
In morte di due fratelli di classe.
S.I. Cobas – Sindacato intercategoriale - Sunday, May 17, 2026COME SEMPRE PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DEL CIP TAGARELLI SULLA UCCISIONE DEL LAVORATORE BAKARI SAKO SUL RAZZISMO ,ARTICOLO EMOZIONANTE CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE TUTTI I LAVORATORI VISTO CHE PER IL SI COBAS(CHE ORGANIZZA TRENTATRE NAZIONALITA’ DIVERSE) I LAVORATORI NON HANNO PATRIA DA DIFENDERE MA DIRITTI E DIGNITA’ DA CONQUISTARE PER LA CLASSE SOCIALE CHE PRODUCE LA RICCHEZZA.
BUONA LETTURA.
SI COBAS NAZIONALE
Sul brutale assassinio di Bakari Sako, 35 anni, immigrato del Mali, ucciso da un gruppetto di ragazzini (italiani di primissima generazione) a Taranto mentre, alle 5 di mattina, andava in bicicletta verso i campi dove lavorava, a salario di fame, perchè noi potessimo mettere sulle nostre tavole frutta e verdura, i particolari li abbiamo letti sui giornali.
Poteva salvarsi, se l’italianissimo padrone del bar dove si era rifugiato già sanguinante avesse chiamato la polizia invece di buttarlo fuori. Mille tarantini hanno partecipato al suo funerale. Il sindaco era assente.
I particolari sulla morte di Mustapha Ladid, operaio nato in Marocco 32 anni fa, morto avvelenato a Bergamo il 12 maggio dopo aver trascinato due compagni di lavoro fuori da una cisterna dove stavano soffocando, invece, non li abbiamo letti. Non abbiamo letto neppure che a sua madre il governo italiano ha negato il visto per venire a prendere la salma del figlio.
Per Bakari Sako neanche una parola da quella classe politica che, da anni, ha sdoganato il razzismo, che si fa un punto d’onore nel respingere in mare le migliaia di donne, bambini e uomini che fuggono dalla fame, dalla miseria, dalle guerre – come nel passato abbiamo fatto noi, migrando in tutto il mondo, dal Belgio alla Germania all’Argentina – governo che spende milioni per deportare in Albania (sprecando i nostri soldi) esseri umani che hanno la sola “colpa” di cercare un futuro migliore per sé e per i loro figli.
Due “immigrati”, due operai che, come milioni di altri italiani, venivano sfruttati, lavoravano per mantenere la famiglia con salari da fame. Uno nei campi, dove ogni anno muore qualcuno per aver lavorato sotto il sole cocente per 10/12 ore al giorno. L’altro cercando di salvare due compagni di lavoro (italiani).
Salari da fame come noi, zero diritti come noi, sfruttamento bestiale come noi, infortuni e morti di profitto come noi. Fratelli di classe.
Oggi, invece, leggerete sui giornali i soliti sproloqui di quello sciacallo (*) di Salvini e compagnia bella sui fatti di Modena: un uomo di origini marocchine, Salim El Koudri, italiano nato 31 anni fa a Seriate, nella “Padania” profonda, in cura per problemi psichiatrici, che ha investito con l’auto dei passanti, facendo 4 feriti gravissimi (ieri a Milano un italiano di 60 anni ha falciato due pensionati settantenni che attraversavano sulle strisce pedonali..). Ma se sei scuro di pelle la malattia mentale non vale. Nota bene: a fermarlo sono stati due ragazzi pakistani.
(*) Sciacallo: persona che approfitta delle disgrazie altrui per il proprio tornaconto. (dizionario Treccani).
Il razzismo è da sempre l’arma principale per dividere i lavoratori. Lo sanno bene i nostri padri e i nostri nonni, che sono stati immigrati. I padroni NON sono razzisti, a loro va bene la carne da macello di qualsiasi colore, basta che sia obbediente, remissiva e, soprattutto, divisa.
Lasciano il compito ai politici: è vecchia come il cucù …quando le cose vanno male diamo la colpa agli ultimi, qualunque sia il colore della pelle: a chi si ribella allo sfruttamento, a chi rivendica diritti e salari dignitosi, a chi non vuole morire per il profitto di pochi… vediamo di non cadere nella trappola un’altra volta.
Rabbia e solidarietà di classe per combatterli, perché non siamo sulla stessa barca (italiana..): noi lavoratori di qualunque paese sulle zattere e loro sui transatlantici di lusso.
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