie; anche su questo vi dico:  “è sbagliato?” Io non so se sia sbagliato tout court, credo che bisogna definirla meglio, tessuto per tessuto della Città storica, credo che soprattutto per gli accorpamenti serva avere un parere della Sovrintendenza che possa dire se  lì sia opportuno o non sia opportuno, e credo anche che la scelta che ha fatto questa Amministrazione di impedire che ci siano aumenti volumetrici in Città storica, e anche la scelta sulla Legge di rigenerazione  (la Legge 7/2017 della Regione Lazio NDR) per cui il gioco delle tre carte si faceva fino  a ieri  per cui  uno  convertiva il volume in superficie, poi si dava il 20% , poi si aumentava tutte le superfici accessorie che non fanno SUL e quindi si arrivava a degli scatoloni più grandi del 40% degli immobili che esistevano,  e che ci ha portato insulti da tutti coloro che su questo tema avevano delle grandissime ambizioni  immobiliari (…). Si può discutere delle cose che non si condividono però anche riconoscere (?) quello che si fa; noi in Città storica abbiamo eliminato tutte le premialità, abbiamo introdotto una regola importante, cioè che le modifiche si fanno quando ci devono essere appunto delle  aggiunte (…) delle modifiche importanti che si  facciano con i Piani di Recupero, facciamo i Piani di recupero, però poi dobbiamo anche essere in grado di farli questi Piani di recupero, perché se poi il piano recupero ci mettiamo tutti 5, 6, 7 anni è chiaro che diamo spazio a chi dice “le regole non funzionano, cancelliamo il regole”. Allora io dico che questa Amministrazione ha tentato, rispetto a chi dice “le regole non funzionano cancelliamo le regole”- vedi quello che è successo in Regione con la Legge di rigenerazione urbana (Legge 12/2025 che ha modificato la LR 7/2017 NDR) – di dire “alcune regole non funzionano, proviamo a migliorarle, a modificarle, a semplificarle”, certo assumendoci il rischio; che la regola quella perfetta e funzionate, il Print di 74 ettari,  è la cosa più bella del mondo, però poi il rischio siccome non funzionano le regole  è che diamo spazio a qualcuno che  dice che l’unico modo per fare le cose  è deregolamentare;  noi questo non lo vogliamo fare e non lo abbiamo fatto;  chi paragona  queste Norme a Milano, francamente mi invita a nozze a discutere di come si fanno Milano, ma io non credo in modo illegittimo da un  punto di vista penale, credo in modo inopportuno da un    punto di vista amministrativo; qui noi  tutto quello che facciamo, è con un Piano di recupero,  solo con la  legge sulla  rigenerazione si facevano cose senza Piano di recupero, e siamo intervenuti proprio   con una  delibera che ha rimesso secondo me la città al centro (?), esponendoci. Chiudo,  quello vi chiedo è criticarci, porci le questioni, come avete fatto oggi, nel merito, però anche avere la consapevolezza che questa Amministrazione ha fatto delle scelte in controtendenza rispetto ad altre Amministrazioni di diverso colore politico, ma anche in controtendenza  rispetto ad alcune  scelte che sono state fatte dai nostri colori politici,  in altre epoche, ma ripeto, senza dare un giudizio: erano  altri tempi, altre situazioni eccetera. Mettersi in discussione,  noi ci siamo sempre mesi in discussione e penso che anche da questa seconda e ultima lettura delle Norme  tecniche ci  saranno delle modifiche  che andranno anche incontro a quello che è stato detto qui oggi. Grazie. -------------------------------------------------------------------------------- [i] L’assessore aveva presenziato a un prima parte del convegno, poi aveva dovuto allontanarsi per impegni istituzionali ed era tornato per intervenire nel finale del convegno NOTE (1) vedi le modifiche della Delibera di Adozione Modifiche Piano Regolatore 11 12 2024 VEDI Modifiche alle NTA del PRG cronologia e materiali (2)  Modifiche al Piano Regolatore, le osservazioni di Carteinregola 7 gennaio 2024 (3) Vai alla pagina con gli interventi del convegno del 18 febbraio“Norme Tecniche per l’Attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia?” organizzato da Alleanza Verdi Sinistra Roma e Orizzonte Roma con la partecipazione Per la città di oggi e di domani (4)Vai all’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della  VIII Commissione Urbanistica di Roma Capitale (5)vedi Norme tecniche del PRG: le modifiche da bocciare (per 7 e più buoni motivi) 8 aprile 2025 (6) vedi punto 1 dell’articolo citato alla nota 5: 1) LA CARTA PER LA QUALITA’ DIVENTA CARTA STRACCIA Gli edifici storici di Roma devono essere mantenuti nella loro integrità Sulla funzione  e i pareri della Soprintendenza statale: Art.16. Beni segnalati in Carta per la qualità –  comma 8 – Art.24. Norme Generali  Comma 19 – 20 Art. 16 Beni segnalati nella Carta per la Qualità La Carta per la Qualità, con la planimetria dell’elaborato G1 e la “Guida per la Qualità degli interventi” dell’ elaborato G2 , è  lo strumento inserito nelle NTA con la finalità di salvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma. La nuova formulazione adottata annulla e svuota  ogni riferimento, contenuto ed efficacia delle indicazioni della Qualità, attribuendo valore esclusivo e prevalente alle norme di Tessuto, che consentono  interventi anche  molto incongrui, fino alla demolizione e ricostruzione di edifici non tutelati da un vincolo puntuale della Soprintendenza statale. Nei tessuti medievali, rinascimentali, dell’800 e di inizio novecento, edifici come conventi seicenteschi, “villini” anni ’20, archeologia industriale  e opere dei grandi autori dell’architettura moderna potranno essere modificati o distrutti a discrezione delle esigenze del profitto immobiliare. Persino alcune  restrizioni  che erano ancora presenti  nella Proposta di delibera della Giunta del 13 giugno 2023  sono state cancellate da emendamenti approvati in Assemblea Capitolina. Spicca l’esempio che si trova nell’”Art. 26 Tessuti di origine medievale” ma che è ripetuto in molti altri tessuti  storici:  nella versione della Giunta prevedeva che  “la ristrutturazione edilizia  con demolizione e ricostruzione  di edifici realizzati successivamente al piano regolatore del 1983” fosse ammessa solo  su edifici  “che hanno impropriamente alterato, attraverso sostituzioni e completamenti, le regole tipomorfologiche e compositive del tessuto storico”. Quella limitazione è scomparsa nella versione adottata in Assemblea, aprendo quindi a abbattimenti e trasformazioni indiscriminate nel centro storico e nella Città storica. E   per gli edifici in Carta per la qualità nella Città consolidata e nella Città da ristrutturare  non sono nemmeno previste la “verifica dell’interesse storico-architettonico degli edifici esistenti” e il parere della Sovrintendenza capitolina.vedi le modifiche all’Art. 16 Carta per la qualità  sono abrogati i commi 2-4-7, modificati i commi 3, 5,6,8,9,10,11,12, è aggiunto il comma 3 bis (nella delibera di Giunta 2023: comma 2 -4 – 5-6 abrogati  – modificati commi 3 -7 -9 -10-11-12) vai alle Osservazioni di Carteinregola del 7 4 25 sull’articolo Carta per la qualità (7) 12 dicembre 2025 l’Assemblea Capitolina approva la 230ª Proposta (Dec. G.C. n. 163 del 20 novembre 2025) Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025 Scarica la Deliberazione n. 316 Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025” approvata (vedi L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana ) V (8) vedi  Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – prima parte –Governo del territorio (26 settembre 2024)vedi:Regione Lazio: un’altra legge a favore della rendita Vai a Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – seconda parte, il Paesaggio 14 ottobre 2024 vedi Legge Regione Lazio 12/2025, le modifiche alle Legge 7/2017 (Rigenerazione Urbana) (dopo l’approvazione) (9) vedi Piano Casa e Legge rigenerazione urbana del Lazio cronologia e materiali (10) si veda uno dei tanti appelli lanciati alla Regione Lazio e al Comune: Intellettuali e associazioni ai candidati del Lazio: impegno a modificare la legge demolisci villini 28 gennaio 2023 (11) 2)  CENTRI COMMERCIALI ANCHE NEI TESSUTI  MEDIEVALI E RINASCIMENTALI – Nel centro storico occorre rinforzare il commercio di vicinato e impedire la proliferazione indiscriminata di strutture di vendita di 1000 mq Anche Art. 25 – Art. 26- Art. 27- Art. 28- Art.29 – Art.30 Art. 26 . Tessuti di origine medievale (e in tutti i tessuti della Città storica)  La Proposta di Delibera della Giunta del 13 giugno 2023  permetteva l’accorpamento di unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti solo al piano terra  e per le destinazioni commerciali nella Città storica manteneva  la limitazione delle NTA vigenti  di una  superficie massima  di 250 mq. Le modifiche introdotte dall’Assemblea Capitolina moltiplicano per quattro la superficie di vendita massima e stabiliscono la  possibilità di accorpamento senza limitazioni anche nel cuore di Roma,   con il rischio, da un lato  della distruzione dei caratteri architettonici nei tessuti storici della città, dall’altro della   proliferazione di strutture di vendita fino a 1000 mq, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale(e il riferimento a “ più specifiche e ulteriori previsioni contenute nel Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città storica” appare poco rassicurante). (12) vedi l’intervento di Giancarlo Storto, vicepresidente dell’ Associazione Carteinregola al convegno
March 27, 2026
carteinregola
15.000 euro di sanzioni  a Carteinregola per affissioni abusive di manifesti di cui ignorava l’esistenza (con tutti i documenti)
Ci si può trovare, per aver copiato  sul proprio sito un breve testo che invita la politica a occuparsi, per il Giubileo della Chiesa Cattolica, di chi non ha casa, a dover pagare multe  per più di 15.000 euro? Pubblichiamo la ricostruzione della vicenda accaduta a Carteinregola con tutti i documenti e gli atti , a partire da una sentenza della Cassazione del 2012 che riguarda affissioni abusive, citata incongruamente dalla Polizia di Roma Capitale nel procedimento che ci riguarda. Una sentenza di condanna di un partito politico, proprietario dei manifesti e naturale beneficiario della propaganda diffusa fuori dagli spazi autorizzati. Mentre la nostra associazione, completamente estranea alla ideazione, alla proprietà e all’affissione di manifesti del tutto anonimi, di cui ignorava persino l’esistenza, non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dalle affissioni abusive. Ma la vicenda in realtà non riguarda solo Carteinregola, dato che potrebbero trovarsi nella stessa situazione tante altre realtà civiche impegnate nei territori, che come noi potrebbero essere accusate di affissione abusiva a loro insaputa. > «Con l’inizio del Giubileo, le grandi contraddizioni di Roma diventano ancora > più evidenti, soprattutto per quanto riguarda il problema delle case. Si > nasconde tutto ciò che non si vuole far vedere a turisti e pellegrini. Ma il > Giubileo è solo l’ultimo capitolo di un processo che da sempre sfrutta la > ricchezza immobiliare e turistica di Roma, spesso a nostro danno. > Siamo tuttə sulla stessa strada perché sempre più persone non hanno una casa: > senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə > ancora. > La casa in questo quartiere è diventata un lusso. > Pensiamo che il problema di chi vive per strada non possa essere affrontato > solo come un’emergenza, come con lo sgombero di Castro Pretorio o con la > tensostruttura a Porta San Lorenzo. Poche decine di posti letto infatti non > risolvono i bisogni delle centinaia di persone che si trovano tra la Stazione > Termini e il nostro quartiere. > E poi? Che ne sarà di queste persone e della tensostruttura quando il Giubileo > sarà finito? > La Politica deve prendersi la responsabilità di pianificare risorse e > strategie concrete per rispondere a tutte le richieste di aiuto che rimangono > ignorate. Non possiamo accettare il continuo rimpallo di responsabilità tra > Municipio, Comune e Governo, che non ascoltano chi lotta per il diritto alla > casa e ai servizi. > Un altro problema è il mercato degli affitti, lasciato senza regole e dominato > da multinazionali e piattaforme che fanno salire i prezzi e riducono le case > disponibili. > Noi, abitanti di San Lorenzo, non accettiamo che il nostro quartiere e la > nostra città diventino terreno di conquista per fondi immobiliari e > piattaforme. > Vogliamo servizi per tuttə, compresi quelli che oggi sono lasciatə ai margini > della società» Questo il testo del comunicato, a  firma «Rete di quartiere San Lorenzo»,   pubblicato dal profilo Facebook di ANPI San Lorenzo il 29 dicembre 2024 corredato da varie grafiche colorate.  Tale testo è stato pubblicato dall’Associazione Carteinregola sul suo sito il 2 gennaio 2025,  con il titolo  SIAMO TUTTƎ SULLA STESSA STRADA, senza riprodurre le grafiche, ma aggiungendo una premessa per motivare  la pubblicazione sul sito di un contenuto non prodotto direttamente da Carteinregola: > Pubblichiamo un comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo, di cui fanno > parte nostri soci e comitati della nostra rete, che si batte per una città a > misura di persone, di tutte le persone, chiedendo soluzioni strutturali per > quella che continua a chiamarsi impropriamente “emergenza abitativa” , ma che > è una condizione sempre più radicata e generalizzata che riguarda migliaia di > abitanti della Capitale. Alcuni soci di Carteinregola fanno parte sia della rete di Quartiere San Lorenzo (che non fa parte della Rete di Carteinregola) sia di ANPI San Lorenzo In calce all’articolo, come in calce a ognuno delle migliaia di articoli e pagine pubblicate sul nostro sito, per poter ricevere segnalazioni di inesattezze o errori era stata inserita la frase :  «per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com» Il 12 febbraio 2025, un mese e mezzo dopo la pubblicazione sul sito, due appartenenti al corpo di Polizia di Roma Capitale hanno accertato l’affissione abusiva di 17 manifesti, su cui erano stampate le citate grafiche, affissione rilevata per tutti alla stessa ora, le 11:30,  in due luoghi del Quartiere San Lorenzo di Roma: Piazza dell’Immacolata/Via degli Aurunci (14 manifesti) e Via dei Sabelli (3 manifesti) Come abbiamo appreso dopo il ricevimento dei verbali, i manifesti non recavano alcuna indicazione della tipografia presso cui erano stati stampati, né nomi, loghi o simboli che permettessero di individuarne gli autori, e non recavano neanche il testo del comunicato da noi pubblicato, con cui avevano in comune solo il titolo ( il verbale tipo dei 17 recapitati all’associazione) Il 26 maggio 2025 Anna Maria Bianchi, Presidente dell’Associazione Carteinregola di Roma, ha ricevuto 17 verbali di violazione del Codice della Strada, ciascuno con una sanzione di 316,40 € (se corrisposta entro 5 giorni) o di 445€ (se corrisposta entro 60 giorni) che si riferivano all’affissione abusiva di “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti”. Il 28 maggio 2025 la Presidente e il segretario dell’associazione hanno avuto un colloquio con i verbalizzanti presso il Gruppo Sapienza della Polizia di Roma Capitale, nel corso del quale  hanno appreso le circostanze delle sanzioni, che erano state comminate a Carteinregola in quanto era stato trovato sul sito dell’associazione il comunicato con lo stesso titolo dei manifesti affissi abusivamente. Presidente e Segretario hanno  subito spiegato la totale estraneità di Carteinregola alle affissioni di manifesti che non erano  stati ideati, né erano  di proprietà, né tantomeno erano stati affissi dall’associazione. Nel colloquio, i verbalizzanti hanno  mostrato lo screeenshot del sito di Carteinregola con l’articolo del comunicato e le foto dei manifesti affissi a San Lorenzo, da cui risultava  evidente che si trattava  di grafiche non presenti sul sito di Carteinregola, e che con il comunicato pubblicato aveva  in comune con i manifesti  SOLO IL TITOLO, visto che le grafiche/manifesti recavano ciascuno un testo diverso,  ricostruzioni di  storie immaginarie di persone in emergenza abitativa sopra: in BN le immagini delle affissioni abusive scattate dalla Polizia di Roma Capitale, a colori le grafiche presenti su diversi profili FB NON presenti nè sul sito nè sui profili social (FB e altri) di Carteinregola -------------------------------------------------------------------------------- Il  colloquio si era concluso apparentemente con un chiarimento dell’equivoco e l’invito da parte dei verbalizzanti a promuovere ricorso presso il Prefetto. Ricorso che è stato inviato il 4 giugno 2025. Il 21 ottobre 2025 sono giunte alla Presidente dell’Associazione le 17 sanzioni, maggiorate, raggiungendo la cifra di  888, 50 euro ciascuna, per un totale di circa 15.000 euro. (l’ingiunzione del Prefetto identica per ognuna delle 17 sanzioni) La Prefettura aveva infatti  bocciato il ricorso sulla base delle controdeduzioni della Polizia di Roma Capitale,  che a fine luglio/inizio agosto 2025 aveva  argomentato, con lo stesso testo per ciascuna sanzione,  la «conferma di quanto a suo tempo redatto». -------------------------------------------------------------------------------- LE MOTIVAZIONI DELLE CONTRODEDUZIONI DELLA POLIZIA LOCALE APPAIONO INCONGRUE PER VARI MOTIVI. Sotto: le controdeduzioni inviate al Prefetto dalla Polizia di Roma Capitale (identiche per i 17 ricorsi contro le 17 sanzioni) Nelle controdeduzioni infatti si sostiene che  anche se la Presidente di Carteinregola non è la materiale esecutrice delle affissioni abusive, è chiamata a risponderne,  citando – a sproposito – una sentenza della Cassazione del 2012 (che si riporta integralmente in calce*): “È tenuto al pagamento della sanzione in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda,tenuto conto che la legge individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e  nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l’interesse, ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della solidarietà del proprietario con l’autore della violazione, indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso materialmente la violazione“. Carteinregola non è il proprietario dei manifesti, e nemmeno un partito politico che fa propaganda, e non avrebbe potuto ottenere alcun vantaggio dall’affissione dei manifesti,  che non recavano alcun simbolo o logo dell’associazione e che recavano testi che non avevano nulla a che fare con l’associazione e la sua attività. Appare altrettanto incongrua  la motivazione  che si riferisce a presunte responsabilità della Presidente dell’Associazione riguardo l’operato dei propri soci: in primis, laddove si riporta che la Corte aveva confermato un decisione del giudice di pace , con la quale si era ritenuto che «il partito politico che aveva proposto opposizione… fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva  dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l’abusiva affissione di detti manifesti».  Appare evidente che i dirigenti o responsabili di un partito possano essere chiamati a rispondere delle affissioni di manifesti stampati dal proprio partito, in quanto in condizione di dare precise indicazioni agli incaricati delle affissioni o ai propri militanti, mentre la presidente di un’associazione non possa  rispondere della stampa e dell’affissione abusiva di manifesti  che non sono stati né ideati, né realizzati, né diffusi, né stampati,  né firmati, né acquistati dalla Associazione di cui è responsabile. Ma nelle controdeduzioni della Polizia locale ci sono anche altre  motivazioni a nostro avviso incongrue: Si  parla  di «organizzazione che promuoveva la manifestazione», ma non è stata indetta alcuna manifestazione, e come abbiamo visto, neanche sui manifesti era pubblicizzato alcun evento o manifestazione, ma si invocava solo maggiore attenzione per le persone in emergenza abitativa. Si  parla di «comunicato emesso su Facebook» da Carteinregola , ma, come abbiamo visto, Carteinregola non ha emesso alcun comunicato, ma solo ripodotto il comunicato della Rete di quartiere San Lorenzo pubblicato da ANPI San Lorenzo, né ha pubblicato il comunicato su Facebook, ma solo sul proprio sito e ha pubblicato solo un testo, senza le grafiche poi riprodotte sui manifesti Si ammette che l’associazione sia «estranea alla stampa e all’affissione dei  manifesti» ma  si ribadisce la promozione di un fantomatico  «evento»,  che in quanto «promosso dai soci» comporterebbe che  il Presidente dell’associazione  sia   “responsabile di tutto quello che accade nell’associazione a livello civile penale ed economico ed è obbligato in solido con l’autore della violazione”. Ma Carteinregola ha attribuito a propri soci solo il comunicato copiato da Facebook,  non certo la stampa e l’affissione dei manifesti, con cui non esiste alcun collegamento, visto che i manifesti non sono firmati e  che chiunque avrebbe potuto scaricare le grafiche dai social (presenti da giorni prima della pubblicazione del comunicato sul nostro sito), stamparle e affiggerle abusivamente. In ogni caso è evidente che l’associazione non può rispondere di azioni e violazioni ad opera di altri soggetti promosse a sua insaputa, a maggior ragione se non riguardano, come in questo caso,  attività dell’associazione Carteinregola ha quindi avanzato ricorso presso il giudice di pace il 19  novembre 2025, con un consistente esborso, già solo   per le spese legali, per un’associazione che ha  come unico introito la quota di iscrizione dei propri  120 soci di  20€ l’anno.  L’udienza è stata fissata il 15 marzo 2027 In ogni caso, riteniamo che non possano essere considerati responsabili delle affissioni abusive né ANPI San Lorenzo, né gli autori del comunicato o chiunque abbia  rilanciato il comunicato e le grafiche sulle proprie pagine Facebook. L’affissione cartacea è cosa ben diversa dalla pubblicazione virtuale sui social e, come detto, chiunque poteva stampare le grafiche e affiggerle a insaputa degli autori del comunicato, trattandosi di manifesti anonimi. Inoltre, essendo appunto manifesti anonimi e non trattandosi della pubblicità di alcuna iniziativa, come Carteinregola,  nemmeno ANPI San Lorenzo né altri potevano ricavare alcun vantaggio dalle affissioni. A meno che si voglia indicare come “beneficiari delle affissioni” e quindi corresponsabili degli abusi coloro che il testo del comunicato e delle grafiche intendevano tutelare : «senzatetto, famiglie, migranti, lavoratorə con bassi salari, studentə e altrə ancora». Per questi motivi il 5 febbraio 2026 Carteinregola ha scritto  una lettera al Sindaco  Gualtieri (in calce**), alla Presidente e ai Consiglieri dell’Assemblea Capitolina, ai Presidenti dei Municipi e per conoscenza al Comandante  del Corpo di Polizia Municipale. Nella lettera manifestavamo la preoccupazione, oltre che per il nostro caso specifico,  per le conseguenze che tale precedente potrebbe avere per tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, e le sentenze richiamate in modo abnorme, potrebbero infatti offrire a chiunque la possibilità di colpire l’ impegno dei cittadini in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in conflitto  con interessi privati anche molto specifici. Con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode,  basterebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni le locandine che pubblicizzano eventi promossi dalle associazioni e affiggerle abusivamente  per causare danni economici assai consistenti a realtà civiche come la nostra. Nella lettera abbiamo fatto un esempio concreto e recente di tale rischio: «Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dai siti dei comitati aderenti sono scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione». (foto AMBM) La nostra lettera si concludeva con la richiesta  al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventasse  oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. A oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta dal Sindaco, né dalla maggioranza dei destinatari della nostra lettera (***). In tempi di «decreti sicurezza» che comprimono la libertà di espressione e di manifestazione, sembra incredibile che proprio nella Capitale, guidata da un Sindaco che appartiene a una forza politica che osteggia le misure governative, si possa consumare una simile vicenda. Noi continueremo a impegnarci per portarla a conoscenza dell’opinione pubblica, perchè siamo convinti che non riguardi solo la nostra associazione, ma tante altre realtà che esercitano il proprio diritto di critica nel rispetto delle regole. Associazione Carteinregola Post scriptum: Teniamo a sottolineare che riteniamo particolarmente offensivo che la nostra associazione venga accusata di affissioni abusive, visto che il rispetto delle  Regole è sempre stato al centro della nostra identità, addirittura nel nome, e anche relativamente  alle affissioni abusive:  ad esempio quando  abbiamo promosso  (fin dal 2016) la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e quando abbiamo sottoscritto  la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca” vai alla pagina con la registrazione della Conferenza stampa dell’11 marzo 2026 26 marzo 2026 PER OSSERVAZIONI E PRECISAZIONI scrivere a: laboraatoriocarteinregola@gmail.com NOTE (*)8. Sentenza Cassazione 1040/2012– motivi della decisione Svolgimento del processo – Motivi della decisione 1. Con sentenza n. 7905 del 2006 il Giudice di pace di Roma, decidendo sull’opposizione proposta dalla Federazione di Roma del Partito della Rifondazione Comunista avverso l’ordinanza-ingiunzione n. 27 del 2005 emessa dalla Prefettura di Roma in relazione all’accertamento di violazioni amministrative in materia di affissioni abusiva di manifesti, la rigettava. A sostegno della decisione il suddetto giudice rilevava che, quanto all’omessa audizione, la P.A. opposta aveva prodotto il relativo avviso di convocazione e che, con riferimento al merito, la modifica apportata alla Legge finanziaria del 2005, atteneva solo fi all’affissione abusiva di manifesti a contenuto politico avvenuta in periodo elettorale, considerando, in ogni caso, che la ricorrente non aveva dato prova dell’insussistenza della i sua responsabilità. Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione Federazione di Roma del Partito della Rifondazione Comunista basato su tre motivi, avverso il quale l’intimato Ufficio territoriale del Governo di Roma si è costituito con controricorso. Il collegio ha deliberato l’adozione della motivazione della sentenza in forma semplificata. 2. Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto la violazione e/o falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., con riferimento all’omessa pronuncia, da parte del giudice di merito, sulla doglianza relativa alla prospettata esclusione della responsabilità solidale di essa ricorrente, dovendo rispondere dell’illecito amministrativo il solo esecutore materiale dell’affissione abusiva. 2.1. Con il secondo motivo la ricorrente ha denunciato la supposta violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 6 sul presupposto che, nella specie, non sarebbe stata configurabile la responsabilità solidale di essa ricorrente non emergendo che l’attività illecita fosse stata posta in essere nel suo interesse. 2.2. Con il terzo motivo la ricorrente ha censurato la sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 1, comma 481, della cd. Legge Finanziaria 2005 (che aveva introdotto il D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 23, comma 13 quinquies), nella parte in cui escludeva, in ogni caso, la responsabilità solidale dei committenti dell’affissione di manifesti relativi ad attività politiche da chiunque realizzate. 3. Il primo e terzo motivo, che possono essere esaminati congiuntamente perchè strettamente connessi, sono infondati e devono, pertanto, essere rigettati. In primo luogo il collegio rileva l’insussistenza della supposta violazione dell’art. 112 c.p.c.. Infatti, il giudice di pace di Roma, nella motivazione della sentenza impugnata, ha preso in piena considerazione il motivo dedotto con l’originario ricorso attinente alla supposta operatività dell’esclusione della responsabilità dell’eventuale soggetto committente, ai sensi del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 23 (e, in particolare, del comma 13 quinquies, come inserito dalla L. 30 dicembre 2004, n. 311), respingendolo sul presupposto che la modifica di detta norma, alla quale aveva posto riferimento la ricorrente, riguardava l’affissione abusiva di manifesti a contenuto politico avvenuta solo in periodo elettorale (circostanza, questa, che – come verificato dallo stesso giudice di pace – non ricorreva nella fattispecie). Quanto alla dedotta violazione di legge se ne ravvisa ugualmente l’infondatezza, poichè – al di là della verosimile correttezza dell’interpretazione data dal giudice di pace di Roma circa l’ambito oggettivo e temporale del disposto di cui all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies (nel quale si poneva riferimento all’attività dei soggetti elencati nel D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 20) con riguardo all’applicabilità della causa esoneratrice della responsabilità del committente – deve sottolinearsi, in modo risolutivo, che l’ordinanza- ingiunzione impugnata (come evincibile dallo stesso ricorso) ineriva un verbale di accertamento del (OMISSIS) e, quindi, la constatazione della violazione del citato art. 23 C.d.S. nel testo ancora non integrato dal successivo inserimento del richiamato comma 13 quinquies, intervenuto solo per effetto dell’entrata in vigore della L. 30 dicembre 2004, n. 311 (cd. Legge finanziaria 2005), poi, peraltro, abrogato dalla L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 176. Pertanto, al momento dell’effettuato accertamento della violazione in questione, la disposizione derogativa di cui all’art. 23 C.d.S., comma 13 quinquies non era ancora entrata in vigore e, perciò, era, in ogni caso, inapplicabile nel caso in esame in virtù dell’operatività del principio generale stabilito dalla L. n. 689 del 1981, art. 1. 4. Anche il secondo motivo è destituito di fondamento e deve, perciò, essere respinto. Essendo rimasta esclusa l’applicabilità della predetta disposizione speciale, la responsabilità del committente rimaneva, quindi, disciplinata dalla L. n. 689 del 1981, art. 6 al quale ha posto comunque riferimento il giudice di pace nella sentenza impugnata, evidenziando che l’opponente non aveva, in ogni caso, idoneamente comprovato la sussistenza dei presupposti per pervenire all’esclusione della sua responsabilità quale committente. A tal proposito deve, infatti, trovare conferma l’orientamento della giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 15000 del 2006) secondo il quale, in tema di violazione dell’ari. 23 del codice della strada, che sanziona l’affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari lungo le strade, è tenuto al pagamento della sanzione, in solido con l’autore materiale della violazione, anche il partito politico proprietario dei manifesti e beneficiario della relativa propaganda, tenuto conto che la L. n. 689 del 1981, art. 6, commi 1 e 3 individua nella proprietà del mezzo usato per la commissione della infrazione, e nel rapporto oggettivo e funzionale della condotta tenuta con l’interesse ovvero gli scopi di una persona giuridica o di un ente di fatto, i titoli stessi della solidarietà del proprietario o di detti enti con l’autore della violazione, indipendentemente dalla identificazione della persona fisica che ha commesso materialmente la violazione (nella fattispecie esaminata la S.C. aveva confermato proprio una decisione del giudice di pace con la quale si era ritenuto in via presuntiva che il partito politico che aveva proposto opposizione avverso numerosi verbali di contestazione di violazioni dell’art. 23 C.d.S. per affissione non autorizzata di manifesti pubblicitari in suo favore fosse il proprietario dei manifesti affissi, stabilendo che esso era tenuto al pagamento della sanzione per non aver fornito la prova di una condotta positiva) dei suoi dirigenti o responsabili, volta ad impedire l’abusiva affissione di detti manifesti). Alla stregua di questo indirizzo giurisprudenziale (su cui v., anche, Cass. n. 3630 del 2004 e Cass. n. 27796 del 2005), al quale si aderisce, anche la seconda doglianza non è meritevole di accoglimento. 5. In definitiva, in virtù delle ragioni complessivamente esposte, il ricorso deve essere integralmente rigettato con conseguente condanna della parte ricorrente al pagamento dei compensi del giudizio, liquidati come in dispositivo, oltre che delle spese vive prenotate e prenotande a debito. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento dei compensi del presente giudizio, liquidati in complessivi Euro 600,00, oltre spese prenotate e prenotande a debito. Testo non ufficiale. La sola stampa del bollettino ufficiale ha carattere legale. 9. Sentenza Cassazione 15000/2006 del 20 6 2006 (**) La lettera al Sindaco Gualtieri del 5 febbraio 2026 Alla CA di Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale – Svetlana Celli Presidente  Assemblea Capitolina – Consigliere e Consiglieri Assemblea Capitolina – Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi – E pc Mario De Sclavis Comandante Corpo di Polizia Locale Roma Capitale OGGETTO: 15.000 euro di sanzioni comminate a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti a cui è completamente estranea, richiesta di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale,per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni ingiustificate, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città Roma, 5 febbraio 2026 L’Associazione Carteinregola comunica di essere  vittima di  una grande  ingiustizia, nella persona della sua Presidente, chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per fatti a cui l’associazione non solo è completamente estranea,  ma di cui non era nemmeno a conoscenza. La vicenda scaturisce da 17 verbali per affissione abusiva di  17 “manifesti pubblicitari fuori dagli appositi supporti” emessi  il 12 febbraio 2025dalla Polizia di Roma Capitale in seguito all’accertamento dell’affissione abusiva in due località del quartiere San Lorenzo. Manifesti, che  non presentavano alcuna firma, ed erano quindi stati stampati e affissi da ignoti, e che non recavano alcun riferimento a Carteinregola e alle sue attività, e che, come spiegato nel colloquioavuto presso il Comando della Polizia Locale competente dopo il ricevimento delle sanzioni, non solo non erano  stati affissi,  ma non erano  stati né ideati, né realizzati, né stampati e   nemmeno  riprodotti sul sito di Carteinregola, e quindi la loro diffusione non poteva portare alcun vantaggio né diretto né indiretto all’associazione. Trattandosi di una situazione davvero  paradossale, eravamo convinti che si fosse chiarito  l’equivoco nel citato colloquioe che la vicenda si sarebbe rapidamente risolta con il  ricorso al prefetto. Invece nell’autunno scorso abbiamo ricevuto  17 ordinanze/ingiunzioni al pagamento che hanno raggiunto la considerevole cifra di 15.000 €, poiché la  Polizia di Roma Capitale ha confermato le sanzioni, con motivazioni che riteniamo totalmente incongrue,  e abbiamo quindi dovuto   avanzare opposizione davanti al giudice di pace. Paradossale anche trovarsi in tali circostanze per  la nostra associazione, che ha fatto del rispetto delle regole la sua bandiera già nella scelta del proprio nome, ma non solo:  fin dal 2016 abbiamo ideato e promosso ad ogni elezione la  “Carta della candidata e del candidato trasparente” dove all’articolo 3 è inserito: “La candidata o il candidato si impegna a rispettare le normative vigenti per ogni iniziativa inerente la campagna elettorale, dalla richiesta dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico, alle affissioni negli spazi consentiti” (Art.3)  e sottoscrivendo in più riprese la campagna contro le affissioni abusive “Non votare chi sporca”[1].   Ma c’è un altro aspetto che ci preoccupa, che va oltre il caso specifico e che può investire anche tante altre realtà di cittadini attivi. La motivazione delle sanzioni della Polizia locale, con il riferimento a sentenze richiamate in modo abnorme per il nostro caso, potrebbe però portare  a conseguenze imprevedibili, in quanto  chiunque intendesse colpire l’ impegno in  difesa dell’interesse pubblico – impegno  che spesso si trova in contrasto con interessi privati anche molto specifici – potrebbe  scaricare dai siti  o dai social delle associazioni locandine che pubblicizzano vari eventi e affiggerle abusivamente  con il preciso obiettivo di danneggiare le realtà scomode. Non solo. Il 10 gennaio scorso abbiamo ascoltato con interesse l’intervento  del Sindaco  Gualtieri all’assemblea per il lancio della campagna VOTA NO per difendere GIUSTIZIA, COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA del Comitato Società civile per il No nel Referendum costituzionale, a cui aderisce anche l’associazione Carteinregola. Dal sito del Comitato https://www.referendumgiustizia2026.it/ sono ora scaricabili dèpliants e volantini, che Carteinregola non intende  diffondere al di fuori del proprio sito e dei propri canali social  (quindi esclusivamente on line); ma  se sciaguratamente qualcuno, tra le migliaia di cittadini che fanno parte delle  tante realtà che aderiscono al Comitato,  prendesse  l’iniziativa di stampare e affiggere dei manifestini fuori dagli spazi autorizzati, Carteinregola potrà ricevere addebiti anche per questo, insieme a tutti gli altri soggetti che hanno aderito al Comitato? L’ipotesi non è peregrina, visto che ci sono state comminate sanzioni addirittura per affissioni di manifesti  che non erano in alcun modo riferibili alla nostra associazione. Per questo, pur confidando nella possibilità di avere giustizia,   ottenendo  una sentenza  che riconosca la totale estraneità dell’Associazione Carteinregola rispetto ai fatti che ci sono stati contestati, chiediamo al Sindaco, alla Giunta e  all’Assemblea Capitolina, nonché ai Presidenti, alle Giunte e ai Consigli di Municipio per quanto di loro competenza, di attivarsi affinchè quanto accaduto alla nostra Associazione diventi oggetto di un dibattito pubblico allargato e di un confronto con la Polizia di Roma Capitale, per garantire che il confronto democratico con la società civile possa svolgersi serenamente, senza Spade di Damocle di ingiuste e pesanti sanzioni,  nei confronti di realtà che si basano sul lavoro volontario dei propri soci e che hanno come unica forma di finanziamento una esigua  quota annuale versata dai propri iscritti. In calce i dettagli della vicenda, siamo a disposizione per fornire tutti i  documenti e le informazioni relative a quanto riportato [1] vedi https://www.carteinregola.it/perunapoliticatrasparentedemocratica/carta-della-candidata-e-del-candidato-trasparente/ > Non votare chi sporca la città con manifesti abusivi (***) Abbiamo ricevuto messaggi di interessamento e solidarietà da  alcuni consiglieri capitolini: Ferdinando Bonessio, Europa Verde, Tommaso Amodeo, Lista Civica Gualtieri, Giovanni Caudo, Roma Futura, Linda Meleo M5S, dalla Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, da Barbara Auleta, capogruppo AVS II Municipio, da Maristella Urru di Aurelio in Comune del XIII Municipio, da Nathalie Naim, Lista civica Gualtieri I Municipio. Lorenzo Minio Paluello di Roma Futura ha promosso una mozione, approvata in Commissione Bilancio del I Municipio, che tuttavia non è stata poi approvata dal Consiglio per  la non partecipazione al voto della maggioranza dei consiglieri presenti. Hanno inviato  la propria solidarietà anche  il segretario del PD Roma Enzo Foschi  e tante realtà civiche, che si stanno man mano aggiungendo.
March 26, 2026
carteinregola
Abbiamo salvato la Costituzione, ora continuiamo nell’impegno per attuarla
(e un grandissimo ringraziamento) Ha vinto il NO alla riforma della magistratura, una riforma che non solo avrebbe minato l’indipendenza di giudici e PM, ma che avrebbe definitivamente spalancato la strada a una serie di riforme che avrebbero scardinato la nostra Costituzione. Riforme ancora in piedi, battaglie non ancora vinte: premierato, legge elettorale, autonomia regionale differenziata, decreti sicurezza. Diritti conquistati dalle generazioni che ci hanno preceduto, a partire dalla Lotta di Liberazione dal nazifascismo, che, come dimostra anche questa vicenda, non si possono dare per scontati, ma devono essere difesi e rinnovati ogni giorno. Questa vittoria ci dà una nuova speranza per la nostra democrazia, per l’ampia partecipazione al voto e la partecipazione al voto di tanti giovani, e una conferma che quando sono in ballo i nostri valori fondativi le persone sanno reagire e farsi presidio popolare. Un vittoria che non deve essere considerata uno scampato pericolo, ma che deve essere un punto di partenza per una nuova stagione di impegno e partecipazione, per attuare finalmente la nostra Costituzione, la giustizia davvero uguale per tutti, l’uguaglianza e la solidarietà. Vogliamo ringraziare tutti quelli che si sono lanciati con generosità e determinazione in una battaglia che sembrava persa. Persone che hanno saputo riannodare i fili dei discorsi interrotti, volantinando per le strade, macinando chilometri per raggiungere ogni angolo in cui ci fosse bisogno di spiegare, parlando con amici ed estranei, trovando parole semplici per concetti complicati. Soprattutto rispondendo con pazienza alla marea di notizie false traboccante da televisioni e social. Affrontando un confronto impari, con avversari che non rispettavano le regole del gioco. E ringraziamo in particolare tutti quelli, più di 30, che ci hanno aiutato a realizzare le videointerviste e il libro “Risposte competenti a slogan ingannevoli“, raggiunto da più di 8000 contatti nella pagina dedicata sul nostro sito. Oggi è una bella giornata per la democrazia, per il nostro Paese, e anche per Carteinregola. 24 marzo 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 24, 2026
carteinregola
Newsletter 24.03.2026 – Attività 27-28 marzo: tre film, un libro, un documentario. Nuovi libri in biblioteca. BioOsteria.
Casale Podere Rosa Biblioteca sociale Passepartout Newsletter del 24.marzo.2026 Movimento No Kings Italia: due giorni di mobilitazione globale contro guerra, riarmo e deriva autoritaria. A Roma sabato 28 Manifestazione nazionale “No Kings: contro i re e le loro guerre” (h.14-p.zza della Repubblica). Appuntamenti della settimana: Donne con lo zaino-Vite in esplorazione. Presentazione del libro di … Leggi tutto "Newsletter 24.03.2026 – Attività 27-28 marzo: tre film, un libro, un documentario. Nuovi libri in biblioteca. BioOsteria."
March 24, 2026
Casale Podere Rosa
MercatoBIO sabato 4 e 18 aprile 2026
Il MercatoBIO, agricoltura biologica a km Zero si svolge nel giardino del Casale Podere Rosa il primo e terzo sabato di ogni mese (tranne agosto). Prossime date: APRILE: sabato 4 sabato 18 Orario: dalle 9,00 alle 13,00 (anche in caso di pioggia) Contatti: info@casalepodererosa.org – tel.068271545 Luogo: Casale Podere Rosa, via Diego Fabbri (angolo via … Leggi tutto "MercatoBIO sabato 4 e 18 aprile 2026"
March 24, 2026
Casale Podere Rosa
Cineforum (e non solo) in saletta venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026
venerdì 27 marzo ore 16,00 per la rassegna Non è mai troppo tardi… film A SANGUE FREDDO di Richard Brooks (1967) 137′ ore 18,00 film TRUMAN CAPOTE-A SANGUE FREDDO di Bennett Miller (2005) 110′ sabato 28 marzo (mattina) ore 10,30 Presentazione del libro Donne con lo zaino-Vite in esplorazione (Elliot, 2026) “una raccolta di storie … Leggi tutto "Cineforum (e non solo) in saletta venerdì 27 e sabato 28 marzo 2026"
March 24, 2026
Casale Podere Rosa