Il nuovo Eldorado delle armiLE NEW ENTRY DEL MERCATO SECONDO L’ULTIMA RELAZIONE
Secondo la Relazione della Presidenza del consiglio da poco pubblicata,1
nell’anno 2025 c’è stato un forte aumento delle aziende interessate ad esportare
armi dall’Italia. Nel decennio precedente ogni anno si iscrivevano al Registro
nazionale delle imprese (RNI) tra 25 e 40 aziende, e se ne cancellavano
mediamente 14. Nel 2025 se ne sono iscritte 75, un record assoluto, a fronte di
20 cancellazioni.
Le iscrizioni al Registro nazionale delle imprese (RNI) negli ultimi dieci anni
2016-2025.
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione al parlamento ai sensi
dell’art. 5 della legge 9 luglio 1990, n. 185, diversi anni.
Il Registro nazionale delle imprese è tenuto dal Ministero della difesa
attraverso il Comando Interforze Cyber Intel Reparto Informazioni e Sicurezza
(CoCI RIS), a cui compete l’accoglimento della domanda di iscrizione al RNI e
l’emissione del nullaosta per le aziende che intendono svolgere manutenzione o
addestramento in Italia o all’estero, iniziare trattative contrattuali da e
verso Paesi NATO non membri dell’UE, e importare/esportare ricambi, componenti e
servizi, oltre che le operazioni temporanee relative a installazione e collaudo,
mostre e fiere, campionature ecc.
Materialmente il Registro è aggiornato bimestralmente dalla Direzione nazionale
degli armamenti (DNA). Da notare che per le aziende l’iscrizione al RNI è
onerosa, poiché comporta un contributo annuo di 800 €, da versare entro il 31
gennaio. Inoltre richiede anche la licenza prefettizia (biennale) ex art. 28
TULPS, un’autorizzazione obbligatoria per fabbricare, importare, esportare,
collezionare, depositare o vendere armi da guerra, armi tipo guerra, munizioni,
materiali esplodenti e, secondo la normativa recente, anche specifici strumenti
di autodifesa destinati a corpi armati e di polizia.
Possiamo dunque affermare che un’azienda che si iscrive al RNI è seriamente
intenzionata a entrare nel commercio degli armamenti.
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SOCIETÀ DI NUOVA COSTITUZIONE MA SUBITO PRONTE A ESPORTARE ARMI
Tra le 75 new entries nell’import-export di armi, vi sono aziende di tutte le
dimensioni, anche minuscole società di persone (Snc e Sas) e ditte individuali.
Alcune società di recente costituzione si sono immediatamente iscritte al
Registro nazionale delle imprese (RNI), rivelando subito una dichiarata
vocazione militare:
* Baykar Piaggio Aerospace Spa con sede a Villanova d’Albenga (SV), ex Piaggio
Aero Industries appena rilevata (giugno 2025) dai nuovi azionisti turchi
della famiglia Bayraktar dopo un lungo periodo di amministrazione
straordinaria, ha subito richiesto e ottenuto quattro autorizzazioni
all’export, valore quasi 700.000 €, pezzi di ricambio e manutenzione relativi
alla versione militarizzata dell’aereo P180 spediti in Francia e Gran
Bretagna. Da notare che versioni militarizzate del P180 sono utilizzate solo
dalle Forze armate italiane, dagli Emirati e dalla Thailandia. Nel nuovo
consiglio di amministrazione della Baykar Piaggio siedono, oltre ai manager
turchi, un esperto come Fabrizio Giulianini con lunga esperienza in Leonardo,
candidato designato a succedere a Mauro Moretti nel 2017 e poi bocciato, e
soprattutto un politico come Giuseppe Cossiga, figlio di Francesco, dal
novembre 2022 presidente di AIAD e dall’aprile 2025 di MBDA, già deputato di
Forza Italia, poi FdI, ex sottosegretario alla Difesa 2008-11 nel governo
Berlusconi IV
Il campionario di unmanned aerial vehicle systems di Baykar presentato alla
fiera delle armi di Istanbul SAHA 2026, Droni pesanti da combattimento e ‘droni
killer’ (loitering munitions) dell’azienda turca potrebbero essere fabbricati
nell’ex stabilimento Piaggio di Albenga..
* Leonardo Rheinmetall Military Vehicles Srl (LRMV), joint venture paritetica
tra Leonardo e Rheinmetall, ha iniziato l’attività nel febbraio 2025 e si è
immediatamente iscritta a RNI, prima ancora che Leonardo avesse finalizzato
(marzo 2026) l’acquisizione di IVECO Defence Vehicles e della sua divisione
Astra, che probabilmente confluiranno in LRMV, la cui unica sede operativa
per ora è alla Spezia presso lo storico stabilimento ex OTO Melara. Qui si
sta lentamente proseguendo alla consegna di 21 mezzi corazzati all’Esercito
italiano, una goccia rispetto ai 1.050 veicoli di fanteria destinati a
rinnovare le linee dei mezzi pesanti del nostro esercito. Intanto il Comune
della Spezia ha approvato (gennaio 2025) l’ampliamento dello stabilimento
dove dovrà operare LRMV
Uno dei primi quattro veicoli corazzati Lynx KF-41 consegnati da LRMV
all’Esercito italiano nel gennaio 2026 presso il Centro Polifunzionale di
Sperimentazione (Ce.Poli.Spe) di Montelibretti (RM).
* SISLI Società Ingegneria Supporto Logistico Integrato Srl è una società di
ingegneria logistica nata nell’ottobre 2025, in seguito all’acquisizione
delle attività di Integrated Product Support (IPS) di SIPAL Spa da parte del
colosso americano Accenture, leader mondiale della consulenza strategica,
sorto dalla dissoluzione di Arthur Andersen nel 2002. SISLI ha sede legale a
Milano e altre dodici sedi operative a Bolzano, Cagliari, Lecce, Livorno,
Assago (presso la sede italiana di Accenture), Modena, Napoli, Piacenza,
Roma, Grottaglie, Torino, Gallarate. SIPAL Spa di Torino è società
controllata dalla holding FININT di Matterino Dogliani e famiglia, e si era
sinora incaricata di garantire il funzionamento e la manutenzione di
“prodotti complessi” come aerei, veicoli terrestri e navali, e quindi
coinvolta anche in diversi programmi di difesa a livello nazionale ed
europeo.
Il corporate center di Accenture, 15.000 m2 nel cuore dell’Innovation District
di Milano, inaugurato nel 2021
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GRANDI AZIENDE ALL’ASSALTO DEI FONDI PUBBLICI PER IL RIARMO
Tra i nuovi ingressi nel Registro nazionale delle imprese (RNI) troviamo nomi
abbastanza sorprendenti, aziende grandi e anche colossali che chiedono di essere
autorizzate ad accedere al commercio internazionale di armamenti. Ne elenchiamo
alcune in ordine decrescente di fatturato (2024):
* Stellantis Europe Spa è l’azienda del gruppo Stellantis N.V. controllato di
fatto da Exor (famiglia Agnelli-Elkann) che gestisce i marchi e gli
stabilimenti italiani, cioè ancora circa 30.000 dipendenti. Com’è noto Exor
ha ceduto IVECO Defence Vehicles (IDV, comprensivo del marchio Astra) a
Leonardo, e fino ad oggi non si avevano notizie circa l’eventuale ingresso di
Stellantis nel settore delle forniture militari. Anzi John Elkann ha
dichiarato esplicitamente che «il futuro dell’auto non è l’industria
bellica», affermazione che sembra però contraddetta dalla recente iscrizione
al RNI
John Elkann, presidente di Exor,
nell’audizione in Parlamento del 19 marzo 2025 .
* Engineering Ingegneria Informatica Spa è il principale gruppo IT in Italia e
tra i leader in Europa, quotata in borsa fino al 2016 e dal 2020, con
l’uscita di scena del fondatore Michele Cinaglia, entrata sotto il controllo
dei fondi di investimento. Nel giugno 2023 si è fusa con il fondo Centurion
divenuto unico socio, con la successiva emissione di un prestito
obbligazionario di importo pari al costo finanziario dell’operazione
d’acquisto. Nel gennaio 2026 ha dichiarato uno stato di crisi dovuto al
generale calo della domanda nel settore consulenza IT nel nord Italia, e
conseguente esubero di 658 lavoratori sugli oltre ottomila impiegati.
Nell’aprile successivo ha ottenuto l’ok dei sindacati per avviare i contratti
di solidarietà, e con l’uso di diversi strumenti (reinternalizzazione,
ricollocazione e cessazioni volontarie) i licenziamenti effettivi sono scesi
a 186 lavoratori;
* Flextronics Manufacturing Srl, azienda triestina più conosciuta come Flex,
prima della definitva cessazione all’inizio del 2025 ottiene l’iscrizione al
RNI. Entrata in crisi per la defezione del suo maggior cliente (Nokia) e dopo
una vertenza sindacale durata due anni, la casamadre americana ha venduto lo
stabilimento delle Noghere al fondo tedesco FairCap, che ha ribattezzato la
nuova società Adriatronix. Il governo però non ha accettato il piano
industriale dei nuovi proprietari, e li ha forzati a vendere alla newco Star
Tech Industries, con sede a Milano, di cui è unico socio Novica Mrdovic
Vianello, imprenditore italiano di origine serba con vent’anni di esperienza
nel settore difesa, alla testa di Mountain X, fondo di venture capital di
diritto lussemburghese, specializzato in acquisizioni europee nel settore
aerospazio e difesa. Nel passaggio di proprietà ha avuto un ruolo una società
finanziaria milanese di cui è socio il commercialista Stefano Buffagni, ex
viceministro allo Sviluppo economico nel secondo governo Conte e deputato del
Movimento 5 Stelle dal 2018 al 2022.
Marzo 2025, presidio dei lavoratori di fronte ad Adriatronix, ex Flextronics di
Trieste.
Tuttavia la travagliata vicenda non si è chiusa. Secondo notizie di stampa, il
governo sarebbe intervenuto per esercitare il golden power e ridurre la
partecipazione al capitale di Star Tech degli israeliani di NewPhotonics,
azienda di semiconduttori con sede a Petach Tikva, nei pressi di Tel Aviv,
partecipazione prevista al 50%. L’uscita di scena degli israeliani ha
“indirettamente” provocato la mancata erogazione ai dipendenti degli stipendi di
aprile e la riapertura di un tavolo con le istituzioni.
Nello stabilimento che nel 2023 ha fatturato 750 milioni di euro con circa 400
dipendenti, lavorano oggi 320 persone con accordi di solidarietà a rotazione (un
centinaio di lavoratori lavora solo un giorno alla settimana) in scadenza a
giugno 2026
11 maggio 2026, presidio dei lavoratori di fronte alla StarTech per il mancato
pagamento degli stipendi di aprile.
* Carraro Drive Tech Italia Spa è società del gruppo padovano Carraro
(trattori), che si occupa in particolare di sistemi di trasmissione,
ingranaggi e riduttori. Il gruppo sta soffrendo la generale crisi
dell’automotive, nel 2024 il fatturato di Carraro Drive Tech è calato del
16%, quello di gruppo del 13%, e nel 2025 di un ulteriore 1,6%. Il gruppo è
ampiamente internazionalizzato e finanziariamente solido, tanto da aver
realizzato nel 2021 il delisting dalla Borsa di Milano e nel 2024 la
collocazione alla Borsa di Mumbai della controllata Carraro India, Carraro
fornisce già gli assali a trave per il fuoristrada militarizzabile Ineos
Grenadiers, quandi l’ingresso nell’export militare può essere visto come una
prospettiva non secondaria, sebbene poco coerente con un percorso di
valorizzazione del capitale umano del Gruppo (the Carraro spirit) basato
sulla marked-focused innovation coniugata con la sostenibilità ambientale
* Tecnikabel Spa, specializzata nella produzione di cavi su misura per telcom e
automotive, e con un catalogo per le applicazioni militari (aerei, navi da
guerra), ambisce a entrare con forza nel mercato internazionale delle
forniture per la difesa. La svolta è avvenuta nel 2024 con il passaggio di
mano dalla vecchia proprietà famigliare (i Garaffi, rimasti in azienda) al
fondo francese d’investimento Andera Partners (emanazione del gruppo
Rotschild). Con stabilimenti in Italia, Germania e Cina, ha di recente
acquisito (aprile 2026) l’azienda americana Eis Wire & Cable, fortemente
impegnata nella defence electronics per i principali contractor USA
L’evento
* El,Com Srl opera anch’essa nel settore dei cablaggi elettrici e dei sistemi
di connessione, e dagli anni Duemila è subcontractor di
Finmeccanica-Leonardo, partecipando in particolare alla fornitura dei
cablaggi elettrici dei veicoli militari terrestri e poi dispositivi
elettronici e sicurezza per gli elicotteri AW139 e AW169. Fa parte del LAC
Lombardia Aerospace Cluster. È guidata dalla seconda generazione della
famiglia del fondatore Ugo Comparoni, che già aveva delocalizzato parte della
produzione in Romania (2004) e Tunisia (2015). L’azienda di Leno in quattro
anni ha raddoppiato il fatturato mentre i dipendenti sono aumentati del 30%,
mentre almeno 800 collaboratori sono impiegati nei tre stabilimenti in
Tunisia
Già questi sei diversi profili aziendali pongono la questione di quali siano le
motivazioni di fondo di un ingresso nel mercato internazionale della difesa. Per
le altre aziende, tutte con fatturato inferiore a 100 milioni di euro (2024), la
regola è il calo del fatturato e dei dipendenti rispetto agli anni precedenti, e
quindi un rivolgersi al settore della difesa come a un’ancora di salvezza, nella
speranza – non mal riposta, considerate le decisioni nazionali ed europee sul
finanziamento del riarmo – di uscire da una crisi che colpisce in particolare il
settore dell’auto e della componentistica, cioè quello che ha retto l’export
manifatturiero italiano negli ultimi decenni.
1 Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione al parlamento ai sensi
dell’art. 5 della legge 9 luglio 1990, n. 185, anno 2025, trasmessa al
Parlamento il 9 aprile 2026.