Tag - genocidio a gaza

MSF: “A Gaza non c’è tregua dalla paura, 4 bambini feriti dall’IDF”
“Dal 9 luglio, i nostri team a Gaza hanno prestato soccorso a 4 bambini colpiti da proiettili vaganti sparati dalle forze israeliane – ha riferito il coordinatore di MSF nei Territori Palestinesi Occupati, Benoit Vasseur – Un ragazzo di 14 anni che è stato colpito 2 volte in un campo vicino alla linea gialla ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Gli altri 3 bambini avevano solo 8, 9 e 10 anni”. Il referente locale di Medici Senza Frontiere inoltre ha dichiarato: > Domenica è stato riportato che un altro bambino, di appena 9 anni, è stato > ucciso in uno scontro a fuoco insieme ad altre 5 persone. > > Mentre la violenza delle forze israeliane continua, chiunque può essere ucciso > o ferito in qualsiasi momento. > > I bambini che cercano di sopravvivere in condizioni già disperate vengono > regolarmente feriti, in modo grave. > > Non c’è tregua dalla paura con cui la popolazione convive. > > Continuiamo a chiedere la protezione incondizionata dei civili. Medecins sans Frontieres
July 14, 2026
Pressenza
Pietra di inciampo rimossa in Garfagnana
IL FATTO: mercoledì 1 luglio a Castelnuovo Garfagnana l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tagliasacchi ha rimosso una pietra di inciampo posata in piazza Umberto I° a fine luglio 2025 dal gruppo Palestina libera Garfagnana. La targa portava la scritta: Gaza Genocidio 2025. Motivo addotto: incompatibilità con i vincoli cui è sottoposto il sito, per rispetto alle prescrizioni a tutela del bene, e mancanza di autorizzazione formale. Senza entrare nel merito delle discussioni pro e contro che l’iniziativa aveva provocato. IL NOSTRO COMMENTO: l’apparente neutralità del provvedimento nasconde una precisa presa di posizione politica. Il motivo addotto è chiaramente un pretesto. Pietre d’inciampo simili sono presenti in molti contesti anche su selciati storici certamente sottoposti a vincoli. Lungi dal deturparli, brillano nella loro bellezza e dignità in memoria di caduti partigiani o vittime della Shoah. Perché non dovrebbe essere lo stesso per le vittime del genocidio in atto in Palestina? Genocidio, ricordiamo,  definito tale dalla Corte di Giustizia Internazionale, dall’ONU, da tutte le maggiori organizzazioni internazionali. Un termine non più tabù. Genocidio anche culturale e ambientale, teso a cancellare le radici di un popolo oltre che a inibirne il futuro. La notizia è passata quasi inosservata, mentre se fosse stata rimossa una pietra di inciampo dedicata ai martiri dell’Olocausto ci sarebbero stati titoloni e si sarebbe gridato allo scandalo per gravissimo atto di antisemitismo. Rendiamoci conto che le vittime di olocausto di oggi sono i palestinesi e gli altri popoli come loro sottoposti ad analogo sterminio. La nostra umanità si deve esprimere verso tutti gli oppressi della terra, o non è umanità. Basta con i doppi standard! Non ci sono morti di serie A e di serie B. Perciò il Coordinamento Versilia per la Palestina denuncia l’accaduto, esprime solidarietà ai cittadini di Castelnuovo che biasimano la rimozione, e si ripromette di installare una simile pietra di inciampo a Viareggio quanto prima. A Castelnuovo in piazza Umberto I° è rimasto un buco. Che venga colmato di fratellanza e solidarietà. Redazione Toscana
July 4, 2026
Pressenza
Non dimentichiamoci di Gaza
Con Meri, una voce storica della radio, parliamo ancora di quanto sta accadendo a Gaza, ormai completamente dimenticata nel discorso pubblico e dalla stampa mainstream. Nonostante affermazioni propagandistiche di ogni sorta, il genocidio e i bombardamenti non sono mai terminati, mentre la popolazione civile è ormai forzatamente ristretta in un'area che corrisponde a circa il 20% del territorio in precedenza disponibile. Gli aiuti umanitari e le  organizzazioni internazionali continuano a non potere entrare nella striscia, mentre sono rimasti solo i report delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali a indicare l'entità e la violenza dei continui attacchi mirati sulla popolazione civile. La situazione è drammatica anche in Cisgiordania, dove gli assalti dei coloni continuano senza sosta, con il pieno sostegno dell'esercito israeliano. Le mobilitazioni a sostegno della popolazione palestinese, però, continuano anche attraverso una serie di progetti e iniziative di informazione e di produzione culturale a cui partecipano, tra l'altro, le stesse persone palestinesi che intendono continuare a denunciare la situazione.
June 24, 2026
Radio Onda Rossa
A Gaza la “impasse diplomatica” è in realtà guerra contro i bambini
Il Guardian la definisce “impasse diplomatica” e parla di mancanza di progressi sul campo a Gaza: lo stallo renderebbe i Paesi aderenti al Board of Peace “reluctant to pay”, riluttanti a pagare: “Così, mentre la diplomazia latita e i leader mondiali disertano il tavolo negoziale di Gaza, l’esercito israeliano si accanisce con maggior virulenza contro i bambini“. Nelle ultime 48 ore ne ha uccisi con chirurgica precisione almeno tre su una decina di civili: lunedì un bambino di otto anni, Jad Suleiman è stato ammazzato (assieme ad altre tre persone), mentre tornava da scuola verso il campo per sfollati di Jabalia, ed è morto allo Shifa Hospital. > Nei video strazianti è il padre che gli dà l’ultimo addio gridando e dicendo > che stava solo tornando a casa dopo le lezioni. Altre immagini mostrano invece bambini mutilati e sofferenti in ospedale: non ancora uccisi ma destinati all’agonia. Secondo i negoziatori del trumpiano Board of Peace sarebbe il rifiuto di Hamas di cedere le armi ad ostacolare il processo di pace, mentre di fatto, sul campo, è l’aviazione Israeliana che sgancia bombe e droni a distruggere la vita dei palestinesi superstiti. E non solo a Gaza: la Cisgiordania, soprattutto l’area di Hebron è diventata intoccabile. Le persone a Gaza muoiono nei loro stessi accampamenti di fortuna, senza protezione e senza ragione. > Nei villaggi della West Bank vengono invece colpiti “per errore”, così dice > l’esercito. Che si è giustificato nel caso di Sam, un bambino sette mesi ammazzato mentre era in auto con la madre e il padre. Impossibile oramai negarlo: i bambini sono stati in questi tre anni (e continuano ad esserlo) un target privilegiato per Israele. Il reportage del de Volkskrant What the wounds are telling us, Cosa ci dicono le ferite, premiato all’European Press Prize 2026, documenta il targeting deliberato di bambini a Gaza. Dall’inchiesta emerge che le ferite parlano: di colpi mirasti alla testa, di volontà precisa di mirare ai più piccoli, non solo per uccidere ma per mutilare. Il reportage combina raccolta di dati e ritratti di medici: quindici su diciassette hanno dichiarato di aver trattato bambini di quindici anni o meno con singole ferite da arma da fuoco alla testa o al petto, con il resto del corpo intatto. Si tratta di almeno 114 bambini, la maggior parte dei quali non è sopravvissuta. «Una singola pallottola alla testa o al petto di un bambino è, sul piano della medicina legale, un indicatore forte di targeting deliberato: un colpo mirato, sparato da un cecchino o da un drone armato, da lunga distanza», spiega Francesco Russo. E’ con questi crimini non denunciati e non sanzionati che avremo a che fare in futuro, come Paesi europei sovrani: a scendere in piazza al momento sono sparuti gruppi di attivisti e di società civile che sa e non tace. > Gli altri si lamentano in silenzio o guardano altrove. Ma il rimosso e la negazione torneranno presto a galla condannandoci alla colpa perpetua. Questo è il momento di dissociarsi: “non in mio nome”, in ogni piazza e in ogni luogo, pena la complicità totale consegnata alla Storia. Redazione Italia
June 9, 2026
Pressenza