Notizie dal Medio OrienteGaza
Gli occupanti israeliani hanno compiuto nella notte centinaia di demolizioni con
la dinamite nei quartieri di Sabra e Zeitoun di Gaza città e a Jebalia.
L’obiettivo è di svuotare il capoluogo della sua popolazione.
I proclami che ordinano lo sfollamento vengono ripetuti con lanci di volantini e
con altoparlanti sui droni.
Artiglieria e aereonautica militare completano l’opera di sterminio dei civili.
51 sono stati uccisi stamattina fino al momento in cui scriviamo (08:15).
Il capo di stato maggiore israeliano Zamir è favorevole ad uno scambio di
prigionieri.
La sua preoccupazione non è la morte dei civili palestinesi, ma la vita dei 50
ostaggi israeliani in mano a Hamas: “C’è la certezza che i miliziani che
custodiscono gli ostaggi cercheranno di ucciderli e suicidarsi, nel momento del
nostro avvicinamento ai loro nascondigli nei tunnel. Sarà possibile la ripresa
delle operazioni militari dopo la conclusione della tregua temporanea”.
Netanyahu è deciso ad andare avanti nella carneficina e nell’uso della fame come
arma di guerra. “L’operazione militare per l’occupazione di Gaza va avanti e
tratteremo alle nostre condizioni”.
Infatti è passata una settimana dalla risposta affermativa di accettazione da
parte di Hamas della proposta dei mediatori, ma il ricercato per crimini di
guerra non si è pronunciato né per il sì, né per il no. E nessuna diplomazia lo
ha incalzato.
La stampa israeliana parla di opzioni diverse per i mediatori e cita emirati o
una capitale europea.
Un modo per scaricare il lavoro di Doha e Il Cairo, umiliate dalla mancata
risposta di Tel Aviv.
La linea imposta da Netanyahu, Smotrich e Bin Gvir per la fine delle operazioni
militari è “il rilascio di tutti gli ostaggi, la resa dei Hamas e l’occupazione
della Striscia”.
Negli ospedali di Gaza sono arrivati ieri 64 civili uccisi e 278 feriti.
Ieri sono morti 8 persone per fame, tra loro 2 bambini al di sotto dei 5 anni.
Non hanno scosso le loro coscienze neanche i milioni di manifestanti che sono
scesi in tutto il mondo, da Tokio a Seul, da Nouakchout a Istanbul, per dire no
al genocidio. Immagini dall’Australia: Guarda.
Cisgiordania
Continuano le operazioni militari contro la popolazione civile in Cisgiordania
da parte dell’esercito di occupazione.
La linea di Tel Aviv è la cancellazione di tutti i campi profughi e la presenza
dell’Onu a protezione dei profughi e del loro diritto al ritorno.
Deportazione strisciante con la demolizione delle case.
A Jenin sono oltre mille gli edifici rasi a terra in 7 mesi di aggressione,
iniziata il 21 gennaio scorso.
Il totale dei deportati fuori dai campi profughi di Jenin e Tulkarem supera i 50
mila civili.
Sono ospitati “temporaneamente” in strutture collettive messe a disposizione
dell’ANP in altre città della Cisgiordania o da parenti.
L’altra linea di attacco del colonialismo israeliano in Palestina è
l’appropriazione dei luoghi di culto.
A Nablus, a el-Khalil, ma soprattutto a Gerusalemme est, esercito e coloni
agiscono di concerto per l’occupazione delle moschee islamiche.
Migliaia di coloni stanno affluendo in queste ore nella moschea di Al-Aqsa per
le cerimonie del capodanno ebraico.
La moschea viene rinominata con il nome di Monte del Tempio, col sogno di
ricostruirlo dopo la distruzione della moschea, terzo luogo sacro per un
miliardo e mezzo di musulmani.
Jude Shalabi salvo dalla lapidazione
Il papà Bassam ci ha mandato un vocale di Jude registrato durante la festa per i
suoi 5 anni, ieri 24 agosto. “Sto festeggiando. Ci sono mia sorellina e tutti i
cugini. Ho ricevuto tanti regali e la mamma ha fatto una bella torta,
dolcissima. Grazie a Dio, ogni giorno”.
Abbiamo pubblicato ieri un’intervista video realizzata da Anbamed con suo padre
sull’aggressione dei coloni al posto di blocco dell’esercito di occupazione
israeliano lungo la strada Nablus-Tulkarem e il lancio di pietre che ha
distrutto l’auto, rotto il vetro e causato la frattura del cranio al bambino.
Yemen
40 caccia israeliani hanno attaccato 18 obiettivi in Yemen, compreso il palazzo
presidenziale a Sanaa. Netanyahu intende ripetere in Yemen ciò che ha compiuto
in Libano, ma non sembra che stia ottenendo gli stessi risultati, malgrado la
potenza di fuoco messa in campo.
Nei giorni scorsi, gli Houthi avevano lanciato sul territorio israeliano un
missile balistico a testate multiple che non è stato possibile intercettare e ha
colpito diversi obiettivi nella zona di Tel Aviv causando la chiusura
dell’aeroporto.
Solidarietà di artisti con Gaza
L’altra sera, davanti a 150.000 persone e in diretta su Rai3, è accaduto un
fatto bellissimo, emozionante. Durante la Notte della Taranta, l’artista
Alessandra Caiulo ha cantato “La furtuna”, un brano profondo, toccante, che
parla di chi attraversa il mare in cerca di speranza, di un futuro migliore, ma
che invece trova la morte.
Poi Alessandra ha fatto una cosa ancora più potente: ha rotto il silenzio.
Con una dedica che è un grido politico e umano: “Fortuna è avere un domani. A
Gaza, i bambini un domani non ce l’hanno. Gaza è un pianto che non si asciuga,
un campo senza mani, una scuola senza bambini. In questo pianto ci anneghiamo
tutti. Salviamo Gaza!”.
Alessandra ha avuto la sensibilità di usare il palco più popolare del Sud per i
bambini palestinesi.
Solidarietà in Italia con la Palestina
Da Catania e Siracusa il 4 settembre salperanno le barche e le navi per portare
aiuti umanitari a Gaza. Sono programmate una grande manifestazione per il 3
pomeriggio e un raduno per il 4 per salutare gli equipaggi.
I sanitari prendono una chiara posizione contro il genocidio.
“Il nostro obiettivo, come Sanitari per Gaza, è far prendere posizione a tutte
le Istituzioni contro il genocidio in corso e boicottarne ogni forma di
complicità. Perché fermi il genocidio, Israele dovrà percepire l’isolamento e la
pressione politica ed economica da parte della comunità internazionale”.
Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob
silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 101 giorni dall’inizio del Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a
maggio da Anbamed.
Oggi, lunedì 25 agosto, prosegue incessantemente per la 101a giornata l’azione
nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la
campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della
guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi.
Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo
il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane,
europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”.
Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di
solidarietà.
Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account
social.
ANBAMED