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Macerie su Macerie – PODCAST 2/03/26 – Brecht contro la guerra
Quando la guerra comincia Forse i vostri fratelli si trasformeranno e i loro volti saranno irriconoscibili. Ma voi dovete rimanere eguali. Andranno in guerra, non come ad un massacro , ad un serio lavoro. Tutto avranno dimenticato. Ma voi nulla dovete dimenticare. Vi verseranno grappa nella gola come a tutti gli altri. Ma voi dovete rimanere lucidi. Bertolt Brecht, anni Trenta. In un tempo in cui il discorso analitico sembra talvolta sfidare il pudore, soprattutto perché buttato come un contenuto tra gli altri in mezzo a frivolezze e pubblicità del mondo virtuale, a Macerie su Macerie tentiamo cautamente di riscoprire la tensione contro la guerra che passa attraverso altri registri comunicativi. Lo facciamo con la poesia di Brecht, fonte rigogliosa di consapevolezza sul mondo che – ahinoi – ancora oggi viviamo.
[2026-03-05] Laboratorio Slam Poetry @ De Lollis Underground
LABORATORIO SLAM POETRY De Lollis Underground - Via Cesare De Lollis, 20 (giovedì, 5 marzo 19:30) LABORATORIO DI SLAM POETRY Conosciamoci attraverso le parole e la nostra poesia. Condividiamo, leggiamo, viviamo. Sarà un momento di scambio e condivisione: non ci sarà competizione, sarà solo un incontro di anime. Vieni e scopriamo insieme le infinite possibilità alle nostre parole: porta i tuoi versi, una birretta e daremo vita alla magia. L'intento è provare a buttarsi, esporsi e portare in dono agli altri i propri versi e scritti; ma non ti preoccupare, nessuna pressione. Puoi partecipare anche in altri modi: - Puoi partecipare anche senza poesia scritta, anche lo scambio è poesia (ma se te la senti e ti vorrai buttare daje! ascolteremo tutto ciò che vorrai condividere) - Sarà presente anche una scatola con noi; La chiameremo "La scatola delle poesie anonime". Al suo interno potrai mettere la tua poesia nel caso, in quel momento, proprio non te la sentissi proprio di leggerla e darle voce e volto. Ci sta, non ti preoccupare…a volte serve del tempo. Perciò segnati la data e vieni a buttarti: Giovedi 5 Marzo ore 19:30 al DeLollis
February 25, 2026
Gancio de Roma
Di me cosa rimane? Intorno a “Spettri Domestici” di Massimo Filippi – di Bianca Nogara Notarianni
Una recensione di Bianca Nogara Notarianni alla raccolta di scritti di Massimo Filippi dedicati agli spettri che abitano le nostre abitazioni (Spettri domestici, Calibano Editore, Milano 2025). Tutti e tutte noi pensiamo che i luoghi dove viviamo possano garantire riparo, riservatezza, inaccessibilità rispetto all'orrore del mondo. In realtà, non c'è dimensione "privata" né "innocente". Siamo [...]
February 21, 2026
Effimera
Edda Billi 1933-2026, quasi un secolo di femminismo
Dopo quasi più di 70 anni di vita a Roma, ancora tenacemente e linguisticamente maremmana. Edda Billi la femminista storica da tutte riconosciuta madre, sorella, amante delle donne e delle lotte per la loro liberazione e autodeterminazione. Diceva sempre di essere partita dalla consapevolezza che venivamo sempre viste (e ci vedevamo tra noi) con gli occhi degli uomini. Catalogate e ruolizzate dal loro potere economico, politico e filosofico. Inesistenti. Costola. Madonna. Peccatrice e madre. > Fin dai ’70 lucida veemente appassionata provocatrice e visionaria di > invenzioni di parole, di mondi e di futuro per il Soggetto Donna che ha > contribuito a portare in piazza e nella Storia. Io capisco che anche una personaggia del valore politico di Edda Billi possa essere vissuta e considerata come vecchia e superata dai tanti femminismi di questi ultimi anni. Che pure molto ha prodotto con le sue lotte anche nelle forme e negli slogan degli anni ’70, felicemente rivisitati. Rinverdendoli di nuova linfa digitale. Il suo (nostro ) femminismo era onnicomprensivo e onnipotente da denunciare e lottare contro ogni forma di potere che schiacciasse sfruttasse e annullasse razze specie e diritti di umani animali natura e che normasse e reprimesse sessualità culture e libertà. Edda che da orgogliosa lesbica si è battuta per il divorzio, per l’aborto. Che ha inventato la parola femminicidio, quando assassinare una donna era un delitto contro la morale. Che ha fondato il Centro Alma Sabatini per lavorare contro la lingua falsamente neutra e la Casa Internazionale delle Donne dopo l’occupazione del Governo Vecchio. Edda anticlericale, antimilitarista e così critica con le istituzioni da rifiutare, perché separatista vera, ogni richiamo di cariche e poltrone (in elezioni che avrebbe vinto a man bassa). Un separatismo che ancora vedeva (e io con lei) necessario, vitale e strategico per una lotta radicale e dura al potere e alla violenza maschile che governa il mondo. Meloni non è una donna del potere femminile ma una donna al servizio del potere. Dopo ogni stupro e femminicidio Edda ha sperato con me di vedere cortei di uomini incazzati contro quella violenza alle donne: essa sì manifestazione fondante del potere maschile incarnato nelle istituzioni e religioni universali. Diceva: ma perché scendono in piazza per tutto e per tutti e bruciano e spaccano vetrine e si scontrano con la polizia ma non lottano MAI contro gli stupratori e assassini delle donne? Vedeva tutto ciò come la “radice prima” della guerra. Di tutte le guerre. È un’analisi difficile. Lo sapeva. Lo so. Provocatoria e politicamente scorretta anche per molte donne combattenti politiche. Forse il filo rosso tra Edda e le nuove donne in lotta sembra essersi interrotto. Sarebbe un grave danno per il femminismo: tutto. > Ma in fondo era anche sicura che fossimo riuscite a piantare semi potenti > nella coscienza di donne che potrebbero essere le sue pronipoti. Dunque il > futuro.  Sentiva che pur con tutte le diversità di analisi e di pratiche, sono donne che partendo da sé, hanno conquistato la coscienza di essere soggetti politici potenti e vincenti, ancorché “imprevisti”, che finalmente stavano facendo e scrivendo una storia che non poteva più cancellarle ma registrarne il valore a vantaggio di tutti. Edda Billi era una poeta “imprigionata” in un corpo politico. Poeta raffinata, abitante di mondi segreti. Di donne e animali e alberi fantastici e realissimi.  Vi regalo questa:                                      Mi accade d’esser viva                                      Quando non so                                       Dell’acqua che scorre il senso                                       E della pioggia il verso. E anche un suo Haiku:  Cauta mi stendo sull’orlo del tempo                             invecchio adagio. Le immagini sono di Paola Mastrangeli SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Edda Billi 1933-2026, quasi un secolo di femminismo proviene da DINAMOpress.
January 26, 2026
DINAMOpress
Renée Nicole Good e Facundo Jones Huala: due poeti di fuoco
Come Sirio e Procione: stelle che bruciano nella notte Introduzione — Leggenda yagan: stelle di fuoco Ogni popolo ha le sue fiabe della buonanotte, i suoi racconti originari. Spesso nascono guardando il cielo, tra paure, speranze, freddo e silenzio. In questo tempo buio segnato da guerre e devastazione ambientale, torniamo alle stelle per orientarci: tra le notizie di cronaca brillano due assenze che chiedono giustizia. Secondo una leggenda del popolo Yagán, dopo aver dato nome agli elementi e ai luoghi, agli esseri mobili e immobili, i fratelli Yoalosh, esseri senza tempo creatori della Terra, decisero di ascendere al cielo e trasformarsi in Sirio e Procione. Prima di allora tutto era eterno. Con la fine della creazione, nacque anche la morte. I due fratelli, lasciando il loro corpo materiale, ascendono in cielo. Da allora la loro luce continua a orientare il popolo nell’oscurità. ¹ Mentre il fuoco del sole scalda, quello delle stelle da sempre serve per orientare i naviganti. A questo serve la poesia incendiaria: a scaldare gli animi e a rendere visibile ciò che altri vorrebbero lasciare nell’ombra. Oggi Sirio e Procione hanno due nomi: Renée e Facundo. Lei uccisa. Lui in carcere. Due poeti le cui vite incendiano la risposta sociale e le proteste dei difensori dei diritti umani in questo inizio 2026. Renée — poetessa che incendia le proteste Renée Nicole Good, 37 anni, madre di tre figli, poetessa, è stata uccisa il 7 gennaio 2026 a Minneapolis da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) durante un’operazione di controllo migratorio. Era in auto, in un quartiere residenziale, quando l’agente le ha sparato tre volte. ² Le versioni ufficiali cercano di accusarla di azioni violente, ma i materiali video parlano da soli. Le sue armi erano penna e fischietti, suoni, non armi: strumenti di allerta comunitaria contro gli abusi dei federali. La sua morte ha incendiato proteste diffuse negli Stati Uniti: Minneapolis, Chicago, New York, Washington D.C. Migliaia di persone hanno chiesto verità e giustizia, responsabilità e la fine delle pratiche violente dell’ICE. la vita è mero ovulo e sperma e dove i due si incontrano e quanto spesso e quanto bene e ciò che muore lì. ³   Facundo — poesia incendiaria contro il colonialismo Facundo Jones Huala è poeta e lonko, autorità politica del popolo mapuche ⁴. Per il popolo mapuche la difesa della Mapu Ñuke (Madre Terra) non è ambientalismo, ma identità, cura dell’anima e relazione sacra. La parola non è separata dall’azione: raccontare è resistere. Dare la parola è un atto sacro. Il 2 febbraio 2025 ha presentato il libro Entre rejas. Antipoesía incendiaria in una biblioteca di Bariloche. Subito dopo è stato incarcerato. Le sue poesie sono diventate capi d’accusa. Anche lui, come Renée, è accusato di atti violenti: le sue parole scatenano incendi. Mentre a prendere fuoco sono le orecchie di coloro che ascoltano la sua poesia, il suo libro denuncia il colonialismo, l’espropriazione delle terre ancestrali, la violenza delle forze dell’ordine, delle multinazionali — tra cui Benetton — e dei latifondisti coloni. ⁵ Dal carcere Facundo ha lanciato una chiamata spirituale internazionale per la difesa della Madre Terra. ⁶ La sua detenzione rivela la paura dello Stato di una parola potente, che non si piega, che accende e sveglia: Tu, mio riposo, mio conforto Libero e luminoso Uccello di fuoco Portami sulle tue ali, fondimi nei tuoi sogni.⁷ Sirio e Procione — stelle che bruciano Due poeti, dal Nord al Sud America, armati di penna, parlano a cuore aperto. Le loro parole innescano scintille di pace e richiamano diritti umani e ambientali a chi ha sete di giustizia. Apparati repressivi che cercano di soffocare la protesta sociale finiscono per alimentare il fuoco, trasformando vite di artisti in martiri che accendono, anziché spegnere, il conflitto sociale. Due poeti: lei uccisa, lui privato della libertà. Come Sirio e Procione, le loro vite ricordano che il fuoco non è solo distruzione: è luce, trasformazione, dignità, amore, resistenza. Arte, parola e poesia illuminano ciò che altri vogliono censurare. Forse è questo il compito delle stelle oggi: non rassicurare, ma orientare le coscienze. Non spegnere l’incendio, ma farlo divampare.⁸   Note e approfondimenti 1. La leggenda dei fratelli Yoalosh, appartenente alla tradizione orale del popolo Yagán e raccolta da nonna Cristina Calderón. Tra le sue pubblicazioni troviamo anche un libro di leggende e storie del popolo yagán, intitolato “Hai Kur Mamašu Shis” (Voglio raccontarti una storia). – Info in italiano: https://www.labottegadelbarbieri.org/america-latina-la-difesa-delle-lingue-native/ – Info in spagnolo: https://www.guinnessworldrecords.es/news/2022/3/la-lengua-menos-comun-del-mundo-el-yagan-se-extingue-por-completo 2. Uccisione di Renée Nicole Good a Minneapolis il 7 gennaio 2026 e inchieste in corso sull’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE): https://www.hrw.org/news/2026/01/09/us-minneapolis-killing-by-ice-unjustified 3. Renée Nicole Good, On Learning to Dissect Fetal Pigs, Academy of American Poets Prize 2020: https://radurapoetica.com/2026/01/08/una-poesia-di-renee-nicole-good/ 4. Il popolo mapuche, storia e identità del “popolo della terra”, a cura dell’antropologa Olivia Casagrande: https://www.gfbv.it/3dossier/ind-voelker/mapu.html 5. Il mondo (dei Benetton) alla fine del mondo, libro-inchiesta disponibile in versione digitale gratuita: https://www.heraldo.it/2020/07/08/il-mondo-dei-benetton-alla-fine-del-mondo/ 6. Facundo Jones Huala, messaggio dal carcere di Rawson sulla difesa della Mapu Ñuke / Madre Terra: https://mapucheit.wordpress.com/2025/12/15/il-messaggio-del-lonko-facundo-jones-huala-dal-carcere-di-rawson/ 7. Il libro inedito in italiano è disponibile in spagnolo: Facundo Jones Huala, Entre rejas. Antipoesía incendiaria; contatti dei traduttori in cerca di una casa editrice italiana: ecomapuche@gmail.com 8. Sherrie Rabinowitz, manifesto sul ruolo dell’arte di fronte alla distruzione sociale: https://www.ecafe.com/museum/about_festo/84manifesto.html Redazione Italia
January 14, 2026
Pressenza
[2026-02-07] I capricci dell'attore @ Casa del Parco delle Energie
I CAPRICCI DELL'ATTORE Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (sabato, 7 febbraio 19:30) I CAPRICCI DELL'ATTORE Una piccola rivolta poetica per fottere l'algoritmo: improvvisazione radicale. accettare il caos. cantarci dentro, lasciarlo raccontare. accostare l'inaccostabile, lasciarlo stridere, e ridere forte. perdersi nello sguardo degli spettatori. fidarsi solo dell'empatia. mollare le briglie e lasciare la guida a chi guarda. diluirsi nell'imprevisto. insieme. andarsene affanculo per un'ora per fottere l'algoritmo. Avventura o Naufragio? con Fabio Monti che farà?... ...e chi lo sa? improvvisa, canta, delira, sragiona... Sabato 7 Febbraio - ore 19:30 Casa del Parco delle Energie (Sala Ovale) Via Prenestina, 175 - Roma Serata a offerta libera
January 12, 2026
Gancio de Roma
[2026-01-17] I capricci dell'attore @ Casa del Parco delle Energie
I CAPRICCI DELL'ATTORE Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (sabato, 17 gennaio 19:00) I CAPRICCI DELL'ATTORE Una piccola rivolta poetica per fottere l'algoritmo: improvvisazione radicale. accettare il caos. cantarci dentro, lasciarlo raccontare. accostare l'inaccostabile, lasciarlo stridere, e ridere forte. perdersi nello sguardo degli spettatori. fidarsi solo dell'empatia. mollare le briglie e lasciare la guida a chi guarda. diluirsi nell'imprevisto. insieme. andarsene affanculo per un'ora per fottere l'algoritmo. Avventura o Naufragio? con Fabio Monti che farà?... ...e chi lo sa? improvvisa, canta, delira, sragiona... Sabato 17 Gennaio - ore 19:00 Casa del Parco delle Energie (Sala Ovale) Via Prenestina, 175 - Roma Serata a offerta libera
January 12, 2026
Gancio de Roma
[2025-12-20] Insieme per la Palestina @ Spin Time Labs
INSIEME PER LA PALESTINA Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55 (sabato, 20 dicembre 18:00) INSIEME PER LA PALESTINA Una serata d'arte, cibo e convivialità. Il 20 dicembre dalle 18 ospiteremo in osteria una cena di raccolta fondi per la Palestina insieme a Gazzella Onlus. Ingresso con donazione libera, su Whatsapp al numero 3349224035. Ti aspettiamo!
December 18, 2025
Gancio de Roma
Aprire sentieri con la poesia, anche quando tutto sembra perduto
-------------------------------------------------------------------------------- Perugia-Assisi 2025. Foto di Carovana dei pacifici -------------------------------------------------------------------------------- Ci sono poeti che camminano nello spazio delle parole come se aprissero sentieri dentro la vita. Così John Berger parla di Nazim Hikmet: le sue poesie, dice, contenevano più spazio di tutta la poesia che aveva letto fino ad allora. Non lo descrivevano: lo attraversavano, scavalcavano le montagne. Lo spazio, in Hikmet, non è un luogo da abitare ma da varcare. La poesia non osserva da lontano: agisce, si muove, accompagna la vita. Anche quando parla di lutto o di solitudine, non resta immobile nel dolore: i sentimenti seguono l’azione invece di prenderne il posto. È una poesia che fa, che apre, che resiste. Eppure Hikmet scrive in prigione. Dieci anni nel carcere che i turchi chiamavano “l’aeroplano di pietra” per via della sua forma irregolare. Un luogo sospeso tra Europa e Asia, pensato per seppellire le persone nella dimenticanza. Ma la sua poesia non accetta di essere sepolta: supera continuamente i limiti della reclusione. Non sogna la fuga, non evade, colloca la prigione come un punto minuscolo sulla mappa del mondo e da lì traccia cerchi sempre più ampi, che abbracciano la terra, gli uomini, l’amore, la speranza. Scrivere, per lui, è un modo di restare vivi. La libertà non è un luogo, ma un respiro: un gesto che si rinnova ogni volta che la parola apre lo spazio del possibile. In questo, Hikmet incontra Mahmoud Darwish, poeta palestinese dell’esilio. Anche lui scrive da una condizione di chiusura, eppure la sua voce non si lascia imprigionare. “Sopravviveremo. E la bellezza ci salverà”, dice in un verso che sembra una risposta fraterna a Hikmet. Come lui, Darwish conosce l’ingiustizia e la perdita, ma continua a credere che la poesia sia un atto di resistenza e di fiducia, il modo umano di tenere aperto il mondo. John Berger, che di Hikmet ha scritto parole luminose, riconosce in questa tensione una verità profonda: la poesia è azione. È un modo di attraversare la realtà, non di fuggirla. È un camminare nella libertà anche quando il corpo è chiuso, anche quando tutto sembra perduto. E così arriviamo ai versi più noti di Hikmet, che sono forse la sua dichiarazione più alta di speranza: Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto. Sono parole che guardano avanti, non indietro. Non celebrano ciò che è stato, ma ciò che ancora può essere. Dentro di esse la speranza non è illusione, ma promessa: la fiducia che il futuro, nonostante tutto, esiste. Nessuna prigione, nessun confine, nessuna occupazione può impedire questa libertà interiore. La poesia — per Hikmet, per Darwish, per Berger — è la forma più umana del camminare: continua anche quando il mondo si chiude, e traccia con il respiro una geografia invisibile di resistenza e amore. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Aprire sentieri con la poesia, anche quando tutto sembra perduto proviene da Comune-info.
October 24, 2025
Comune-info