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Ultima Generazione: Roma, assoluzione per il blocco stradale sull’Aurelia del 7 dicembre 2021
È stata una delle prima azioni del movimento. Tra assoluzioni, non luogo a procedere e tenuità del fatto siamo alla 63° sentenza favorevole. “Il fatto non sussiste”: questa la sentenza pronunciata ieri dal Tribunale riguardo all’accusa di interruzione di pubblico servizio per il blocco stradale del 7 dicembre 2021 sulla via Aurelia. Una sentenza, la 63° che tra assoluzioni piene, non luogo a procedere e tenuità del fatto, dimostra ancora una volta che la protesta non è un crimine. Si è trattata di una delle prime azioni del movimento; un’azione, come le altre che seguiranno, compiuta tra lo stupore – e lo sconcerto – dei più, ma necessaria. Sono passati più di quattro anni; al collasso climatico, si è aggiunto il collasso del già fragile ordine internazionale. Le persone comuni devono scegliere, noi dobbiamo scegliere: o subire le scelte di una classe dirigente sempre più incapace e criminale o organizzarci per far sentire la nostra voce e riprendere le nostre vite. Le persone imputate oggi in tribunale, difese dalle avvocate Francesca De Prosperis, Paola Bevere e dall’avvocato Cesare Antetomaso, così come le persone che decisero di seguirle e che si sono sedute sul GRA e su tante altre strade in Italia, questa decisione l’hanno già presa. “Oggi siamo stati assolti dall’accusa di interruzione di pubblico servizio dopo il blocco stradale di via Aurelia del 7/12/21. All’udienza hanno testimoniato un giornalista che era presente quel giorno (portato in commissariato insieme a noi) e un esperto di clima (Vittorio Marletto, fisico, già responsabile Osservatorio clima Arpae Emilia-Romagna, ideatore e coordinatore dell’ Atlante climatico regionale n.d.r.), che ha spiegato al giudice quanto fosse grave e drammatica già al tempo la situazione a livello climatico. Inoltre Peter (una delle persone imputate) ha dichiarato che durante il blocco abbiamo fatto passare le ambulanze. Oggi questa sentenza dimostra come fare azioni di protesta pensate strategicamente per essere eclatanti e attirare l’attenzione pubblica sia possibile senza ripercussioni a livello legale. È quanto mai necessario ampliare il nostro immaginario di azione, per poter incidere sull’agenda mediatica e sull’opinione pubblica. Possiamo fare molto di più di così e dobbiamo! La crisi climatica avanza e con lei il nostro futuro si sgretola, le speranze per una vita in un ambiente sano e in equilibrio si fanno sempre più vane. Dobbiamo pretendere giustizia, finché i nostri soldi non smetteranno di finanziare l’industria dell’energia fossile e delle armi, finché non vedremo un’equa distribuzione delle risorse e la messa in sicurezza dei territori” ha dichiarato Davide 26 anni, una delle persone imputate. Processi in corso * Roma 5 marzo, udienza predibattimentale per blocco di Ponte Milvio del 18 aprile 2023 * Roma 5 marzo, udienza predibattimentale per blocco del MEF del 4 febbraio 2022 * Roma 5 marzo, ore 11.30 udienza predibattimentale per assemblea popolare in piazza Vittorio Emanuele II 11 maggio 2024 I nostri canali Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22. Ultima Generazione
March 5, 2026
Pressenza
ONDA ANOMALA: ULTIMA GENERAZIONE A PROCESSO. COSA CAMBIA CON IL NUOVO PACCHETTO SICUREZZA. INTERVISTA ALL’AVVOCATA PAOLA BEVERE
“Onda Anomala”- Notizie eventi movimenti dal clima che cambia, la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto all’interno della casetta degli attrezzi del martedi pomeriggio alle 18.45 in replica il mercoledi in apertura di trasmissioni alle 6.30. Oggi torniamo a parlare del movimento sociale e ambientalista ULTIMA GENERAZIONE e in particolare dei processi (e delle assoluzioni ) che vedono coinvolti attivisti e attiviste. Il 25 febbraio scorso sei persone sono state assolte per una delle prime azioni avvenuta nel dicembre 2021. “Il Tribunale di Roma ha emesso sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste in merito al blocco stradale del 18 dicembre 2021 sulla A91 Magliana. Si è trattata di una delle prime azioni di quella che poi sarà Ultima Generazione. Con questa siamo alla 62° sentenza che riconosce che la protesta non violenta non è un crimine; questo almeno prima che arrivassero i decreti sicurezza di questo governo. Diversi processi sono ancora in corso. A prescindere da come andranno, a prescindere dalle mosse del governo per reprimere il dissenso, sappiamo di aver fatto la scelta giusta” ha scritto UG in un comunicato. Con l’avvocata Paola Bevere che segue da tempo tutte le cause di Ultima Generazione abbiamo fatto il punto della situazione e qualche riflessione su quello che potrà accadere nelle lotte di disobbedienza civile anche alla luce dei nuovi decreti sicurezza varati dal Governo.Ascolta o scarica In questa puntata di Onda Anomala ci siamo occupati anche della lotta del Comitato Mu.Basta del Parco del Pilastro a Bologna dove i residenti si oppongono alla distruzione dell’area verde per fare spazio – nei piani del Comune – alla costruzione del MuBa, il Museo dei bambini. Qui puoi ascoltare l’intera puntata Ascolta o scarica 
March 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Ultima Generazione: L’Aquila, identificate per aver affisso dei volantini
Stamattina dalle ore 6.00, a L’Aquila, in piazza Duomo, tre persone aderenti alla campagna “Il Giusto Prezzo” di Ultima Generazione hanno manifestato in maniera pacifica e nonviolenta affiggendo dei cartelli e volantini con lo scotch, per denunciare quello che accade in Italia e nel mondo, mentre il governo si occupa esclusivamente di reprimere il diritto costituzionale a manifestare attraverso il nuovo decreto sicurezza. Alina, 36 anni, madre di tre figli, ha dichiarato: “Vorrei un futuro, ma ovunque si guarda, nel mondo sta succedendo qualcosa di terribile. A Gaza il genocidio sta continuando, in Iran i manifestanti vengono abbattuti dalla forza armate, in Yemen il massacro di innocenti continua, in Italia il nuovo pacchetto sicurezza vuole definitivamente impedirci di manifestare, la Sicilia sta in ginocchio; ma si continua a parlare del ponte sullo stretto. Oggi abbiamo portato in piazza il nostro pensiero, le nostre richieste, la nostra speranza, per un futuro che non sia fatto di guerre, di genocidi, e di oppressione. Possiamo ancora farcela a cambiare le cose, però dobbiamo attivarci, dobbiamo andare a votare al referendum, dobbiamo unirci, discutere. Dobbiamo ribellarci. E’ l’unica cosa da fare ” La crisi climatica ha già reso gli italiani più poveri Recentemente, in Sicilia i danni ammontano a 2 miliardi; quanto è stato dato dal governo? Pochi milioni di contentino. La crisi climatica accentua le differenze economiche nord-sud, perché chi è più ricco ha più capacità di riprendersi, mentre chi è più povero sprofonda in una povertà ancora maggiore. Abbiamo bisogno di un’Italia più lungimirante, che si rialzi dal buio della disperazione e guardi alla rigenerazione, alla transizione energetica e alla messa in sicurezza dei territori. I magistrati continuano a riconoscere la giustezza della nostra azione, mentre il governo prepara il nuovo pacchetto sicurezza Con quello del 3 febbraio siamo al 61° provvedimento della Magistratura per azioni dirette nonviolente compiute come Ultima Generazione, in cui vengono riconosciute le nostre ragioni. Un numero che ci ricorda ancora una volta che in uno Stato democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono dei reati, in un Paese che risulta al 16° posto in classifica – secondo le stime del Climate Risk index – tra quelli più colpiti dalla crisi climatica (e le recenti alluvioni in Sicilia e Sardegna e la frana di Niscemi lo confermano) e in un momento storico in cui anche i tentativi di affrontare la crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza. Ma il governo anziché affrontare i problemi reali delle persone, sta per varare un nuovo provvedimento legislativo teso ancora di più ad impedire il diritto costituzionale a manifestare. I nostri canali Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione * Ultima Generazioneè una coalizione di cittadini ed è membro del network A22.   Ultima Generazione
February 5, 2026
Pressenza
La nostra «sicurezza»: fra lame, ipocrisie e Meloni
articoli di Danilo Tosarelli e di Valentina Fabbri Valenzuela. Due punti di vista diversi per favorire la discussione… anche in “bottega” Italia, sicurezza o democrazia? Il ddl che normalizza la repressione prima ancora di essere votato di Valentina Fabbri Valenzuela (*) Repressione della solidarietà e di attivisti climatici Negli ultimi anni le mobilitazioni in solidarietà con la Palestina e in
January 21, 2026
La Bottega del Barbieri
Roma: tutti assolti per il blocco sull’Appia Nuova
Quella di Roma è la 57esima assoluzione per azioni di Ultima Generazione   Ieri mattina, presso il Tribunale di Roma, 21 persone imputate per l’azione di protesta nonviolenta realizzata il 24 aprile 2023 su via Appia Nuova nell’ambito della campagna Non paghiamo il fossile sono state assolte da tutte le accuse di interruzione di pubblico servizio aggravata. Al termine dell’udienza, il giudice ha infatti pronunciato sentenza di assoluzione per tutti i capi di imputazione, stabilendo che il fatto non sussiste; le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni. Giulio, giardiniere in pensione, assolto perché il fatto non sussiste ha dichiarato: Io ricordo una giornata fredda e piovosa, tanto nervosismo, due persone che non arrivavano e di cui non si avevano notizie, una lunga attesa e poi il via! Non ricordo particolari reazioni da parte degli automobilisti, almeno non nella mia carreggiata, ma tanta inutile violenza da parte della polizia e tanta rabbia nel vedere persone trascinate e strisciate sui guard rail di cemento per passarle da una carreggiata all’altra e poi caricarle nelle auto. Leggere dell’assoluzione perché il fatto non sussiste, cioè per non avere commesso nessun reato e che per questo il PM non può presentare appello, beh è una gran cosa. Ti restituisce fiducia nell’esistenza di onestà e raziocinio, che ci devono essere giudici che non hanno il ghigno di Piantedosi e di Almasri, che sanno guardare ai fatti che gli vengono sottoposti senza isolarli dai fatti enormemente più grandi e gravi che accadono intorno. Giudici che sanno trasformare la legge in giustizia. Una nuova assoluzione: ancora una volta riconosciuto il diritto alla protesta Con quella di Roma siamo a 57 assoluzioni per azioni dirette nonviolente compiute come Ultima Generazione. Un numero che ci ricorda, ancora una volta, che in uno stato democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono dei reati ma, in un paese che risulta al 16° posto in classifica – secondo le stime del Climate Risk index – tra i paesi più colpiti dalla crisi climatica (e le recenti alluvioni nel nord est del paese lo confermano) e in un momento storico in cui anche i tentativi di affrontare la crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza (basti vedere lo scetticismo che sta accompagnando la COP 30 di Belém che si sta tenendo proprio in questi giorni) sono ancora oggi una necessità. Ultima Generazione
January 16, 2026
Pressenza
21 persone assolte per il blocco dei jet privati a Malpensa
L’azione era stata compiuta con Scientist Rebellion e Extinction Rebellion il 14 febbraio del 2023. Il 19 dicembre nuovo processo a Milano.  Ieri, 17 dicembre, 21 persone aderenti ai movimenti Ultima Generazione, Scientist Rebellion ed Extinction Rebellion sono state assolte dal Tribunale di Busto Arsizio per un’azione di disobbedienza civile nonviolenta: il blocco della pista dei jet privati all’aeroporto di Malpensa il 14 febbraio 2023. Le accuse erano di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e imbrattamento; per le prime due il giudice ha riconosciuto che il fatto non sussiste, mentre per l’imbrattamento vale la tenuità del fatto. L’azione avvenne nell’ambito della campagna internazionale Make them pay, il cui obiettivo era denunciare gli extraconsumi – e il loro impatto sul clima – dei super ricchi, quelli che appunto utilizzano i jet privati. Nuovo processo a Milano il 19 dicembre Questa è la 57° assoluzione per un’azione condotta da Ultima Generazione; in un Paese (ancora) democratico la protesta non può essere un reato e il destino di leggi fatte ad hoc con lo scopo di criminalizzarla è di essere dichiarate incostituzionali. Non sarà facile, perché nel frattempo saranno compiute altre azioni dirette e arriveranno altri processi, ma così andrà. Un altro processo infatti sta già iniziando. A Milano il 19 dicembre, questo venerdì, alle ore 12.30 si terrà l’udienza predibattimentale per un procedimento che vede imputate 12 persone per diverse azioni nonviolente compiute tra il 2022 e il 2023 tra le quali, l’imbrattamento della Scala del 7 dicembre del 2022 e l’imbrattamento della statua di Vittorio Emanuele II del 9 marzo 2023. Sempre per le 12.30 ci sarà un presidio di solidarietà fuori dal tribunale. I nostri canali Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22.   Ultima Generazione
December 18, 2025
Pressenza
Ultima Generazione: l’Italia declassata a livello dell’Ungheria
Venerdì 19 alle 11.30 assieme a decine di associazioni e movimenti, interverremo alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati, indetta per la presentazione dei risultati del monitoraggio Civicus Monitor. L’Italia è stata ufficialmente declassata a Paese con “spazio civico ostruito” nel nuovo rapporto annuale del Civicus Monitor. Una valutazione che conferma il deterioramento strutturale delle libertà democratiche e colloca il nostro Paese tra quelli in cui lo spazio civico è sottoposto a restrizioni significative, allo stesso livello dell’Ungheria di Orban. Il Civicus Monitor utilizza una metodologia basata sulla raccolta e l’analisi di dati provenienti da fonti multiple, incluse organizzazioni della società civile, osservatori sui diritti umani, piattaforme di monitoraggio indipendenti e analisi giuridiche, valutando il rispetto delle libertà di espressione, manifestazione e associazione. Il rating “ostruito” indica che tali libertà sono soggette a violazioni ricorrenti, intimidazioni, limitazioni arbitrarie e uso distorto degli strumenti normativi. Simone, gruppo di supporto legale di Ultima Generazione ha dichiarato: “Questo rapporto internazionale ci dà la conferma di quello che avevamo già capito benissimo in Italia: la repressione del dissenso ha raggiunto un nuovo livello. Di certo questo non fermerà la necessità di ribellarsi con la resistenza civile nonviolenta, unico mezzo che rimane a cittadini e cittadine per riprendere in mano il proprio potere. Non vediamo l’ora di ricevere nuove denunce e sanzioni ai sensi della nuova Legge “Sicurezza” e contestarne – una per una – le legittimità costituzionale”. Ci saranno: IN DIFESA DI, RETE NO DL Sicurezza, Amnesty International Italia, ARCI, A Sud, Cnca – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, COSPE, Un Ponte Per, Global Movement to Gaza, Greenpeace Italia, Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa (OBCT), Terra Nuova Centro per la Solidarietà e la Cooperazione tra i Popoli, Associazione Nazionale Giuristi Democratici, Yaku Odv, Polo Civico Esquilino, Articolo 21, Legal Team Italia, Libera contro tutte le mafie, AOI – Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, ASGI, Per il Clima Fuori dal Fossile, Human Rights International Corner. Cartella stampa su tutte le azioni organizzate da dicembre 2021 qui I NOSTRI CANALI Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22. Ultima Generazione
December 17, 2025
Pressenza
Resistenza civile nonviolenta, sono io il corpo del reato
Esplorare “le suture più delicate dei sentimenti” rappresenta l’inizio di una rivoluzione, come scriveva Pier Paolo Pasolini, quando volavano sassi e proiettili. La violenza politica era considerata una possibilità razionale, ma fu l’inizio della fine. Nel 1982 comparve sul grande schermo un capolavoro che raccontava l’esperienza gandhiana: con la pratica e la teoria nonviolenta il popolo indiano si liberò dal giogo imperiale dei britannici. Ne rimasi incantato, anche se alle provocazioni dei fascistelli rispondevo ancora con le mani. Poi con la maggiore età ho rinunciato del tutto alla violenza, semplicemente perché mi sono reso conto che un pugno ben assestato può fare male, molto male. Sembra banale, eppure io non ho mai odiato nessuno a tal punto da desiderare la sua morte. Ho scoperto Greenpeace, l’attivismo politico e infine nel 2023 Ultima Generazione. Trent’anni fa la prima conferenza internazionale a Rio de Janeiro parlava dei cambiamenti climatici prodotti dalle attività umane. Siamo ancora fermi lì o abbiamo acquisito la consapevolezza dell’urgenza del problema? Nel 2015 con gli accordi di Parigi si raggiunse un consenso scientifico e istituzionale globale, messo poi in discussione da Trump nel 2016. Ormai i mass media sono inquinati da un dibattito surreale, che lascia spazio alla negazione dell’evidenza scientifica ben chiara da decenni. Trent’anni fa scrivevo di Rio, oggi devo descrivere la mia rabbia per la lentezza con cui i governi affrontano la mitigazione necessaria e urgente per fermare il collasso climatico. Nella COP30 a Belem non è maturata nessuna scelta decisiva, sembra anzi una rinuncia a qualsiasi possibilità di mitigazione. Non mollare mai. Una rivista della resistenza fiorentina contro il fascismo si chiamava proprio così: non mollare. Non mi voglio arrendere. Non possiamo rinunciare al futuro e a mio modestissimo avviso, la strada per lottare deve essere nonviolenta. Un mese fa ero in presidio a Roma e sono stato portato via di peso con altre persone nonviolente. Ci hanno trattenuto per ore in cella. Si chiama resistenza civile nonviolenta. Una scelta radicale. Faccio fatica a parlarne, perché voglio evitare una retorica vittimistica, ma voglio anche affermare con chiarezza che non era necessario un fermo di polizia così brutale e sproporzionato. Ci sono abusi di potere che devono essere stigmatizzati senza stancarsi mai di ripeterlo: sono abusi di potere. Anche i giudici condannano queste procedure non giustificate da motivi di ordine pubblico. Sono invece modalità repressive  e oppressive, per non dire intimidatorie e punitive. La resistenza civile nonviolenta di Ultima Generazione va avanti da anni. Non molliamo. La mobilitazione umana, la marea di umanità, milioni di persone scese per strada in tutto il mondo contro il genocidio israeliano a Gaza hanno dimostrato che l’opinione pubblica conta. Il giornalista Lucio Caracciolo ha riconosciuto l’impatto determinante di queste manifestazioni pacifiche per arrivare a una fragile tregua. Non è finita. Non molliamo. Sono stato in Sicilia dal 29 agosto 2025 al 16 settembre per dare una mano alla Global Sumud Flotilla. Ho vissuto l’entusiasmo e le preoccupazioni umane, non politiche, meramente umane di questo grande movimento. Non molliamo. Il genocidio non si è fermato, ha solo cambiato modalità, ed è passato in secondo piano sui mass media. Non credo che si siano attenuati lo sdegno e la rabbia per la crudeltà degli israeliani. Si è visto pochi giorni fa che ci sono ancora milioni di persone in tutto il mondo che scendono per strada chiedendo di fermare il genocidio. Il governo italiano è complice. Come altri governi. Come si può pensare che la pace proclamata dagli USA e fotografata dalla risoluzione 2803 del consiglio di sicurezza ONU sia una vera pace? Non molliamo. Noi vogliamo la pace per i palestinesi martirizzati e per tutti i popoli martoriati dalle guerre. Non bisogna aver paura di far sentire la propria voce. Non insegno niente, ma metto il mio corpo in piazza e peso quasi cento chili. La questura è preavvisata. Ray Man
December 7, 2025
Pressenza
Processo ENI contro Michele Giuli, a febbraio i testimoni della difesa
Ieri si è tenuta l’udienza con il teste di Eni. Vola la raccolta fondi per le spese legali Si è tenuta ieri l’udienza – la terza – nell’ambito del processo intentato da Eni contro Michele Giuli, professore di storia e attivista di Ultima Generazione. Chiamato a testimoniare un responsabile di Eni che ha illustrato in aula i video, pubblicati sui social, oggetto della denuncia per diffamazione e istigazione a delinquere, denunce per cui Michele rischia fino a otto anni di carcere. Non sono emersi elementi nuovi rispetto a quelli già portati dalla multinazionale. La prossima udienza sarà il 9 febbraio e toccherà ai testimoni della difesa. Rita, madre di Michele e anche lei insegnante, ha scritto una lettera aperta per invitare a contribuire alla raccolta fondi per le spese legali di Michele spiegando i motivi che hanno portato a questa causa: Mi chiamo Rita e sono la madre di Michele. Scrivo queste parole con la tranquillità e la determinazione che chiunque può provare vedendo il proprio figlio schierarsi dalla parte giusta della storia. Michele, a differenza mia, non ha scelto la strada più facile: insegnare senza esporsi troppo, vivere una vita tranquilla, darsi a un volontariato che gratifica ma non ti espone. Quando spiega ai suoi studenti la storia della resistenza e l’autentica democrazia, non si limita alle parole: quei valori li vive. Il 17 aprile 2025 è iniziato il processo intentato da ENI contro Michele per diffamazione. La sua “colpa”? Aver riportato informazioni provenienti da inchieste pubbliche e documentazione ufficiale. Michele ha semplicemente detto quello che emerge dai documenti: ENI conosceva già dagli anni Settanta, attraverso i propri studi interni, le conseguenze devastanti dei combustibili fossili sul clima. Non era ancora evidente il collasso ecoclimatico, si iniziava a parlarne ma sembrava tutto molto lontano. Il processo contro Michele non è solo un attacco a lui: è un attacco al diritto di tutti noi di criticare chi ha il potere, di difendere il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno. È un tentativo di silenziare la voce di chi denuncia ingiustizie documentate e verificabili. Ma soprattutto, oltre a Michele ci sono decine di persone che andranno incontro ad anni di processi per aver deciso di reagire alla cancellazione del loro futuro. Oggi abbiamo raccolto la cifra necessaria alla difesa di Michele. Di questo sono estremamente grata. Ma le altre? Chi difenderà le altre decine di persone che si sono esposte? Le parole di Rita illustrano un sentimento condiviso: infatti la raccolta fondi ha superato la cifra richiesta. Michele non è solo e Eni, pur essendo un gigante, non è invincibile. PROCESSI IN CORSO * Roma, 3 novembre ore 9.00, udienza dibattimentale per imbrattamento in via del Corso del 14 maggio 2024 * Roma, 4 novembre, udienza predibattimentale per blocco a Muro Torto del 18 maggio 2024 * Roma, 4 novembre ore 12.30, udienza predibattimentale per blocco della Salaria del 18 dicembre 2023 I NOSTRI CANALI Aggiornamenti in tempo reale saranno disponibili sui nostri social e nel sito web: * Sito web:https://ultima-generazione.com * Facebook@ultimagenerazione.A22 * Instagram@ultima.generazione * Twitter@UltimaGenerazi1 * Telegram@ultimagenerazione   Ultima Generazione è una coalizione di cittadini ed è membro del network A22. Ultima Generazione
October 31, 2025
Pressenza
Arrestate attiviste di Ultima Generazione in sciopero della fame per Gaza
Quattro donne di Ultima Generazione sono state arrestate questa mattina a Montecitorio, mentre annunciavano l’inizio dello sciopero della fame affinché il governo Meloni riconosca il genocidio dei palestinesi. Le forze dell’ordine con due auto della polizia le hanno circondate e poi le hanno prese di peso, nonostante si trattasse di un’azione di protesta nonviolenta. Trovo scandaloso questo spiegamento di forze contro quattro donne pacifiche che manifestano solidarietà alla Global Sumud Flotilla, movimento di resistenza civile nonviolenta che è partito ieri dalle coste siciliane per rompere il blocco criminale agli aiuti umanitari per Gaza. Voglio esprimere tutto il mio rammarico, la mia apprensione e lo sconcerto che ho provato di fronte ad una sproporzionate repressione della polizia, che voleva impedire anche il lavoro dei giornalisti, allontanando chi si avvicinava per documentare l’arresto delle 4 donne. Oltre alle tre in sciopero della fame, è stata arrestata anche quella che documentava la protesta con video e foto. Al momento le quattro donne si trovano ancora nel commissariato Trevi. “Ho deciso di unirmi allo sciopero e a privarmi del cibo, perché non riesco più a tollerare ciò che sta succedendo a Gaza” ha dichiarato Alina, madre di tre figli. Ora basta! Non continuerò la mia vita come se nulla fosse. Metto il mio corpo a disposizione e andrò avanti con lo sciopero della fame a oltranza; il mio impegno è per la Flotilla e per la Palestina, affinché riesca nella sua missione, le persone partite tornino a casa senza un graffio e il governo riconosca che le atrocità che stanno succedendo a Gaza sono un genocidio! Invito chiunque lo desideri a unirsi: c’è ancora speranza, possiamo e dobbiamo ancora agire.” Rayman
September 20, 2025
Pressenza